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 Oggetto del messaggio: Tractatus logico-calcisticus
MessaggioInviato: gio 10 set 2015, 13:23 
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Tractatus logico-calcisticus
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Di Ludovicus de Fickerus
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"tutto ciò che è vero, è semplice, chiaro e geometrico"


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Introduzione
La verità dei pensieri contenuti in questo posting, mi sembrano intoccabili e definitivi. Sono tuttavia del avviso di aver risolto tutti problemi più centrali nel eterno conflitto calcistico tra l'Italia e la Germania, o in altre parole: tra il bene e il male.


1.1. La Germania è debole con i forti
1.2. La Germania è forte con i deboli
1.3. La Germania è una squadra forte.
1.4. Da questo si deducono molti successi tedeschi e in particolare i successi ed il margine dei successi al mondiale 2014.

2.1. L'Italia è debole con i deboli
2.2. L'Italia è forte con i forti
2.3. L'Italia è una squadra forte.
2.4. Da questo si deducono molti non-successi italiani ed in parte anche il fallimento al mondiale 2014.

3. L'Italia quindi vince sempre contro la Germania.

4.1. Quando la Germania non viene data come favorita, tendenzialmente non è una favorita.
4.2. Quando la Germania non viene data come favorita, tendenzialmente non va lontano.
4.3. Per questo gli storici del calcio tendono a preferire la Germania al Italia, perché storicamente - nei numeri - è una squadra più vincente del Italia.
4.4. Chi ritiene la Germania storicamente superiore all' Italia dice qualcosa di corretto - ma non dice qualcosa di vero.
4.5. Chi si attiene alla semplice storia non ha facoltà di giudizio.
4.6. Chi ha facoltà di giudizio quindi tende a non esaltare il ruolo della Germania nel calcio.
4.7. Chi ha il senso del vero e del giusto tende a non tifare Germania.

5.1. Quando l'Italia non viene data come favorita - diventa automaticamente una favorita.
5.2. Quando l'Italia viene data come favorita, cessa automaticamente di essere una favorita.
5.3. Per questo gli storici del calcio tendono a sminuire l'Italia, perché storicamente - nei numeri - è una squadra meno vincente della Germania.
5.4. chi ritiene l'Italia calcisticamente superiore alla Germania dice qualcosa di vero - ma non dice qualcosa di corretto.
5.5. Chi ha facoltà di giudizio non si attiene alla Storia.
5.6. Chi ha facoltà di giudizio tende a non sminuire il ruolo del Italia nel calcio.
5.7. Chi ha il senso del vero e del bene tende a tifare Italia.

6.1. La Germania non si ferma a risultato aquisito - quando non fa soffrire non è felice.
6.2. Essendo la Germania una squadra forte, vince molte partite con una differenza reti alta.
6.3. Essendo la Germania una squadra forte, quando vince contro un altra squadra forte, lo fa tendenzialmente quando l'altra squadra è meno forte del solito e vince con una differenza reti alta.
6.4. La mentalità tedesca si mostra nel suo massimo splendore contro le insidie del avversario debole e della situazione di gioco facile.
6.5. L' Italia si ferma a risultato aquisito - quando non soffre non è felice.
6.6. Essendo l'Italia una squadra forte, vince molte partite con una differenza reti bassa.
6.7. Essendo l'Italia una squadra forte, quando vince contro un altra squadra forte, lo fa tendenzialmente quando l'altra squadra è al suo solito e vince con una differenza reti bassa.
6.8. La mentalità italiana si mostra nel suo massimo splendore contro le insidie del avversario forte e della situazione di gioco difficile.
6.9. Esporre tutta la propria forza contro un debole è il male; Esporre tutta la propria forza contro un forte è il bene. (Vedi 5.7. )

7. Il bene vince sempre contro il male. (Vedi 3.)

8.1. La Germania è – vista la sua caratteristica principale – molto costante contro avversari inferiori
8.2. Essendo la Germania una squadra oltre la media, ad un torneo incontra più spesso squadre più debboli che squadre più forti.
8.3. La Germania ha quindi un rendimento ai grandi tornei di successo e si contraddistingue per costanza in questi successi.
8.4. Considerando questo profilo – (8.3) - la Germania tende a non impressionare chi sa giudicare – veramente - (4.6) e ad essere esaltata da chi è orientato – correttamente - ai risultati e al datum storico.
8.5. Se la Germania vince un torneo, si tratta tendenzialmente di un torneo dal cammino facile
8.6. Se la Germania non vince un torneo – esce agli scontri diretti contro avversari più forti.

9.1. L'italia è – vista la sua caratteristica principale – tendenzialmente poco costante contro avversari inferiori.
9.2. Essendo L'italia una squadra oltre la media ad un un torneo incontra più spesso squadre più deboli che squadre più forti.
9.3. L'Italia ha quindi un rendimento ai grandi tornei di successo ma si contraddistingue tendenzialmente per incostanza in questi successi.
9.4. Considerando questo profilo – (9.4) – l'Italia tende a non impressionare chi è orientato – correttamente – ai risultati e al datum storico e ad essere esaltata da chi sa giudicare veramente.
9.5. Se L'italia vince un torneo, si tratta tendenzialmente di un torneo dal cammino difficile
9.6. Se l'italia non vince un toreno – esce ai gironi contro avversari meno forti

10.1. Il movimento calcistico tedesco è caratterizzato dallo spirito del ottimizzazione e dal autocoscienza.
10.2. L'autocosicenza è autocritica in atto ed è indipendente - nel bene e nel male - dal risultato aquisito. Ciò che conta è la propria performance misurata alle proprie potenzialità.
10.3. La autocoscienza tedesca avviene a forma di selezione nei modi di 'monitoraggio' e 'confermazione'. L'applicazione è costante, critica ed universale.
10.4. L'autocritica tedesca è problematica, cioè tendenzialmente più orientata verso il futuro e meno verso il passato.
10.5. Il progetto tedesco è orientato a se stesso. L’ideale è un ideale costruito con volontà intriseche e senza una fine raggiungibile. Il fine irraggiungibile è l’oltrepassamento di se stessi.
10.6. Il calcio tedesco è caratterizzato quindi dal ordine sistematico e dalla disciplina giornaliera, dalla previsione e dalla programmazione e sportivamente parlando dal rendimento costantemente al massimo.
10.7. Il rendimento costantemente al massimo in combinazione con un approcio olistico e una motivazione rivolta verso se stessi più che verso la vittoria, tende ad andare pari passo con un rigore tattico ridotto. Ecco spiegato il paradosso tra un movimento calcistico iper razionalizzato e dal altro lato un tatticismo tutto sommato ridotto e permissivo.

11.1. Il movimento calcistico italiano è caratterizzato dallo spirito di efficienza massimale e dalla speranza.
11.2. La speranza è autocritica potenziale ed è orientata – nel bene e ne male – al risultato. Ciò che conta è il risultato ed è il risultato a dare la misura delle proprie potenzialità.
11.3. L'autocoscienza italiana avviene a forma di elezione e nei modi di 'rivelazione' e 'riconoscenza'. L'applicazione è costante, fedeistica e privileggiata.
11.4. L'autocoscienza italiana è apologetica, cioè tendenzialmente più orientata verso il passato e meno verso il futuro.
11.5. Il progetto italiano è orientato ad altri. L'ideale è un ideale costruito con volontà estrinseche con una fine raggiungibile. Il fine raggiungibile è la vittoria.
11.6. Il calcio italiano è caratterizzato quindi dalla disordine sistematico, dalla poca disciplina giornaliera, dalla retrospettiva e dal avventura (la non-programmazione) e sportivamente parlando dal rendimento altalenante.
11.7. Il rendimento altalenante in combinazione con un approcio specializzato e una motivazione rivolta verso la vittoria più che verso se stessi tende ad andare pari passo con un attenzione tattica sproporzionata. Ecco spiegato il paradosso tra mancanza di disciplina, previsione e programmazione e dal altro lato un ipertrofia tattica compensatoria.

12.1. Il calciatore tedesco è sradicato. Conosce il mondo, appartiene in primis al mondo.
12.2. Il calciatore tedesco si interessa al collettivo ; è un giocatore di sistema (squadra) – col permesso di abbandonare il sistema (squadra/tattica) quando lo ritiene opportuno.
12.3 Siccome il calciatore tedesco appartiene al mondo, conosce il mondo e non conosce la germania. Tende ad esaltare la germania contro il mondo.
12.4. Il giocatore tedesco, proprio perché inter-essato ed appartenente al mondo, tendenzialmente non è tedesco.
12.5. Il giocatore tedesco tendenzialmente non canta l’inno. Davanti al mondo che lo osserve, diventa ciò che realmente è: un cittadino del mondo, scradicato e senza palle.

13.1. Il calciatore italiano è radicato. Non conosce il mondo, e appartiene in primis all'italia. (o al suo luogo di nascità).
13.2. Il calciatore italiano si interessa a se stesso ; è un giocatore individualista – con la necessità di entrare in un sistema rigido (squadra/tattica), quando fattori esterni lo costringono.
13.3. Siccome il calciatore italiano non appartiene al mondo, non conosce il mondo, conosce l’Italia. Tende ad esaltare il mondo contro l'Italia.
13.4. Il giocatore italiano perché inter-essato ed appartenente all'italia, tendenzialmente è italiano.
13.5. Il giocatore italiano tendenzialmente canta l’inno. Davanti al mondo che lo osserve, diventa ciò che realmente è: un cittadino italiano, radicato e con palle quadrate.


14.1. Il tifoso tedesco è sradicato. Conosce il mondo ed appartiene in primis al mondo. (Anche e sopratutto senza saperlo)
14.2. Il tifoso tedesco si interessa al collettivo. Ha una grande capacità e volontà nel inserirsi nel gruppo ed è suscettibile alle dinamiche di massa.
14.3. L'interesse del tifoso è di portare avanti la Germania
14.4. In situazioni di crisi contribuisce ad una soluzione oggettiva del problema oggettivo. (Esempio: Mehmet Scholl, che dopo la storica vittoria contro l'italia critica ferocemente il gioco tedesco. Esempio dal forum: LudwigvonFicker che non fa altro che lamentarsi.)
14.5. Il tifoso di calcio tedesco, conosce il mondo, sa di essere Tedesco, pur appartenendo principalmente la mondo, quindi il suo interesse è rivolto alla Germania.
14.6. Il tifoso tedesco vive nel collettivo problematizzato, quidni nel presente. Non ha prospettiva storica. Non conosce la storia del calcio.
14.7. Essendo il suo interesse primario il collettivo tedesco, il suo giudizio storico è tende ad esaltare i giocatori tedeschi e a disinteressarsi e ad abbassare i giocatori non-tedeschi. Per questo tra i nomi nelle Liste Best-Of di tutti tempi figurano sempre diversi tedeschi.
14.8 Lo storico Tedesco è tendenzialmente capace di esaltare qualunque pippa tedesca pur di non dover esaltare un giocatore del passato, che non conosce. Quest'ultimo non è tedesco e quindi non aiuta la causa tedesca.

15.1. Il tifoso italiano è radicato. Conosce l’italia ed appartiene in primis all’italia. (Anche e sopratutto senza saperlo)
15.2. Il tifoso italiano si interessa di se stesso. Ha una grande capacità e volontà di distinzione dal gruppo ed è suscettibile al bastian-contrarismo.
15.3. L’interesse del tifoso è di portare avanti se stesso.
15.4. In situazioni di crisi si ritira con un apologia soggettiva di un problema oggettivo. (Esempio : Marco Travaglio, che sostiene di non tifare Italia perché l’allenatore è Conte. Esempio dal forum : Un buon terzo degli utenti per campanilismo)
15.5. Il tifoso di calcio italiano non conosce il mondo, non sa di essere italiano, pur appartenendo principalmente all’italia, quindi il suo interesse è rivolto al mondo.
15.6. Il tifoso italiano vive nel egoismo apologetico, quindi nel passato e nel futuro. Non ha il senso del presente. È un 'esperto' di storia del calcio.
15.7. Essendo il suo interesse primario il distinguersi come individuo, il suo giudizio storico tende ad esaltare i giocatori non-italiani e disinteressarsi ed abbassare i giocatori italiani. Per questo su un forum di calcio ci sono sempre diversi utenti pronti a criticare un giocatore italiano "universalmente" riconosciuto come tra i più forti, c'è sempre.
15.8 Lo storico italiano è tendenzialmente capace di esaltare qualunque sagoma del passato che non ha mai visto giocare, pur di non dover esaltare un giocatore italiano. Quest'ultimo è italiano e quindi non è utile allo scopo di distinzione in Italia.




Da completare.

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Ultima modifica di LudwigvonFicker il mer 6 lug 2016, 1:14, modificato 9 volte in totale.

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LudwigvonFicker ha scritto:
5.5. Chi ha facoltà di giudizio non si attiene alla Storia.

Interessante questo punto...è un'accusa agli storici? :dibix
Comunque il tuo "trattato" non fa una piega :sisi


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memento ha scritto:
LudwigvonFicker ha scritto:
5.5. Chi ha facoltà di giudizio non si attiene alla Storia.

Interessante questo punto...è un'accusa agli storici? :dibix
Comunque il tuo "trattato" non fa una piega :sisi


Io ti chiedo, caro memento, è un caso che gli storici del forum non partecipano ai thread delle profezie?.
Io non credo!.

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 Oggetto del messaggio: Re: Tractatus logico-calcisticus
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 Oggetto del messaggio: Re: Tractatus logico-calcisticus
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Aldilà del fatto che non è assolutamente vero che uno storico tende a preferire la Germania all'Italia (è vero casomai il contrario perché l'Italia ha avuto un numero di campioni e giocatori forti superiore e soprattutto era competitiva già nell'anteguerra, che sono 40 anni di calcio, non proprio bazzecole) personalmente la trovo una sequela impressionante di luoghi comuni.

Del tipo: «gli italiani sono tutti mafiosi», «i tedeschi sono tutti nazisti e quando non lo sono sono comunque crucchi», «i francesi hanno tutti la puzza sotto il naso» «gli inglesi puzzano perché non hanno il bidè» «gli americani sono tutti invasati e invasori», «i belgi sono tutti pedofili», «gli olandesi, tutti dei drogati» e cose così.


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 Oggetto del messaggio: Re: Tractatus logico-calcisticus
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Marco Bode ha scritto:
«gli inglesi puzzano perché non hanno il bidè»


E vale anche per i Francesi :rofl

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NE RESTERA' SOLTANTO UNO!! (1/2/2015)


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 Oggetto del messaggio: Re: Tractatus logico-calcisticus
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I tedeschi sono fantastici nel programmare e infatti quando programmano bene e stanno bene sono i più bravi.
Gli italiani sono fantastici nel reagire quando nessuno gli dà credito e per questo fanno bene quando non te lo aspetti, ma raramente hanno la qualità per massacrarti: giocano a specchio e crescono quando cresce il valore dell'avversario.

Un po' sono luoghi comuni ma un DNA calcistico esiste.

Gli slavi sono un'Italia all'ennesima potenza, con più estro e meno organizzazione: straordinari contro i grandi, scarsi contro gli scarsi.

Gli olandesi funzionano al contrario, meravigliosi quando possono dilagare, pallidi e bloccati quando non riescono a esprimersi in modo fluido e naturale (in parte questo vale anche per gli spagnoli).

Gli argentini vanno bene quando giocano da schifo e la mettono in ressa.

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Il buon gusto è la morte dell'arte.


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 Oggetto del messaggio: Re: Tractatus logico-calcisticus
MessaggioInviato: ven 11 set 2015, 13:03 
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Francesco82 ha scritto:
Gli argentini vanno bene quando giocano da schifo e la mettono in ressa.

:lol :lol :lol :lol

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Cita:
4.7. Chi ha il senso del vero e del giusto tende a non tifare Germania.

Cita:
Chi ha il senso del vero e del bene tende a tifare Italia.


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