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 Oggetto del messaggio: Re: La nostalgia dei tempi passati
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 13:01 
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Raccattapalle
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Reg. il: ven 26 giu 2015
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Messaggi: 1230
Francesco82 ha scritto:
Beh Memento il giudizio lo dà il pubblico? Ma quindi classifichiamo i musicisti in base a quanto hanno venduto? E' un criterio "oggettivo" (forse l'unico!), ma da ponderare con mille altri, e di certo da sempre rifuggo la presunta oggettività in questo ambito.

La musica di Battisti piaceva meno perché era più difficile, non certo perché necessariamente meno intensa o interessante. Sul punto comunque sono sempre gusti, casa mia è piena di suoni esoterici ma sono anche un amante del pop, lungi da me fare graduatorie di valore in tal senso.

Beh anche tu fai parte del pubblico,no? :asd
Tu dici che non si poteva dire che la musica di Battisti fosse la migliore, ma semplicemente non era riconosciuta come tale. Che sia interessante a prescindere da chi l'ascolta, rimane sempre un tuo personale giudizio,son gusti come hai detto.


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 Oggetto del messaggio: Re: La nostalgia dei tempi passati
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 13:27 
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Tifoso
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Reg. il: lun 18 mar 2013
Alle ore: 1:26
Messaggi: 528
@ Enri: Ma il discorso sullo "splendore del nostro calcio" non centra nulla con i cambiamenti di esso in generale.
Fra l'altro col tuo discorso finisci addirittura col valorizzare la legge Bosmann, dimenticandoti che il dominio VERO delle italiane (se davvero dobbiamo dare un senso all'aggettivo "italiano") si situa ben prima di quella iattura.
Andarsi a vedere il lustro magico 89-94 per capire di cosa si sta parlando.

Se invece dobbiamo salutare come "italiani" il trionfo dell'Inter di Mourinho (11 stranieri su 11!) ma pure quelle di Parma e Lazio dai bilanci truccati sul finire dei '90, quando già erano 5 gli stranieri per squadra, direi che stiamo parlando di un altro sport.

E comunque, "legge truffa" a parte, ho indicato il '94-'95 come linea di non ritorno anche anche per altri motivi.
E' vero che non c'erano ancora gli spezzatini, ma le pay tv avevano cominciato già a trasmettere le partite del campionato dal 1993. E' chiaro, solo un posticipo, per 3 o 4 anni andò avanti così, non si capiva che quello era solo il cavallo di #@*§. La svolta epocale qui avvenne attorno al '97, mi sembra di ricordare, quando era ormai possibile vedere tutte le partite del campionato in tv.


Ma non finisce qui. La controriforma delle competizioni europee è anch'essa figlia dell'intervento delle pay. Intanto, dal '96, la massima competizione si apriva pure alle seconde classificate. Anche qui, era solo un assaggio di quello che si sarebbe visto dopo ma la il riferimento temporale è, guarda caso, sempre quello del giro di boa dei '90. Ma soprattutto le pay, con lo spezzatino televisivo imposto pure alle competizioni europee, sono state la causa indiretta della cancellazione della Coppa delle Coppe, visto che occupando militarmente il martedì ed il mercoledì con la competizione maggiore e relegando il giovedì agli sfigati dell'ex Uefa, non c'era posto per far disputare un'altra competizione.
Poi sfido chiunque a dire che sia più interessante, anche limitatamente all'ex Uefa, la formula a gironi (in uno scenario poverissimo di squadre forti) rispetto all'eliminazione diretta fin da subito.

Quindi non è proprio un discorso di competitività del calcio italiano o di qualche altro calcio nazionale. Il calcio italiano può pure tornare a vincere 3 competizioni lo stesso anno. Se dobbiamo discutere dei cambiamenti del calcio ma pure delle altre cose rispetto ad un prima (credo che il senso del topic sia questo) la competitività o meno delle squadre italiane non è argomento di discussione. Per il calcio quel "prima" va individuato nella cesura temporale che ho individuato argomentando.
Poi si potrebbe parlare anche del divismo di certi calciatori, alimentato dello strapotere, sempre più totale, di certi speculatori - procuratori che sono i veri padroni del tanto decantato "calcio-mercato", 365 giorni l'anno. Ma possono fare i padroni solo perché la legge che si vorrebbe portatrice di benefici effetti per il calcio italiano (almeno in altri tempi, se ho capito bene) glielo consente.


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 Oggetto del messaggio: Re: La nostalgia dei tempi passati
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 14:29 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
Alle ore: 20:02
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Maka lungi da me difendere gente del calibro di Tanzi e Cragnotti.
Ma mi stupisce il fatto che la storia dei "bilanci truccati" (che per il Parma è fasulla, semmai erano i fondi a essere "truccati") emerga solo per queste realtà.

Nessuno rimprovera alla Juventus di beneficiare dei fondi della famiglia Agnelli? Dobbiamo ricostruire la storia d'Italia per ricordarci come hanno costruito il loro impero i torinesi, magari tornando al ventennio? No giusto per capirci.

I fondi del Milan sono poi ammantati da una facoltà di non rispondere che non ha impedito di conoscerne la provenienza (non parlo direttamente del Milan ma di Mediaset & C.)...se dico ripulire i capitali c'è qualcosa di sbagliato?

Non parliamo di Ferlaino. Insomma, il calcio pulito dell'epoca è una bufala. Peraltro, negli anni '80 abbiamo vissuto tre stragi epocali al cui confronto le tragedie sportive attuali sono barzellette. Immagino cosa scriveremmo se ci fosse oggi qualcosa di simile all'Heysel o a Hillsbourough


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 Oggetto del messaggio: Re: R: La nostalgia dei tempi passati
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 14:30 
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Reg. il: mer 25 lug 2012
Alle ore: 16:51
Messaggi: 17121
Località: Isola di Diego Garcia.
Lollo11 ha scritto:
memento ha scritto:
Il giudizio lo da il pubblico,a quanto pare la musica di Battisti piaceva di meno di quella sfacciatamente più commerciale.


Straquoto. :sisi

De gustibus ecc., ma quando sento di gente che preferisce il Battisti panelliano a quello mogoliano rimango aberrato. :asd


A me Battisti piace sempre, a volte di più altre meno, e Don Giovanni è un grande album, così come lo è Anima Latina, Il Mio Canto Libero o Una Donna per amico

Hegel lo è di meno, così come Eh Già!

Non è questione di Panelliano o Mogoliano

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 Oggetto del messaggio: Re: La nostalgia dei tempi passati
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 14:32 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
Alle ore: 20:02
Messaggi: 12159
memento ha scritto:
Francesco82 ha scritto:
Beh Memento il giudizio lo dà il pubblico? Ma quindi classifichiamo i musicisti in base a quanto hanno venduto? E' un criterio "oggettivo" (forse l'unico!), ma da ponderare con mille altri, e di certo da sempre rifuggo la presunta oggettività in questo ambito.

La musica di Battisti piaceva meno perché era più difficile, non certo perché necessariamente meno intensa o interessante. Sul punto comunque sono sempre gusti, casa mia è piena di suoni esoterici ma sono anche un amante del pop, lungi da me fare graduatorie di valore in tal senso.

Beh anche tu fai parte del pubblico,no? :asd
Tu dici che non si poteva dire che la musica di Battisti fosse la migliore, ma semplicemente non era riconosciuta come tale. Che sia interessante a prescindere da chi l'ascolta, rimane sempre un tuo personale giudizio,son gusti come hai detto.


Sì ma faccio parte di un pubblico meno dozzinale, anche se di pubblico si tratta. Mi sfugge però un passaggio: chi dovrebbe riconoscere la musica "migliore"? Dato che il pubblico (e quindi anche noi) è un'entità astratta, l'unico dato oggettivo di riferimento solo le vendite.
Il che va benissimo, ma se permetti io preferisco relazionarmi alla musica in altro modo, Emma vende più di Nick Drake ai suoi tempi, ma io non cambierei 10 discografie di Emma con due accordi a caso di Drake. Sarò sbagliato, ma pazienza, appunto si tratta di gusti (che permettono però di ricostruire un po' la tipologia di persona che hai davanti).


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 Oggetto del messaggio: Re: R: La nostalgia dei tempi passati
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 14:35 
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Reg. il: ven 22 mag 2015
Alle ore: 20:02
Messaggi: 12159
fuzz77 ha scritto:
Lollo11 ha scritto:
memento ha scritto:
Il giudizio lo da il pubblico,a quanto pare la musica di Battisti piaceva di meno di quella sfacciatamente più commerciale.


Straquoto. :sisi

De gustibus ecc., ma quando sento di gente che preferisce il Battisti panelliano a quello mogoliano rimango aberrato. :asd


A me Battisti piace sempre, a volte di più altre meno, e Don Giovanni è un grande album, così come lo è Anima Latina, Il Mio Canto Libero o Una Donna per amico

Hegel lo è di meno, così come Eh Già!

Non è questione di Panelliano o Mogoliano

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Ma infatti, peraltro dovendo scegliere prendo anche io la prima fase, per quantità di pezzi di grande valore.
E non stavo proponendo paragoni: semplicemente, notavo come Lucio fosse capace di essere tre passi avanti rispetto a tutti, fregandosene dell'andazzo medio, delle vendite (almeno in quella fase, diciamo che aveva già incassato a sufficienza). E come se ne fregasse altamente di tutte le mode, nel 1994 non esiste nulla di fuori moda quanto "Hegel".
Che poi io preferisca "Il Nostro Caro Angelo" è un altro discorso.


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 Oggetto del messaggio: Re: La nostalgia dei tempi passati
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 14:40 
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Sarà un caso che chi rimpiange gli anni passati sono quelli dai 30 anni in su circa mentre chi loda il presente è x la maggior parte compreso nella fascia tra i 15 e i 25 anni?
E' come nel tifo, ognuno tira l'acqua al proprio mulino.


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 Oggetto del messaggio: Re: La nostalgia dei tempi passati
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 14:51 
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Francesco82 ha scritto:
negli anni '80 abbiamo vissuto tre stragi epocali al cui confronto le tragedie sportive attuali sono barzellette.


La terza quale sarebbe?


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 Oggetto del messaggio: Re: La nostalgia dei tempi passati
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 15:17 
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Tifoso
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Reg. il: lun 18 mar 2013
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Francesco82 ha scritto:
. Insomma, il calcio pulito dell'epoca è una bufala. Peraltro, negli anni '80 abbiamo vissuto tre stragi epocali al cui confronto le tragedie sportive attuali sono barzellette. Immagino cosa scriveremmo se ci fosse oggi qualcosa di simile all'Heysel o a Hillsbourough

se dovessimo cominciare a dire che i successi della Juve sono viziati fin dagli anni '30 perché gli Agnelli vincevano grazie al Regime non la finiremmo più.
Non ho proprio tirato fuori nel mio ragionamento riferimenti all'etica, se non appunto di sfuggita per Tanzi e Cragnotti. Ma siccome sono suscettibili di replica fino alla notte dei tempi si può pure non considerarli.
Non basavo in ogni caso le mie considerazioni sull'opposizione fra un calcio pulito ed uno sporco in merito alla trasparenza dei capitali investiti e non l'ho fatto proprio in assoluto in realtà. Ho solo "radiografato" quella che considero la svolta temporale epocale, quella che segna il prima ed il dopo, in merito al modo di vivere questo sport ed alla sua strutturazione, che sono gli argomenti di cui si discuteva e che più mi interessano.

Le tragedie cui fai riferimento scaturiscono dall'approssimazione. Può valere lo stesso discorso per gli incidenti aerei, per gli standard di sicurezza delle auto o per il livello di efficienza raggiunto dalla medicina, che previene gli errori di prima almeno dove sia d'eccellenza. Non è certamente una questione culturale, non penso che la vita umana avesse meno valore prima. Al limite si può dire che la storia, soprattutto quando è tragica, è la migliore apportatrice di insegnamenti e di progresso.
La violenza attorno al calcio o comunque l'odio calcistico ha molto a che fare con la sociologia ed esula in ogni caso da ogni coordinata temporale.


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 Oggetto del messaggio: Re: La nostalgia dei tempi passati
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 15:55 
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Lollo11 ha scritto:
Francesco82 ha scritto:
negli anni '80 abbiamo vissuto tre stragi epocali al cui confronto le tragedie sportive attuali sono barzellette.


La terza quale sarebbe?


Bradford.


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