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Guarda da noi Kurzweil nel ambiente academico non esiste proprio come non esiste Dawkins per citarne un altro. Sono persone che hanno acquisito una CERTA autorevolezza nel loro campo (boh) e hanno deciso di trarre vantaggio presso il pubblico poco informato e poco critico. Effetto tecnocrazia.

La scienza come scienza non fa predizioni – non è certamente un mestiere profetico – la dove questo avviene cmq, lo scienziato – come persona – si lascia a speculazioni, speranze o prospetti. Cosa perfettamente condivisibile e normale. In un intervista televisiva per esempio lo scienziato obbligato a semplificare e avendo la concessione di poter parlare un po più libero ci rende partecipe dei suoi sogni, traguardi o dei sogni del suo campo scientifico etc.
Ciò non cambia il fatto assoluto che la scienza non fa predizioni come se questo fosse l' oggetto di ricerca. (come potrebbe sembrare dal tuo post, dove dici addiritura che bisogna avere i dati del progresso fin ad ora e verificare da questi il progresso futuro. Il progresso in un certo periodo di tempo nel futuro non è verificabile o falsificabile se non attraverso l'evidenza del progresso accaduto, ovvero, in retrospettiva quando sarà già successo)

Speculare o sognare su cosa potrebbe essere è un motore innegabile del scienziato quindi non c è nulla di male a provar a capire cosa "POTREBBE accadere domani" o dove VORREMO arrivare.

Il progresso ci sarà, non c è alcun dubbio – ripeto: non l ho mai messo in dubbio, sarebbe come dici tu quasi irrazionale. Ma in quale ambito e in quali dimensioni è una domanda apertissima. Predire la soluzione di problemi che per noi sono assolutamente irrisolvibili per natura della matematica e della logica stessa è un altra cosa. ( I paradigmi nuovi non si predicono e non si "sperimentano" come si crivi tu. Il paradigma nuovo avviene o non avviene. Se fosse calcolabile non sarebbe un paradigma nuovo. Nessuno puo predire l'avvento di Einstein per esempio, non è mica Gesù ;)

Per chiudere la mia partecipazione riporto un matematico e Filosofo di PUNTA, traduco dal tedesco:
"L'intelligenza artificiale attuale non progressa e si ritrova incastrata in un modello mecchanistico, perché non include la soggettività nella macchina. Queste dovrebbero essere macchine per se stesse in grado di distinguere fra loro stessi e il diverso da loro. Cioè la macchina decide lei stessa, cosa vuole imparare e come vuole imparare. Questo significa che la macchina deve realizzare la possibilità di riportarsi a se stessa. Questa autoriferenza è esattamente il problema centrale. Naturalmente a parole sembra facile, una macchina si rapporta a se stessa - ci possono essere feedbacks etc - ma formalmente, dalla posizione della logica e in generale dalla posizione della teoria dei sistemi formali, quest' autoriferenza NON È REALIZZABILE in una macchina. Una rapporto a se stesso produce automaticamente situazioni antinomiche. Se emergono tali controsensi, il sistema crolla. Crollare significa anche che il sistema si trivializza, cioè produce tutto e niente. O detto in maniera tecnica, accade un corto circuito e cosi via. Anche solo su carta – dal punto di vista formale - non siamo neanche in grado di concepire una macchina simbolica, di cui si possa dire che si rapporti a se stessa senza che si autodistrugga.“

Quindi secondo te il progresso dal forno al toaster (oppure il presunto progresso dall'walking upright all computer, che sono due cose assolutamente incommensurabili – come si legge in una statistica assurda) ci dice qualcosa a riguardo ?
Poi vedi tu insomma.

Non sono d' accordo con NULLA che verrà scritto dopo questo post. :D


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MessaggioInviato: mer 21 apr 2010, 23:23 
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Tralasciando le disquisizioni su Kurzweil, Dawkins o chiunque altro che intanto sono fini a se stesse, ma non si può dire che la scienza non fa predizioni o meglio che non utilizza modelli predittivi.

Il metodo scientifico tende a comprendere i dati osservabili scoprendovi leggi sperimentali e a controllare le teorie che servono da strumenti di spiegazione e previsione.
Si parla infatti di modelli descrittivi, interpretativi e predittivi.

Se non si (ri)conosce nemmeno questo allora è inutile continuare.


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MessaggioInviato: gio 22 apr 2010, 0:15 
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L'ennesima volta che non leggi i mei post. Ti assicuro che conosco molto bene il metodo scientifico e ti invito a rileggere quello che ho scritto.

Non ho negato che anche nella scienza ci siano modelli predittivi, per questo e quell altro...ma non certo per determinare il progresso DELLA SCIENZA STESSA. (perché di questo stavamo parlando) La scienza non è l'oggetto della scienza. Apri un libro qualsiasi sulla storia della filosofia della scienza per confermare.
Il piu grande filosofo e teoretico della scienza del 20esimo secolo dice: la fisica parla solamente nella lingua della fisica quindi quello che È (!) la fisica non lo puo dire con i suoi metodi.
(Cioè: la fisica riposa su delle condizioni, su delle premesse. Ovviamente la fisica non puo tematizzare le condizioni sulle quali essa stessa è fondata) Questo vale ovviamente per tutte le discipline.
È cosi difficile da capire?


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Entrando nello specifico, quali sarebbero le situazioni antinomiche (paradossi) che rendono irrealizzabile un'intelligenza artificiale forte giacchè essa non potrebbe rapportarsi a se stessa senza autodistruggersi?


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Con situazioni antinomiche penso che lui intenda risultati paradossi di un calcolo logico, cioè che da una formula iniziale si puo dedurre almeno due formule che si escludono a vicenda. Il primo risultato sarebbe la negazione del secondo e vice versa. Cmq non conosco i vari tentativi di formalizzare l'autoriferenzialità di un sistema e quindi neanche i risultati etc.

Per chiarire la tua domanda dovremmo essere due dei pochissimi esperti in materia ( logica formale / ontologia classica e polycontesturalismo e molte altre cose ), cosa che noi non siamo e non è certamente questo il luogo adatto.

Se ti dovesse interessare veramente ti segnalo qualche autore rilevante via PM. Temo però che non siano tradotti in italiano e sarebbe cmq fondamentale iniziare con le basi...


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No vabbè non occorre, grazie comunque :grin

Quindi per te il concetto di Singolarità tecnologica è sostanzialmente una boiata, essendo impossibile a prescindere un'Intelligenza Artificiale Forte?

O dici solo che è impossibile prevederne la data (tieni presente che, se non ho capito mle, il presupposto basilare della Singolarità per come la intende Kurzweil è proprio l'avvento di macchine con un'intelligenza superiore a quella umana)?


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Attendiamo ovviamente la replica di wop :metalrulez


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Più di una settimana senza risposta? :mah
Replica di uoppe :sisi


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LudwigvonFicker ha scritto:
L'ennesima volta che non leggi i mei post. Ti assicuro che conosco molto bene il metodo scientifico e ti invito a rileggere quello che ho scritto.

Non ho negato che anche nella scienza ci siano modelli predittivi, per questo e quell altro...ma non certo per determinare il progresso DELLA SCIENZA STESSA. (perché di questo stavamo parlando) La scienza non è l'oggetto della scienza. Apri un libro qualsiasi sulla storia della filosofia della scienza per confermare.
Il piu grande filosofo e teoretico della scienza del 20esimo secolo dice: la fisica parla solamente nella lingua della fisica quindi quello che È (!) la fisica non lo puo dire con i suoi metodi.
(Cioè: la fisica riposa su delle condizioni, su delle premesse. Ovviamente la fisica non puo tematizzare le condizioni sulle quali essa stessa è fondata) Questo vale ovviamente per tutte le discipline.
È cosi difficile da capire?



Forse bisognerebbe iniziare a fare una distinzione tra scienza e tecnologia, con quest'ultima figlia della prima e che meglio riesce a concretizzare il progresso.

Kurzweil tratta dell'evoluzione della tecnologia in diversi ambiti (informatica, biologia, medicina, nanotecnologie, ecc.), sulla base di modelli dettati dall'osservazione empirica, per poi fare delle previsioni.


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MessaggioInviato: ven 14 mag 2010, 12:04 
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Due settimane senza risposte ?. :eek :grin

Wop, leggi questa critica al lavoro di Ray Kurzweil e dimmi che ne pensi: http://www.futurology.it/I%20limiti%20d ... iluppo.htm
Visto che - immagino - non sarai almeno in parte d'accordo, vorrei che dicessi dove Vacca secondo te sbaglia.


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