HO SMASCHERATO MOGGI
E OGGI AIUTO DE MAGISTRIS.
PER CAMBIARE NAPOLI
IL COLONNELLO DEI CARABINIERI AURICCHIO INDAGÒ SU CALCIOPOLI, ORA È CAPO DI GABINETTO DEL NEOSINDACO. «SIAMO COME IGIACOBINI DEL 1799. MA, PER QUANTO CI RIGUARDA, NOI PROVEREMO A VINCERE»
di PATRIZIA CAPUA
NAPOLI. Ha condotto le indagini dell’inchiesta
Why not a Catanzaro; nel Lazio si è occupato
della clinica degli aborti clandestini legata alla famiglia Spallone; in Calabria ha lavorato per
anni sulla ‘ndrangheta; per il grande pubblico però è il tenente
colonnello dei carabinieri che ha incastrato Luciano Moggi. E
proprio in questi giorni, mentre si riapre la ferita dolorosa e
controversa di Calciopoli, sulle intercettazioni che riguardano
Giacinto Facchetti e le responsabilità dell’Inter, il suo nome è
in prima linea nelle cronache politiche napoletane.
Attilio Auricchio, classe 1970, di Casoria, è infatti l’amico che il neosindaco di Napoli Luigi de Magistris ha scelto come suo capo di gabinetto. Adesso, il superinvestigatore
di Calciopoli, l'inchiesta condotta dal pm Pino
Narducci, oggi assessore alla Sicurezza della giunta partenopea,
tutte le mattine parcheggia la sua piccola Chevrolet a gas nel
cortile di Palazzo San Giacomo. Un filo rosso unisce questi personaggi. «Il legame è soprattutto con Luigi» spiega Auricchio
«ed è nato in Calabria per vicende che ci hanno formato e ci
hanno fatto entrare in sintonia da subito. Ci siamo trovati, sulla strada, poteri spesso carsici che seguivano percorsi alternativi alla Costituzione...».
Ora gli impegni sono Napoli e il suo groviglio di insidie.
Auricchio, però, è tranquillo: «Sono un soldato,
ho scelto un’unica via: combattere». Scuola militare
Nunziatella nel triennio 85-88, liceo scientifico, Accademia
militare di Modena e Scuola ufficiali dei Carabinieri
a Roma, laurea in Giurisprudenza alla Sapienza,
è sposato con Daniela, romana, 37 anni, avvocato civilista, e
ha tre figli maschi: tra i 4 anni e i 17 mesi.
«Sono in aspettativa con il placet del comandante dell’Arma, il generale Leonardo Gallitelli. Ho fatto una scelta impegnativa,
sul piano professionale e privato. Lasciare la famiglia a Roma è
un prezzo più alto dei tagli al bilancio che dovrà fare qui l’assessore Realfonzo. Luigi ha bisogno di persone capaci, di unità di visione.
Ci capiamo al volo, è stato così nelle inchieste più complesse
Condividere i rischi ti dà coraggio, e in questa avventura ce
ne sono tanti».
Due ex pm e un ufficiale dei carabinieri. Li hanno chiamati
subito «la giunta delle manette». Una definizione
troppo cattiva? «L’attività giudiziaria è distruttiva:
noi, invece, vogliamo costruire l’azione amministrativa.
C’è da rimettere tutto in moto».
Sul tavolo Auricchio ha tre libri: il manuale
della Riforma Brunetta, La peste, il dossier sull’affaire
rifiuti pubblicato dal neo assessore Tommaso Sodano, e Il
resto di niente di Enzo Striano, sulla rivoluzione
napoletana del 1799. «Sono appassionatissimo
della storia della città e la mattina, quando
arrivo in ufficio, guardo la lapide di marmo nell’androne di palazzo San Giacomo che ricorda i martiri del ’99. Per me ora è come vivere quella rivoluzione. Siamo un po’ i
“nuovi giacobini” di Napoli. Speriamo però di durare un po’ di più e, soprattutto, di non fare la stessa fine...».
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ha parlato uno dei vassalli
gli chiedono spiegazioni sul doppiogioco e lui pontifica e fa lo gnorri,dove l'ho gia' vista questa scena?
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INTER-JUVE-CALCIOPOLI 2: LA NON STOP SUL MATCH DELL’ESTATE
Venerdì 15 luglio 2011 (-3)
Ecco perché il Consiglio Federale si dichiara non competente: il documento
“Il Consiglio Federale della Figc è un organo politico, non un organo di giustizia”. Questo è il nocciolo della questione, anche se è un nocciolo multiplo. Un altro punto molto interessante, inerente al fatto sul perché e per come quello scudetto finì all’Inter, la conferma che il commissario straordinario Guido Rossi procedette all’assegnazione del titolo all’Inter anche per avere una legittimità di fronte all’Uefa, cui “inviò la classifica finale post sentenze di Calciopoli”. Con lo scudetto all’Inter e la Juventus in serie B. E poi ancora la barriera della prescrizione, il problema delle telefonate “scomparse” e infine un’apertura verso la soluzione Della Valle, un grande tavolo di confronto che stabilisca un nuovo punto di partenza del calcio italiano. In ogni caso Abete e la Federcalcio rifiutano in assoluto il concetto di decisione alla Ponzio Pilato o di non-decisione. Piutto è una “decisione di rispettare le norme vigenti”.
Al di là di qualsiasi opinione – la mia è nota e l’ho espressa più volte – la decisione di non riaprire il caso dello scudetto 2006 assegnato all’Inter – quella che tutti abbiamo chiamato non decisione – è basata su un documento della Federcalcio di circa 3 pagine, suddiviso in una quindicina di punti, in parte già anticipato dai giornali di oggi, in cui si individuano un 70% di motivazioni giuridiche e un altro 30% di considerazioni politiche. Sulla base del quale il presidente Giancarlo Abete e i presidenti delle varie componenti della Federcalcio hanno sostanzialmente dichiarato la non competenza della Figc sul caso.
Ecco tutti i motivi espressi nel documento in questione, una specie di promemoria che riassume il lavoro di “istruzione” della pratica da parte dei legali interpellati e le considerazioni dei consiglieri stessi. Ho inserito dei piccoli titoli per una miglior comprensione, alcuni punti sono riportati per esteso, altri sintetizzati.
1 – La prescrizione - “La prescrizione è scattata il 30 giugno 2007 ; il rinvio a giudizio della magistratura ordinaria è arrivato successivamente,il 9 luglio 2007”.
2 – La provenienza delle nuove prove –“Le “telefonate Inter” sono state recuperate e portate all’attenzione del Tribunale di Napoli dai legali di Luciano Moggi (imputato) che ne hanno chiesto l’acquisizione agli atti del processo; la Juventus non ha mai cercato quelle telefonate o chiesto di poter entrare in possesso di quelle trascrizioni”.
3 – I tempi dell’inchiesta di Palazzi – “Il procuratore federale Palazzi ha potuto acquisire e disporre delle trascrizioni delle “telefonate Inter” … solo a partire dal 21 aprile 2010,quando il tribunale di Napoli le ha validate e acquisite agli atti; non avendo ovviamente (e giustamente) le intercettazioni telefoniche tra i suoi strumenti di indagine, l’organo inquirente della FIGC poteva operare solo su trascrizioni e atti messi a disposizione da Polizia giudiziaria e Pubblico ministero di Napoli”.
4 – L’apertura dell’inchiesta – “Su questo secondo filone di Calciopoli, Palazzi aveva già aperto l’inchiesta sportiva il 1° aprile 2010 in relazione ai primi articoli di giornale che però non sono ovviamente prove e non possono essere assunti come prove nemmeno in un giudizio sportivo”.
5 – Non solo l’Inter – “Nella relazione finale di Palazzi non c’è solo l’Inter : vengono analizzate e si conclude con l’archiviazione per prescrizione anche nei confronti di altre 8 società ( Cagliari, Chievo, Palermo, Udinese, Vicenza, Empoli, Livorno, Reggina) e di tesserati 14 : Cellino, Luca Campedelli, Foschi, Spalletti, Gasparin, Governato, Corsi, Foti, Spinelli, Pairetto, Bergamo, Mazzei, Lanese).
6 – Il nodo della prescrizione – “La prescrizione è rinunciabile, ma allo stesso tempo è un diritto, sancito dall’ordinamento giudiziario, non solo sportivo”
7 – Scudetto non atto amministrativo, ma automatismo e la questione Uefa – “L’assegnazione dello scudetto non è un atto amministrativo (che potrebbe in ipotesi essere soggetto a revoca per autotutela); da sempre, scatta un automatismo come conseguenza e presa d’atto della classifica finale del campionato; in questo caso,per lo scorrimento della classifica dopo le penalizzazioni di Juventus e Milan; e infatti alla UEFA – anche ai fini dell’iscrizione delle squadre italiane alle Coppe europee – il commissario straordinario Guido Rossi inviò la classifica finale post sentenze di Calciopoli, con l’Inter al primo posto e la Juventus all’ultimo, quindi retrocessa in B”.
8 – Il Consiglio Federale non è un organo di giustizia sportiva – “Il Consiglio federale è un organo politico non di giustizia; nei principi fondamentali del CONI e nei recenti pronunciamenti dell’Alta Corte presso il CONI si esclude il potere sanzionatorio a carico di organi politici, riservando questa competenza agli organi della Giustizia sportiva”.
9 – La relazione di Palazzi, la scomparsa di Facchetti e il diritto alla difesa – “A proposito dei diritti della difesa e della impossibilità di riaprire un processo sportivo,non si può dimenticare che la relazione di Palazzi non è una sentenza, è un provvedimento requirente , di un rappresentante dell’accusa, l’equivalente di un pubblico ministero; e che nel caso in questione, è coinvolto anche un persona,Giacinto Facchetti, che non può difendersi perché purtroppo deceduta”.
10 – Perché non ci sarà nemmeno la censura – “Non avendo potere sanzionatorio,il Consiglio federale non può intervenire nemmeno con un provvedimento di censura : sarebbe in contraddizione con il suo ruolo e le sue attribuzioni di organo politico e non di giustizia”.
11 – La decisione Ponzio Pilato o come tutti dicono la non-decisione- “Nessun atteggiamento pilatesco o di non decisione. Con la delibera del Consiglio federale di lunedì 18 la FIGC prende una decisione : decide di rispettare le norme vigenti”.
12 – La forma della decisione – “Formale delibera di rigetto dell’esposto della Juventus : un provvedimento dai contenuti e con motivazioni giuridiche per tutelare la Federazione in eventuali successivi giudizi extrasportivi”.
13 – Il problema dell’inchiesta penale parziale o zoppa, con molte telefonate trascurate non evidenziate. “Sul piano delle valutazioni e delle posizioni politiche, non si può ovviamente non sottolineare l’estremo disvalore dell’intera vicenda di Calciopoli, ma richiamare anche il disagio determinato dall’andamento delle indagini della Polizia Giudiziaria: telefonate emerse solo in un secondo tempo (non trovate ? sottovalutate ? ritenute irrilevanti ? ) , in ogni caso portate alla luce solo dietro ricerca e su impulso degli avvocati di un imputato,all’epoca dei fatti Direttore generale della Juventus (Moggi) e per quei fatti condannato in primo e secondo grado dalla Giustizia sportiva alla radiazione,insieme all’allora amministratore delegato della società (Giraudo)”.
14 – La soluzione Della Valle. “Apprezzamento della FIGC per i contenuti dell’intervento di Della Valle (Fiorentina): chiudere una pagina non limpida del calcio italiano e favorire un clima di serenità, nell’interesse di tutti alla vigilia dei prossimi campionati”.
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leggere il punto 2,era la juventus che doveva chiedere le prove.......................la figc che si e' messa parte civile del processo dice che era la juve a chiedere le prove con borrelli che nel 2006 aveva detto di continuare a investigare...........................
non si fermano piu',non hanno limiti nel loro non senso della vergogna nel prendere per il #@*§ l'inteligenza della gente,colpa di moggi che non si fece i #@*§ suoi vero!!!!!!!!!!!!!!!
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punto 15,prendendo spunto da un intervento di delpy.........quando vogliamo possiamo,quando non vogliamo non possiamo,perche' non ce lo hanno messo come punto?
ma abbracciatevi tutti in un caldo abbraccio a festeggiate!!!!!!!!!!!!!!!!
