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 Oggetto del messaggio: Calcio. SOS di Albertini
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Calcio, sos di Albertini: "Ora diamoci una mossa. Giovani soffocati, sistema da rifare"
Milano, 11 maggio 2013
Forum in Gazzetta col vicepresidente Figc: "Gli altri Paesi hanno fatto tutti qualcosa, da noi nessuna riforma dopo il Sudafrica. Terzo extracomunitario? Si pensi ai vivai"



Al termine di una chiacchierata di due ore, Demetrio Albertini - cinque scudetti, due Champions, una Coppa Intercontinentale, una Liga, una finale iridata ed europea - riflette un attimo prima di rispondere all'ultima domanda ("Si vedrebbe a capo della Federazione?"), allarga gli occhi con l'aria sognatrice e spiega: "Magari un giorno. Ma voglio fare adesso qualcosa per il bene del mio sport". E su quell'adesso il tono della voce si fa più severo. Perché il forum in Gazzetta col vicepresidente della Figc è tutto proteso alla ricerca di soluzioni rapide ed efficaci per un calcio malato. Che aspetta le riforme dal post-fallimento in Sudafrica ma resta prigioniero di veti, egoismi, strategie dal fiato corto.

Albertini, a che punto siamo?
"A livello economico il movimento è in crescita, nonostante la crisi. Il problema sarà nel 2015, quando scadranno i contratti tv. Oggi più che mai bisogna dare priorità al progetto sportivo, arginando la fuga di talenti all'estero. Valorizzare e vendere: prima lo faceva la Lega Pro verso la A, adesso lo fa la A verso la concorrenza internazionale. Basti pensare a Pastore, a Sanchez".

Come si può chiedere ai club medio-piccoli di rinunciare a quelle mega-plusvalenze garantite solo a chi i soldi ce li ha davvero?
"Magari pensando a quanto scade, in termini di appeal e di valore, il prodotto del campionato di Serie A".

Si sa che la prospettiva del lungo termine è scarsamente contemplata dai dirigenti italiani.
"E invece non c'è altra via. Proprio con gli occhi rivolti al futuro gli altri Paesi si sono mossi negli anni scorsi. Per esempio, la Germania ha varato i centri di formazione obbligatori, da quelle parti la federazione riveste un ruolo centrale. Da noi, invece, è la sintesi di sei componenti. Così è impossibile per la Figc attuare quella stessa politica sui giovani grazie alla quale ora si parla di modello tedesco. È da due anni che c'è la commissione su seconde squadre e multiproprietà: si è riunita solo due volte. Conosciamo tutte le posizioni, ma se non ci incontriamo per smussarle...".

Il guaio è che sono troppi gli interessi in gioco nel movimento. Come conciliarli?
"Bisogna avere senso di responsabilità e pensare al calcio come bene comune. I soldi delle tv hanno creato divisioni, la Lega di A deve essere più propositiva. Di riduzione a 18 squadre parla singolarmente questo o quel dirigente, ma manca la sintesi".

Nel frattempo la Lega chiede il terzo extracomunitario e l'adesione alla Convenzione di Cotonou per assimilare i calciatori africani.
"Tutto è fattibile, ma bisogna chiedersi se sia utile. Si arriva a simili richieste perché si sono trascurati i vivai. E non penso che questa sia la strada per ripartire. Non basta che i club ci dicano che gli stranieri costano di meno. Sono d'accordo invece con l'abbattimento dei paletti economici sul mercato interno, che è fatto solo di parametri zero e prestiti".

Cos'altro è utile?
"Per fare respirare le casse si potrebbe guardare all'Olanda, dove i calciatori destinano il 30% dello stipendio, defiscalizzato, in un fondo risparmio fino a fine carriera. Si educherebbero i giocatori a non sperperare il denaro e si troverebbero risorse da destinare allo sport".

Da 3 anni lei si spende invano per le seconde squadre. Si è arreso?
"Non so quale sia la ricetta migliore, ma di certo qualcosa va fatta. E senza indugi. L'obiettivo principale è far fare esperienza ai nostri giovani in modo che alzino il ritmo".

Visto il no della Lega Pro, la A sta pensando a un torneo riservato agli Under 21 o Under 23 con i fuoriquota.
"In quel caso i giovani giocherebbero tra loro: un limite non da poco. Certo, la A può farlo autonomamente. Poi magari, tra un paio d'anni, si potrà riparlare con la Lega Pro di seconde squadre...".

Dopo il secondo posto all'Europeo cosa può essere fatto per migliorare la preparazione della Nazionale?
"Sulla tattica e l'analisi già ci siamo. Introdurremo una figura in più, l'alimentarista, perché la nutrizione è un fattore sempre più importante. Piuttosto abbiamo studiato i dati su Euro 2012 ed è venuta fuori una sorpresa".

Quale?
"Pensavamo di avere un gruppo giovane, eppure eravamo la 5a nazionale più vecchia, ma anche la meno esperta a livello internazionale. Un paradosso. I 23 azzurri avevano totalizzato 800 partite nelle coppe europee contro le 1000 dei tedeschi, le 1100 dei francesi e le 1600 degli spagnoli. C'è dell'altro".


Prego.
"Solo 3 dei nostri sono usciti dai vivai della Lega Pro e altri 7 hanno militato almeno una stagione in quella categoria, contro i 18 della Germania e della Spagna. Insomma, altrove la terza divisione ha una mission: la formazione. Da noi no. Lo dicono anche le statistiche sull'Under 21 che ha partecipato ai playoff europei: mancanza di progettualità del percorso di crescita e scarsa esperienza. Sapete quante gare hanno giocato nelle coppe europee gli azzurrini? Diciotto, contro le 120 degli spagnoli e le 84 dei tedeschi. I nostri Under 21 hanno 2-3 anni di esperienza professionistica, gli altri 4-5".

L'Italia è un Paese per vecchi, non solo nel calcio.
"I dirigenti della Juventus mi hanno detto che qualche loro ragazzo sta meditando di trasferirsi al Bruges, piuttosto che girovagare senza meta in Italia. Sono diversi i ragazzi in uscita dalla Primavera che preferiscono andare all'estero, proprio perché non vedono un futuro. Anch'io vivevo di sogni, la mia aspirazione era quella di finire nelle figurine Panini. Ma c'è un limite alla aspettative: oggi illudiamo troppi giovani, il sistema così non regge".
Marco Iaria
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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio. SOS di Albertini
MessaggioInviato: sab 11 mag 2013, 17:46 
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Una buona soluzione sarebbe rendere il sabato libero dalla lezione scolastica usandolo per andare a fare attività sportiva, e di conseguenza giocare anche al calcio...


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio. SOS di Albertini
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Capre sì, ma almeno che eccellono nello sport :rofl


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio. SOS di Albertini
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Enri ha scritto:
Una buona soluzione sarebbe rendere il sabato libero dalla lezione scolastica usandolo per andare a fare attività sportiva, e di conseguenza giocare anche al calcio...


Com'era il discorso delle corsie preferenziali per i motorini ?


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio. SOS di Albertini
MessaggioInviato: lun 13 mag 2013, 10:25 
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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio. SOS di Albertini
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Enri ha scritto:
Una buona soluzione sarebbe rendere il sabato libero dalla lezione scolastica usandolo per andare a fare attività sportiva, e di conseguenza giocare anche al calcio...

Ma porca puttāna :rofl


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio. SOS di Albertini
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In maniera più soft l'idea di enri non mi sembra così campata per aria. Per esempio sarebbe un incentivo a fare attività fisica anche per quella parte di giovani sempre più numerosa che tende a stare solo al computer e a mettere su peso. Per dire, in genere mi pare che in ogni scuola si facciano due ore di educazione fisica alla settimana, magari metterle il sabato mattina e portarle a 3/4 potrebbe essere già qualcosa. Le lezioni del sabato mattina verrebbero recuperate: due ore in mezzo alla settimana al posto di quelle di ed. fisica, le altre 3/4 si potrebbero diluire in altri giorni della settimana o fare un recupero pomeridiano. In generale per me più che per giocare a calcio avrebbe valore come educazione alla salute (magari mettere in mezzo qualche lezione sull'alimentazione e cose simili)


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio. SOS di Albertini
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L'educazione fisica non è meno importante delle altre materie, e lo sport è molto formativo per la persona... E poi fare lezione dal lunedi al venerdi non mi pare una bestemmia allucinante, basta tagliare qualche ora qua e la e materie superflue... Si sa che dopo un po'di ore a scuola l'attenzione precipita, meno quantità e più qualità non sarebbe male. E poi, almeno avremmo più olimpionici :asd


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio. SOS di Albertini
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Quoto concettualmente Enri.

Una utopica riforma del sistema scolastico dovrebbe tenere in grandissima considerazione l'attività fisica, coadiuvata da lezioni teoriche correlate, come appunto l'educazione alimentare citata da papà orso qui sopra :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Calcio. SOS di Albertini
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Se prendiamo in considerazione anche misure ad ora improbabili, si potrebbero fare molte cose: workshops, riforme varie etc..

Quello che io non capisco è questa situazione di stallo permanente... "È da due anni che c'è la commissione su seconde squadre e multiproprietà: si è riunita solo due volte. Conosciamo tutte le posizioni, ma se non ci incontriamo per smussarle..."
A cosa è dovuta questa situazione? Chi è o chi sono i risponsabili? Cosa possiamo fare noi come tifosi?


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