wonderwall ha scritto:
Aspetta, non sto dicendo che vincere trofei non mi interessa, con questa società purtroppo non ho molta fiducia di riuscirci e mi accontento di quello che passa il convento, che se è quello che mi auspico è già parecchio.. mi fa sorridere solo il fatto che alla fine di Roma-Barcellona quando esultai in maniera contenuta facendo notare che non avevamo vinto nulla tu mi avevi dato del paraculo dicendomi che quel risultato vale come qualche trofeo e ora batti sul tasto degli zero titoli, vabbè..
L'astio (a volte gratuito e immotivato) verso gli americani fatico a comprenderlo. Non sono dei ricconi ma mi pare che i soldini li abbiano comunque investiti, come monte ingaggi siete stabilmente tra le prime tre della serie A e avete sempre allestito squadre competitive (poi non sempre hanno reso come sperato, ma è un altro discorso). Quest'anno vi siete permessi anche il lusso di ingaggiare un direttore sportivo tra i più ricercati in Europa.
Gli americani non vanno bene. Sensi non andava bene. Idem accade in casa Lazio eh. Prima Cragotti (vittorie e trofei a parte) non andava bene, ora Lotito non va bene. Se penso che anche dei mostri sacri come Dino Viola (da una parte) e Umberto Lenzini (dall'altra) hanno avuto dei problemi ai loro tempi mi viene il forte dubbio che, pur cambiando tempi ed usanze, il problema non siano le società in sè ma 1) la presunzione di certi tifosi 2) l'insoddisfazione perenne.
Che poi si passi spesso rapidamente dallo status di "#@*§" a quello di "campione" è cosa risaputa. Basta sentire come hanno cambiato idea su Pallotta molti criticoni perenni (Mario Corsi è uno di questi).
ps: Il significato della parola sfottò lo conosci, senza che te lo spiego. Non serve aggiungere altro.
wonderwall ha scritto:
Per il resto vedere festeggiare da parte dei laziali la nostra eliminazione + della loro Supercoppa è già motivo di soddisfazione..

Posto che il laziale medio è #@*§ (ma tanto quanto il romanista medio, per intenderci) direi che l'ultima frase può non stupirmi. Io ho esultato come un matto per la supercoppa, non tanto da fare caroselli (mi prendevano per matto nel mio paesello) ma diciamo che
Per la vostra eliminazione ho esultato dentro e ho tirato un sospiro di sollievo, non penso neanche di aver urlato o fatto salti di gioia. E come me molti altri laziali. Poi nella massa ci sta di tutto, anche chi esulta più per le delusioni altrui che per le proprie gioie.