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Cassandra. Christa Wolfe. 1983.

Cassandra, una delle figlie del re di #@*§ Priamo e di sua moglie Ecuba, ha ricevuto dal dio Apollo il dono della vertenza.
Rifiutate però le avance del dio, viene da lui punita mutando il dono che le aveva fatto in maledizione: nessuno avrebbe mai creduto alle sue profezie.
La sua è diventata una figura proverbiale di portatrice di sventura ma a me il suo personaggio mi è sempre piaciuto e in questo lungo monologo ci racconta sé stessa e la sua esistenza, l'affetto per i suoi genitori e per i suoi fratelli, il suo gemello Eleno, Ettore e Polissena su tutti, la sua iniziazione a sacerdotessa di Apollo, il suo amore per Enea, il ritrovamento di suo fratello Paride e la conseguente guerra decennale che distrusse la sua esistenza e quella dei suoi cari, l'odio per i Greci, in particolar modo per Achille.
I suoi occhi vedono tutto, inganni, atrocità, dolore, morte.
Un lungo monologo che ricorda per stile José Saramago e per questo non di semplice lettura ma intenso e bellissimo dove viene fuori la forza interiore di una donna resa impotente davanti all'orrore perpetrato dall'uomo.
Un grido potente contro ogni forma di guerra e di violenza, un libro profondo ed estremamente attuale.


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Un fuoco che brucia lento. Paula Hawkins. 2021.

Un thriller psicologico che verte sulla figura di tre donne e sulle loro complesse vite pregne di dolore e di speranze svanite, donne che hanno dovuto affrontare un trauma infantile, il tradimento e il successivo abbandono di un genitore, la cattiveria umana, la morte di un figlio.
Una storia di intrighi, di vendette covate nel tempo, un po' lenta in alcuni punti ma dalla scrittura carica di suspense.


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MessaggioInviato: lun 20 set 2021, 13:56 
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Il tunnel dell'orrore. Dean Koontz. 1994.


Romanzo che parte con un prologo agghiacciante e che si sviluppa poi in una storia di odio, lucida vendetta e disperazione dove l'incapacità di dialogare e di esprimere i propri sentimenti porterà a conseguenze nefaste.
Una storia sul complicato rapporto tra genitori e figli adolescenti dove a fare da sfondo è la povertà della provincia americana dalla quale molti di questi ragazzi tentano in ogni modo di scappare anche avviandosi a pratiche degradanti come la prostituzione.
Una storia complessa e profonda dove bene e male si combattono in un duello all'ultimo sangue. Ho letto che molti hanno riscontrato diversi punti in comune con Joyland di Stephen King, personalmente ho apprezzato più questo romanzo di Koontz.


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MessaggioInviato: lun 27 set 2021, 13:21 
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L'ultimo ospite. Paola Barbato. 2021.


Come ho scritto a suo tempo trovo che gli scrittori italiani abbiano un difetto, scrivono i propri romanzi come se fossero sceneggiature di una qualche fiction, personaggi stereotipati, situazioni già viste, dialoghi scarni e in taluni casi sempliciotti e questo romanzo rispecchia tutti di questi difetti, un thriller dalla storia ingarbugliata dove ci sono ben pochi colpi di scena, ripetitivo in diverse sue parti, puntiglioso e con un finale sbrigativo.
Come atmosfera cattura ma il resto non va.


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MessaggioInviato: lun 4 ott 2021, 17:17 
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Occhio di gatto. Margaret Atwood.1988


Una lettura non semplice da affrontare, tanti, troppi continui sbalzi temporali che rendono talvolta ostica la lettura ma allo stesso tempo è un romanzo che ti porta a riflettere, che ti riapre antiche ferite in fondo mai rimarginate, perché il bullismo, soprattutto se lo hai subito sulla tua pelle puoi forse perdonarlo ma mai dimenticarlo, è una cicatrice che ti porterai dietro per il resto della tua esistenza.
Lo stile della Atwood è come sempre magistrale, una scrittura che ti spiazza nella sua semplicità, che coinvolge con le sue descrizioni sul dolore provato dalla protagonista.
Non è il miglior romanzo di questa scrittrice ma che emoziona tantissimo, soprattutto se tu in quell'inferno ci sei passata.


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MessaggioInviato: lun 11 ott 2021, 14:32 
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Anna Bolena, l'ossessione del re. Alison Weir. 2017.

Questo romanzo ripercorre la vita di Anna Bolena, dall'infanzia felice nella sua casa di famiglia nel Kent fino alle ultime ore da condannata al supplizio, pagine che dipingono il ritratto di una donna indipendente che non si faceva scrupolo a dire tutto ciò che riteneva giusto e in grado di tenere testa a uno dei sovrani più potenti e temuti della sua epoca oltre che una donna dai sani principi morali.
Le ultime pagine, quelle che descrivono gli ultimi giorni della sua esistenza, sono estremamente dolorose.
Sicuramente la più affascinante tra le regine Tudor, vittima della bramosia di un padre menefreghista e dell'infantilismo di un immaturo marito oltre che uomo.


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MessaggioInviato: lun 18 ott 2021, 11:53 
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La dama di picche. Alexander Puskin. 1834.

Uno dei racconti più famosi di Alexander Puskin a metà strada tra realismo e fantastico e che mostra un esauriente spaccato della nobilta' russa di metà '800.
Alla fine la morale è quella di non desiderare più di ciò che si ha perché alla fine tutto ci si potrebbe ritorcere contro.
Un racconto ambiguo, intrigante e diabolico di un'insana possessione.


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MessaggioInviato: ven 22 ott 2021, 14:56 
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Jane Seymour. Alison Weir. 2018.

Jane Seymour era molto diversa da colei che l'aveva preceduta sul trono d'Inghilterra, tanto Anna Bolena era intraprendente, volitiva, caparbia e indomita Jane era invece timida, remissiva e insicura.
Fin da bambina nutriva il desiderio, lei molto religiosa, di ritirarsi a bit a in un convento ma questa sua vocazione non incontrava i favori della sua famiglia che per lei, la figlia maggiore, avevano in mente un matrimonio che domande ricchezza e prestigio a tutti quanti loro.
Fu per questo che venne mandata all'età di diciotto anni alla corte della regina Caterina d'Aragona alla quale si affeziono' molto come a una seconda madre e quando lei venne ripudiata da suo marito Enrico VIII per sposare la sua amante Anna Bolena a Jane parve di tradire la sua signora servendo la dispotica Anna con la quale non ebbe mai un buon rapporto.
L'astro di Anna inizio presto a tramontare e Jane venne notata dal re in persona che s'innamorò di quella ragazza dolce e ubbidiente tanto da sposarla non appena fece condannare a morte l'incolpevole Anna.
Quello che si prospetta davanti alla giovane Seymour è un futuro roseo culminato dalla nascita del tanto agognato erede al trono, ma la sua felicità si interruppe dieci giorni dopo la nascita del futuro Edoardo VI quando si ammala di febbre puerperale che la porta alla morte in poche ore.
Il suo regno durò soltanto un anno e mezzo ma venne sinceramente compianta da tutti i suoi sudditi.
Anche in questo romanzo la ricostruzione storica è molto accurata come nel precedente, Alison Weir e racconta la vita di queste due donne, Anna e Jane, che fin dalla loro nascita sono state delle pedine sullo scacchiere delle ambizioni dei loro padri, due donne che hanno visto così segnato il loro destino è che hanno amato lo stesso uomo con due finali diversi ma entrambi tristi.
Jane Seymour è stata sicuramente una figura evanescente rispetto ad Anna ma lo stesso intrigante, anche lei vittima e testimone di passioni, sconvolgimenti e drammi di uno dei periodi storici più importanti dell'Inghilterra.


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Voglio mangiare il tuo pancreas. Yoru Sumino. 2015.


Titolo fuorviante e che ha, come dire, “sconvolto” alcune persone, non è come sembrerebbe a primo impatto un pensiero alla Hannibal Lecter ma una credenza popolare che vuole il pancreas sede dell’anima di una persona e mangiandolo si entra così in contatto con tale anima.
Il romanzo tratta un tema delicato e spinoso come la malattia terminale ma non si tratta di un melodramma dove ci si crogiola nel dolore e nell'autocommiserazione ma di una celebrazione dell’amore e dell’amicizia, un inno alla vita, a onorarla e a goderne fino alla fine dei nostri giorni, Un libro che fa commuovere ma soprattutto fa riflettere su cio’che da veramente importanza alla vita: i sentimenti.


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Vimarna ha scritto:
Voglio mangiare il tuo pancreas. Yoru Sumino. 2015.


Titolo fuorviante e che ha, come dire, “sconvolto” alcune persone, non è come sembrerebbe a primo impatto un pensiero alla Hannibal Lecter ma una credenza popolare che vuole il pancreas sede dell’anima di una persona e mangiandolo si entra così in contatto con tale anima.
Il romanzo tratta un tema delicato e spinoso come la malattia terminale ma non si tratta di un melodramma dove ci si crogiola nel dolore e nell'autocommiserazione ma di una celebrazione dell’amore e dell’amicizia, un inno alla vita, a onorarla e a goderne fino alla fine dei nostri giorni, Un libro che fa commuovere ma soprattutto fa riflettere su cio’che da veramente importanza alla vita: i sentimenti.


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