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 Oggetto del messaggio: IL Pomodoro.
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Parliamo di cose serie ( altro che Bar Refali ) Parliamo del Pomodoro.

MA QUANTO E' BUONO IL POMODORO ??? MA QUANTO E' BUONO IL POMODORO ??? MA QUANTO E' BUONO IL POMODORO ??? MA QUANTO E' BUONO IL POMODORO ???.

Mi faccio tutte le sere gli spaghetti con il sugo di pomodoro fresco , mi piace tanto
E poi mi piace tanto il pomodoro sulla pizza.
E poi mi piace tanto anche mangiarlo crudo intero.

Ma che buono che e' il pomodoro e poi fa tanto tanto bene.

http://www.youtube.com/watch?v=gZSz3tOWfps


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Il pomodoro (Solanum lycopersicum, L. 1753 - identificato secondo il regolamento fitosanitario internazionale Lycopersicon esculentum (L.) Karsten ex Farw. (cfr. classificazione botanica), della famiglia delle Solanaceae, è una pianta annuale i cui frutti - bacche plurisperme dal caratteristico colore rosso - sono alla base di molti piatti della cucina italiana.

Tutte le parti verdi della pianta sono tossiche, in quanto contengono solanina, un glicoalcaloide steroidale, che non viene eliminato nemmeno per mezzo dei processi di cottura.

Il frutto maturo è invece ricco di principi nutritivi seppure a basso contenuto calorico, ed è comunemente utilizzato a scopi alimentari, in insalata o come ingrediente nella preparazione di salse e piatti cotti, come la pizza. Il succo o le centrifughe di pomodoro, assunti come bevanda rendono disponibile all'organismo una quantità significativa di licopene, un antiossidante che si ritiene possa svolgere una certa funzione protettiva rispetto al rischio di tumori alla prostata.

Storia

Il pomodoro è nativo della zona dell'America centrale, del Sudamerica e della parte meridionale dell'America Settentrionale, zona compresa oggi tra i paesi del Messico e Perù. Gli Aztechi lo chiamarono xitomatl, il termine tomatl indicava vari frutti simili fra loro, in genere sugosi. La salsa di pomodoro divenne parte integrante della cucina azteca. Alcuni affermarono che il pomodoro aveva proprietà afrodisiache, sarebbe questo il motivo per cui i francesi anticamente lo definivano pomme d'amour, "pomo d'amore". Questa radice è presente anche in Italia: in certi paesi dell'interno della Sicilia, è indicato anche con il nome di pùma-d'amùri (pomo dell'amore). Si dice che dopo la sua introduzione in Europa Sir Walter Raleigh avrebbe donato questa piantina carica dei suoi frutti alla regina Elisabetta, battezzandola con il nome di apples of love (pomo d'amore).

La data del suo arrivo in Europa è il 1540 quando lo spagnolo Hernán Cortés rientrò in patria e ne portò gli esemplari; ma la sua coltivazione e diffusione attese fino alla seconda metà del XVII secolo. Arriva in Italia nel 1596 ma solo più tardi, trovando condizioni climatiche favorevoli nel sud del paese, si ha il viraggio del suo colore dall'originario e caratteristico colore oro, che diede appunto il nome alla pianta, all'attuale rosso, grazie a selezioni e innesti successivi.

Classificazione botanica

La prima classificazione botanica fu a cura di Carlo Linneo nel 1753, in genere Solanum, come Solanum lycopersicum (lyco-persicum deriva dal latino e significa pesca dei lupi).

Nel 1768 tuttavia Philip Miller cambiò il nome, sostenendo che le differenze dalle altre piante del genere Solanum, quali patata e melanzana, erano sostanziali, tali da giustificare la creazione di un nuovo genere: da qui il nuovo nome scientifico di Lycopersicon esculentum. Questo nome ebbe notevole successo, sebbene fosse contrario alle regole di nomenclatura vegetale, secondo cui, se si sposta la specie in un nuovo genere, l'epiteto specifico (lycopersicum) non deve essere cambiato, ma solo il nome del genere: Hermann Karsten corresse l'errore nel 1881 e pubblicò il nome formalmente corretto Lycopersicon lycopersicum.

La controversia sul nome scientifico del pomodoro non è tuttavia finita. Innanzitutto il nome di Miller era fino a poco fa il più usato, nonostante l'errore indicato prima. Poi, le moderne tecniche di biologia molecolare hanno permesso di creare precisi alberi filogenetici, che hanno indicato come il pomodoro in realtà faccia parte veramente del genere Solanum, dando sostanzialmente ragione a Linneo. Il nome ufficiale è oggi quindi Solanum lycopersicum, sebbene il nome di Miller rimanga ancora in uso in molte pubblicazioni.

Coltura

In generale, la pianta del pomodoro ha andamento strisciante.
Nei nostri climi, la coltivazione a terra può causare deterioramento delle bacche e della pianta in generale, che, come molte colture orticole di origine esotica, può soffrire gli effetti dell'accumulo di umidità, dei parassiti, e di diverse fitopatologie.
Per questo motivo è necessaria normalmente l'installazione di sostegni; tuttavia alcune varietà, più basse e robuste, non hanno bisogno di essere sostenute, ed i frutti più robusti non sono danneggiati dal contatto con il suolo; naturalmente tali frutti (a buccia dura), non sono adatti per il consumo fresco, ma sono ottimi per la produzione di derivati.

Per i pomodori da tavola si preferisce la semina in semenzaio, con successivo trapianto sul terreno.

I pomodori gradiscono esposizione piuttosto assolata, anche se nelle ore più calde questo può causare sofferenza sia alla pianta che ai frutti; per alcune varietà con clima molto soleggiato è consigliabile un leggero ombreggiamento. Il terreno deve essere ben fertilizzato; moderata ma regolare irrigazione.
Come è ovvio, per un frutto composto in gran parte da acqua, la natura del suolo e dell'acqua di irrigazione influisce in modo sensibile circa la qualità del frutto stesso; la temperatura dell'acqua di irrigazione non deve mai essere molto diversa dalla temperatura ambiente da causare shock termici. Per questo motivo si consiglia l'irrigazione alla mattina, o al tramonto.

Per aumentare la produttività ed evitare che l'eccessivo sviluppo della parte verde sottragga risorse alla pianta, le varietà indeterminate vanno sottoposte alla sfemminellatura o scacchiatura, che consiste nell'eliminazione dei germogli cosiddetti ascellari. Questi sono riconoscibili perché nascono alla base di una ramificazione già esistente e danno luogo allo sdoppiamento del fusto della pianta. Nella coltivazione vengono usualmente eliminati con le dita non appena si presentano. Se lasciati crescere tuttavia anche questi producono fiori e frutti, al pari del corpo principale della pianta.

La raccolta è fatta prevalentemente a mano. Molte qualità di pomodoro, quando giungono a maturazione, modificano la base del picciolo, che diventa fragile, il distacco della bacca risulta quindi molto agevole. Alcune varietà industriali sono selezionate per la raccolta meccanizzata, con accentuata caratteristica di distacco della bacca e buccia particolarmente robusta; alla estirpazione della pianta ed al suo scuotimento i frutti cadono al suolo senza danneggiarsi, dove sono raccolti.

Spesso le varietà adatte alla raccolta meccanizzata sono a sviluppo determinato, ossia, una volta raggiunto un certo iniziale grado di produzione dei frutti esse smettono di svilupparsi, in tal modo la cessata produzione di altri fiori ed altri frutti in varie fase di maturazione, permette la quasi completa raccolta in una unica soluzione dei frutti presenti.

In condizioni normali invece la pianta è a sviluppo "indeterminato", ciò deriva dal fatto che naturalmente la pianta tende ad avere uno sviluppo pluriennale, e quindi continua, in clima sufficientemente caldo, a produrre fiori e frutti in diversa fase di sviluppo. Per ovvi motivi di clima, nel nostro paese, la pianta non sopravvive al clima invernale, e quindi è coltivata come
Nonostante le cultivar rosse siano le uniche presenti in commercio, le bacche del pomodoro possono assumere colorazioni differenti.
Si va dalle cultivar di colore bianco (white queen, white tomesol) a quelle di giallo (douce de Picardie, wendy, lemon), rosa (thai pink), arancioni (moonglow), verdi anche a maturazione (green zebra), e persino violacee (nero di Crimea, purple perfect).
In alcune cultivar la buccia è leggermente pelosa, simile alla pelle di una pesca.
Esistono pomodori lunghi (San Marzano), rotondi e molto grossi (beefteak), a forma di ciliegia, riuniti in grappoli (reisetomaten), e persino cavi all'interno (tomate à farcir).
Fra le varietà più semplici da coltivare si può scegliere fra:

● The Amateur: a cespuglio, dai frutti di media grandezza, molto gustosi. Ottima per iniziare.

● Moneymaker: fra le varietà più note e affidabili, produce numerosi frutti di grandezza medio-piccola.

● Gartenperle: varietà precoce, a cespuglio è ideale per la crescita in vaso. Produce numerosi piccoli frutti, tipo ciliegino.

● Marmande: cultivar tardiva, molto nota dai frutti, grossi e saporiti.

A seconda delle cultivar, la raccolta può avvenire da 40-50 giorni a oltre 120 giorni dal trapianto.

L’industria del pomodoro è creatura tipicamente italiana.
La sua culla sarebbe stata Parma, nelle cui campagne dopo la metà dell’Ottocento i contadini producevano pani di polpa essiccata, al sole, e non per nulla chiamati “pani neri”.
Avrebbe imposto la svolta il professor Rognoni, docente all’Istituto tecnico di Parma, che avrebbe sperimentato la coltura, nei propri poderi, dal 1865, e sarebbe stato protagonista della diffusione, prima del 1895, dei primi processi razionali, presto adottati da numerosi laboratori artigianali.
Nel 1875 l'astigiano Francesco Cirio ha creato, intanto, a Napoli, la prima industria conserviera meridionale.
I laboratori che dichiarano la propria attività, a Parma, alla Camera di Commercio, sono 4 nel 1893, 5 nel 1894, 11 nel 1896.
L’industria parmense acquisisce un autentico primato europeo dopo l’importazione dalla Francia, nel 1905, delle apparecchiature per la condensazione del “concentrato” sottovuoto. Le imprese parmensi sono, l’anno medesimo, 16, tutte dotate di apparecchiature moderne, quando da Parma l’industria inizia a dilatarsi alla finitima Piacenza. Insieme le due province conseguiranno l’indiscusso primato mondiale del “concentrato”, mentre la grande industria di Cirio nel Mezzogiorno si specializzerà piuttosto nei “pelati”, ottenuti dal tipico pomodoro campano, il San Marzano[1].

Le malattie e i parassiti che colpiscono il pomodoro sono parecchi. Si elencano di seguito i più importanti.

Insetti

Nezara viridula
Thrips tabaci
Trialeurodes vaporariorum
Nematodi

Meloidogyne spp. (I danni provocati da essi sono riconducibili a delle escrescenze sulle radici).
Funghi

Botrytis cinerea, muffa grigia
Phytophthora infestans, peronospora
Leveillula taurica, oidio
Alternaria alternata, nerume
Fusarium oxysporum
Verticillium spp.
Pythium debarianum
Cladosporium fulvum
Septoria lycopersici
Pyrenochaeta lycopersici
Colletotrichum coccodes
Rhizoctonia solani
Batteri

Corynebacterium michiganense, cancro batterico del pomodoro
Pseudomonas syringae pv. tomato, macchiettatura batterica
Xanthomonas campestris pv. vesicatoria, maculatura batterica del pomodoro
.

http://it.wikipedia.org/wiki/Solanum_lycopersicum


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Il pomodoro (Lycopersicon Esculentum ) è una solanacea originaria dell'America Latina che fu per un lungo tempo coltivata in Europa a solo scopo ornamentale, poiché i frutti non erano ritenuti commestibili. Solo con l'inizio del secolo, nei paesi mediterranei, iniziò la coltivazione intensiva e la trasformazione e conservazione industriale del prodotto. In Italia la coltivazione ha una lunga tradizione ed il nostro Paese figura al terzo posto nella graduatoria mondiale per la produzione e l'esportazione. Si può immaginare di vivere senza pomodoro?

Il pomodoro è diffuso come coltura ortiva in tutta Italia, ma in pieno campo è coltivato soprattutto in Puglia, Campania, Emilia-Romagna, Calabria e Sicilia. A seconda della destinazione del prodotto si ha infatti la coltura per consumo fresco o da mensa e quella da industria per la produzione di pelati, concentrati e succhi.

Il pomodoro è una pianta a fusto sarmentoso e pubescente, che si ramifica abbondantemente nelle parti più basse. Nelle varietà a sviluppo indeterminato il fusto si accresce continuamente, mentre in quelle a sviluppo determinato si arresta dopo aver emesso un certo numero di fiori e di foglie. Le infiorescenze, a grappolo, sono inserite sugli internodi e la fioritura avviene a partire dai primi palchi. Il frutto è una grossa bacca, rossa a maturità, di pezzatura e forma diversa a seconda della varietà.

Il pomodoro è una pianta da clima temperato-caldo, esigendo una temperatura minima di germinazione di 12-13 °C e di 22-25°C per svilupparsi e produrre. La pianta si adatta a tutti i tipi di terreno, anche se predilige quelli di medio impasto ben drenati. Ci sono numerose tipi di varietà come: le varietà da mensa che presentano frutti tondo-globosi, lisci o costoluti, di varia dimensione i frutti sono a sviluppo indeterminato e a maturazione scalare e necessitano di sostegno. Noi abbiamo seminato in luogo protetto ai primi di febbraio ed effettuato il trapianto in vaso da 40 cm, verso la metà di marzo. Le piante hanno iniziato a produrre fiori a maggio, mentre la raccolta non è stata possibile effettuarla in quanto tuttora sono in fase di accrescimento.

Note ed apprezzate sono le cultivar Marmande, Money Marker, Early Pack e alcuni ibridi come il Montecarlo e il Fandango. Le varietà da pelati sono di forma cilindrico- piriforme e tra esse la più nota ed apprezzata è la San Marzano, che mal si adatta alla coltura in pieno campo in quando necessita di sostegni.

A sviluppo determinato sono le cultivar Europeel, Napoli, Chicco III, Roma VF. Le varietà da concentrato sono per lo più di forma quadrato ­ allungata e a sviluppo determinato; le più apprezzate sono quelle che possono adattarsi alla raccolta meccanica presentando una maturazione contemporanea ed una bacca resistente agli urti. Tra le numerosissime varietà, ricordiamo: Petomech, Indo, Missouri, Roma, Rio Grande.



Il pomodoro è una tipica pianta da rinnovo che si avvantaggia sia di accurate e profonde lavorazioni che di abbondanti concimazioni letamiche(400-500 q/ha) e minerali. Si distribuiscono mediamente 100-150 kg/ha di N, 200-250 kg/ha di P2O5 e 150-200 kg/ha di K2O. Per il pomodoro da mensa, si esegue sempre la semina in semenzaio (come abbiamo fatto noi) e il trapianto delle piantine quando queste hanno raggiunto i 15-20 cm di altezza e portano 3-5 foglie. I pomodori da mensa vengono sostenuti con canne, paletti, fili, al fine di avere un accrescimento uniforme dei frutti e poter eseguire alcune operazioni di potatura verde fra le quali le più importanti sono la sarchiatura e la cimatura. Con la prima operazione si tolgono i germogli laterali che si sviluppano all'ascella delle foglie, con la seconda si taglia l'apice vegetativo all'altezza voluta. Per il pomodoro da industria le tecniche colturali devono permettere una riduzione di manodopera e consentire le operazioni meccaniche di raccolta. A questo scopo si usano varietà a sviluppo determinato che non hanno bisogno di sostegni. Il terreno si sistema a solchi o a porche. In pieno campo si preferisce la semina sul posto in file semplici o binate. Per la semina si possono usare seminatrici a righe o di precisione, se si fa uso di seme confettato. La semina e il trapianto in pieno campo si eseguono a partire da aprile a maggio.

Il pomodoro è una pianta che richiede molta acqua per cui necessita di irrigazioni di soccorso nei periodi più caldi. Altre operazioni colturali sono la rincalzature, che viene effettuata con le piante alte 20-25 cm. Il pomodoro è soggetto a varie fisiopatie (colpo di sole, spaccature dei frutti ), controllabili solo con opportune tecniche agronomiche e scelte varietali.

Una pianta coltivata all'aperto che dia 4 grappoli di frutti, produrrà da 2 a 20 Kg di pomodori, indubbiamente con le piante in vaso come le nostre, le cose cambiano, dai frutti che attualmente si trovano sulle nostre piante possiamo presupporre un raccolto intorno ad 1,5-3,5 kg a pianta. L'unica accortezza è l'irrigazione giornaliera. Qui a lato l'aspetto dei pomodori varietà tonda) oggetto del nostro esperimento.

Il pomodoro da mensa viene raccolto a maturazione incompleta; quello da industria quando il frutto è maturo. Per l'uso casalingo non appena vi è un numero sufficiente per il consumo. La raccolta viene fatta ancora in gran parte a mano e si esegue a partire da luglio per le varietà più precoci e si protrae a tutto agosto­ settembre.

La produzione media è molto variabile, comunque sono da considerare buone produzioni di 700-800q/ha per il pomodoro da mensa e di 500-600 q/ha per quello da industria. I principali prodotti che si ottengono dalla lavorazione industriale del pomodoro sono i pelati, privati dalla buccia ed inscatolati, i concentrati con percentuale variabile di residuo secco tra il 12 ed il 55%, il succo di pomodoro e le salse agrodolci. I residui della lavorazione, bucce e semi, vengono utilizzati per la preparazione di mangimi ad uso zootecnico dopo l'estrazione dell'olio dai semi
http://www.ips.it/scuola/concorso_99/orto/pomo.htm


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 Oggetto del messaggio: Re: IL Pomodoro.
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epico ha scritto:
Parliamo di cose serie ( altro che Bar Refali ) Parliamo del Pomodoro.

MA QUANTO E' BUONO IL POMODORO ??? MA QUANTO E' BUONO IL POMODORO ??? MA QUANTO E' BUONO IL POMODORO ??? MA QUANTO E' BUONO IL POMODORO ???.

Mi faccio tutte le sere gli spaghetti con il sugo di pomodoro fresco , mi piace tanto
E poi mi piace tanto il pomodoro sulla pizza.
E poi mi piace tanto anche mangiarlo crudo intero.

Ma che buono che e' il pomodoro e poi fa tanto tanto bene.

http://www.youtube.com/watch?v=gZSz3tOWfps



:O_O :rofl :rotfl :lol :rofl :rotfl :lol :O_O


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Parliamo di cose serie ( altro che Bar Refali ) Parliamo del Pomodoro.


:rofl :rofl :rofl :rofl :rofl :rofl

E comunque ha ragione epico, è un alimento sontuoso! :sisi


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MarkPocho ha scritto:
Cita:
Parliamo di cose serie ( altro che Bar Refali ) Parliamo del Pomodoro.


:rofl :rofl :rofl :rofl :rofl :rofl

E comunque ha ragione epico, è un alimento sontuoso! :sisi

Assolutamente :sisi
Credo che insieme alla patata (nel senso del tubero, brutti porci) sia la verdura che ha maggior senso di esistere. Altro che cavoli e cornetti, per intenderci.


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 Oggetto del messaggio: Re: IL Pomodoro.
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epico ha scritto:
Parliamo di cose serie ( altro che Bar Refali ) Parliamo del Pomodoro.


Te pensala come ti pare, ma io preferisco Bar Refaeli :asd

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