salta iraola al milan al posto del quale ha preferito il crystal palace (e questo gia dice tutto...) e cosi adesso il club rossonero sta virando di nuovo su ragnarok...
"Il ruolo di dt, la scelta dell'allenatore e pieni poteri: Rangnick detta le condizioni al Milan
Sensazioni positive dopo il summit di martedì a Vienna: il tedesco aspetta una risposta dai rossoneri
Ralf Rangnick ha illustrato al Milan le sue condizioni per lasciare dopo il Mondiale la guida della nazionale austriaca e assumere un ruolo chiave nell’organigramma rossonero. Nella riunione di martedì con Cardinale, Ibrahimovic e gli uomini di RedBird, il tedesco ha mostrato di avere le idee chiare su come ottenere risultati a Milanello e dintorni. Adesso bisognerà vedere se l’americano deciderà di affidare a Rangnick la ricostruzione del Diavolo: non è l’unico candidato, ma sicuramente il viaggio a Vienna fa intuire che il club di via Aldo Rossi è seriamente interessato alla sua figura. Dopo il faccia a faccia le sensazioni sono buone da entrambe le parti, anche se non siamo ancora alla fumata bianca.
Condizioni— Il punto di partenza è il ruolo: Rangnick non sarebbe l’allenatore come nel 2020, quando avrebbe dovuto sostituire in panchina Stefano Pioli. Il suo ruolo sarebbe di capo dell’area tecnica. Ha chiesto di scegliere l’allenatore, di poter portare con sé i suoi uomini, soprattutto quelli dell’area scouting, e di riorganizzare secondo la sua filosofia le giovanili e la ricerca di talenti. Come ha fatto durante la sua esperienza al Lipsia, società della galassia Red Bull. Insomma l’impatto di Rangnick non sarebbe di quelli soft quanto a decisioni prese e a collaboratori che lo seguirebbero (un numero sicuramente in doppia cifra). Tradotto: Cardinale vuole riflettere e analizzare la situazione insieme a Ibra e Calvelli. Darà una risposta a Rangnick a breve anche perché, da ct dell’Austria, il tedesco partirà per gli Stati Uniti. Insomma, c’è anche la volontà di non fare uno sgarbo alla federcalcio austriaca, di non tenere in bilico un allenatore che avrà su di sé gli occhi di un intero Paese. Il sessantasettenne di Backnang nel frattempo ci tiene a chiudere bene il suo quadriennio sulla panchina dell’Austria, ma è interessato a questo progetto a tinte rossonere che lo riporterebbe in un grande club europeo dopo l’esperienza non positiva da allenatore del Manchester United.
Parole— Rangnick nell’ambito di un evento della sua fondazione ieri ha risposto così a una domanda sull’interesse milanista per lui: "Probabilmente tutti si sono accorti che lo scorso fine settimana è successo qualcosa di straordinario al Milan". E poi: "L’unico referente per me in merito alle questioni contrattuali è e rimane la federazione austriaca". Un modo per dire e non dire, anche se poi, in un’intervista a Orf ha gettato acqua sul fuoco. Conscio che il rischio di rovinare un quadriennio di lavoro con l’Austria era ed è alto: "L’unica federazione o club con cui sono in contatto è la federazione austriaca. Qui sto molto bene". Il suo contratto è in scadenza dopo il Mondiale e il tema di come affrontare in queste condizioni l’avventura oltre Oceano è uno di quelli su cui riflette. Soprattutto adesso che per il futuro c’è la tentazione Milan. Rangnick guadagna circa un milione netto a stagione, cifra inferiore a quella che avrebbe dal Milan. La federazione da tempo sta cercando di convincere alcuni sponsor a contribuire all’ingaggio, per portarlo a 2 milioni all’anno, con un piano simile a quello che la Figc realizzò per Antonio Conte grazie alla Puma. Rangnick, di sicuro, in Austria è molto considerato. Ha qualificato la nazionale a Euro 2024 e in quel mese di partite in Germania ha vinto il gruppo davanti a Francia e Olanda, prima di perdere contro la Turchia agli ottavi. Negli ultimi due anni, ha riportato la nazionale al Mondiale dopo 28 anni: in America, l’Austria giocherà contro Giordania, Argentina e Algeria. Due partite in prima serata, una a mezzanotte: i milanisti, nel caso, potranno collegarsi senza perdere ore di sonno. Se nel frattempo darà indicazioni sugli uomini con cui costruire un Milan di nuovo al top, lo capiremo molto presto.
Precedente— Come detto Rangnick era stato vicino al Milan con Gazidis ad, quando Pioli era in bilico complice il 5-0 incassato dall’Atalanta nel dicembre 2019, nel pre Covid. In quei mesi il tedesco già pensava alla squadra del futuro e su Ibrahimovic, tornato nel gennaio 2020 a Milanello, aveva spiegato: "Non è nel mio stile insistere sui giocatori di 38 anni, non perché Ibra non sia bravo. Io però vado alla ricerca del valore e di sviluppare il talento". Pronta la risposta di Ibra: "Rangnick? Non so chi sia". Adesso potrebbero ritrovarsi con ruoli diversi al Milan e dovrebbero convivere senza scintille. Sarà possibile? Lo vedremo."
https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/ ... e-si.shtml