Shirokov guida la rimonta, lo Zenit vince anche a Ekaterinburg
Prosegue spedita la marcia della capolista, che passa in svantaggio contro l'Ural per poi ribaltare il risultato nella ripresa grazie a una doppietta di Shirokov. Determinante l'ingresso in campo di Shatov. Partita più ostica del previsto quella contro l'Ural ma che - nonostante la poca brillantezza - ha visto trionfare ancora una volta lo Zenit, giunto all'ottava vittoria consecutiva in campionato. Numeri importanti, da scudetto, indubbiamente. Così come importante, come sottolineato da Spalletti nel dopo-gara, è stata la reazione dei vice campioni di Russia, capaci di ribaltare il risultato sfavorevole nella ripresa.
Grande atmosfera a Ekaterinburg, con l'atteso ritorno dell'Ural la Russian Premier Liga ha senz'altro acquisito una grande piazza, che personalmente ci auguriamo non retroceda al termine di questa stagione. La compagine arancionera affronta lo Zenit come dovrebbe fare ogni outsider, ovvero con agonismo, grinta e soprattutto velocità nelle ripartenze, che più volte oggi hanno causato dei problemi alla squadra di San Pietroburgo. Tuttavia il match avrebbe potuto prendere una direzione ben diversa già in apertura, quando Hulk - ben imbeccato in profondità - viene steso all'interno dell'area da Solosin: l'arbitro opta per non espellere il portiere dell'Ural, ma non può non concedere il penalty. Rigore che però lo stesso brasiliano calcia a lato. I padroni di casa cominciano così a crederci e, quando Lombaerts e Neto combinando in tandem una bella frittata, non si fanno pregare: Gogniev parte indisturbato, fa tutto da solo e sigla la rete dell'1-0, la sesta per lui nell'attuale torneo. Spalletti, insoddisfatto dal brutto primo tempo giocato dai suoi ragazzi, rimescola le carte, inserendo Shatov al posto di Anyukov e giocando con una sorta di difesa a tre. Si prende un bel rischio, ma viene ripagato; soprattutto dal nuovo entrato, che si rivelerà determinante. Shirokov firma la rete del pari, che dà nuova linfa a uno Zenit inevitabilmente sbilanciatissimo; l'Ural, di conseguenza, ci va a nozze in campo aperto, ma al 59' Manucharyan - tutto solo contro Lodygin - grazia il club di Piter. Un minuto più tardi enorme occasione mancata, di testa, ancora da Shirokov su cross di Hulk. Lo Zenit continua a spingere, ma sembra non riuscire a venirne a capo quando, su un cross dalla destra del tarantolato Shatov, Shirokov svetta più in alto di tutti e mette a segno il gol del sorpasso. Finisce dunque 1-2: anche senza entusiasmare lo Zenit porta a casa i tre punti.
Pagelle:Lodygin: 6. Forse avrebbe potuto fare di più sul vantaggio di Gogniev: precisa e potente la conclusione del numero 9 dell'Ural, ma sul suo palo. Da rimarcare un paio di buoni interventi.
Anyukov: 5,5. Spinge poco, non garantisce lo stesso dinamismo di Smolnikov (rimasto in panchina), Spalletti se ne accorge e lo lascia negli spogliatoi dopo l'intervallo.
Neto: 5. Colto impreparato dal passaggio di Lombaerts, scivola e di fatto regala a Gogniev la possibilità di battere a rete in occasione dell'1-0. Va sempre in difficoltà quando si tratta di impostare, tecnicamente il portoghese è rivedibile.
Lombaerts: 5. Tra i migliori (se non il migliore) nella trasferta di Oporto, tra i peggiori a Ekaterinburg. Il gol degli avversari nasce da un suo errore iniziale. C'è da dire che il resto della squadra, per tutto l'incontro esposta a frequenti contropiedi dell'Ural, non lo aiuta.
Criscito: 5,5. Soffre parecchio la vivacità dello zambiano Lungu, che lo costringe a una gara unicamente difensiva.
Fayzulin: 6. Non gioca un match indimenticabile, ma apprezziamo il suo spirito di sacrificio. Ce la sta mettendo tutta per interpretare un ruolo sostanzialmente inedito da quando è allo Zenit.
Witsel: 5,5. Così così, qualche errore di troppo in fase di appoggio.
Arshavin: 5. Tra i più vivaci in avvio, si impegna ma sbaglia molto, troppo per uno dalla sua classe. Secondo incontro consecutivo steccato dopo quello col Porto.
Shirokov: 7. Nei mesi scorsi lo Zenit in campionato stava andando talmente bene che quasi c'eravamo dimenticati quanto fosse importante questo straordinario centrocampo... Beh, oggi ce lo ha ricordato. 5 reti in 7 presenze, numeri da bomber di razza.
Danny: 5. Già da qualche partita sta attraversando un periodo di flessione (fisiologica). Un turno di riposo potrebbe fargli bene.
Hulk: 5,5. Tralasciando il rigore sbagliato (il primo da quando è in Russia), siamo sempre lì: ha le qualità per segnare da un momento all'altro, però gioca troppo da solo e - visto che non sempre si possono dribblare tutti gli avversari - perde un numero esagerato di palloni. In ogni caso, gira e rigira, rimane il giocatore più pericoloso. Il club di Piter deve dunque stare attento a non diventare troppo Hulk-dipendente.
Sostituti:Shatov: 7. Spalletti indovina la mossa decisiva, l'ex Anzhi ha un grande impatto sulla partita e diventa il simbolo della rimonta dello Zenit. Gara peraltro speciale per lui, cresciuto proprio nell'Ural, che lo ha lanciato nel calcio professionistico e con il quale si è messo in mostra in Prima Divisione.
Bystrov: s.v. E' la carta che si gioca il tecnico italiano nel finale di partita per provare ad aprire la difesa arancionera.
Tymoschuk: s.v. Entra, come spesso gli capita, solo per i minuti finali.
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