HARLAN ha scritto:
Supercì ha scritto:
Io non capisco come si faccia a non comprendere le differenze.
Mi pare che pure i giocatori di altre squadre, Napoli compreso, ricevano insulti di vario tipo, in genere indirizzate ai familiari. Non che questo sia condivisibile, ma credo il paragone non sia neanche proponibile con delle offese indirizzate ad un giocatore solo per il colore della sua pelle.
Siamo veramente alla frutta.
e chi lo stabilisce quanto una persona si può sentire offesa? La stassa opinione pubblica che stabilisce che le offese "territoriali" contro i napoletani sono più offese di quelle contro i romani o i milanesi o i torinesi? la stessa opinione pubblica che si indigna per le offese verso un nero, ma che fa un sorrisetto per un'offesa omofoba contro un gaio o maschilista contro una donna?
Questo post sarebbe da incorniciare. Da sempre l’opinione pubblica italiana si arroga il diritto di imporre alle masse una visione oggettivizzata di quello che, nei fatti, è uno scadente giudizio di valore.
Che l’insulto di natura razziale, territoriale, sessuale sia maggiormente lesivo di uno di tipo personale non è un dogma, ma un dato da dimostrare.
Ciò che non comprende il 99% di chi osserva il fenomeno, inoltre, risiede nel fatto che gli “ululati” contro calciatori neri non sono sintomo di odio verso la provenienza/razza del destinatario ma piuttosto un modo (poco intelligente, ovvio) di manifestare la propria avversione calcistica nei confronti del mal capitato. Però tutto DEVE fare rumore, perbenismo becero che porta solo ad una degenerazione orrenda del comune sentimento della fratellanza.
Perché, ricordate, “non si chiamano neri” ma “di colore” (vorrei incontrare il genio che ha coniato questo aborto terminologico), io proporrei il termine “diversamente bianchi”, questo sì che risolverebbe ogni problema...
Il razzismo è problema serio, basta solo non inventarselo quando non esiste.