L’Independiente si sveglia all’inferno
Prima retrocessione dopo 108 anniArgentina, l’incubo del glorioso
club di Avellaneda: tifosi inferociti.
Ora il Boca Juniors resta l’unica
squadra mai scesa in serie B
FILIPPO FEMIA
Alla fine il miracolo non è arrivato. Gli dei del calcio hanno voltato le spalle all’Independiente, che dice addio all’elite del fútbol argentino e sprofonda in serie B per la prima volta nella sua storia. Il club di Avellaneda, città della provincia di Buenos Aires, viene condannato dal promedio, il cervellotico coefficiente che determina le retrocessioni. Il successo del San Lorenzo ha spalancato le porte dell’inferno al Diablo, come è soprannominato l’Independiente. Una tragedia sportiva simile a quella vissuta due anni fa dal River Plate. Come allora, l’istantanea dell’incubo sono i tifosi in lacrime e la disperazione scolpita sui volti dei giocatori.
La retrocessione macchia la storia di una delle squadre più titolate del Sudamerica: 16 campionati argentini, 7 coppe Libertadores (record assoluto della competizione, da qui il soprannome “Re di coppe”), 2 coppe intercontinentali e una sudamericana. Una ferita che difficilmente verrà dimenticata. Soprattutto perché gli sfottò dei rivali, ingrediente vitale del calcio argentino, non si sono fatti attendere. I tifosi del Racing, che contende l’egemonia cittadina al club Rojo, sono stati i primi a infierire. Da tempo circolava sul Web un video che immortalava un fantasma, con un’enorme B sul petto, che chiedeva indicazioni per raggiungere lo stadio dell’Independiente. Lo stesso fantasma ha invaso il campo del Racing, distante appena duecento metri da quello degli arci-nemici, tra il delirio dei tifosi. I supporter del River non hanno avuto pietà: «Un minuto di silenzio per il defunto Independiente», il coro intonato dopo il ko del Diablo al Monumental. Esulta anche il popolo del Boca Juniors, nonostante la stagione disastrosa, che rimane ora l’unico club a non aver mai provato l’onta della retrocessione.
Ora gli ultrà, piaga che il presidente Cantero ha provato a combattere, sono inferociti. E le parole del tecnico Brindisi - «Anche il River è retrocesso e ora sta lottando per il titolo» - non li hanno placati. Anzi. In città si è scatenata una guerriglia simile a quella vissuta dopo la retrocessione della squadra di Buenos Aires.
http://www.lastampa.it/2013/06/16/sport ... agina.html------------------------------
Ma in Argentina non avevano introdotto la storia della media dei tre campionati apposta per favorire le grandi squadre?
Ottimi risultati, direi, visto chi è retrocesso negli ultimi anni...
