memento ha scritto:
Non credo tu abbia colto il primo punto. Se successivamente affermi che sono l'impianto e l'intreccio narrativo a fare la differenza in un film (molto discutibile per quanto mi riguarda) sarebbe più giusto dare i meriti al libro piuttosto che alla sua versione cinematografica,no?
No no, tranquillo avevo colto. Avere una trama originale può essere un punto in più per lo sceneggiatore, ma quando giudichi una pellicola in sé credo sia corretto giudicarla per quella che è, se l'intreccio è ottimo l'intreccio è ottimo, punto, solitamente quelle tratte da un libro partono già avvantaggiate avendo una base solida sulla quale girare, la mia voleva essere assolutamente una nota a margine, un consiglio per certi versi
memento ha scritto:
Ciò che rimane di un momento filmico non è l'effetto visivo,è la sensazione che il regista è riuscita a comunicarti attraverso la costruzione di una scena (e della parte del film che ci è voluta per arrivare a quella scena). Questo vale per ogni tipo di pellicola,da quella più intellettuale al cult movie alla Rambo. Mentre invece gran parte delle scene che hai citato di Fight Club non aggiungono nulla né caratterizzano meglio il film.
Scusa ma mi pare che qui si sovrappongano due piani diversi: prima parli di ciò che il regista riesce a comunicarTI (comunicare a te, sempre, soggettivo, certe scene possono sì cogliere la tua sensibilità come non possono cogliere la mia), e poi dici che invece le scene da me citate non aggiungono nulla al film, affermazione che, intanto, andrebbe meglio circostanziata, in ogni caso assolutamente discutibile, ed inoltre non è inerente all'affermazione precedente, una scena memorabile deve aggiungere qualcosa e caratterizzare meglio il film? Bah, se è così, le scene da me citate l'hanno fatto, dato che me le ricordo
Non credo poi di poter concordare con te nemmeno riguardo all'effetto visivo insignificante, dato che, analizzando le scene da te citate, quelle che sono rimaste impresse a TE (per esempio io quella in cui si risveglia da Matrix non la ricordo così bene), per esempio, notiamo che in 3 su 6 c'è largo uso di effetti speciali e scene ad effetto, in una quarta c'è uno spettacolare combattimento d'arti marziali oltre ai confini della realtà (dopo una scena di fantascienza, che impressiona, colpisce nel senso comune, il "download del ju jitsu", il senso panico fra ciò che è massimamente umano e ciò che è massimamente virtuale), insomma, mi sembra che in queste circostanze si faccia largo uso del fantastico e del sensazionale, che naturalmente in una pellicola di fantascienza troverai ben più che in una pellicola "drammatica". Io posso dirti che "memorabile", in quanto la ricordo senza fatica, è la scena in cui salta da una twin tower all'altra e viene rimbalzato dall'asfalto; scena costruita benissimo, siamo d'accordo, ma se non fosse qualcosa di sensazionale presentata in chiave sensazionale e raffigurata in maniera sensazionale, mi rimarrebbe altrettanto impressa? Scusami, ma non credo

Parlando spassionatamente, anche e soprattutto a fini pressoché didattici che alla fine è soltanto un gioco, posso dirti che io di recente ho visto un film, Upside Down, il quale parla di due mondi, due pianeti, che orbitano uno sull'altro, talmente vicini che quasi tendendo una mano su uno arrivi a toccare l'altro; quindi, non so se hai visto, ti lascio immaginare che razza di scene ci siano, e posso già dirti che io non me le dimenticherò facilmente, e questo perché, speculando un pochino, sono scene spettacolari, sublimi nel senso romantico nel termine, sono fantastiche, colpiscono nel profondo l'animo, ma allo stesso tempo anche il senso comune, perché alla fine rimaniamo comunque sempre nell'ambito della quasi verisimiglianza (metti anche che parla di due mondi "uguali" al nostro), e questo anche aiuta nell'immersione; c'è da dire che il film è comunque appassionante e questo certamente aiuta ed influisce al di là del mero piacere scenico, ma non si può negare che l'allestire una pellicola in un mondo simile, in un contesto simile, così impressionante, spettacolare, fantastico, sublime, aiuti ed incida nel colpire lo spettatore, il suo animo e la sua memoria. Inoltre posso dirti che, essendo un tiepido appassionato di astronomia, ed ancor più di mondi "alieni", questo film ha avuto ancor più presa su di me, e da qui l'immancabile elemento soggettivo, immisto però anche nelle altre motivazioni, perché una qualsiasi scena può colpire una determinata sensibilità come può non colpirne un'altra, possiamo discernere ed ipotizzare alcuni motivi di fondo che tendenzialmente facilitino l'attecchire, e credo l'abbiamo fatto, ma non possiamo a tal proposito individuare comunque norme assolute.
Riguardo le scene importanti e caratterizzanti, credo sia evidente che si parli di un piano distinto, forse sovrapposto, forse no, sicuramente non è lo stesso identico, probabilmente più meritocratico ed in qualche modo "oggettivo", ma lascio casomai a te l'onere di circostanziare meglio questa tua asserzione
Prima di passare sull'altro piano, l'altro giorno dopo il post mi sono ricordato, senza "doping", di un'altra scena memorabile dopo che Tyler fa sesso per la prima volta con Marla, e questa gli dice "non mi scopavano così dalle elementari"
Nuovamente, una battuta ironica, "impressionante", che punge sul vivo del senso comune, che verte sul grottesco, e che a mio parere comunque eventualmente caratterizzerebbe meglio pure l'opera ed il personaggio
Cita:
Detto questo,Matrix è un film che è entrato nell'immaginario collettivo non perchè appartiene al genere della fantascienza o perché è stato sponsorizzato (quanti film hanno queste caratteristiche al giorno d'oggi?

),ma perché è effettivamente un ottimo film,prodotto come si deve.
Ovviamente questo non mi sento di metterlo in discussione, è un film assolutamente non banale che del resto piace anche a me, ma comunque credo che non si possa mettere in discussione nemmeno la qualità di Fight Club che per ovvie ragioni è stato molto meno sponsorizzato (anche solo per "temi" e "target", e sarebbe comunque semplicistico), e naturalmente anche le sue scene che hanno ovviamente attecchito meno in quanto proposte e riproposte molto meno

Cita:
Il film di Fincher, o dovrei dire il libro,non coglie l'essenza del consumismo,la sua stessa ragione di esistere : ossia che il consumo fa la felicità delle persone mediocri e stanche di sé. Esso non è mai la causa di un'insoddisfazione,semmai ne è la più diretta conseguenza,un facile rimedio.
Ma tu qui dimentichi una premessa fondamentale che il film di Fincher, o dovrei dire il libro, coglie e sulla quale tu soprassiedi: gli individui nella società occidentale sono eterodiretti, mercificati ed indotti al consumo, è la società (ed in America è ancor più evidente che qui) che pone il consumo, il bene ed i soldi per ottenerlo, come panacea di tutti i mali, te lo spaccia, te lo presenta e te lo impone come unico mezzo per arrivare alla felicità se non come la felicità stessa, ti impone di sacrificare sogni e aspirazioni sull'altare della logica di mercato non offrendoti alcuna alternativa, col risultato di creare tantissima gente repressa ed insoddisfatta (ed io ne ho avute esperienze dirette - sono un perito commerciale laureato in filosofia - ed ancor più indirette) che non ha alternative se non quella di continuare ad essere repressa ed insoddisfatta. Tyler nel film l'alternativa te la offre, ed il protagonista magari l'alternativa potenzialmente la aveva, anche se non in atto, imprigionato nel suo alienante ruolo sociale (nelle alte sfere di una ditta di assicurazione priva di scrupoli, aridanghete, e per questo NOI lo definiremmo "uomo di successo", bah...), come tanti business-men ed affini, ma molta della gente da lui "reclutata" invece no (basti pensare all'uomo con le tette, anche lui vittima di questa società ossessiva alla disperata ricerca del successo ad ogni costo), lui gli ha dato la possibilità di essere "liberi", di essere "protagonisti", e di essere padroni di loro stessi, e non (s)oggetti di mercato.
Il protagonista arriva più in profondità della malattia occidentale comprendendola ed interpretandola a fondo, la maggior parte delle sue reclute invece erano malati inconsapevoli, tutta gente che la consapevolezza di essere mediocre e stanca di sé non poteva nemmeno averla, come nemmeno la possibilità di poter essere altro da sé, e forse questa possibilità senza una cesura netta non poteva averla nemmeno il protagonista.
Il film di Fincher è quindi molto più reale di quanto lasci trasparire la tua banalizzazione mistificata, e ribadisco che non esorta nemmeno al nichilismo ed anzi esorta ad una riflessione attiva e potenzialmente costruttiva riguardo la società occidentale (e non), del resto che senso avrebbe, l'autore vorrebbe avere un intento rivoluzionario attivo e però fa un opera che esorta al nichilismo?
Se gli individui non avessero dei valori perché lottare per rivoluzionare completamente la società? Mai visto in vita mia un rivoluzionario che lotta per l'affermazione di nessun valore! I nichilisti se ne stanno a casa e sono fatalmente indifferenti e lassisti, invece in Fight Club il nichilismo altro non è che il rifiuto dei valori imposti dalla società ed è quindi la società stessa ad esortare al nichilismo, ma rifiutare determinati valori non significa certo non averne e non volerne affermare di nuovi.
Al limite, un film che esorta al nichilismo è uno di quelli che ti dice che la realtà è solo un illusione ma sta' tranquillo, un redentore si sacrificherà per la salvezza dell'umanità
Cita:
(ma lui non si comporta da redentore

)
No, lui si comporta da rivoluzionario, il ché è diverso
Cita:
Matrix è un film che può essere 'letto' a più livelli,a seconda della sensibilità di chi lo guarda: forse parla di contesti e situazioni che non ci riguardano,come le macchine che si ribellano all'uomo,o forse parla di noi per metafore,per cui le macchine ribelli sono gli oggetti che non più possediamo ma che ci possiedono,in una maniera meno esplicita di come lo faccia Fight Club. Perciò i Wachowski possono permettersi contemporaneamente di parlare al grande pubblico e di non scadere in qualità.
Vedi, non nego che anche Matrix possa inviare in tono minore ottimi spunti di riflessione, che però siamo chiamati ad intuire sviluppare quasi totalmente noi senza troppi sussidi (come i tuoi "forse" indicano abbastanza chiaramente), ed esorta al nichilismo, e può esortare al nichilismo, solo se ci si ferma alla pagina 1 della riflessione, perché poi noi abbiamo, almeno in questo, la libertà di interpretare e sviscerare con criterio queste opere focalizzandoci su ciò che più può essere attuale e più può tornarci utile, e per questo l'autore di Fight Club colpisce nel segno, perché solo una riflessione molto superficiale a riguardo può esortare al nichilismo, mentre scavando un po' più a fondo gli spunti di riflessione attuali e costruttivi sono invece numerosissimi e nemmeno soltanto abbozzati e dimenticati come in Matrix.