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 Oggetto del messaggio: Re: E la poesia venne a cercarmi...
MessaggioInviato: ven 20 nov 2015, 13:38 
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Remordimiento por cualquier muerte

Libre de la memoria y de la esperanza,
ilimitado, abstracto, casi futuro,
el muerto no es un muerto: es la muerte.
Como el Dios de los místicos,
de Quien deben negarse todos los predicados,
el muerto ubicuamente ajeno
no es sino la perdición y ausencia del mundo.
Todo se lo robamos,
no le dejamos ni un color ni una sílaba:
aquí está el patio que ya no comparten sus ojos,
allí la acera donde acechó su esperanza.
Hasta lo que pensamos
podría estarlo pensando él también;
nos hemos repartido como ladrones
el caudal de las noches y de los días.

Rimorso per qualunque morte

Libero da memoria e da speranza,
illimitato, astratto, quasi futuro,
il morto non è un morto: e' la morte.
Simile al Dio dei mistici,
del Quale va negato ogni attributo,
il morto ubiquamente estraneo
non è che assenza e perdita del mondo.
Gli rubiamo ogni cosa,
non gli lasciamo un colore, una sillaba:
ecco il patio che ormai non condividono i suoi occhi,
il marciapiede dove la sua speranza si appostava.
Anche i nostri pensieri potrebbero essere i suoi;
come ladri ci siamo spartiti
questo tesoro di notti e di giorni.

Jorge Luis Borges


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 Oggetto del messaggio: Re: E la poesia venne a cercarmi...
MessaggioInviato: ven 20 nov 2015, 13:38 
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Se tu venissi in autunno,
Io scaccerei l'estate,
Un po' con un sorriso ed un po' con dispetto,
Come scaccia una mosca la massaia.

Se fra un anno potessi rivederti,
Farei dei mesi altrettanti gomitoli,
Da riporre in cassetti separati,
Per timore che i numeri si fondano.

Fosse l'attesa soltanto di secoli,
Li conterei sulla mano,
Sottraendo fin quando le dita mi cadessero
Nella Terra di Van Diemen.

Fossi certa che dopo questa vita
La tua e la mia venissero,
Io questa getterei come una buccia
E prenderei l'eternità.

Ora ignoro l'ampiezza
Del tempo che intercorre a separarci,
E mi tortura come un'ape fantasma
Che non vuole mostrare il pungiglione.

Emily Dickinson


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 Oggetto del messaggio: Re: E la poesia venne a cercarmi...
MessaggioInviato: ven 20 nov 2015, 13:39 
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Non è facile dire il cambiamento che operasti.
Se adesso sono viva, allora ero morta
anche se, come una pietra, non me ne curavo
e me ne stavo dov'ero per abitudine.
Tu non ti limitasti a spingermi un po' col piede, no-
e lasciare che rivolgessi il mio piccolo occhio nudo
di nuovo verso il cielo, senza speranza, è ovvio,
di comprendere l'azzurro, o le stelle.
Non fu questo. Diciamo che ho dormito: un serpente
mascherato da sasso nero tra i sassi neri
nel bianco iato dell'inverno-
come i miei vicini, senza trarre alcun piacere
dai milioni di guance perfettamente cesellate
che si posavano a ogni istante per sciogliere
la mia guancia di basalto. Si mutavano in lacrime,
angeli piangenti su nature spente,
Ma non mi convincevano. Quelle lacrime gelavano.
Ogni testa morta aveva una visiera di ghiaccio.
E io continuavo a dormire come un dito ripiegato.
La prima cosa che vidi fu l'aria, aria trasparente,
e le gocce prigioniere che si levavano in rugiada
limpide come spiriti. Tutt'intorno giacevano molte
pietre stolide e inespressive,
Io guardavo e non capivo.
Con un brillio di scaglie di mica, mi svolsi
per riversarmi fuori come un liquido
tra le zampe d'uccello e gli steli delle piante
Non m'ingannai. Ti riconobbi all'istante.
Albero e pietra scintillavano, senz’ombra.
La mia breve lunghezza diventò lucente come vetro.
Cominciai a germogliare come un rametto di marzo:
un braccio e una gamba, un braccio, una gamba.
Da pietra a nuvola, e così salii in lato.
Ora assomiglio a una specie di dio
e fluttuo per l’aria nella mia veste d'anima
pura come una lastra di ghiaccio. E' un dono.

Silvia Plath


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 Oggetto del messaggio: Re: E la poesia venne a cercarmi...
MessaggioInviato: ven 20 nov 2015, 13:40 
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Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li uní.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza e' più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
Uno "scusi" nella ressa?
Un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
Ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a buttarsi per loro il destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Chissà era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
e' solo un seguito
e il libro degli eventi
e' sempre aperto a metà.

Wislawa Szymborska


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 Oggetto del messaggio: Re: E la poesia venne a cercarmi...
MessaggioInviato: dom 22 nov 2015, 13:34 
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Titolo: Rimembro

"Rimembro fiero
e sul collo pongoti
in guisa di superbi orpelli
due o tre manate
date bene
così impari a pulirti il cul0 con
le tendine del gabinetto."


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 Oggetto del messaggio: Re: E la poesia venne a cercarmi...
MessaggioInviato: lun 23 nov 2015, 13:45 
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In cùlo oggi no di Jana Cena.

In cùlo oggi no
mi fa male
E poi vorrei prima chiacchierare un po’ con te
perché ho stima del tuo intelletto
Si può supporre
che sia sufficiente
per chiavare in direzione della stratosfera.


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 Oggetto del messaggio: Re: E la poesia venne a cercarmi...
MessaggioInviato: lun 23 nov 2015, 15:16 
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Vimarna ha scritto:
In cùlo oggi no di Jana Cena.

In cùlo oggi no
mi fa male
E poi vorrei prima chiacchierare un po’ con te
perché ho stima del tuo intelletto
Si può supporre
che sia sufficiente
per chiavare in direzione della stratosfera.




Ora sì che mi garbi, Virmana!!!!!


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MessaggioInviato: sab 2 gen 2016, 17:21 
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Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

Jacques Brel


Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire. Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie
che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.

Frida Kahlo


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Da Maia - Le città terribili. d'Annunzio

https://www.youtube.com/watch?v=ZlvIevwMFmc


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 Oggetto del messaggio: Re: E la poesia venne a cercarmi...
MessaggioInviato: dom 14 feb 2016, 0:27 
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I ragazzi che si amano di Jacques Prevert

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore.


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