O Futeboleiro ha scritto:
Beh, però c'è da considerare un fatto. Com'erano i risultati dell'Italia nelle varie spedizioni olimpiche appena prima che arrivasse Malagò e come sono stati con lui al CONI? C'è stato un netto miglioramento. Se poi questo miglioramento sia avvenuto per merito di Malagò non lo so, forse no. Però è altrettanto vero che se i risultati fossero stati fallimentari, Malagò in qualità di presidente del CONI sarebbe finito sul banco degli imputati come principale responsabile così come lo è finito Gravina per gli ultimi fallimenti della Nazionale. Quindi se il capo del CONI o della FIGC è ritenuto il principale responsabile se i risultati non arrivano, è anche giusto dire che se i risultati arrivano il presidente del CONI o quello della FIGC hanno avuto anche loro i loro meriti. E con Malagò al CONI l'Italia è cresciuta molto in varie discipline.
guarda io in proposito prima della elezione di gravina ho fatto un po di ricerche su quali siano state effettivamente le sue riforme al coni che hanno permesso all'italia di ottenere diversi successi sportivi negli ultimi anni e non ho trovato praticamente nulla...
a quel punto ho fatto una ricerca tramite chat gpt e questo è stato l'esito conclusivo:
domanda: Giovanni Malagò è stato a lungo presidente del coni, ma quali sono state in effetti le riforme da lui apportate al comitato olimpico italiano che hanno permesso a tanti atleti italiani di ottenere successi nelle varie discipline sportive negli ultimi anni?
"È una domanda interessante perché spesso si tende ad attribuire automaticamente i successi sportivi al presidente del CONI, quando in realtà il sistema è molto più complesso. La risposta breve è:
Malagò ha contribuito a creare alcune condizioni favorevoli, ma non esiste una singola riforma che spieghi l'esplosione dei risultati italiani.Tra il 2013 e il 2025, durante la sua presidenza, l'Italia ha ottenuto risultati senza precedenti: record di medaglie a Tokyo 2020 (40), ottimi risultati ai Mondiali e agli Europei in numerose discipline e una crescita della competitività in sport dove storicamente non era dominante. Questo però è stato il frutto di fattori accumulati in molti anni.
Le principali iniziative attribuibili alla sua gestione sono:
1. Maggiore coordinamento della preparazione olimpica
Il CONI ha rafforzato il ruolo dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, aumentando il supporto scientifico agli atleti:
fisiologia;
nutrizione;
biomeccanica;
analisi dei dati;
psicologia sportiva.
Non era una novità assoluta, ma durante la sua presidenza questi servizi sono stati resi più sistematici per le federazioni olimpiche.
2. Difesa dei finanziamenti allo sport di alto livello
Malagò è stato molto attivo nel cercare di mantenere elevate le risorse destinate alla preparazione olimpica, anche durante le riforme che portarono alla nascita di Sport e Salute. Arrivò perfino a scontrarsi con il Governo quando riteneva che l'autonomia del CONI fosse messa a rischio, sostenendo che ciò avrebbe potuto creare problemi con il CIO.
3. Maggiore autonomia alle federazioni
Piuttosto che accentrare tutto al CONI, la sua gestione ha lasciato molto spazio alle federazioni sportive, premiando quelle che presentavano programmi tecnici credibili.
Questo ha favorito federazioni come:
atletica;
ciclismo;
nuoto;
scherma;
tiro;
canoa;
arrampicata;
ginnastica.
In molti casi sono state proprio le federazioni a sviluppare i programmi vincenti.
4. Riforma della giustizia sportiva
Una delle riforme più concrete fu la creazione del Collegio di Garanzia dello Sport, una sorta di "Cassazione" dello sport italiano, insieme alla revisione dei codici di giustizia sportiva per rendere più uniforme il sistema disciplinare. Questa riforma riguardava la governance più che i risultati agonistici.
5. Rafforzamento del marketing e delle risorse del CONI
Durante la sua presidenza vennero incrementati gli introiti da sponsorizzazioni e razionalizzati alcuni costi della struttura, cercando di compensare la scarsa crescita dei contributi pubblici.
Ma è davvero merito suo?
Qui il giudizio diventa più sfumato.
Molti studiosi dello sport sottolineano che il boom italiano nasce soprattutto da fattori come:
programmi giovanili iniziati già negli anni 2000;
lavoro degli allenatori federali;
continuità tecnica nelle federazioni;
sistema dei gruppi sportivi militari (Fiamme Gialle, Fiamme Oro, Carabinieri, Aeronautica, Esercito), che garantisce agli atleti uno stipendio e la possibilità di allenarsi a tempo pieno;
ricambio generazionale di atleti eccezionali.
Ad esempio:
l'atletica che ha prodotto Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi è stata costruita soprattutto dal lavoro della federazione e del direttore tecnico;
il nuoto era già in crescita prima del 2013;
la scherma era una potenza mondiale da decenni.Le critiche
Anche durante la sua presidenza non sono mancate le critiche:
l'impiantistica sportiva italiana è rimasta spesso inadeguata;
la pratica sportiva di base non è cresciuta quanto i risultati dell'élite;
molti atleti continuano a dipendere dai corpi militari perché manca un vero professionismo in numerosi sport;
alcune federazioni hanno denunciato una distribuzione delle risorse non sempre ottimale.
In conclusione
È probabilmente eccessivo dire che Malagò abbia "creato" il successo dello sport italiano. Più corretto è affermare che:
ha garantito una certa stabilità istituzionale;
ha difeso il modello olimpico italiano e le sue risorse;
ha favorito un'organizzazione più efficiente del CONI e del supporto agli atleti.
I successi, però, sono stati soprattutto il risultato del lavoro delle federazioni, dei tecnici, del sistema dei gruppi sportivi militari e di una generazione di atleti particolarmente forte. In altre parole, Malagò è stato un importante facilitatore del sistema, ma difficilmente può essere considerato l'unico artefice del "miracolo sportivo" italiano.fate vobis...