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Kuban-Rubin, Pizzelli regala tre punti ai Canarini
Kuban Krasnodar - Rubin Kazan 1-0
43' M. Pizzelli.[/align]
Kuban (4-4-2): Belenov 6; Lolo 6, Zelão 6,5, Armaş 6, Zhavnerchik 6; G. Bucur 5 (dal 90'+2 R. Bugaev s.v.), Fidler 6, Kulik 6,5, Ionov 6,5 (dal 78' Komkov s.v.); M. Pizzelli 6,5 (dal 67' M. Ureña 6,5), L. Traoré 7.
Rubin (4-4-2): Ryzhikov 6; V. Kaleshin 6,5, Sharonov 5, César Navas 5, Bocchetti 5,5; Ryazantsev 5 (dal 59' Kasaev 5,5), Natkho 5, R. Eremenko 6, Gökdeniz Karadeniz 5,5 (dal 68' Martins 5); N. H. Valdez 5, Davydov 5 (dal 55' Dyadyun 5,5).
Grazie ad un gol siglato verso la fine del primo tempo dal nuovo acquisto Pizzelli, arrivato dagli ucraini del Metalurh Donetsk, il Kuban ottiene la sua prima vittoria nel 2012, regolando di misura a Krasnodar il Rubin. Un successo meritato, sia per la solita determinazione e foga agonistica messe in mostra dai gialloverdi in campo, sia per le numerose occasioni create dai padroni di casa. Prestazione estremamente negativa, al contrario, per i tartari, mai pericolosi, spuntati in attacco e con poche idee a centrocampo. Come se non bastasse, anche la difesa ha balbettato. Per la compagine allenata da Kurban Berdyev, il pericolo di rimanere fuori dall'Europa il prossimo anno c'è eccome.
TOP
Dan Petrescu: il suo Kuban, pur avendo magari poche individualità di spessore, è una delle squadre più difficili da affrontare nel campionato russo. Aggressivo, ordinato, pungente nelle ripartenze: la mano dell'allenatore si vede tutta.
Lacina Traoré: tra i singoli, ce n'è uno che svetta su tutti gli altri in casa Kuban, ed è proprio l'ex centravanti del CFR Cluj. L'ivoriano oggi ha dato una dimostrazione delle sue qualità, mettendo in crisi la retroguardia avversaria grazie ad un mix di forza fisica ed esplosività.
Marcos Pizzelli: prima presenza da titolare nella Russian Premier League e primo gol in Russia per questo attaccante brasiliano naturalizzato armeno, lesto a sfruttare la sponda del compagno di reparto.
Vladislav Kulik: continua ad essere uno dei giocatori più continui del Kuban (e non solo) in questa stagione. Corre tantissimo, ma ragiona anche, spesso e volentieri - specie in assenza di Tlisov - è lui a dover cominciare l'azione. Un giocatore molto importante per Petrescu, che ha avuto il merito di cambiargli ruolo (Kulik, infatti, nasce come esterno sinistro).
FLOP
Il non-gioco del Rubin: anche quando vinceva i campionati, la squadra di Kazan non era particolarmente brillante in termine di gioco; evidentemente il calcio spettacolare non è nelle corde di Berdyev, che ha sempre fatto della fase difensiva il suo punto di forza. Il Rubin negli ultimi due anni è drasticamente calato proprio a causa di una manovra lenta, macchinosa, inconcludente, esageratamente prevedibile. Se a ciò aggiungiamo il fatto che ad ogni sessione di mercato parta un giocatore chiave (l'ultimo Noboa) poi non rimpiazzato a dovere, ecco spiegato perché il Rubin è la principale big candidata a rimanere fuori dall'Europa.
Roman Sharonov e César Navas: solitamente attenti e affidabili, questo pomeriggio i due centrali difensivi del Rubin sono stati messi in crisi dalla fisicità dell'incontrollabile Lacina Traoré e dalla rapidità di Pizzelli prima e Ureña poi.
Sergey Davydov: insieme a Kaleshin e al fischiatissimo Kasaev, era uno dei tre ex della partita presenti in campo. Gestito senza problemi da quelli che fino ad un mese fa erano i suoi compagni di squadra, il 26enne in quasi un'ora di gioco non s'è mai fatto notare.
Gheorghe Bucur: Gigel, come è soprannominato in Romania, ha sulla coscienza due facili palle gol divorate (clamorosa la prima, sullo 0-0, a tu per tu con Ryzhikov) e un cartellino giallo evitabilissimo che gli farà saltare la prossima gara del Kuban.
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La Loko vola con Glushakov, Anzhi ko
Lokomotiv Mosca - Anzhi Makhachkala 1-0
73' Glushakov.[/align]
Lokomotiv (4-3-1-2): Guilherme 7; Shishkin 5,5, M. da Costa 6, Burlak 6,5, Yanbaev 6; Ozdoev 6,5, Tarasov 5,5 (dal 46' Zapater 6), Torbinskiy 5,5 (dal 71' Ignatjev s.v.); Glushakov 6,5; Caicedo 6,5 (dall'85' Loskov s.v.), Pavlyuchenko 6,5.
Anzhi (4-2-3-1): V. Gabulov 6; Gadzhibekov 5,5 (dal 66' Logashov 6), Samba 5, Joao Carlos 6, Tagirbekov 6; Akhmedov 5,5, Jucilei 7; Shatov 6 (dal 79' Prudnikov s.v.), Boussoufa 5 (dal 79' Holenda s.v.), Zhirkov 6; Eto'o 5,5.
Successo importantissimo della Lokomotiv nello scontro diretto contro l'Anzhi, che permette ai
Ferrovieri di raggiungere momentaneamente la terza piazza. I rossoverdi si sono imposti grazie ad una rete di Glushakov, arrivata al termine di un'azione molto ben congegnata e impreziosita dall'intelligente velo di Pavlyuchenko.
La partita è stata molto equilibrata e sempre in bilico, con diverse occasioni da ambo le parti. Le più nitide sono però capitate ai padroni di casa, che nel primo tempo avevano già sfiorato il vantaggio prima con Ozdoev in contropiede e poi con Caicedo sugli sviluppi di un corner. Nella ripresa, lo stesso Glushakov - lanciato in campo aperto - aveva mancato l'opportunità di portare i suoi sull'1-0. La compagine daghestana, dal canto suo, ha impegnato svariate volte Guilherme, sempre abile a sventare i tentativi degli avversari. Si tratta della prima sconfitta per Guus Hiddink.
TOP
Guilherme: nei primi 45' è attento su Akhmedov e Shatov prima e su Eto'o poi. Nella seconda frazione di gioco si esalta, compiendo in particolare una parata determinante su una conclusione di Zhirkov, avvenuta subito dopo il gol di Glushakov. Incredibile ma vero, non sbaglia neanche un'uscita alta (solitamente, il suo tallone d'Achille).
Felipe Caicedo: si divora il più facile dei gol, sparando alto a porta vuota da due metri. Ma invece di abbattersi, continua a lottare, impegnando i difensori dell'Anzhi. A cominciare l'azione che ha portato al gol che ha deciso l'incontro, è stato proprio il caparbio ecuadoregno.
Roman Pavlyuchenko: meno nel vivo del gioco rispetto a Caicedo, ancora un pò troppo individualista, l'ex Spartak Mosca e Tottenham ha comunque mostrato sprazzi della sua classe. Geniale il velo che ha consentito a Glushakov di ritrovarsi tutto solo contro Gabulov. Una giocata che è valsa tre punti pesantissimi.
Denis Glushakov: non è stata la partita più brillante dell'anno per il centrocampista della nazionale russa, ma a deciderla con un inserimento senza palla è stato comunque lui. Come tipologia di giocatore ricorda Frank Lampard: in questa stagione ha perfezionato il tiro dalla distanza e soprattutto ha cominciato a vedere bene la porta. 9 reti, con ancora una decina di gare da giocare, per un centrocampista sono tutt'altro che poche.
Jucilei: ha avuto bisogno di un pò di tempo per carburare, ma in queste ultime uscite gli appassionati di calcio russo hanno potuto apprezzare quel volante che s'era messo in mostra nel Corinthians, entrando nel giro della Seleçao. In costante crescita.
FLOP
Christopher Samba: per un'ora abbondante di gioco, è stato il migliore in campo. Ma sono bastati due episodi per cambiare opinione sulla sua prestazione. Prima ha bucato pericolosamente in zona centrale, permettendo a Glushakov di volare verso la porta (per sua fortuna, il numero 8 della Loko è stato ipnotizzato da Gabulov); poi si è fatto ingannare dalla finta di Pavlyuchenko, perdendosi così l'ingresso in area di Glushakov.
Mbark Boussoufa: poco attivo, non trova la posizione e non incide. Non sta attraversando un gran momento di forma.
Samuel Eto'o: non disputa una brutta partita nel complesso, prova anche a creare qualcosa, ma da un giocatore del genere aspettarsi qualcosa di più è il minimo. In questo 2012 è ancora a secco: oggettivamente poco assistito dai compagni, rimane spesso fuori dalla manovra e svaria troppo (l'Anzhi attuale, assai carente sul piano del gioco, avrebbe bisogno di un centravanti maggiormente presente in area di rigore, che faccia da punto di riferimento).
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