HARLAN ha scritto:
La pena sarebbe stata peggiore se la giustizia sportiva avesse aspettato l'ordinaria.
Non credo, perché come scritto da Mario Serio, uno dei membri della Corte federale di Calciopoli, il sentimento collettivo popolare influì in maniera chiara durante il dibattimento, e dato che nei primi giorni dopo l'uscita delle telefonate sembrava che Moggi avesse anche buttato giù le Torri Gemelle, è naturale che l'impatto emotivo della vicenda abbia scatenato nell'immediato un putiferio esasperato attorno a Moggi e alla Juventus, anche perché tutti sapevano che Moggi aveva pilotato il sorteggio con le palline, che aveva chiuso Paparesta nello spogliatoio e anche pagato gli arbitri per vincere, perché questa fu l'enfasi iniziale della storia, e sinceramente lo pensavo anch'io.
Per fortuna poi i successivi gradi di giudizio hanno detto che il sorteggio non era truccato, che Paparesta non è stato chiuso nello spogliatoio e che nessun arbitro è stato corrotto da Moggi, per poi scoprire in seguito anche che il capo del calcio (quello vero) dava istruzioni a uno dei designatori affinché le girasse all'arbitro di Inter-Juventus di aiutare, nel dubbio, chi stava dietro, quindi non la Juventus in quel caso. Addirittura in seguito viene fuori che Racalbuto, parlando al telefono con Meani, si rammarica che Roma-Juventus gli sia stata rovinata dal guardalinee e che se avesse avuto anche il minimo dubbio non avrebbe dato nessun rigore alla Juventus. Non certo la telefonata che ci si aspetterebbe da un fischietto pagato da Moggi, no?
Perciò, a parte gli juventini, ma anche uno non tifoso come il sottoscritto, potrebbe dire: caspita che potere che aveva Moggi, se i vertici della FIGC si muovevano per fischiare contro, nel dubbio, alla Juventus. Ma non dovevano essere tutti ai suoi piedi? Peccato però che tutto questo è uscito dopo il 2006 e che ormai il processo farsa si era già consumato. E pur da sostenitore milanese, da cittadino italiano sarò sempre felice di considerarlo un processo farsa.