mÆvericĸ ha scritto:
A Pioli più che tatticamente (non sta facendo nulla di rivoluzionario) vanno dati meriti umani: ha creato un gruppo veramente unito, che dà il 110% in ogni partita, che si vuole bene. Avete visto come esultava Ibra ai nostri gol ieri, o come si è arrabbiato per il rigore sbagliato? Quasi più che quando è in campo.
Ma infatti credo che il punto forte del Pioli allenatore sia proprio questo che dici tu. Non inventarsi nulla di clamoroso tatticamente, non mettersi a fare il "professorone" di moduli e schemi ("limitandosi" a mettere le pedine al posto giusto, razionalmente) e cercare di creare un gruppo unito e solido (in un ambiente sano).
Da noi, mi piace ricordarlo, fu molto bravo a compattare il gruppo squadra con tutto l'ambiente (tifosi compresi) dopo una annata carica di veleni (dove, basti pensare, la Curva Nord addirittura disertava lo stadio in contestazione aperta con Lotito).
Ricordo ad esempio quando durante il ritiro convinse tutta la squadra a cantare l'inno della Lazio ad inizio allenamento, per creare senso di appartenenza e responsabilizzare il gruppo verso i tifosi.
Dopo un bel 3' posto, purtroppo, il 2' anno floppò proprio perché gli sfuggì di mano lo spogliatoio e il gruppo si guastò irrimediabilmente (a partire dalla scelta del capitano, con Biglia preferito a Candreva).
La gestione del gruppo (e l'unione dello stesso), chiaramente, da sola non basta. Ma se si aggiungono altre componenti (sia di campo che extra-campo) allora si può dar vita ad un giusto mix vincente.