esser ha scritto:
ma è chiaro che se non hai una società preparata alle spalle poi i risultati non vengono e anche solo guardando in casa mia è palese la differenza, ad esempio, tra quando c'era fassone ed ora che abbiamo marotta...
Ecco. E' esattamente quello che sto cercando di dire. Non a caso avevo fatto quella premessa sulle varie componenti (società, allenatore e squadra) per cercare di contestualizzare il discorso.
Nel primo post ho parlato di "incertezze societarie" e di Friedkin e Pallotta ma poi ho specificato cosa intendevo. Non capisco perché il mister si sia incantato (nonostante le varie premesse e specifiche fatte) e continui ad insistere solo sulla mia frase iniziale. Ma vabbè, spero che capisca il seguito.
Se siamo d'accordo sull'assunto di base secondo cui
"se non hai una società preparata alle spalle poi i risultati non vengono" stiamo difatti dicendo la stessa cosa (al netto di qualche sfumatura). Anche io penso questo. Poi, come dicevo, le percentuali di incidenza delle varie componenti sono un altro paio di maniche (e lì la possiamo pensare diversamente).
esser ha scritto:
nello specifico quello che ritengo poco incidente sulle prestazioni di un calciatore in campo sia che questo possa giocare male perche con la testa possa star pensando "chissa se domani c'è ancora pallotta o arriva friedkin o chi per lui a rilevare il club..." magari mentre sta battendo un calcio di punizione.... ecco, questo tipo di giustificazioni per le prestazioni pessime di una squadra non riesco proprio a concepirle ma appunto, come dicevo, evidentemente è un mio limite...
Sono d'accordo anche su questo e l'ho anche detto. Non credo che le incertezze societarie influiscano sul gesto tecnico del singolo giocatore (ma insieme ad altri fattori, non solo l'incertezza societaria quindi, possono incidere sul rendimento generale). Più chiaro di così si muore eh.
Nel caso della Roma, quello che appunto volevo sostenere nel primo post dando (erroneamente a questo punto) per scontato il resto, e cioè che le incertezze societarie vanno a sommarsi alla mediocrità societaria e alle lacune annose della stessa (con la storiella di Petrachi come esempio lampante della gestione di quest'anno). Che Pallotta non sia un esempio virtuoso di gestione di una società calcistica mi sembra abbastanza pacifico.
ps: Le incertezze societarie potrebbero pesare da sole solo in caso di mancati stipendi e co. bella (penso a quello che accadde al Pisa di Gattuso nel 2017 o al Parma di Ghirardi qualche anno prima). Lì si che incidono eccome. Alla Roma ovviamente non siamo di certo a questi livelli, per questo dico che non ci sono solo le incertezze societarie nel concetto di "società".
il Mister ha scritto:
Poi ragazzi, se pensate che (esempio) Under stia a giornate intere ad ascoltare le radio romane... boh, secondo me siete fuori strada.
Questo qui in realtà lo ha detto e lo pensa Fabio Capello (ti ho postato appositamente la sua intervista), non certamente io. Oltre a Capello sono tanti addetti ai lavori a pensarla così.
Da par mio invece non la penso così e credo che si esageri quando si parla del ruolo di 'ste famose radio romane e gli si tenda ad addebitare colpe decisamente non loro. Cioè personaggi come Marione (sponda Roma) e altri (sponda Lazio) sono deleteri e negativi ma di certo non vanno ad incidere sul risultato della squadra o sul rendimento dell'allenatore. Anche perché ormai i calciatori ma in generali i tesserati salvo rarissimi casi nemmeno ci parlano più con le radio e non se le cagano di striscio (anni fa poteva essere diverso). E anche i tifosi seguono queste radio si, ma non in maniera "fedele" come magari poteva capitare venti anni fa o più.