Francesco82 ha scritto:
. Insomma, il calcio pulito dell'epoca è una bufala. Peraltro, negli anni '80 abbiamo vissuto tre stragi epocali al cui confronto le tragedie sportive attuali sono barzellette. Immagino cosa scriveremmo se ci fosse oggi qualcosa di simile all'Heysel o a Hillsbourough
se dovessimo cominciare a dire che i successi della Juve sono viziati fin dagli anni '30 perché gli Agnelli vincevano grazie al Regime non la finiremmo più.
Non ho proprio tirato fuori nel mio ragionamento riferimenti all'etica, se non appunto di sfuggita per Tanzi e Cragnotti. Ma siccome sono suscettibili di replica fino alla notte dei tempi si può pure non considerarli.
Non basavo in ogni caso le mie considerazioni sull'opposizione fra un calcio pulito ed uno sporco in merito alla trasparenza dei capitali investiti e non l'ho fatto proprio in assoluto in realtà. Ho solo "radiografato" quella che considero la svolta temporale epocale, quella che segna il prima ed il dopo, in merito al modo di vivere questo sport ed alla sua strutturazione, che sono gli argomenti di cui si discuteva e che più mi interessano.
Le tragedie cui fai riferimento scaturiscono dall'approssimazione. Può valere lo stesso discorso per gli incidenti aerei, per gli standard di sicurezza delle auto o per il livello di efficienza raggiunto dalla medicina, che previene gli errori di prima almeno dove sia d'eccellenza. Non è certamente una questione culturale, non penso che la vita umana avesse meno valore prima. Al limite si può dire che la storia, soprattutto quando è tragica, è la migliore apportatrice di insegnamenti e di progresso.
La violenza attorno al calcio o comunque l'odio calcistico ha molto a che fare con la sociologia ed esula in ogni caso da ogni coordinata temporale.