L’USCITA DI SCENA DI TACI E L’IMPORTANZA DEL PIANO ALTERNATIVO DI LEONARDI. MA DALLA NUOVA PROPRIETA’ SI ASPETTA CHIAREZZA E TRASPARENZA(gmajo) – Rezart Taci, ormai, non è più il patron ombra del Parma: lui e il suo stuolo di prestanome si apprestano ad uscire di scena dopo la girata unilaterale che, secondo indiscrezioni sarebbe avvenuta nella serata di ieri da un notaio di Codogno, di quelle stesse quote che la Dastraso Holdings aveva acquisito il 19 dicembre scorso dalla famiglia Pasotti-Ghirardi, pari al 66,5 circa di Eventi Sportivi, la società controllante al 90% il Parma F.C. Rezart Taci potrebbe aver maturato la convinzione di gettare la spugna lo scorso week end, probabilmente dopo aver constatato la difficoltà a mandare avanti il club ormai allo stremo dal punto di vista economico-finanziario e sempre più ultimo in serie A, magari senza l’apporto di quella componente russa che non si è mai materializzata. Contestualmente Pietro Leonardi, che dal novembre scorso StadioTardini.it sapeva avesse in animo una sorta di piano alternativo (che allora ribattezzammo Piano B) qualora qualcosa non avesse funzionato con il petroliere albanese, decideva di imprimere una decisa accelerazione alla clamorosa svolta, aprendosi al dialogo, favorito da Eupalla, con un nuovo soggetto presentatosi lo stesso giorno e interessato all’acquisto del club, di cui al momento non siamo in grado di fornire una precisa identità, pur risultandoci le buone intenzioni di risolvere da subito le principali problematiche e cioè il pagamento di tutte le mensilità arretrate di giocatori, dirigenti e tecnici, entro la dead line del 16 febbraio, data in cui non solo scadono le “obbligatorietà”, ma anche l’ultimatum dei giocatori, per evitare la messa in mora di massa. L’impegno della nuova-nuova proprietà potrebbe essere di circa 50 milioni di euro di qui al termine della stagione. Il board che scaturirà dovrebbe essere completamente italiano (Leonardi non dovrebbe avere incarichi di natura amministrativa, ma continuare ad occuparsi della parte sportiva), nonostante la società possa essere di diritto estero, sebbene collegata a un gruppo italiano. Nel giro di massimo dieci giorni (il tempo tecnico per la convocazione dell’assemblea dei soci che nominerà il nuovo cda), dunque, se non ci saranno intoppi che al momento restano imprevedibili il Parma avrà un nuovo presidente, il quarto dopo Ghirardi, e i tre supplenti di Taci (Doca, Giordano e Kodra). L’auspicio è che con questo nuovo passaggio di mano la tifoseria possa finalmente tirare un sospiro di sollievo, dopo le turbolenze degli ultimi mesi, con lo spettro del fallimento che continuava ad aleggiare, anche se proprio le ultime esperienze indicono a mantenere i piedi per terra fino a quando non saranno completamente espletati tutti i passaggi burocratici. E’ lecito aspettarsi, poi, il prima possibile, da parte dei nuovi venuti l’esposizione del piano industriale che sarebbe già stato predisposto, anche per superare la legittima diffidenza di chi, scottato dalle precedenti esperienze, prossime e remore, spera di non esser passato dalla padella alle braci. Chiarezza e trasparenza è quello che si è domandato invano a Taci (per il quale sembra proprio che il matrimonio con una squadra italiana non s’abbia da fare…) e che ci aspettiamo possa essere il primo gol dei nuovi (o il secondo, se il primo fosse l’anelato versamento nelle esangui casse di somme vitali). Gabriele Majo
StadioTardini.itSecondo me alla fine ci esce un gran bel film su questa storia, direi una bella trilogia
