|
Noi ci proviamo a parlare della partita, ché poi ci dicono che siamo i soliti piagnoni. La disfatta del Napoli sta tutta in una manciata di minuti, sta tutta in due erronee letture di altrettanti lanci dalla retroguardia avversaria: quella di Koulibaly, che si allarga per rinviare verso il centro del campo ma viene bruciato dal lesto Simeone; quella di Tonelli, che entrato a freddo dopo l’espulsione del senegalese si aspetta un’improbabile uscita di Reina su un pallone altrimenti innocuo. Due errori che condannano il Napoli a giocare una partita impossibile per le condizioni mentali, fisiche e tattiche in cui si trova la squadra. Forse, col senno di poi, si può rimproverare al Comandante la scelta di far uscire Jorginho in luogo di Tonelli, dettata dalla disperata necessità dei tre punti. Ma la verità è che la partita è già compromessa all’ottavo del primo tempo, e l’ossessiva ricerca di giocate individuali, favorita dall’assenza della principale fonte di gioco, non è nel dna di questo Napoli.
Dunque, si è perso. Ma il Napoli ha tanti motivi per consolarsi. Un presidente che immediatamente, come è solito fare, si è presentato davanti alle telecamere per mostrare la propria vicinanza alla squadra nel momento della sconfitta e analizzare quel che è andato storto nel corso della stagione. Un pubblico avversario sportivo ed encomiabile, che ha reso omaggio all’unica squadra capace, giocando un calcio sublime e appassionato, di tenere aperto un campionato che altrimenti si sarebbe chiuso a gennaio. La certezza che a vincere il campionato sia stato il migliore, come sempre, perché questo dice il campo e i numeri non mentono mai. Infine, la possibilità di riprovarci ancora, perché questo campionato è regolare e aperto a ogni risultato. Il Var, ve ne siete potuti sincerare sabato sera, ha sistemato ogni cosa e ridotto a percentuali infinitesimali le possibilità di errori arbitrali (che poi vi dovete stare comunque zitti: diverse sviste hanno favorito gli azzurri in partite decisive e tiratissime del calibro di Crotone-Napoli e Napoli-Bologna). Il Napoli, che vi pensate?, aveva anche firmato un documento segreto a inizio campionato che gli imponeva di giocare sempre e solo dopo la Juventus, ché bisognava tenerli carichi sti giocatori. E tutte le squadre hanno dato il massimo contro tutte le altre, nonostante evidenti conflitti d’interessi che riguardano quasi sempre un club che ha in giro per l’Italia un centinaio di calciatori in prestito.
Sorridi, popolo azzurro, perché il futuro è carico di radiose speranze. E se proprio non ti riesce di gioire per questo, se proprio non ce la fai a far fesso il pensiero, sorridi ricordando la Bellezza, la passione, la condivisione e la follia di questi mesi di Rivoluzione. Le mani sono vuote, per ora. Ma il cuore è pieno.
Da "sarrismo - gioia e rivoluzione"
|