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MADRID, 17 settembre 2010 - Siamo a Valdebebas, ma sembra Lisbona. Mai visti tanti giornalisti portoghesi, radio e televisioni con postazioni pronte a rilanciare le parole del possibile nuovo allenatore-salvatore della nazionale. L'attesa è enorme, tanto che nella conferenza stampa di presentazione di Real Sociedad-Real Madrid si parla quasi solo della proposta della Federazione portoghese a Mourinho, e si parte con un quarto d'ora di domande e risposte esclusivamente in portoghese.

PALLA AL MADRID — E Mou? Cosa dice? In spagnolo dà per "chiusa" la questione, in portoghese resta qualche passo più indietro: "Credo che non si farà". Una cosa è certa, Mou si è chiuso in difesa e ha sparato la palla profonda nel campo del Real Madrid. Sarà la Casa Blanca a decidere se Jose allenerà il Portogallo nelle due gare dell'8 e del 12 ottobre, in casa con la Danimarca e in Islanda. Esclusa qualsiasi forma di collaborazione a medio o lungo termine. "Se si fa, è per due partite. Niente di più. Ed è in forma assolutamente gratuita, zero euro. Grazie a Dio economicamente non ho problemi".

SPIRITO PATRIOTTICO — Questo il Mou-pensiero: "La Federazione mi ha chiamato e io ho avvertito il club. Poi mi sono visto col presidente Madail. Non posso dire di no, ma non posso dire di sì. Non posso dire no perché sono portoghese, per orgoglio nazionale, perché il momento è difficile e avrei la possibilità di far qualcosa per il mio Paese, perché se dicessi no avrei difficoltà a camminare per strada, perché voglio che il Portogallo vinca, anche se non è assolutamente detto che con me si vinca. Io andrei ad aiutare, non a fare miracoli. Però non posso dire sì, perché sono l'allenatore del Real Madrid e la mia testa è qui. Ho un contratto di quattro anni e il mio lavoro è qui. Poi è chiaro che entro i prossimi vent'anni allenerò la nazionale, però full time, con tutto il mio tempo a loro disposizione. Se fossi libero andrei subito, ma non lo sono e il Real Madrid ha tutto, tutto, tutto il diritto di dire no".

ASSENZA ININFLUENTE — Questo il discorso generale, poi ci sono alcuni dettagli interessanti: "Io non penso che la mia assenza possa influire negativamente sul Real Madrid. Quando c'è stata l'altra pausa internazionale io mi sono assentato per andare a un congresso della Uefa. E onestamente ritengo più utile andarmene a dare una mano al mio Paese che assistere a un congresso Uefa. E poi se me ne vado alleno 3 giocatori: Ronaldo, Pepe e Carvalho e se resto ne alleno sempre 3: Pedro Leon, Mateos e Granero, più due portieri".

"ACCORDISSIMO" — Poi il rilancio verso il campo del Madrid: "E' chiaro che io andrei, ma già questa mattina per quanto ho letto sui giornali la notizia non è stata presa in maniera del tutto positiva e mi sembra che potrebbe essere male interpretata dal madridismo. Se così fosse, se dovessi avvertire anche il più piccolo dei dubbi in seno alla massa sociale del Madrid rispetto a questa mia decisione, non accetterei mai. Accetterei solo se ci fosse un "accordissimo" totale. Per questo dico che, se mi chiedete se vado, dico che la sensazione è che no, non andrò". Palla a Florentino, col Madrid chiamato a fare la parte del cattivo, a negare al Portogallo il suo salvatore della patria.

gazzetta.it


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Portogallo, Bento è il nuovo commissario tecnico
Per l'ex allenatore dell Sporting contratto fino al 2012

LISBONA, 21 settembre - Paulo Bento, ex nazionale portoghese ed ex allenatore dello Sporting, è il nuovo commissario tecnico del Portogallo e resterà in carica fino agli Europei del 2012. Lo ha annunciato la Federcalcio portoghese (Fpf). L'ex centrocampista dello Sporting e del Benfica è stato scelto dopo il rifiuto del Real Madrid di 'prestare' il suo allenatore, il portoghese Josè Mourinho, alla Nazionale lusitana per i due prossimi incontri delle qualificazioni a Euro 2012. Nei primi due il Portogallo ha pareggiato in casa con Cipro e perso in trasferta contro la Norvegia. "Paulo Bento e il suo staff tecnico firmeranno un contratto fino a luglio 2012", afferma un comunicato della Fpf, precisando che la nuova equipe sarà presentata domani. La nomina di Bento, già anticipata dalla stampa, è stata ufficializzata al termine di una riunione della Fpf, oggi pomeriggio. Bento, 41 anni e 35 presenze in Nazionale, succede a Carlos Queiroz, licenziato il 9 settembre in seguito a diversi procedimenti disciplinari nei suoi confronti e alle cattive prestazioni del Portogallo dopo i Mondiali.

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