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[align=center]Maicon-Caicedo, la Loko schianta il Kuban

LOKOMOTIV MOSCA - KUBAN KRASNODAR 2-0: 5' Maicon, 44' Caicedo.
[/align]

Convincente successo casalingo per la Lokomotiv, che in casa supera con il risultato di 2-0 il Kuban Krasnodar, rivelazione dell'attuale Russian Premier Liga. I Ferrovieri colpiscono a freddo con Maicon, lesto a ribattere in rete la respinta di Belenov sul tiro di Caicedo. Tutto nasce da un'azione di contropiede orchestrata da Pavlyuchenko: da rivedere la fase difensiva della squadra di Petrescu, solitamente compatta tra i reparti, che concede un'ampia prateria all'ex centravanti di Spartak Mosca e Tottenham Hotspur, alla prima con la sua nuova maglia.
La partita si conclude di fatto nei minuti finali della prima frazione di gioco: prima infatti è Guilherme a bloccare in due tempi un penalty battuto da Lacina Traoré, poi - esattamente un minuto dopo - i rossoverdi raddoppiano con il caparbio Caicedo.

Lokomotiv (4-4-2): Guilherme 7; Shishkin 6,5, Burlak 6, Belyaev 6, Yanbaev 6; Maicon 6,5, Ozdoev 6,5 (dal 77' Ibričić s.v.), Tarasov 6,5, Torbinskiy 5,5 (dal 63' Zapater 6); Pavlyuchenko 6,5 (dal 63' Sychev 6), Caicedo.

Kuban (4-4-1-1): Belenov 6,5; Al. Kozlov 6,5, Zelão 5,5, Armaş 5, Zhavnerchik 5,5; Ionov 5,5, Fidler 5,5, Kulik 5,5, R. Bugaev 5 (dal 66' G. Bucur s.v.); M. Ureña 6,5; L. Traoré 5 (dal 78' Tsoraev s.v.).

TOP

Guilherme: senza quella determinante parata (ormai il brasiliano è diventato un autentico specialista nel neutralizzare i rigori), chissà come sarebbe finita la partita... Decisivo.

Felipe Caicedo: sta attraversando un gran periodo di forma il centravanti ecuadoregno, già protagonista nella prima uscita del 2012 della Lokomotiv, nella quale segnò il gol vittoria contro l'Athletic Bilbao in Europa League. Questo pomeriggio si è ripetuto, sigillando il risultato subito dopo il rigore sbagliato dagli avversari. Bravo a saltare con forza due avversari, ma anche fortunato ad essere favorito da un rimpallo.

Roman Pavlyuchenko: al debutto con il club gestito dalle Ferrovie Russe, Roman disputa una buona prestazione, partecipando attivamente alla rete che sblocca la contesa.

Dmitry Tarasov: l'anno scorso, il tecnico José Couceiro non l'ha avuto quasi mai a disposizione; quest'anno, il possente ex centrocampista di Tom Tomsk e FC Mosca, è indubbiamente un rinforzo importante in mezzo al campo per la Loko.

Marcos Ureña: è il più vivace dei Cosacchi, l'unico a provarci. Con anche un pizzico di furbizia, si procura il penalty poi fallito dal compagno di reparto.

FLOP

Igor Armaş: non passa un bel pomeriggio, Caicedo e Pavlyuchenko non sono due clienti avversari.

Roman Bugaev: è un terzino, schierato a centrocampo non ha lo spunto necessario per rendersi pericoloso.

Alexey Ionov: in casa Kuban, era il giocatore più atteso, soprattutto perché era al debutto con la nuova casacca. Arrivato dallo Zenit San Pietroburgo, il 22enne si fa notare solo nel finale per un calcio di punizione deviato in angolo da un attento Guilherme.

Lacina Traoré: nel girone d'andata, al Lokomotiv Stadion segnò un autentico golazo, con un potente tiro dai 25 metri. Oggi non solo non si ripete, ma ha sulla coscienza quel tiro dagli 11 metri calciato non nel migliore dei modi.


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MessaggioInviato: dom 4 mar 2012, 2:18 
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[align=center]CSKA-Zenit, pari spettacolare grazie a super Kerzhakov!

CSKA MOSCA - ZENIT SAN PIETROBURGO 2-2: 17' Dzagoev, 69' Musa; 1' e 56' Kerzhakov.[/align]

Finisce 2-2 il match tra le due squadre più forti del movimento calcistico russo. La Russian Premier Liga si sveglia dal letargo subito con un big match, che non tradisce le attese: CSKA-Zenit è stata infatti una partita spettacolare, molto divertente e con continui ribaltamenti di fronte. Le due squadre, che occupano le prime due posizioni nel campionato locale, si sono affrontate a viso aperto, senza badare ai tatticismi e commettendo - per la verità - anche qualche disattenzione di troppo in fase difensiva. Come quella che ha portato - dopo soli 18 secondi (!) - al vantaggio di Kerzhakov, imbeccato da un lungo lancio dalle retrovie di Hubočan che ha colto impreparato Ignashevich. Lo Zenit ha subito l'opportunità per raddoppiare, ma Shirokov a porta vuota colpisce il palo. Cresce così il CSKA, che al primo affondo trova il pari con Dzagoev.
Nella ripresa la gara rimane equilibrata, le due avversarie vanno a folate e nel momento migliore dei Kony a colpire è ancora Kerzhakov, questa volta con un gesto tecnico e atletico straordinario. Gli uomini di Slutskiy non demordono e a siglare la rete del definitivo 2-2 una decina di minuti dopo è il giovane nigeriano Musa. C'è tempo per vedere un altro legno, questa volta colpito dal CSKA con un tiro da fuori di Honda, e un'altra grande chanche non sfruttata da Shirokov.
Il risultato finale accontenta la compagine guidata da Spalletti, che mantiene a distanza di sicurezza la sua rivale più accreditata.


CSKA (4-1-4-1): Revyakin 6; A. Berezutskiy 5,5, V. Berezutskiy 5, Ignashevich 4,5, Schennikov 6; Wernbloom 6; Musa 6,5 (dal 90' Kim In-Sung s.v.), Dzagoev 6,5, Honda 7 (dall'83' Necid s.v.), Tošić 5 (dal 70' Mamaev s.v.); S. Doumbia 5,5.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 5,5, Hubočan 7,5, Lombaerts 6, Criscito 5; Semak 6, Denisov 6, Shirokov 5; Fayzulin 5,5 (dal 74' Zyryanov s.v.), Arshavin 5 (dal 55' Lazović 6); Kerzhakov 8 (dal 90'+3 Kanunnikov s.v.).

TOP

Alexander Kerzhakov: l'uomo copertina non può che essere l'attaccante della nazionale russa, che tiene a galla lo Zenit grazie ad una formidabile doppietta. Pronti e via, e subito batte il 16enne (!) Revyakin, partendo sul filo del fuorigioco e beffando in velocità il disattento Ignashevich. Poi serve un potenziale assist vincente a Shirokov, impegna l'estremo difensore avversario su punizione e nel secondo tempo realizza un gol magnifico, con un piatto al volo di difficoltà elevata. Nella classifica "bombardieri" (come la chiamano in Russia), insegue Doumbia, ma è sua la media-gol migliore del campionato: 18 reti in 23 presenze sono davvero un bottino notevole. Quanto è mancato a Luciano Spalletti nei due mesi finali del 2011...

Tomáš Hubočan: eterno sottovalutato, magari sgraziato negli interventi e non bello a vedersi, ma terribilmente efficace. Dalla sua parte non si passa ed è l'unico difensore dello Zenit che in velocità può tenere botta con il temuto Doumbia. Dopo il perfetto cross fornito a Shirokov in occasione della rete del momentaneo 1-1 in Champions League contro il Benfica, si riscopre rifinitore, fornendo entrambi gli assist per i gol di Kerzhakov.

Keisuke Honda: non partiva titolare con i Soldati da inizio agosto, ma dopo averlo visto all'opera la sensazione è che abbia recuperato benone dal lungo infortunio. Le sue giocate non sono mai banali ed è il giapponese a illuminare le azioni vincenti del CSKA, servendo con i giri giusti prima Dzagoev e poi Musa. Una perla il tiro a giro di prima intenzione che per poco non regala la vittoria ai rossoblù: per sua sfortuna, la palla va a sbattere contro la traversa.

Alan Dzagoev: buona prestazione del fantasista osseta, non solo per il gol che ristabilisce la parità. In particolare, nella prima frazione di gioco è il più in palla dei suoi.

Ahmed Musa: se non fosse andato a segno, non sarebbe finito in questa rubrica. Ma la rete siglata dal 19enne nigeriano, arrivato a gennaio dagli olandesi del VVV-Venlo, è determinante. E' ancora da sgrezzare: ha una rapidità di base impressionante, ma ha degli evidenti limiti tecnici e deve perfezionare i cross. L'età è dalla sua parte.


FLOP

Sergey Ignashevich: entra in campo probabilmente poco concentrato e si addormenta in occasione dell'immediato vantaggio dello Zenit, tenendo in gioco Kerzhakov. Un errore inammissibile per un giocatore della sua esperienza.

Seydou Doumbia: il bomber ivoriano, dopo un 2011 mostruoso, non ha iniziato nel migliore dei modi il nuovo anno, evidentemente non è ancora entrato in condizione. Coppa d'Africa (quasi) da spettatore non pagante, insufficiente contro il Real Madrid in Champions e ancora impreciso contro lo Zenit. Potenzialmente rimane tuttavia un giocatore sempre pericoloso: gli basta un'accelerazione per creare un pericolo.

Roman Shirokov: non continua il magic moment del centrocampista-goleador russo, che nel sabato pomeriggio moscovita si divora letteralmente due palle gol. Clamorosa la prima, quando tutto solo - e con la porta sguarnita - di testa colpisce il palo. Fosse stato più preciso, avremmo visto probabilmente un altro incontro.

Andrey Arshavin: era ovviamente il giocatore più atteso. Il figliol prodigo che torna a casa, l'arma in più dello Zenit per chiudere a doppia mandata il campionato. Tutti i dubbi che si avevano fino ad una settimana fa sembravano essere stati spazzati via dopo la brillante prova offerta da Shava in nazionale contro la Danimarca. Il giocatore prelevato in prestito dall'Arsenal, però, si vede poco, forse è ancora un corpo estraneo e viene così sostituito ad inizio ripresa.
Inoltre, la doppietta del suo amico Kerzhakov suona come un avvertimento ad Arshavin: ora questo non è più il suo Zenit. L'elemento più famoso e forte della squadra di San Pietroburgo per il momento è un comprimario all'interno dell'organico di Spalletti.


SINTESI PARTITA

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Reg. il: gio 6 lug 2006,
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[align=center]Anzhi, Hiddink vince all'esordio

Dinamo Mosca - Anzhi Makhachkala 0-1: 66' Jucilei.[/align]

Debutto fortunato come allenatore dell'Anzhi Makhachkala per Guus Hiddink, che esce vittorioso dalla Khimki Arena contro la terza forza del campionato russo. Dinamo-Anzhi è stata una sfida combattuta ed intensa, ma non particolarmente bella, poiché infarcita di errori, causati anche dal rigido clima moscovita e dalle condizioni non ottimali del manto erboso. A deciderla è stato nella ripresa Jucilei, che in mischia ha battuto l'estremo difensore armeno Berezovskiy, sostituto dell'infortunato Shunin.

La Dinamo Mosca vista oggi è sembrata una lontana parente di quella ammirata nel 2011. Probabile che la compagine allenata da Silkin sia ancora imballata, del resto l'ultimo match ufficiale disputato risale a fine novembre. L'Anzhi ha confermato di avere i problemi di sempre: il gioco latita terribilmente e in fase offensiva vive delle fiammate di Zhirkov. La vittoria (così come il gol) è stata oggettivamente casuale. Certo è che vista la classifica, in Daghestan in questo momento non devono pensare troppo all'estetica; Hiddink sarà quindi moderatamente soddisfatto. Quantomeno è stata migliorata non poco la difesa, perché Gabulov è un portiere vero e Samba-João Carlos comincia ad essere una coppia rispettabile.

Dinamo (4-4-2): Berezovskiy 5,5; Wilkshire 5,5, L. Fernández 6, Granat 6,5, Lomić 5 (dall'81' Misimović s.v.); Samedov 6, Semshov 5,5, Noboa 5 (dal 70' Yusupov 5,5), Kokorin 5,5; Voronin 5,5, Kurányi 5 (dal 79' Smolov s.v.).

Anzhi (4-2-3-1): V. Gabulov 6; Gadzhibekov 6, Samba 6,5, João Carlos 6,5, Tagirbekov 5; Akhmedov 5,5, Jucilei 7; Al. Ivanov 6,5, Boussoufa 5,5, Zhirkov 6,5; Eto'o 5,5.

TOP

Jucilei: segna l'importantissimo gol che vale tre punti e che permette all'Anzhi di accorciare la propria classifica: delle squadre che le sono davanti, infatti, ha vinto solo la Lokomotiv. In una gara fisica e maschia come quella andata in scena questo pomeriggio, il centrocampista brasiliano si esalta, facendo valere le proprie qualità in mezzo al campo e trovando il primo sigillo russo.

Christopher Samba: ottimo esordio nella Russian Premier Liga per il possente difensore centrale franco-congolese, strappato a suon di milioni al Blackburn nell'ultimo giorno di calciomercato. Un muro invalicabile.

Yury Zhirkov: parte male, perdendo banalmente qualche pallone, poi - come al solito - diventa l'uomo in più dell'Anzhi in fase offensiva. Si procura un rigore che l'arbitro non gli concede, ci mette lo zampino in occasione della rete di Jucilei e rischia di andare a segno dopo un'azione incredibile: peccato che sia andato alla conclusione con il piede sbagliato, il destro...

Alexey Ivanov: si divora un'occasione ghiottissima intorno al 20', ma macina chilometri andando su e giù sulla fascia destra. Gli manca un pò di lucidità, ma è tra i più attivi dei suoi.

FLOP

Christian Noboa: irriconoscibile l'ecuadoregno, prelevato dalla Dinamo dal Rubin Kazan per 8 milioni di euro. Evidentemente deve ancora ambientarsi e imparare a conoscere i nuovi compagni.

Marko Lomić: il terzino sinistro serbo non vive un bel pomeriggio, perdendo il duello con Alexey Ivanov e proponendosi poco sulla corsia mancina.

Kevin Kurányi: contro una difesa ben piazzata fisicamente come quella dell'Anzhi, sarebbe servito in area di rigore un centravanti meno statico del tedesco, uscito peraltro accompagnato da qualche (ingeneroso) fischio.

Rasim Tagirbekov: semplicemente, quello del terzino non è il suo ruolo. Non ha proprio le caratteristiche per ricoprire quella posizione. Anche se bisogna riconoscere che gli esterni bassi nella rosa dei Daghi non abbondano di certo e quindi qualcuno deve pur adattarsi.


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MessaggioInviato: dom 11 mar 2012, 19:49 
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Reg. il: gio 6 lug 2006,
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[align=center]Rubin-Lokomotiv, 0-0 con poche emozioni.

Rubin Kazan - Lokomotiv Mosca 0-0[/align]

Per quello che è successo nell'arco dei 90 minuti di gioco, lo 0-0 è un risultato inevitabile, che fotografa al meglio il poco che si è visto in campo. La gara è stata purtroppo influenzata dalle pessime condizioni del campo di Kazan, ai limiti dell'impraticabilità, come del resto sempre avviene durante la gelida stagione invernale (al contrario, in estate, il terreno del Tsentralnyi è tra i migliori di Russia). Padroni di casa più pericolosi nel primo tempo, prima con Ryazantsev (che sfiora il vantaggio due volte) e poi con una punizione di Natkho respinta da Guilherme. Ospiti che hanno preso l'iniziativa nella seconda frazione di gioco, colpendo un palo con un tiro rasoterra da fuori area di Glushakov. Per il resto, poco da segnalare e pareggio che non serve né al Rubin né alla Lokomotiv.

Rubin (5-4-1): Ryzhikov 6; Kislyak 6, Kverkvelia 6, V. Kaleshin 6,5, Kuzmin 5,5, Nemov 5,5; Ryazantsev 5,5, Natkho 6, R. Eremenko 6, Gökdeniz Karadeniz 6,5 (dall'87' Kasaev s.v.); N. H. Valdez 5.

Lokomotiv (4-2-3-1): Guilherme 6,5; Shishkin 6, Burlak 6, Belyaev 5,5, Yanbaev 5; Ozdoev 6, Tarasov 6; Sychev 5 (dall'81' Torbinskiy s.v.), Glushakov 6,5, Maicon 6 (dal 71' Zapater s.v.); Caicedo 5,5 (dal 68' Pavlyuchenko s.v.).

TOP

La difesa inedita di Berdyev: con i vari Sharonov, Orekhov, César Navas, Bocchetti e Ansaldi indisponibili, il povero tecnico del Rubin s'è dovuto letteralmente reinventare il pacchetto arretrato, sperimentando una difesa a cinque, con Kislyak e Nemov esterni e addirittura Kaleshin - un terzino di ruolo - schierato quasi come libero! Fuori posizione anche Kuzmin, uno degli ex del match. L'unico centrale puro a disposizione era infatti il giovane Kverkvelia, georgiano classe '92. Ma nonostante ciò, la retroguardia tartara non ha concesso nulla agli avversari.

Gökdeniz Karadeniz: non sarà stata tra le migliori partite della sua carriera, ma quantomeno il turco vivacizza un pò la lenta manovra del Rubin, fornendo nel primo tempo un assist d'oro non sfruttato da Ryazantsev.

Denis Glushakov: vale sostanzialmente lo stesso discorso fatto per Karadeniz, è tra i più attivi dei suoi e sfiora il gol con una conclusione dal limite che si schianta contro il palo.


FLOP

Il terreno di gioco: su un campo del genere, era oggettivamente difficile mostrare uno spettacolo migliore di quello offerto dalle due contendenti. Ok il clima rigido di questi mesi e le frequenti nevicate, ma è possibile che non si riesca a trovare una soluzione?

I cambi di Couceiro: l'allenatore portoghese non ha dato la sensazione di voler vincere la partita, s'è accontentato del pareggio, nonostante sia stata la Lokomotiv a fare maggiormente la partita nella ripresa. Peraltro, il Rubin giocava con una difesa che definire sperimentale è un eufemismo...

Dmitry Sychev: schierato fuori ruolo, molto lontano dalla porta, più come esterno di centrocampo che come ala d'attacco, non incide e perde numerosi palloni.

Nelson Haedo Valdez: a voler esagerare, tocca cinque palloni in tutto l'incontro. Solitamente si fa notare per le palle gol divorate ma anche per il grande lavoro di sacrificio, oggi invece non riesce neanche a dettare la profondità. Contro una difesa chiusa come quella dei Ferrovieri sarebbe servito un centravanti con caratteristiche diverse.


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Reg. il: ven 13 nov 2009
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ma Eto'o come sta facendo li ? gioca svogliato , è ormai un ex calciatore oppure no ? etc


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Reg. il: gio 6 lug 2006,
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[align=center]Lo Zenit non va oltre l'1-1 con il Kuban

ZENIT SAN PIETROBURGO - KUBAN KRASNODAR 1-1: 74' Lazović; 39' Ionov (rig.).[/align]

Secondo pareggio consecutivo in campionato per i campioni di Russia, che mantengono in ogni caso il vantaggio di 6 punti sull'inseguitrice più vicina, il CSKA Mosca. Lo Zenit è reduce dalla brutta uscita di scena in Champions League, con quel 2-0 in casa del Benfica che non è andato giù ai tifosi, che non hanno visto scendere in campo la squadra che conoscono. Tuttavia, i giocatori sembrano non risentirne psicologicamente e partono infatti fortissimo, colpendo due pali nella prima mezz'ora: prima con un bolide dalla distanza scagliato da Hubočan, poi con Shirokov. Lo Zenit domina, ma a passare in vantaggio è il Kuban, grazie ad un penalty causato da Bruno Alves e trasformato da Ionov, che fino a pochi mesi fa era ancora un giocatore del club di San Pietroburgo.
Nella ripresa Spalletti inserisce subito Lazović (in seguito entreranno anche Rosina e Kanunnikov), lo Zenit continua a spingere ma rischia di beccare il secondo gol in contropiede. Da segnalare, in particolare, un legno colpito questa volta dalla compagine di Krasnodar con Lacina Traoré. A circa 20' dal termine, arriva il definitivo pari dei biancoblù, firmato Lazović. 12esimo centro nella RPL per l'attaccante serbo, miglior realizzatore dei suoi dopo Kerzhakov. Lo Zenit prova l'assalto finale, ma il risultato non cambia.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Hubočan 6,5, B. Alves 4,5, Lombaerts 6, Criscito 6; Shirokov 5 (dall'80' Kanunnikov 5,5), Denisov 6, Zyryanov 6 (dal 46' Lazović 6); Fayzulin 6, Arshavin 5 (dal 66' Rosina 5); Kerzhakov 6.

Kuban (4-4-1-1): Belenov 6,5; Lolo 6,5, Zelão 6,5, Armaş 5,5, Zhavnerchik 6; Tsoraev 6, Sosnin 6, Kulik 6, Ionov 6,5 (dal 76' R. Bugaev s.v.); M. Ureña 6,5 (dal 90'+1 G. Bucur s.v.); L. Traoré 6,5.


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Tomáš Hubočan: tra i pochi a salvarsi nella disfatta di Lisbona, il duttile difensore slovacco è il giocatore dello Zenit più in forma. Oggi ha giocato sulla fascia destra, rimpiazzando l'infortunato Anyukov, e l'ha fatto bene. Avrebbe meritato il gol in apertura, con quel gran destro di controbalzo andato a sbattere contro il palo.

Igor Lolo: il terzino ivoriano, arrivato secondo con la sua nazionale nella recente Coppa d'Africa, sostituisce Alexey Kozlov e disputa una gran bella gara, mettendo in mostra le sue qualità fisiche e atletiche.

Marcos Ureña: il costaricense, classe '90, aveva trovato poco spazio nella prima parte del campionato, ma negli ultimi tempi sta entrando in pianta stabile nell'undici titolare. Dotato tecnicamente, molto veloce, difficile da fermare quando parte in progressione. Con Lacina Traoré può formare una coppia d'attacco davvero interessante, oltre che completa.

Lacina Traoré: sale alla ribalta nella seconda frazione di gioco, impegnando da solo i due centrali avversari e cercando più volte la via del gol. Ci va vicinissimo con una conclusione da fermo che batte Malafeev, ma si schianta contro il palo.

FLOP

Bruno Alves: arrivato a San Pietroburgo con grandi aspettative (lo Zenit lo strappò al Porto nell'estate del 2010 pagandolo 22 milioni di euro), il centrale difensivo del Portogallo ha deluso. Appena incontra un attaccante un minimo rapido, va in crisi. Questo pomeriggio causa il rigore che porta in vantaggio il Kuban, cambiando di fatto la partita, fino ad allora in mano allo Zenit. Possibilmente, da cedere.

Roman Shirokov: settimana nera per il centrocampista russo, che - così come nello scorso turno contro il CSKA - colpisce un altro legno, divorandosi letteralmente una facile opportunità. Molto impreciso, si riscatta parzialmente fornendo l'assist a Lazović.

Andrey Arshavin: nei primi 45' giochicchia, corre poco, gioca spesso da fermo; ciò si può accettare (fino ad un certo punto) finché la tua squadra è padrona del campo, ma una volta passata in svantaggio, sarebbe lecito aspettarsi qualcosa in più della semplice accademia da un giocatore della sua classe.


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Buffalmacco ha scritto:
ma Eto'o come sta facendo li ? gioca svogliato , è ormai un ex calciatore oppure no ? etc


Abbastanza bene, i numeri in campionato sono ottimi (8 reti in 12 presenze). Non è il miglior Eto'o, ma bisogna dire che non gioca neanche in una squadra particolarmente offensiva o spettacolare, per il momento l'Anzhi è ancora alla ricerca di un assetto tattico ideale, gioca molto male.


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[align=center]Alle ore 16 italiane, gustatevi l'anticipo della 34esima giornata, Dinamo Mosca-Zenit San Pietroburgo ;)

Dinamo (4-4-2):

18 Berezovskiy

6 L. Fernández, 5 Epureanu, 13 Granat, 32 Lomić

9 Kokorin, 21 Semshov, 14 Yusupov, 7 Dzsudzsák

10 Voronin, 22 Kurányi


In panchina: 16 Frolov, 33 Rykov, 19 Samedov, 26 Noboa, 8 Misimović, 12 Nekhaychik, 27 Smolov.
Allenatore: Silkin.

Oltre al portiere titolare, Shunin, manca l'australiano Wilkshire, squalificato; al suo posto giocherà Epureanu, con il Coti Fernández che dovrà adattarsi a fare il terzino destro.



Zenit (4-3-2-1):

16 Malafeev

14 Hubočan, 3 B. Alves, 6 Lombaerts, 4 Criscito

25 Semak, 27 Denisov, 15 Shirokov

20 Fayzulin, 29 Arshavin

11 A. Kerzhakov


In panchina: 30 Zhevnov, 24 Luković, 18 Zyryanov, 23 Huszti, 8 Lazović, 9 Bukharov, 99 Kanunnikov.
Allenatore: Spalletti.

Assenti per infortunio Anyukov e Bystrov.[/align]


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Mimmo! Primo gol di Criscito con la maglia dello #Zenit. Pochi secondi dopo, golazo di #Kerzhakov. 2-0 dopo neanche 15'.


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[align=center]Zenit straripante, goleada rifilata alla Dinamo Mosca

Immagine

Dinamo Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-5: 72' Kurányi; 14' Criscito, 15' Kerzhakov, 24' Semak, 74' Kerzhakov, 79' Huszti.[/align]

Dopo due pareggi di fila in campionato e la brutta sconfitta a Lisbona che ha estromesso la squadra allenata da Luciano Spalletti dalla Champions League, torna al successo lo Zenit, che vince addirittura in goleada alla Khimki Arena, tana della Dinamo Mosca, terza forza della Russian Premier Liga 2011-12. Un successo roboante e mai in discussione ottenuto contro l'unica compagine che i campioni di Russia non erano riusciti a sconfiggere in questo campionato.
Fin dalle prime battute, appare chiaro l'andazzo della gara: lo Zenit passa in vantaggio al 14' con Criscito, che ringrazia Granat per la gentile concessione e sigla il suo primo gol in Russia. Pochi secondi dopo, gli ospiti trovano il raddoppio con il solito Kerzhakov, abile a scagliare un violento destro dai 20 metri che si insacca sotto la traversa. Passano pochi minuti e il club di San Pietroburgo va ancora a segno, questa volta con Semak, ben imbeccato in profondità da Arshavin. Già nel primo tempo lo Zenit potrebbe dilagare, ma Kerzhakov manca due clamorose occasioni.
La Dinamo "ammirata" nel primo tempo è stata troppo brutta per essere vera e infatti i Poliziotti partono forte nella ripresa, impensierendo più di una volta il sempre attento Malafeev. Kurányi, con una bella capocciata su punizione battuta da Dzsudzsák, sembra poter riaprire la contesa nel finale, ma ci pensa subito Kerzhakov a chiuderla definitivamente. L'1-5 porta la firma del subentrato Huszti, che con un'autentica bomba su punizione realizza il suo secondo sigillo stagionale.

In classifica, lo Zenit vola a quota 70 punti, momentaneamente a +9 sul CSKA, che nel posticipo del lunedì giocherà il derby moscovita più sentito contro lo Spartak. La Dinamo, che fino a poche settimane fa pareva intenzionata a dire la sua in chiave titolo, ha iniziato nel peggiore dei modi la parte conclusiva del torneo, ottenendo appena un punto in tre partite. Ora rischia di farsi superare da Spartak, Lokomotiv e Rubin, e di farsi raggiungere dall'Anzhi.

Dinamo (4-4-2): Berezovskiy 5; L. Fernández 5,5 (dal 73' Misimović s.v.), Epureanu 5, Granat 4,5, Lomić 5,5; Kokorin 5 (dal 46' Samedov 6), Semshov 5,5, Yusupov 5 (dal 46' Noboa 5), Dzsudzsák 5; Voronin 5,5, Kurányi 6.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 7; Hubočan 7, B. Alves 6, Lombaerts 6,5, Criscito 6,5; Semak 7, Denisov 6, Shirokov 6; Fayzulin 6 (dal 60' Huszti 7), Arshavin 6,5 (dal 71' Kanunnikov s.v.); Kerzhakov 7,5 (dall'83' Bukharov s.v.).


TOP

Alexander Kerzhakov: 20 reti in 25 presenze, uno score che parla da solo. Mai in campionato Sasha aveva segnato così tanto, nemmeno nel 2004 quando vinse la classifica "bombardieri" (come la chiamano in Russia), con 18 reti. Tutti gol, peraltro, decisivi, pesanti. Semplicemente, il giocatore più determinante dello Zenit in questa stagione.

Andrey Arshavin: criticato dalla stampa locale per le prime due esibizioni non esaltanti, questo pomeriggio ha messo a tacere le malelingue, con una prestazione promettente in vista delle prossime partite. Più nel vivo del gioco, Shava ha dialogato bene con i compagni, è andato più volte alla conclusione e ha servito un passaggio filtrante con i giri giusti a Semak in occasione dello 0-2.

Szabolcs Huszti: finito un pò nel dimenticatoio (e, per la verità, mai protagonista con il club di San Pietroburgo), entra a circa 20' dal termine, servendo un assist perfetto per il secondo centro di Kerzhakov e sparando un missile di una potenza inaudita sul quale Berezovskiy nulla ha potuto.

Sergey Semak: nonostante i 36 anni, l'ex centrocampista di CSKA, PSG, FC Mosca e Rubin Kazan continua ad essere un giocatore prezioso, un valido ricambio ai titolari che non ha perso il vizio del gol.

Tomáš Hubočan: ormai non è più una novità vederlo tra i promossi negli incontri ai quali prende parte lo Zenit. In assenza di capitan Anyukov, lo slovacco viene confermato come terzino destro: dalla sua fascia non si passa, chiedere per conferma a Dzsudzsák.

Domenico Criscito: grazie ad uno svarione difensivo di Granat, segna di testa il suo primo gol con la maglia dello Zenit. Per il resto, dialoga bene con Arshavin, contiene Kokorin e soffre solo un pò nella seconda frazione di gioco la rapidità di un cliente difficile come Samedov.

Vyacheslav Malafeev: se il match è finito con il risultato di 1-5, è merito anche del portierone della nazionale russa, che ha negato in almeno tre circostanze il gol agli avversari. Ci fosse stato lui all'andata contro il Benfica, chissà...


FLOP

I centrali difensivi della Dinamo: con il Coti Fernández spostato sulla destra al posto dello squalificato Wilkshire, al centro Silkin deve rispolverare la coppia composta dal moldavo Epureanu e dal siberiano Granat. Un disastro. Distratti, lenti e pasticcioni. Urge un acquisto di peso in quella zona del campo.

Artur Yusupov: il 22enne centrocampista centrale ha sulla coscienza la rete dell'immediato 0-2 dello Zenit. E' stato proprio lui, infatti, a perdere malamente il pallone che ha consentito poi a Kerzhakov di esplodere il proprio destro. Dopo l'intervallo, rimane negli spogliatoi, rimpiazzato dal nuovo acquisto Noboa.

Alexander Kokorin: è in lizza per un posto per EURO 2012, di mestiere fa l'attaccante anche se Silkin con la Dinamo lo fa giocare prevalentemente come esterno. Le potenzialità ci sono tutte, ma non sempre vengono sfruttate dal soggetto in questione. Rimandato.

Balázs Dzsudzsák: con la Dinamo vanta già due assist in altrettante partite, ma i numeri non devono trarre in inganno. L'ungherese apprezzato ad Eindhoven in Russia non s'è ancora visto. Da ritrovare.


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