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MessaggioInviato: gio 17 mar 2011, 16:32 
http://calcio.fanpage.it/e-morta-la-mog ... -stradale/

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I due erano sposati da 10 anni ed avevano 2 bambini.

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Il punto sulla 1ª Giornata della RPL 2011-12: analisi di tutte le partite + video-gol


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Kerzha, ma nella prossima giornata ci sono 2 partite a campi invertiti ?

byez


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MessaggioInviato: dom 27 mar 2011, 17:06 
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[align=center]2ª Giornata

Immagine[/align]
Krasnodar - Spartak Nalchik 2-0: 34' Picuşceac, 70' Movsisyan.

E' positivo l'inizio dell'esordiente Krasnodar, che dopo essere uscito indenne da Makhachkala, trova la sua prima vittoria nella massima serie tra le mura amiche, con lo Spartak Nalchik come avversario. La squadra allenata da Eshtrekov, reduce dal successo di misura ottenuto contro il Krylya Sovetov, è stata regolata con un gol per tempo dai Tori.
La partita non regala troppe emozioni, ma fin dalle prime battute sono i padroni di casa ha condurre le operazioni, nonostante siano stati gli ospiti a creare il primo serio pericolo, in seguito ad una concitata azione sviluppatasi su calcio d'angolo, con il palo centrato da pochi passi dal centrale difensivo Ovsienko. Tuttavia, al primo vero affondo, passa il Krasnodar: sul perfetto cross dalla sinistra dell'ex Rostov Anđjelković, Picuşceac impatta bene di testa ed indirizza la sfera all'incrocio dei pali. E' così del centravanti moldavo - a sorpresa partito titolare in questo primissimo scorcio di torneo - il primo storico gol della seconda squadra di Krasnodar, nata appena nel 2007, in Russian Premier Liga. Dopo averlo sfiorato con Kulchiy, i verdeneri trovano il raddoppio con il subentrato Movsisyan, avvantaggiato dal buco di Bagaev, terzino destro che fino a pochi mesi fa militava proprio nel Krasnodar. All'89', il georgiano Amisulashvili, il principale ex dell'incontro, stende in area Portnyagin (al secondo rigore procurato in altrettante giornate): dal dischetto Kontsedalov si fa però respingere il tiro da Gorodov, negando così ai suoi la possibilità di riaprire il match.

SINTESI KRASNODAR - SPARTAK NALCHIK 2-0


Dinamo Mosca - Rostov 3-1: 50' L. Fernández, 75' Misimović (rig.), 90' Voronin; 86' Khagush.

E' una buona Dinamo quella che fa scendere sulla terra il Rostov, dopo la sbornia del lunedì precedente (difficilmente dimenticheranno da quelle parti il 4-0 rifilato allo Spartak Mosca). Il problema evidenziato dai biancoblù è stato quello di una scarsa mira. Infatti, nonostante le innumerovoli palle gol create, per portarsi sul 2-0 i padroni di casa hanno avuto bisogno di due palle inattive. Dev'essere quindi più concreta la squadra di Božović se vuole puntare ad obiettivi importanti; anche perchè sabato il Rostov - pur non giocando di certo bene - sul risultato di 1-0 ha pur sempre sfiorato la rete del pari in due circostanze: insomma, la beffa sarebbe potuta benissimo arrivare.
I Poliziotti partono subito forte e Kurányi chiama agli straordinari Radić, abile a dirgli continuamente di no. Il primo tempo si conclude sullo 0-0, ma nel secondo la musica non cambia: la Dinamo continua a premere e Semshov per poco non inquadra lo specchio con un bel tiro al volo. Il gol è comunque solo una questione di tempo, ed arriva poco dopo: Karyaka prolunga la punizione battuta da Samedov, El Coti Fernández - colpevolmente tenuto in gioco da Česnauskis - insacca. Il lituano con il dente avvelenato, cerca immediatamente di farsi perdonare, ma Shunin con un gran intervento gli nega la gioia del più classico dei gol dell'ex. Kurányi continua la sua battaglia personale contro l'estremo difensore avversario, Karyaka si divora da due passi la rete del possibile 2-0; il Rostov ringrazia e non trova il pari per una questione di centimetri, prima con un tentativo maldestro di autogol da parte di Granat, poi con una volèe di Blatnjak. Dopo i pericoli scampati, Semshov capisce che è giunto il momento di chiudere l'incontro e si guadagna con esperienza un calcio di rigore che Misimović, pur non calciando benissimo, trasforma. Primo sigillo in Russia per il trequartista bosniaco, ancora indietro da un punto di vista atletico dopo il lungo periodo di inattività trascorso in Turchia, ma che garantisce tutta un'altra qualità alla manovra della Dinamo. Il Rostov - grazie ad un incredibile "gollonzo" di Khagush, il quale aveva ovviamente cercato il cross - continua a crederci, ma scoprendosi si espone ai contropiedi degli avversari, portati avanti da Samedov (il migliore, insieme a Semshov) e Kurányi. Nel finale, c'è così gloria addirittura per Voronin, che dopo aver fallito una colossale occasione, a porta sguarnita firma il risultato finale.

SINTESI DINAMO - ROSTOV 3-1


Tom Tomsk - Kuban Krasnodar 0-1: 83' Davydov.

Sembrava dovesse essere un pareggio scritto, ma alla fine ad uscire da Tomsk con i tre punti è stata la squadra che ci ha provato di più e che ci ha creduto fino alla fine. Tre punti estramente importanti per il Kuban, immeritatamente sconfitto dal Rubin alla prima giornata, che tuttavia ha denunciato gli stessi limiti che avevano fatto sì che i Tartari si imponessero per 2-0 a Krasnodar. Assolutamente negativo, l'inizio del Tom, che totalizza la seconda sconfitta consecutiva contro le due neopromosse.
Dopo la brutta prestazione di Nizhny Novgorod, Nepomniachiy torna al classico 4-4-2, con Starikov e Kanunnikov, entrambi di proprietà dello Zenit, in attacco. Bazhenov e Kharitonov sono i due esterni alti, Klimov parte così dalla panchina; a protezione della difesa giocano due mediani puri come il sudcoreano Kim Nam-Il ed il bielorusso Tigorev.
Protasov questa volta preferisce Lacina Traoré a Davydov in avanti, rimpiazza al centro della difesa l'infortunato Zuela con Armaş, rispolvera Tlisov dal 1' minuto e si affida ad un centrocampo a cinque, coperto ma dinamico.
Al termine della prima frazione di gioco, il pari è il risultato più giusto. Da segnalare, una grande occasione per parte: quella del Tom capita sui piedi di Gultyaev, che riesce a piegarsi ed a colpire il pallone con una buona potenza, trovando però il gran riflesso di Budakov; ancor più clamorosa quella capitata al Kuban, in seguito ad uno scellerato retropassaggio di petto dello stesso Gultyaev, con Lacina Traoré, che - ostacolato dall'uscita di Botvinjev - calcia incredibilmente a lato, non sfruttando il regalo confezionatogli dal terzino cresciuto nelle giovanili dello Spartak Mosca.
La partita rimane equilibrata e godibile (sarebbe stato uno scandalo se fosse finita a reti bianche) anche nella ripresa, con i Canarini che però - nonostante la prima opportunità capiti ai siberiani - prendono con più frequenza l'iniziativa. I gialloverdi sfiorano la rete dello 0-1 prima con Lacina Traoré (a chi scrive non è dispiaciuto, si vede che è un giocatore di livello superiore rispetto alla maggior parte dei suoi compagni; deve crescere, è ancora impreciso e poco lucido sottoporta), poi in due circostanze con Tsoraev. Quando la partita sembrava indirizzata verso lo 0-0, prima arriva una nitidissima chance per il Tom, con un colpo di testa in tuffo ancora di Gultyaev che dà soltanto l'illusione del gol, e poi la rete che decide il match, firmata Davydov. Semplice tap-in per l'attaccante ex Torpedo Mosca e Volgar-Gazprom Astrakhan, che ha comunque avuto un buon impatto sul match; ottimo l'inserimento centrale di Kulik, il cui tiro è stato deviato da Botvinjev sul palo.
Il Kuban ha trovato il gol alla fine, ma ha dato la sensazione di essere la classica squadra russa sprecona oltre ogni ragionevole limite, che deve creare un numero elevato di opportunità prima di riuscire a buttarla dentro. Il Tom, invece, fin da queste primissime giornate sta denunciando gravi limiti davanti, in un reparto nel quale manca un bomber vero; Dzyuba e Kornilenko non sono stati rimpiazzati, è un dato di fatto. L'unico centravanti che hanno in rosa è Kanunnikov, che potrebbe rivelarsi ancora acerbo per fare il titolare...

SINTESI TOM - KUBAN 0-1


Amkar Perm - Lokomotiv Mosca 1-0: 25' Ristić.

La gara di Perm ha evidenziato per l'ennesima volta ha evidenziato - se mai ce ne fosse stato bisogno - qual è il principale problema della Lokomotiv, non da oggi, ma da almeno un lustro a questa parte: la mancanza di quell'attaccante capace di vedere la porta e di segnare quei gol che potremmo definire "stupidi"; manca insomma un bomber con il fiuto del gol nelle sue corde. Quel centravanti che a Cherkizovo cercano ad ogni sessione di mercato, ma che puntualmente non trovano mai. Il problema, naturalmente, non è stato risolto neanche adesso che è cambiata la dirigenza e che è arrivato un nuovo allenatore.
Come hanno dichiarato i protagonisti nelle interviste del dopo-partita, è incredibile come i Ferrovieri siano riusciti a perdere. Hanno creato una valanga di opportunità (tra le quali una traversa colpita da Glushakov) e, nel complesso, giocato una buona gara. Maicon, in particolare, è apparso ispirato come non mai (infermabile quando partiva in velocità), lo stesso Ignatjev ha disputato un ottimo match. Bene anche Loskov, ma non è una novità. Rispetto alla partita contro la Dinamo sono mancati Torbinskiy e Sychev: il primo è tornato ai suoi livelli abituali post-2008, il secondo è stato un ectoplasma.
L'altro problema dei rossoverdi è la difesa. C'è abbondanza (forse pure eccessiva) sugli esterni, ma in mezzo la Loko possiede tre soli centrali difensivi, peraltro tutt'altro che fenomenali: Baša, Ďurica ed il giovane Burlak. A questi eventualmente si può aggiungere lo sloveno Ilič che può giocare in quel ruolo, ma è chiaro che ciò non basti. E' partito Rodolfo, con chi l'hanno rimpiazzato? Con nessuno.
Inoltre, bisogna aggiungere che Guilherme sulle uscite alte è un mezzo disastro: ne sbaglia tantissime. Solitamente viene graziato, domenica non è stato così ed ha regalato un gol agli avversari.
Per l'Amkar un successo per certi versi insperato, ma la prestazione dei Permyaki è stata comunque positiva ed abbastanza propositiva. Anche una volta passati in vantaggio, non hanno rinunciato a giocare e sono risultati pungenti in contropiede. Almeno un punto lo avrebbero meritato, tutto sommato: se ne ritrovano tre e non possono certo lamentarsi.

SINTESI AMKAR - RUBIN 1-0


Rubin Kazan - Terek Grozny 2-0: 33' Gökdeniz Karadeniz, 57' Noboa.

Quattro reti segnate e zero subite, sei punti conquistati, due vittorie ottenute con il minimo sforzo. Dopo due giornate, seppur a pari merito con lo Zenit ed in attesa del CSKA che ne deve recuperare una, il Rubin guida già la classifica in Russia. Quella dei tartari è stata una prestazione paragonabile a quella di settimana scorsa, con la differenza che il Kuban li aveva messi molto più in difficoltà, mentre invece il Terek s'è fatto vivo dalle parti di Ryzhikov una sola volta, con Sadaev, a circa 15' dal termine. Per il resto, la compagine cecena è apparsa assai inconsistente. Sicuramente s'era comportata meglio contro lo Zenit, al Tsentralny di Kazan non hanno creato alcuna minaccia nonostante si schierassero con un 4-3-3 puro, con tre attaccanti veri. Gullit sembra avere le idee ancora confuse, ma la ristrettezza di una rosa che s'è complessivamente indebolita ed il calendario non l'hanno di certo aiutato. E' presto, in ogni caso, per formulare dei giudizi e per sparare sentenze, anche perchè - come detto - i verdi di Grozny hanno pur sempre affrontato due big del campionato.
Rispetto alla gara di Krasnodar, Berdyev cambia per due quarti la difesa, inserendo Kuzmin ed il rientrante César Navas al posto di Kaleshin e Bocchetti; in mezzo al campo, al fianco di capitan Noboa, spazio a Petr Bystrov, mentre sulla trequarti vengono schierati Karadeniz, Ryazantsev (nella posizione di trequartista) e Lebedenko. Oltre al solito Carlos Eduardo, assente anche Kasaev, autore del primo gol del Rubin nella RPL 2011-12.
Non si può dire che Ruud Gullit manchi di coraggio: l'olandese manda infatti in campo un 4-3-3 temerario, con Sadaev, Mguni e Rodrigo Tiuí a comporre il terzetto d'attacco. Indisponibile Bracamonte, ancora non convocati gli esterni Kobenko e Vlasov; debutto con la maglia del Terek, invece, per l'ex promessa dello Spartak Mosca Pavlenko.
L'incontro è purtroppo rovinato dalle pietosi condizioni del campo di Kazan, sul quale è onestamente difficile offrire uno spettacolo migliore: pure i giocatori del Barcelona avrebbero difficoltà a controllare il pallone. I ventidue malcapitati faticano a mantenere l'equilibrio, a turno finiscono tutti giù per terra ed a risentirne ovviamente è il gioco. Ad ogni inizio di campionato è sempre la solita storia: quello della capitale del Tatarstan rimane per distacco il peggior terreno di gioco (e dire che la concorrenza non è niente male, basti pensare al Metallurg di Samara, al Petrovskiy di San Pietroburgo o al Trud di Tomsk).
Tornando alla sfida, i primi 45' si concludono con i granata avanti per 1-0, grazie al primo centro stagionale del turco Gökdeniz Karadeniz (del volenteroso Dyadyun l'assist). Rivedibile il posizionamento dei difensori ceceni, così come il mancato intervento di Godzyur, preso sì in controtempo ma che non ha nemmeno abbozzato il tuffo. Anche nella seconda rete c'è lo zampino dell'attaccante in prestito allo Spartak Nalchik nella passata stagione, che s'avventa in spaccata sul tiro-cross di Ansaldi, poi corretto in rete da Noboa. A proposito dell'argentino: sembra essere tornato quello del 2008 in queste prime partite dell'anno solare.
Il Rubin da qualche settimana parla di un nuovo sistema di gioco che stanno sperimentando. Vorrebbero giocare più sulle combinazioni palla a terra, dialogando nello stretto. Secondo Berdyev e Sharonov, tutti stanno facendo il massimo, ma i campi aiutano poco. Proprio il difensore ha polemizzato con Fursenko: "Col nuovo calendario magari viene lui a giocare su questi campi?".

SINTESI RUBIN - TEREK 2-0


Zenit San Pietroburgo - Anzhi Makhachkala 2-0: 6' Shirokov, 45' Lazović.

Partita non indimenticabile anche quella di San Pietroburgo, condizionata - come la maggior parte di questo inizio di campionato - dal terreno di gioco, in condizioni pessime. Dobbiamo sempre considerare che su un campo del genere risulta obiettivamente molto difficile giocare a pallone come si deve.
Successo comunque senza difficoltà per lo Zenit, andato a segno all'inizio ed alla fine del primo tempo, sempre su situazioni da palle da fermo. Una gemma la punizione di Lazović, il migliore in campo insieme ad un eccellente Shirokov.
Il secondo tempo è stato di gestione totale del vantaggio, con degli errori sotto porta che ormai sono il marchio di fabbrica dello Zenit. Da segnalare, in particolare, le chance sprecate in contropiede rispettivamente da Kerzhakov, Lazović, Bukharov e Danny (quest'ultimo partito dalla panchina, poichè da poco rientrato dal Portogallo). Male Ionov, autore della sua peggiore prestazione in questo primo scorcio di 2011 fin qui positivo per lui. Ha corso molto, ma spesso a vuoto l'esterno convocato a sorpresa da Advocaat in nazionale; in questi mesi avrà la sua grande occasione per dimostrare ciò che vale, dal momento che Bystrov tonerà disponibile in estate.
Al termine dell'incontro, festa grande per Kerzhakov, che riceve ben due premi dal quotidiano Sport-Express: il "Leader Sbornaya 2010" e soprattutto il "Premio come Miglior Giocatore dell'Ex Unione Sovietica nel 2010".
L'Anzhi attuale è ancora poca cosa. Gadjiev ha da lavorare, chissà che la pausa per le nazionali non gli possa tornare utile. Al momento, il principale limite della squadra di Makhachkala è la mancanza di intensità, il ritmo troppo lento e compassato. Molti giocatori sono visibilmente fuori condizione ed infatti gente come Jucilei e Lakhiyalov sono apparsi semplicemente irriconoscibili. Per la terza volta consecutiva, il giocatore dei Daghi che meglio si è comportato è stato l'uzbeko Akhmedov, il più propositivo e volitivo.
Tante polemiche all'indomani dell'incontro, per via del deprecabile gesto di un tifoso #@*§ dello Zenit, reo di aver mostrato una banana a Roberto Carlos. Un chiaro gesto razzista, che ha avuto un grande impatto anche al di fuori dei confini russi. Una brutta immagine, ma cogliamo l'occasione per dire che lo Zenit sta facendo non poco: organizza conferenze contro il razzismo, ha invitato ed ospitato tifosi dell'Alania lo scorso anno e Anzhi quest'anno. Insomma, non sono mancate le belle iniziative, poi se qualcuno è imbecille a tal punto, nemmeno la Gazprom può far molto. Purtroppo episodi del genere finiscono con il macchiare l'immagine di una tifoseria straordinaria come quella che riempie il Petrovsky di San Pietroburgo. E la cosa viene ad essere controproducente proprio in virtù dei prossimi Mondiali del 2018 che saranno ospitati dalla Russia, visto che la FIFA combatte una costante lotta al razzismo negli stadi. Il responsabile è stato comunque trovato e bandito per sempre da ogni stadio russo. Minimalizza il tutto Roberto Carlos, che dice che in 37 anni ne ha viste di tutti i colori e che perciò non può scandalizzarsi per una banana.
Non va dimenticato però che quella di lunedì è stata soprattutto la partita di Malafeev, tornato subito a giocare dopo il terribile incidente che non ha lasciato scampo a sua moglie Marina, madre di due bambini. Inutile dire che la vittoria è stata dedicata a lei.

SINTESI ZENIT - ANZHI 2-0


Spartak Mosca - Volga Nizhny Novgorod 1-0: 50' Welliton.

Come era prevedibile, Valery Karpin salva solo i tre punti del posticipo di luedì contro il neopromosso Volga. Il tecnico ha letteralmente scaricato tutte le responsabilità sui suoi, che a suo dire sono andati a piedi anzichè correre. Così come a Rostov sul Don, i Myaso hanno giocato senza gli squalificati Pareja e McGeady ed hanno rinunciato ad Alex, volato in Brasile per problemi di salute di sua moglie: è evidente la differenza con il brasiliano in campo. Nel 4-0 complessivo rifilato all'Ajax fra andata e ritorno, ad illuminare la scena, decidendo il match dell'Amsterdam Arena e chiudendo quello del Luzhniki, era stato proprio il centrocampista offensivo ex Internacional. Senza di lui, la "squadra del popolo" fatica tremendamente non solo ad andare a segno, ma proprio a creare occasioni. Dopo qualche tentativo non troppo convinto dalla distanza, lo Spartak Mosca si porta avanti con Welliton, alla prima palla gol costruita dopo 50' di gioco. Buon inserimento sulla sinistra di Makeev con puntuale servizio a Welliton, che di ginocchio insacca goffamente. Per il capocannoniere degli ultimi due campionati, tornato giovedì a gonfiare le reti europee dopo tre anni e mezzo di astinenza (!), si trata della seconda rete stagionale, la prima in Premier Liga. Il resto dell'incontro prosegue lentamente, a ritmi bassissimi, inisuali per il campionato russo. Per ritmo, azione lente ed insistite, possesso palla prolungato da parte di entrambe le squadre è sembrata infatti più una partita da calcio spagnolo.
Il Volga prende con filosofia questa prima sconfitta maturata nella massima serie. La compagine di Nizhny Novgorod è convinta di esser in grado di dimostrare la propria compattezza e la propria sostanza già nelle prossime gare.

SINTESI SPARTAK MOSCA - VOLGA NN 1-0


Krylya Sovetov Samara - CSKA Mosca è stata rinviata a data da destinarsi per impraticabilità del campo.


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MessaggioInviato: dom 3 apr 2011, 13:05 
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Reg. il: gio 6 lug 2006,
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[align=center]Il punto sulla 2ª Giornata della RPL 2011-12: analisi di tutte le partite + video-gol

[flash width=400 height=390 loop=false]http://www.youtube.com/v/tNuVJQvcQWI[/flash][/align]


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Reg. il: gio 6 lug 2006,
Alle ore: 22:08
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Campionato che si preannuncia molto equilibrato, visto che dopo 3 giornate, già nessuna squadra si trova a punteggio pieno.
Questa 3ª Giornata ha dimostrato quanto sia competitivo il Campionato Russo e quanto siano difficili da affrontare le cosiddette "piccole", le provinciali, specie se affrontate in trasferta. Uno dei tanti motivi per cui adoro il calcio russo, infatti, è proprio quello che tradizionalmente (anche quando il livello medio era meno elevato) non sono mai esistiti campi difficili. Anzi, sono numerosi gli stadi dai quali - per tornare a casa con i 3 punti - devi disputare una grande partita, altrimenti rischi di uscire con le ossa rotte. E' quello che è successo ieri a Dinamo e Spartak Mosca, letteralmente umiliate rispettivamente a Nizhny Novgorod (3-0) e Krasnodar (3-1), contro le due neopromosse, Volga e Kuban. In misura minore, vista la qualità della rosa dell'Anzhi, è quello che è successo anche al Rubin, che ha perso di misura a Makhachkala.
Lo stesso Zenit Campione in carica non è riuscito ad imporsi in trasferta, pareggiando per 2-2 a Nalchik, nella tana dello Spartak del Sud.
Ancor più inattesi i pareggi - entrambi per 1-1 - di CSKA e Lokomotiv, fermate al Luzhniki rispettivamente da Krasnodar (una squadra ripescata ad un mese e mezzo dall'inizio del torneo) e Rostov (che nella prima giornata s'era già tolto la soddisfazione di rifilare quattro pere allo Spartak che poi si sarebbe vendicato in Europa League ai danni dell'Ajax).


Insomma, ricapitolando: Dinamo e Spartak Mosca umiliate in casa delle neopromosse Volga Nizhny Novgorod e Kuban, Rubin sconfitto a Makhachkala, CSKA e Lokomotiv fermate in casa sull'1-1 rispettivamente da Krasnodar e Rostov, Zenit che non va oltre il 2-2 a Nalchik... ADORO LA COMPETITIVITA' DEL CAMPIONATO RUSSO! :love


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MessaggioInviato: ven 8 apr 2011, 23:22 
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Reg. il: gio 6 lug 2006,
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[align=center]3ª Giornata

Immagine[/align]
Amkar - Krylya Sovetov 1-1: 24' Sirakov; 69' S. Kuznetsov.

Termina in parità la sfida di Perm, diventata nel corso degli ultimi anni piuttosto sentita da parte di entrambe le tifoserie. Un risultato che accontenta la formazione ospite, che ottiene così il suo primo punto stagionale, ma che lascia qualche rimpianto in quella di casa: l'Amkar ha infatti fatto per lunghi tratti la partita ed ha creato un numero notevolmente maggiore di palle gol. I Permyaki pagono così la buonasorte avuta nel turno precedente, quando riuscirono a vincere in modo incredibile contro una Lokomotiv sprecona.
Il primo tempo è tutto di marca rossonera, ma il protagonista assoluto è un giocatore del Krylya Sovetov, vale a dire il portiere algerino Raïs M'Bolhi. L'estremo difensore arrivato dalla Bulgaria è prima bravissimo a sventare una conclusione in mezza rovesciata dell'ottimo Ristić (autore di un gesto tecnico spettacolare che avrebbe meritato maggior fortuna) ed una fucilata dalla lunga distanza di Peev, poi però si fa beffare da un tiro non irresistibile effettuato da Sirakov: appare determinante una leggera deviazione che ha mandato fuoritempo il 24enne che partecipò agli scorsi Mondiali in Sudafrica. Savin e compagni si fanno vedere per la prima volta solamente verso la fine della prima frazione di gioco, quando tuttavia non trovano per pochissimo la rete del pari con Samsonov, che arriva con una frazione di secondo di ritardo sulla deviazione volante di Kirillov. E' proprio colui che prende il posto sulla trequarti di quest'ultimo, Sergey Kuznetsov, a siglare la rete dell'1-1 finale, con un tiro a giro sul quale Narubin ci fa una pessima figura, intervenendo in maniera goffa all'inverosimile. Si tratta appena del primo centro nella massima serie per l'ex promessa del settore giovanile della Dinamo Mosca.

SINTESI AMKAR - KRYLYA SOVETOV 1-1


Volga Nizhny Novgorod - Dinamo Mosca 3-0: 63' Pleşan, 65' Khodjava, 75' Ahmetović.

Meglio di così, non poteva davvero iniziare il Volga di Nizhny Novgorod la sua prima stagione in Russian Premier Liga. Due vittorie conquistate in casa mostrando un buonissimo calcio, un gioco frizzante, piacevole e tremendamente rapido nelle ripartenze, ed una sconfitta di misura al Luzhniki, nella tana dello Spartak Mosca. Niente male per una neopromossa. E' una compagine interessante quella guidata dall'ex tuffofare della nazionale russa degli anni '90, Omari Tetradze, che ha nel centrocampo il suo reparto senz'altro migliore: ben dotato da un punto di vista tecnico e molto abile a ribaltare l'azione, grazie alla velocità dei suoi esterni alti ed alla mobilità del suo unico attaccante, il georgiano Martsvaladze. Meno convincente, sulla carta, la retroguardia, che tuttavia per il momento - pur non potendo ancora contare su un potenziale titolare come l'ex Krylya Sovetov Belozerov - finora sta reggendo pù che discretamente. Chi scrive, non sarebbe sorpreso se fosse proprio la squadra di Nizhny Novgorod (città che mancava da troppo tempo nel calcio che conta) la principale rivelazione di questa fase iniziale del torneo.
Giusto lodare il Volga, che ha ottenuto un risultato storico con pieno merito, ma bisogna riconoscere che il passivo è probabilmente eccessivo nei confronti di una Dinamo allarmante per alcuni tratti, ma che a conti fatti ha perso anche a causa degli episodi. Nel primo tempo, in particolare, i <i>Poliziotti</i> - pur senza strafare - avrebbero potuto trovare il vantaggio, che avrebbe verosimilmente indirizzato la gara verso un differente risultato. La Dinamo ha tenuto i ritmi bassi, anche perchè il Volga pressava altissimo e Martsvaladze cercava di creare scompiglio cambiando continuamente la sua posizione, svariando più a sinistra che a destra. Negli ultimi 10' della prima frazione di gioco, i giocatori in maglia biancoblù hanno avuto almeno in quattro circostanze la possibilità di portarsi avanti nel punteggio: due volte con Kurányi (di testa, e poi in rovesciata sulla traversa) ed altrettante con Semshov (la seconda la più clamorosa, praticamente a porta vuota).
Nella ripresa, il Volga è riuscito a passare in vantaggio al primo vero affondo con una prodezza di Khodjava, che a messo a sedere in un colpo solo Karyaka e Semshov ed ha fornito al rumeno Pleşan un pallone che doveva essere soltanto spinto in rete. Una giocata di grande qualità da parte di uno dei giocatori più talentuosi dell'intero campionato, ancora alla ricerca della definitiva consacrazione. L'ex Anzhi è il tipico trequartista georgiano: un pò lento, troppo innamorato del pallone, ma da un punto di vista tecnico estremamente dotato. Passano 2' ed a confezionare la rete del raddoppio sono ancora gli stessi protagonisti: sul velenoso calcio di punizione dello stesso Khodjava, il movimento di Pleşan (che sembra non toccare la sfera) trae in inganno Shunin, che si fa così beffare. La responsabilità principale in realtà è dei difensori che si erano completamente disinteressati del centrocampista arrivato nella passata stagione dalla Steaua Bucarest. Un'altra grande combinazione sull'asse georgiano (protagonista questa volta, insieme al solito Khodjava, anche il suo gemello del gol Martsvaladze) ha portato poi all'autorete di Granat: la RFPL ha tuttavia assegnato il gol ad Ahmetović, sebbene sembri del difensore l'ultimo tocco. A proposito del centravanti bosniaco, è doveroso segnalare una mossa di Tetradze che ha inciso non poco sull'andamento della gara: all'inizio del secondo tempo, ha infatti lasciato in panchina Gogua, spostando Martsvaladze sulla fascia sinistra ed inserendo l'ex Rostov al centro dell'attacco, aumentando così il potenziale offensivo della sua formazione, che ha poi dilagato.

SINTESI VOLGA NN - DINAMO 3-0


Lokomotiv Mosca - Rostov 1-1: 74' Ignatjev; 83' M. Grigorjev.

Passo indietro a livello di gioco per la Lokomotiv, dopo le belle prove con alterne fortune nelle precedenti sfide contro Dinamo ed Amkar.
I Ferrovieri, ancora "ospitati" al Luzhniki, ricevono un Rostov combattivo e volitivo, deciso a rialzarsi dopo il passo falso nel secondo turno. Primo tempo piuttosto brutto, soprattutto a causa della prova scarna fornita dai rossoverdi, apparsi con poche idee. Al Rostov, che per la cronaca colpisce un palo con una conclusione da fuori area di Yankov e ci prova in un paio di circostanze con Adamov, basta mantenere la propria linea difensiva alta, applicando la tattica del fuorigioco, per rendere inoffensiva la manovra degli avversari, che si ritrovano sistematicamente in offside.
Secondo tempo, al contrario, palpitante, con l'arbitro protagonista assoluto (una volta tanto, in positivo). Una buona prestazione, infatti, quella della terna, bravi in particolare i due guardalinee, che - pur non avendo un compito facile - hanno azzeccato tutte le loro decisioni (giustamente annullati per fuorigioco, per esempio, i gol di Ignatjev e Ibričić). La Loko nella ripresa è entrata in campo con un'altra mentalità, ha accelerato i ritmi ed ha indubbiamente creato di più. Ben messo in campo il Rostov, grossi meriti vanno fatti a Protasov che ha schierato un 4-5-1 compatto che ha concesso relativamente poco agli avversari, sebbene la linea difensiva così alta - guidata da Okoronkwo - qualche rischio lo ha corso: basti pensare alla rete di Ignatjev, con Khagush che è salito in ritardo, tenendo colpevolmente in gioco Sychev.
Per quanto concerne i singoli, ottima partita di Adamov, caparbio e determinante nell'azione che ha portato all'1-1 di Maxim Grigorjev (primo gol tra i "grandi" per il laterale mancino scuola Spartak Mosca). Prima rete in maglia Lokomotiv, invece, per Ignatjev, sicuramente uno dei più positivi nella squadra di Krasnozhan in questo inizio di torneo. Male, così come a Perm, Torbinskiy (è quello che ha maggiori colpe sul gol del Rostov, s'è completamente disinteressato dell'ex centravanti di FC Mosca, Rubin e Terek) e Sychev; più impreciso del solito anche Loskov, a corrente alternata Maicon, che in ogni caso quando innesta il turbo è davvero difficile da contenere. Insufficienti Yanbaev e Glushakov, da inserire prima l'oggetto misterioso Fall.

SINTESI LOKOMOTIV - ROSTOV 1-1


Kuban Krasnodar - Spartak Mosca 3-1: 45' L. Traoré (rig.), 58' Kulik, 88' Dayvdov; 49' Ibson.

Nuovo passo falso dello Spartak Mosca, che - a Krasnodar - incassa la seconda sconfitta in due trasferte. Un tonfo netto, paragonabile a quello di Rostov sebbene questa volta il punteggio finale sia stato più clemente con i Myaso, che la partita ad un certo punto sembrava pure potessero indirizzarla verso loro favore. Ma sarebbe ingeneroso nei confronti del Kuban non riconoscere i meriti di questa squadra, che sabato ha disputato una delle più belle prestazione ad alti livelli nella sua storia. Quello dei Canarini è stato un successo ampiamente meritato, totale, arrivato al termine di una gara esaltante, giocata a mille all'ora, senza timori reverenziali. Un Kuban aggressivo, deciso, rapido nelle ripartenze come in quella famosa sfida all'inizio del torneo del 2009, che fece conoscere a tutta la Russia il talento di Alan Kasaev. Anche in questo caso, il risultato finale ha sorriso ai Cosacchi, che salgono così a quota 6 punti, raggiungendo un'altra neopromossa come il Volga e superando i concittadini del Krasnodar (rimasti peraltro imbattuti). Se nella già citata gara di due anni fa fu più che l'altro l'attuale fantasista del Rubin a fare il fenomeno, in questa hanno giocato tutti benissimo (unica eccezione, il calciatore forse migliore dei gialloverdi, vale a dire Tsoraev). Insomma, un vero e proprio capolavoro tattico dell'emergente tecnico Dan Petrescu, già diventato un beniamino dei tifosi.
Fin dalle prime battute, allo stadio "Kuban" si assiste ad una partita dal ritmo intenso, e - nelle fasi iniziali - è lo Spartak sia a mantenere il pallino del gioco, sia a creare il primo pericolo, con un tiro di Alex diretto all'incrocio dei pali ottimamente alzato sopra la traversa da Budakov. Il Kuban si affida alle ripartenze, gioca con il solo Lacina Traoré in avanti, ma ha il pregio di attaccare con diversi uomini. Il più attivo tra questi è Kulik, autore di una delle migliori prestazione della sua carriera; determinante con i suoi inserimenti senza palla già a Tomsk (fu lui a colpire il palo che permise a Davydov di insaccare senza problemi a porta sguarnita), ha avuto il merito di procurarsi il rigore, poi trasformato da Traoré. Sul giovane ivoriano, che dire: sottoporta ha ancora dei limiti evidenti, anche sabato s'è divorato un gol pazzesco, al termine di un bellissimo uno-due con il connazionale Né (splendida la sua palla di ritorno), in un'azione che avrebbe davvero meritato maggior fortuna. Ha tutte le qualità in ogni caso per crescere, è di un'altra categoria rispetto al Traoré maliano (l'indimenticato Dramane) che decise la già citata partita del 2009. Mancano molti elementi nella difesa dello Spartak, e si vede. Gli avversari, ogni volta che arrivano nei pressi della porta difesa per la prima volta dal numero 1 dell'U-21 russa Zabolotniy, fanno male. Del resto, Sheshukov e Sergio Rodríguez non avevano mai giocato insieme ed il fitro operato a centrocampo è stato largamente insufficiente. Tuttavia, è innegabile la maggior qualità degli ospiti, che devono sì rinunciare al loro bomber principe, Welliton, ma che ritrovano due giocatori del calibro di Alex e McGeady. L'nizio di ripresa è infatti favorevole ai rossobianchi, con McGeady che cerca da solo di ribaltare l'incontro. Prima costringe Budakov ad una difficile parata su una conclusione da dentro l'area, poi, entra nell'azione del pari: botta dalla distanza di Dmitry Kombarov respinta dal portiere, l'irlandese prova a ribadire in rete, ma si imbatte nel salvataggio di un difensore, per poi dare palla all'indietro verso Ibson, il cui tiro di esterno si insacca, deviato, alle spalle di un incolpevole Budakov. Sembrava che la partita potesse girare a favore dello Spartak, ma una difesa ancora inguardabile, lo evita. Kulik serve Traoré lungo il vertice sinistro dell'area di rigore, l'ivoriano arriva fin quasi sul fondo e serve di nuovo all'indietro il compagno, con la difesa schierata, ma statica, dello Spartak che sta a guardare il pallone che termina la sua corsa al sette. Fondamentale, quindi, per i padroni di casa, aver trovato subito dopo la rete del 2-1, firmata dal migliore in campo, l'ex Terek e Krylya Sovetov Vladislav Kulik, colpevolmente dimenticato da Rafael Carioca (una disattenzione inaccettabile, che a conti fatti è costata carissima). Da quel determinante episodio in poi c'è stata una sola squadra in campo: quella di Krasnodar. E' salito in cattedra il rumeno Varga, davvero niente male come esterno, che ha impreziosito la sua ottima prova con l'assist per il 3-1 finale del subentrato Davydov. Nel finale il numero 10 - sempre di testa - sfiora la doppietta, facendo tremare la porta difesa dal giovane estremo difensore cresciuto nel settore giovanile dello Zenit. Subito dopo, l'arbitro fischia la fine: è festa grande a Krasnodar, dove - per la seconda volta di fila - lo Spartak cade nelle primissime giornate.

SINTESI KUBAN - SPARTAK MOSCA 3-1


Spartak Nalchik - Zenit San Pietroburgo 2-2: 60' Zahirović, 88' Kontsedalov; 7' A. Kerzhakov, 80' Lazović.

Uno Zenit poco volenteroso, che ha dato la sensazione di aver preso sottogamba la partita, esce da Nalchik con un solo punto, dopo essere stato raggiunto in due occasioni. Per abnegazione e spirito di sacrificio, il peggior Zenit visto in questo inizio di 2011. I Meshki hanno avuto il merito di sbloccare subito l'incontro con Kerzhakov ben imbeccato da Danny al termine di una bella azione corale "spallettiana" al 100%. Un gol molto importante per Sasha, che diventa il miglior goleador nella storia dello Zenit.
Poi la pigrizia ha iniziato ad affiorare nella squadra Campione di Russia, che probabilmente era sicura che sarebbe bastato il minimo sforzo per portare a casa i tre punti. Primo tempo assolutamente privo di emozioni, eccezion fatta per il salvataggio sulla linea di capitan Džudović su tiro a botta sicura di Kerzhakov. Il problema è che, se non chiudi la partita, basta una disattenzione per rovinare tutto. E così è stato. Su azione d'angolo, errori su errori, con un disattento Lombaerts che s'è fatto mettere a sedere dal vivace Portnyagin, che ha poi fornito l'assist per il tocco ravvicinato di Zahirović (del quale Anyukov sembra quasi disinteressarsi). Subito dopo il pareggio, lo Zenit ha iniziato a fare qualcosa di più, accelerando, e arrivando più volte ad impensierire Fredrikson, soprattutto con Danny. E' bastata un'accelerazione fatta come si deve al club di Piter per riportarsi avanti nel punteggio, questa volta grazie al solito Lazović. Ma, ancora una volta, lo Zenit s'è rilassato quando s'è ritrovato in vantaggio ed è stato così definitivamente raggiunto dagli avversari. Perfetta la punizione di Kontsedalov, centrocampista di assoluto valore che meriterebbe qualcosa di più dello Spartak Nalchik (con tutto il rispetto), e che potrebbe tornare utile anche in ottica nazionale. Chissà che in seguito a questo gol segnato proprio contro il "suo" Zenit anche Advocaat non si sia accorto di lui...
Il risultato finale punisce dunque uno Zenit che, come si suol dire, se l'è andata a cercare. In seguito al vantaggio iniziale, la squadra allenata da Spalletti s'è seduta, ha abbassato i ritmi e ci ha provato con poca determinazione. Al contrario, dopo un primo tempo poco coraggioso, lo Spartak del Sud è cresciuto nel corso della ripresa, proponendosi con maggior frequenza dalle parti di Malafeev e riuscendo a trovare la via del gol in due occasioni.

SINTESI SPARTAK NALCHIK - ZENIT 2-2


Anzhi Makhachkala - Rubin Kazan 1-0: 7' Holenda.

Pochissime occasioni da ambo le parti a Makhachkala, eppure è stata una sfida abbastanza interessante.
S'è visto, per la prima volta, un Anzhi diverso, più convincente rispetto a quello opaco delle primissime uscite. Un Anzhi con qualche idea in più, che promette di crescere ulteriormente con il passare del tempo. La squadra del Daghestan domenica pomeriggio ha dimostrato di avere una duttilità niente male: Gadjiev è partito con una sorta di 4-3-3 (che in talune circostanze poteva diventare un 4-3-1-2, con Lakhiyalov trequartista e con Diego Tardelli che andava ad affiancarsi al match-winner Holenda), con Roberto Carlos addirittura schierato come regista basso di centrocampo (sì, avete letto bene) e sostituito nel ruolo di terzino sinistro da Agalarov. Poi, nella seconda frazione di gioco, con il cambio Tardelli-Ivanov, i Daghi sono passati ad un 4-4-1-1, con Lakhiyalov alle spalle di Holenda, con Roberto Carlos tornato nella sua posizione originaria e con il neo entrato Alexey Ivanov ed Agalarov esterni alti. Insomma, non mancano le soluzioni all'esperto tecnico daghestano, che nella ripresa ha fatto esordire l'atteso marocchino Boussoufa, conteso fino all'ultimo al Terek Grozny.
Jucilei, criticato non poco nelle prime due giornate, è piaciuto, ha giocato una buonissima gara. E' un centrocampista di rottura, dal quale è inutile aspettarsi la giocata di classe tipica dei brasiliani, perchè non è nelle sue corde. Contro il Rubin, ha finalmente ha giocato con grande foga agonistica, iniziando sempre l'azione di pressing dei padroni di casa, risultata determinante ai fini del punteggio finale. Bene, ma ormai comincia a non essere più una novità, anche il suo compagno di reparto, l'uzbeko Akhmedov, autore peraltro dell'assist per la rete di Holenda (difesa tartara sorpresa colpevolmente, César Navas - ancora preferito al "nostro" Bocchetti - s'era appisolato). Quella di Roberto Carlos regista di centrocampo immaginiamo sia una soluzione temporanea, per sopperire alla mancanza di un vero e proprio costruttore di gioco (lì l'Anzhi dovrà intervenire; si parla tanto di un interessamento per Gattuso, ma se proprio vogliono prendere un centrocampista italiano del Milan, che virassero allora su Pirlo), però è evidente che fatichi. Per il momento si sta comunque comportando da professionista esemplare (e ci mancherebbe, obietterete giustamente voi, visto quello che guadagna), abnegazione ed impegno non mancano mai. Ancora sottotono Lakhiyalov, il quale stranamente fatica per il momento ad incidere come ai tempi di Grozny. Buona prova fornita dal pacchetto arretrato: solidi i due centrali, Gadjibekov e Tagirbekov, entrambi "made in Daghestan".
Prestazione anonima quella dei tartari, realmente vicini al pari solo con un tiro da fuori di Lebedenko stampatosi sulla traversa. I problemi del Rubin rimangono sempre i soliti, li conosciamo a memoria: sulla trequarti manca l'uomo dell'ultimo passaggio (Domínguez), in attacco un bomber (Bukharov). Siamo sempre lì, non vale perciò la pena di aggiungere nulla.

SINTESI ANZHI - RUBIN 1-0


CSKA Mosca - Krasnodar 1-1: 20' Necid; 52' Picuşceac.

Al termine dei primi 45', il CSKA conduceva per 1-0 ed era in completo controllo della gara. I tre punti sembravano essere già assegnati e la sensazione era che i Soldati avrebbero potuto dilagare nel secondo tempo. Ciò non è avvenuto, perchè nella ripresa il CSKA s'è seduto e - se escludiamo il forcing finale avvenuto nei 5' di recupero - non si ricorda nessuna palla gol creata dai rossoblù nella seconda frazione di gioco. Un pò misera come reazione. Gara sicuramente buttata via dai Kony, che sulla carta non avrebbero dovuto avere particolari problemi; gli uomini di Slutskiy non sfruttano così i passi falsi delle avversarie. Continuano soprattutto i problemi in fase realizzativa per l'Armata Rossa, che fatica tremendamente - specie considerando quello che crea - a trovare la via del gol. Domenica pomeriggio, per la verità, i due attaccanti (Doumbia e Necid) sono stati i migliori, mentre sono mancati coloro che avrebbero dovuto assisterli (specie Dzagoev, anonimo come purtroppo sempre più spesso gli succede).
Il Krasnodar ha disputato una prestazione normalissima, davvero nulla di trascendentale. Tutti dietro ad aspettare, cercando di chiudere ogni spazio (compito riuscito nel secondo tempo) ed invocando in un episodio favorevole in avanti. Episodio che è arrivato al termine di un'azione in mischia iniziata in seguito ad un calcio piazzato e finalizzata da Picuşceac. Quest'ultimo, centravanti moldavo di 28 anni dal pedigree modesto, sta vivendo il suo periodo di gloria in questo periodo: quello segnato è infatti il suo secondo gol consecutivo in RPL, il terzo stagionale considerando anche quello che ha qualificato il Krasnodar ai Quarti di Kubok Rossii.
Slutskiy ritrova gli africani Oliseh e Doumbia (ma anche Cauņa, Honda e Mark González, che partono dalla panchina), ma deve rinunciare a Mamaev e Vágner Love, oltre ovviamente agli infortunati di lungo corso Odiah e Vasin. Formazione ultra offensiva, comunque. Tanto offensivo e spregiudicato il CSKA quanto catenacciaro il Krasnodar. Non è difficile capire quale sarà il tema della partita, una partita speciale per speciale per Vladimir Tatarchuk jr., figlio di quel Vladimir che per tanti anni fu uno dei simboli del CSKA Mosca che - tanto per citare le imprese più note - nel '91 vinse l'ultimo storico campionato sovietico della storia e che l'anno dopo eliminò il Barcelona Campione d'Europa dalla Champions League andando a vincere per 3-2 al Camp Nou, per poi contendere a Marsiglia e Glasgow Rangers l'accesso alla finalissima.
La marcatura che decide il primo tempo porta la firma di Necid, abile a controllare un pallone servitogli da Seydou Doumbia (presentatosi con una cresta quantomeno discutibile), ed a resistere agli attacchi di Tubić e dell'accorrente Kulchiy, prima di battere l'incolpevole Gorodov. Davvero un ottimo movimento spalle alla porta, quello del centravanti ceco. Quindi, ci provano dalla distanza Dzagoev ed il già citato Doumbia, senza particolare esito. Ad inizio ripresa, alla prima vera occasione, il Krasnodar pareggia. Azione confusa in area. Tocco di Vranješ, torre di Amisulashvili che sovrasta Ignashevich, e botta di Picuşceac che trafigge Akinfeev. Da questo momento in poi, si inzia a giocare in una sola metà campo, ma, pur avendo il quasi totale possesso del pallone, l'ex squadra dell'esercito non riesce mai a rendersi veramente pericolosa. Ci prova due volte Vasily Berezutsky, prima da fuori area, poi di testa su cross di Nababkin, ma senza fortuna. Quindi un tiro di Necid ampiamente fuori. Slutskiy prova a cambiare gli esterni, facendo entrare Mark González e Honda, ma non cambia molto. A sinistra soprattutto il CSKA sfonda abbastanza facilmente, specie con l'ottimo Schennikov, ma senza mai essere preciso nell'ultimo passaggio. In pieno recupero arrivano le due palle gol più ghiotte per i padroni di casa. Cross dalla sinistra di Schennikov, torre di Honda, e gran conclusione ancora di Vasily Berezutsiy, sulla quale si oppone Amisulashvili. Infine, Honda, dopo un buon controllo, scivola al momento della conclusione, regalando il pallone all'estremo difensore avversario.
La compagine moscovita non riesce dunque a concretizzare la sua supremazia, mentre continua la serie positiva del Krasnodar, che resta imbattuto.

SINTESI CSKA - KRASNODAR 1-1


Terek Grozny - Tom Tomsk 2-0: 14' Maurício (rig.), 21' R. Tiuí.

Gara dall'esito scontato, noiosa e senza particolari emozioni, decisa già al termine del primo tempo. Nonostante i primi importanti punti conquistati in stagione, non un granchè la prestazione del Terek, che ha pur sempre vinto sfruttando due calci piazzati o, meglio ancora, due regali degli avversari (vedi il colpo di mano di Jokić e l'uscita a farfalle di Botvinjev).
Non c'è partita a Grozny. Primo tempo in totale controllo della squadra allenata da Ruud Gullit. Il Tom si avvicina alla porta di Djanaev solo in avvio di partita, con un tiro dalla lunga distanza di Sabitov che finisce lento tra le mani del portiere ex Spartak Mosca. Gli ospiti, come detto, ci mettono molto del loro a complicarsi la vita. Su cross dalla destra di Katsaev, c'è un chiaro fallo di mano di Jokić per anticipare Antonio Ferreira. Rigore nettissimo, dal dischetto si presenta Maurício, che non perdona. Passano pochi minuti ed il Terek raddoppia, con la chiara complicità della difesa della compagine siberiana. Su punizione dell'onnipresente Maurício, Sabitov ostacola l'uscita di Botvinjev, e Tiuí non ha difficolta ad inzuccare a porta vuota. Primo centro in Russia per il "tascabile" attaccante brasiliano, arrivato in Cecenia nella scorsa estate.
Nel secondo tempo, non avviene praticamente nulla. I padroni di casa si preoccupano principalmente di tenere il possesso palla e di mantenere il più possibile gli avversari lontano dalla propria porta. Partita che per gli ospiti si fa ancora più in salita quando Sosnovski è costretto ad abbandonare il campo, in seguito al secondo giallo rimediato per un fallo netto a centrocampo, che ha negato una pericolosa ripartenza ai ceceni.
Il Tom se la passa male, peggio il torneo non poteva davvero cominciarlo. Tre sconfitte, cinque gol subiti e zero realizzati sono un magro bottino, specie considerando che i siberiani hanno finora affrontato tre squadre di pari livello o comunque di poco superiori. Appaiono meno solidi rispetto all'anno scorso (quando avevano comunque una delle difese più perforate dell'intero torneo) e soprattutto molto meno pungenti davanti: i vari Dzyuba e Kornilenko non sono stati rimpiazzati, sulla trequarti non è arrivato nessun giocatore creativo ed i risultati non possono così che essere questi.

SINTESI TEREK - TOM 2-0
[align=center]CLASSIFICA:
1. Zenit 7
2. Volga NN 6
3. Rubin 6
4. Kuban 6
5. Krasnodar 5
6. Rostov 4
7. CSKA 4 *
8. Amkar 4
9. Lokomotiv 4
10. Spartak Nalchik 4
11. Anzhi 4
12. Terek 3
13. Dinamo 3
14. Spartak Mosca 3
15. Krylya Sovetov 1 *
16. Tom 0

* 1 partita in meno[/align]


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Il punto sulla 3ª Giornata della RPL 2011-12: analisi di tutte le partite + video-gol

VIDEO CON TUTTI I GOL ---> http://www.youtube.com/watch?v=sIIcrFgcRXM[/align]


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Waiting Zenit - CSKA... (h. 16:30) :8)


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