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 Oggetto del messaggio: La solitudine di Moggi e Giraudo.
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27 maggio 2004. Muore Umberto Agnelli, l'ultimo grande della vecchia dinastia. L'anno prima scomparvero Gianni e Vittorio Caissotti, meglio conosciuto come Chiusano. Fine di un'epoca.
Il giorno dopo, tra le righe di un quotidiano, nella pagina sportiva leggo un virgolettato di Moggi: “Adesso io e Giraudo saremo più soli.”
Virgolettato o forse solo una sintesi di un discorso più ampio, non ci faccio troppo caso e non approfondisco.
La cosa evidente è che dopo la scomparsa dei leggendari padroni del vapore cominciano ad affacciarsi con continuità volti nuovi nel mondo juventino, finora rimasti nell'ombra dei più ingombranti predecessori: Andrea Agnelli, John e Lapo Elkann. Normale, dico io.
Frattanto, agosto 2004, partono le prime intercettazioni di Calciopoli. Bersaglio numero uno, come sappiamo, la coppia Moggi - Giraudo. Ma questo ancora non è noto al pubblico, per ora accantoniamolo.

18 dicembre 2004. A Torino si gioca uno Juventus - Milan con l'arbitraggio scadente di un pessimo Paolo Bertini. I rossoneri hanno ben ragione di recriminare per due rigori e altri episodi sparsi qua e là di varia natura che infatti mi sono apparsi veramente esagerati nel loro insieme. Tra l'altro il Milan domina la partita per 90'.
A fine gara Capello viene intervistato in diretta, mentre cerca di spiegare la serata da un punto di vista tecnico - tattico, ed ecco che di colpo sbuca Lapo. Non dimenticherò mai la scena: il bizzarro rampollo degli Elkann che interrompe Capello per dire: “Ci è andata bene, ci è andata bene.” Lo sguardo di Don Fabio è di quelli tirati, con il mascellone ancora più prominente del solito. Siparietto divertente, penso, anche se di certo il sergente di ferro non avrà gradito.
A inizio gennaio 2005 il ribelle Lapo prosegue la sua scalata mediatica in seno alla Juventus: dà a Giraudo consigli su come amministrare le finanze (Lapo, capite?), a Moggi per realizzare buone trattative di mercato, a Capello stesso per far giocare la squadra in modo più moderno e giovanile. Va bé.

8 febbraio 2005. Non soddisfatto, Lapo suggerisce alla dirigenza anche una nuova strategia comunicativa. Stanco di sentir dire che la Juventus è antipatica, afferma che si deve procedere con l'operazione simpatia. Come? Con uno smile (la faccina gialla sorridente) sulla giacca degli addetti ai lavori, a cominciare dai dirigenti. Oltre a questo caldeggia l'arrivo di un talento come Cassano per fare il salto di qualità. E buonanotte sognatori.
Il giorno dopo Giraudo è una furia. A brutto muso ricorda al ragazzino che “Senza smile in questi ultimi 10 anni abbiamo vinto 5 scudetti, abbiamo disputato 16 finali di coppe e vinte 8, abbiamo avuto 2 palloni d'oro e siamo la prima società ad avere vinto 3 Viareggio consecutivi. La Juve secondo L'Equipe è la numero uno come risultati in Europa e tra le più solide economicamente senza che gli Agnelli in questi ultimi 10 anni abbiano dovuto mettere denaro.”

Risposta pronta, non certo simpatica ma efficace, e ne ha in serbo un'altra.
“L'intervento di Elkann ci fa tornare il sorriso perchè il parlare di Cassano ci fa pensare che la proprietà voglia tornare ad investire come fanno Moratti e Berlusconi. Questa novità dell'ambizione del voler investire nella Juventus ci dà la possibilità di fare qualcosa d'importante e ho già detto a Moggi di muoversi e di fare come Abramovich e Berlusconi.”
In pratica ricorda a tutti che i risultati raggiunti dalla dirigenza sono stati ottenuti senza costare nulla alla Casa Madre.
Tuttavia lo stesso John Elkann, in difesa del fratello, critica un certo modo di fare plusvalenze sul mercato. Riferimento alle plusvalenze fittizie tipiche anche di quel periodo, e che negli anni futuri vedrà la posizione processuale di Moggi e Giraudo stralciarsi per prescrizione dei termini.
Questo è un affondo dedicato principalmente a Lucky Luciano, che risponde rammentando che è solo il suo fiuto per gli affari che lo porta a compiere grandi operazioni di mercato e che sarebbe meglio se ognuno si occupasse dei fatti propri.

A maggio 2005, da fonti vicine al quotidiano torinese La Stampa, storicamente molto caro agli Elkann, trapelano spifferi su presunte intercettazioni nel mondo del calcio, qualcosa di ancora non chiaro. Maggio 2005 è lo stesso periodo in cui, come sappiamo oggi, termina l'inchiesta investigativa di Calciopoli, con le intercettazioni che usciranno, come primo giornale, sempre su La Stampa (coincidenza?) nel 2006.
L'opinione pubblica non coglie questi spifferi, la vecchia volpe Giraudo sì: intuisce infatti la brutta aria che tira, e confida a Moggi che si sta avvicinando l'inizio della fine per loro. Entrambi ne sono consapevoli. In effetti da un po' di tempo si stanno guardando attorno, allettati da altre proposte da utilizzare come eventuale paracadute. Per Giraudo si parla del Milan o della gestione del patrimonio immobiliare di Berlusconi, che stravede per lui, e per Moggi dell'Inter. Sì, proprio l'Inter che già nel 1999 tentò, con Moratti, di far firmare una bozza di contratto al Lucianone, e ci riuscì anche, per poi veder sfumare l'accordo definitivo a causa di un'incomprensione sulla cessione di Moriero dall'Inter al Middlesbrough, società con cui Moggi era in buoni rapporti per la vendita pochi anni prima di Ravanelli. Come prova di ciò Moggi sostiene di avere ancora la bozza di quel contratto nella propria cassaforte, così in caso di smentita di Moratti lo potrebbe sbugiardare pubblicamente. E in effetti Moratti non ha mai smentito. Ad ogni modo non ha ancora abbandonato definitivamente l'idea di ingaggiare il nemico di tante battaglie per averlo dalla propria parte. Antipatico, ma di certo vincente.

27 settembre 2005. Lapo rilascia un'intervista in cui, tra le altre cose, è chiamato a dare un parere sulla dirigenza juventina. Tranquillamente, la sua risposta: “Quei tre (compreso Bettega, ndr.) mi ricordano Caino e Abele. Pensa che tra tutti il più simpatico è Moggi. Ti basta per farti capire la mia opinione sulla dirigenza Juve.”
Per ripicca Caino e Abele, la settimana successiva, giorno di Juventus - Inter, fanno perquisire Lapo dagli addetti alla sicurezza prima del suo ingresso in tribuna d'onore, come fosse un pregiudicato qualsiasi preso dalla strada.
Ormai è chiaro che è guerra aperta tra proprietà e società. Per ora Andrea Agnelli assiste da lontano a questa resa dei conti, ma nei progetti soprattutto di Giraudo c'è quello di fargli da chioccia per un suo futuro incarico con una poltrona importante, un 2005 in sordina ad assistere alle liti interne e un 2006 più da protagonista, cominciando piano piano a farsi le ossa in trincea. Agnelli è un po' il cocco di Moggi e Giraudo , è risaputo, e infatti anche i rapporti tra il giovane Andrea e l'altro ramo familiare sono ai minimi storici per questo motivo.

11 ottobre 2005. Lapo viene ricoverato in rianimazione per abuso di droghe durante un festino con la trans Patrizia.
Nel 2007 accuserà Moggi di essere stato il regista dello scandalo. Come mai al mio arrivo in ospedale c'erano dei giornalisti, chiede Lapo? Chi li ha avvisati di quello che era successo? E chi li ha avvisati, come ha fatto a sapere che sarebbe successo per poi svergognarmi a mezzo stampa?
Domande legittime senza risposta. Moggi rigetterà le accuse al mittente, ma è chiaro che avrebbe (ripeto, AVREBBE) avuto tutto l'interesse a silenziare il ribelle, divenuto troppo ingombrante e critico sul suo operato. Infatti da quella notte le sue apparizioni pubbliche si diraderanno sempre più, smettendo quindi di creare imbarazzi.
Intanto, proseguendo nelle reciproche schermaglie che non si arrestano certo con Lapo fuorigioco, Moggi attacca senza mezzi termini i responsabili dell'organizzazione delle partite (tradotto gli Elkann) di boicottaggio. Lamenta che stanno aumentando le difficoltà di gestione su quelle piccole cose che, secondo lui, dovrebbero essere automatiche in una grande azienda. Ad esempio le auto di rappresentanza per giocatori e addetti ai lavori che non erano più disponibili, oppure persone vicine agli Elkann, funzionali al lavoro di Moggi e Giraudo in società che improvvisamente non erano più disposte a collaborare su varie questioni. A un certo punto il D.S., parlando con giornalisti fidati, confessa il timore che possano sparire i pullman per il trasferimento della squadra e che debbano farsela a piedi. Esagerazione, certo, ma il clima di isolamento interno è sempre più palese.
Agnelli, dal canto suo, continua a frequentare assiduamente i suoi due mentori, tanto che ad inizio 2006 lo si vede sempre in loro compagnia nella consueta ricognizione effettuata in campo prima del fischio d'inizio. Tutto lascia intendere che sarà lui, a breve, l'elemento di maggior spicco in società.
Ma soprattutto, questo è bene non scordarlo mai, da anni Giraudo sta rastrellando azioni Fiat sul mercato e nel primo trimestre 2006 diviene addirittura il terzo azionista dell'azienda. Un'inarrestabile scalata al potere che a qualcuno crea fastidio, qualcuno dietro le quinte. Infatti l'A.D. si accorge che il clima è cambiato anche in Fiat, il suo nome fa storcere il naso a molti e, come dirà in seguito, certi personaggi, che pensava fossero suoi amici, improvvisamente gli hanno voltato le spalle.
Siamo ormai alla primavera del 2006, anche John Elkann si è ritagliato un ruolo importante al seguito della squadra, ma in contrapposizione ad Agnelli, senza scendere sul terreno di gioco con loro. Le distanze vanno rimarcate.
Il pollaio è piccolo per due galli, e John, che da tempo si è pian piano creato il proprio cerchio magico di collaboratori per mettere in minoranza il cugino su tutto, crede fermamente che questo è il momento in cui spingere al massimo per far cambiare rotta alla Juventus.
Forse sapeva che quelle indiscrezioni sulle telefonate nel maggio 2005 erano ormai pronte ad esplodere, come senz'altro ne era a conoscenza Franzo Grande Stevens, Presidente della Juventus dopo Chiusano e avvocato di punta del foro torinese, e di conseguenza sa anche che è il momento giusto per accelerare perché sta arrivando la bufera? Probabilissimo.
Difatti oggi è noto a tutti cosa accadde in quel maggio 2006, con la pubblicazione su La Stampa (La Stampa, ricordate?) delle prime telefonate, Elkann che accompagnò i ragazzi alla partita con il Palermo scaricando ufficialmente Moggi e Giraudo, con il celebre “Sono qui per sostenere la squadra e l'allenatore.” Non certo la dirigenza. No, perché quella, la coppia
Luciano - Antonio, ormai estromessa da Fiat e Juventus, abbandonata in tribunale e appoggiata solo dai tifosi allo stadio, come se fossero stati due corpi estranei per dodici anni, è irrimediabilmente sola. Proprio come in quel virgolettato di Moggi, due anni prima.
E che io colpevolmente non capii subito.

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Ultima modifica di Riccardo1 il ven 6 mar 2020, 19:26, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: La solitudine di Moggi e Giraudo.
MessaggioInviato: gio 5 mar 2020, 18:08 
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Sono pensieri tuoi o di qualcun altro?

In ogni caso, molto interessante. Ho sempre pensato che lo scandalo Calciopoli sia nato e uscito fuori proprio per volere di John Elkann, che si è appoggiato a Tronchetti Provera (e quindi a Moratti) per far fuori la Triade juventina, ormai divenuta troppo ingombrante per gli equilibri interni della Famiglia.


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 Oggetto del messaggio: Re: La solitudine di Moggi e Giraudo.
MessaggioInviato: gio 5 mar 2020, 18:13 
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Reg. il: gio 27 feb 2020
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Cronaca più qualche mia considerazione, ma soprattutto cronaca e retroscena su quanto accaduto. Moggi ha detto più volte che lui e Giraudo sono stati vittime di lotte intestine nella grande famiglia. Morti gli Agnelli storici, ecco che si cambia rotta.

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 Oggetto del messaggio: Re: La solitudine di Moggi e Giraudo.
MessaggioInviato: gio 5 mar 2020, 21:36 
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Visto che si parla di Lapo Elkann e di Luciano Moggi, una delle intercettazioni più misteriose della vicenda Calciopoli fu questa:

Elkann: «Luciano!»
Moggi: «Lapo! Come stai?... Se tu hai un minuto di tempo per farci due chiacchiere»
Elkann: «Che c’è? Cosa è successo?»
Moggi: «No... no, niente di particolare»
Elkann: «No con Fiat è gonfiato con Fiat e con... con altro»
Moggi: «No se noi abbiamo delle macchine in aggiunta per i fabbisogni no»
Elkann: «Sì quello di cui mi avevi parlato»
Moggi: «Quelli lì bisogna... quelli ci devi dare un’occhiata invece gli è stato detto lì al direttore della filiale di ritirarle... almeno, almeno 5 o 6 bisogna che tu ci vai perché tanto ha bisogno...Io sai che non ti chiedo mai, io non ti chiedo mai niente di importante se non le cose che ci necessitano»
Elkann: «È una promessa»
Moggi: «Oh... la Juventus è anche un bene vostro mica...»

Cosa intendeva dire Moggi con macchine in aggiunta per i fabbisogni? :refl


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 Oggetto del messaggio: Re: La solitudine di Moggi e Giraudo.
MessaggioInviato: gio 5 mar 2020, 22:14 
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I fabbisogni non erano altro che regali al presidente della società avversaria per ammorbidire una trattativa di mercato, al dirigente della Caf per ingraziarselo magari per qualche sentenza legale su una squalifica, a un arbitro per condizionarlo, cose del genere. O semplicemente da usare per impressionare gli altri, per far vedere che lui le possedeva, visto che il potere di Moggi era reale ma spesso anche millantato.

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Mai condivisa la visione di elkann burattinaio, elkann è stato un approfittatore di cose archittetate fuori dalla juve cioè tra Milano e Roma con l'aiuto di una procura in una città ostile alla juve. Nessuno si taglia l'uccello sano in quel modo però è probabile che uno lo tagli se vien detto che non è sano e non ha interesse a curarsi e a pensarla diversamente.

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 Oggetto del messaggio: Re: La solitudine di Moggi e Giraudo.
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Anche per me non è stato burattinaio ma approfittatore. Sono comunque certo che lui sapesse prima quello che stava accadendo e abbia cavalcato l'onda per interesse personale.

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Riccardo1 ha scritto:
I fabbisogni non erano altro che regali al presidente della società avversaria per ammorbidire una trattativa di mercato, al dirigente della Caf per ingraziarselo magari per qualche sentenza legale su una squalifica, a un arbitro per condizionarlo, cose del genere.


:O_O Ah, però, andiam bene... E poi c'è ancora gente che va in giro a dire che Calciopoli è stata tutta una montatura...

Ma a parte questo, mi chiedo: la Juventus in quel periodo se non era la squadra più forte era tra le più forti in Italia, quindi sarebbe stata comunque tra le protagoniste del campionato, quindi che necessità aveva Moggi di avere tutti quegli intrallazzi? È questa la cosa che mi sono sempre domandato.

Se l'Italia fosse stato un Paese serio uno come Moggi sarebbe stato allontanato dal calcio ben prima che arrivasse alla Juventus. Sul fatto che fosse un grande intenditore di calcio non ci sono dubbi, però troppe volte ha voluto fare il passo più lungo della gamba, mettiamola così...


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 Oggetto del messaggio: Re: La solitudine di Moggi e Giraudo.
MessaggioInviato: ven 6 mar 2020, 13:40 
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Reg. il: gio 27 feb 2020
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Premesso che Moggi ne aveva fatte di peggio da altre parti, tipo gli arbitri alle prostitute quando era al Torino e al Napoli, ha giustificato i suoi intrallazzi con gli dicendo che si doveva difendere, come Juventus, dal potere economico e mediatico del Milan, da quello economico e Telecom dell'Inter, dal Palazzo romano con una Figc asservita a Lazio e Roma. In pratica si è giustificato come hanno fatto gli altri, i quali telefonavano, ovviamente Inter compresa, anche se questo l'abbiamo scoperto solo quattro anni dopo, per difendersi dagli antagonisti, Moggi compreso che sapevano tutti essere il ragno più grosso della ragnatela.
Siccome tutti sapevano che tutti intrattenevano rapporti vari sottotraccia, ognuno di questi tutti, per non restare l'unico pirla a non farlo, lo faceva anch'esso.

Per quanto riguarda Calciopoli non è stata tutta una montatura, ma un'inchiesta con grossi buchi senz'altro sì, questo è stato accertato. Tante sentenze del 2006 sono state poi ribaltate, per esempio il campionato 2004/2005 è stato dichiarato regolare nel 2012 dal Tribunale di Napoli, quasi tutti gli arbitri sono stati assolti tranne De Santis al quale è rimasta la frode sportiva per Lecce - Parma e Fiorentina - Bologna, le telefonate di Facchetti con Bergamo e tra Carraro - Bergamo - Rodomonti per un'Inter - Juventus in cui si chiedeva nel dubbio di favorire chi era dietro. Insomma, tante cosette che non mancheranno di far discutere.

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 Oggetto del messaggio: Re: La solitudine di Moggi e Giraudo.
MessaggioInviato: ven 6 mar 2020, 17:01 
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Riccardo1 ha scritto:
... le telefonate di Facchetti con Bergamo e tra Carraro - Bergamo - Rodomonti per un'Inter - Juventus in cui si chiedeva nel dubbio di favorire chi era dietro. Insomma, tante cosette che non mancheranno di far discutere.

te sei sputtanato da solo, non dice assolutamente di favorire chi è dietro, dice di non aiutare la Juventus e di fare una partita onesta.

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MOU IL GRANDE
M. “Comunque troverai un ambientino... Meno male che tu sei tutelato molto… Perché c’è un grande arbitro”
P. “Quanto grande?”
M. “Grandissimo…”


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