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Il film da incubo che agita le notti interiste
Proprio come nel 1989, anche questa volta lo scudetto-record dei nerazzurri viene oscurato dai «cugini»
MILANO — L'interista è tale perché, anche quando tutto va bene, si chiede dove stia il trucco. Da mercoledì notte lo sa: ritrovandosi, da protagonista involontario, in un film già visto nel 1989: scudetto da record all'Inter, Coppa dei Campioni al Milan.Vivrebbero tutti felici e contenti, nel mondo delle fate e dei sindaci (Letizia Moratti: «Mi sento felicissima. È un grande successo per Milano, capitale del calcio»). Nel mondo sanguigno dei tifosi, invece, si soffre. È di nuovo così (si dice) per gli interisti: vincono lo scudetto con così tanto anticipo da farlo quasi dimenticare, e intanto gli altri si riprendono la Champions League. Riattizzando l'antico livore che (si dice) abbia ripreso a provare mezza Milano. Dove si starebbero passando (si dice) notti in bianco, perseguitati dai fantasmi di almeno dieci film diversi.
«ARRIVEDERCI, LIVORE, CIAO » — Trama: un tifoso interista ripensa a tutte le polemiche sul campionato, che l'Inter avrebbe stravinto solo perché «non c'erano avversari». Peccato che tra quelle 19 squadre di mezze calzette ci fossero anche i campioni d'Europa. Invece di contare le pecore, l'insonne ripassa i record battuti dall'Inter quest'anno: massimo punteggio; minor numero di sconfitte in trasferta; maggior sequenza di partite utili; miglior serie iniziale senza sconfitte; maggior numero di successi consecutivi, di vittorie complessive e di vittorie in trasferta. Si addormenta felice.
«LIVORE SENZA CONFINI» — Trama: un tifoso interista calcola a quanti punti di distacco sono arrivati, in campionato, i re d'Europa. Dopodiché ripensa ai derby di quest'anno, in particolare a quello vinto in rimonta dopo il gol di Ronaldo. Si addormenta due volte felice.
«INSONNIA DI LIVORE» —Trama: un astioso tifoso interista si rilegge ossessivamente i verbali delle telefonate di Meani ai guardalinee. Ma invece di addormentarsi, si irrita ripensando alla sentenza che aveva escluso il Milan dalla Champions. Alla fine ripiega sul dvd della Gazzetta dedicato a Giacinto Facchetti.
«UN LIVORE TUTTO SUO» — Trama: un saggio tifoso interista realizza che in fondo c'erano tempi in cui il Milan vinceva e nel frattempo l'Inter continuava a perdere: a volte per colpe altrui, altre per colpa sua, come in semifinale di Champions 2003 (con un doppio pareggio) o nei quarti di quella del 2005, quando tra vittorie del Milan e sconfitte dell'Inter c'era pure il peggiore dei possibili legami causa-effetto.
«MANUALE DI LIVORE» — Trama: un tifoso interista discute con gli amici al bar e tenta un'analisi tecnica della Champions 2007. Osserva che il Milan ha beccato un girone con Anderlecht, Aek e Lilla. Poi il grottesco Celtic, peraltro eliminato con fatica imbarazzante. Il malcapitato prova a chiedere quante volte quest'anno il Manchester Utd. ha giocato senza tutta la difesa titolare, com'è successo nella doppia sfida col Milan. E conclude che in Coppa la fortuna conta più che in campionato. Pirlo che centra Inzaghi fa vincere un derby (ottobre 2003). In Champions, ahia, la Coppa. Gli amici milanisti del bar lo deridono e fingono di ordinare una paella valenciana. Lui piange.
«LE CONSEGUENZE DEL LIVORE» — Trama: un tifoso interista sogna che l'antidoping scopra la strana sostanza che il dottor Scapagnini ha testato su Berlusconi facendogli credere di volergli regalare l'immortalità, quando tutti sanno che il vero destinatario dell'esperimento è Paolo Maldini.
«VOCE DEL VERBO LIVORE» —Trama: un tifoso interista politicizzato fa una scenata a un amico milanista e di sinistra. Quello balbetta frasi tipo «Ma ero milanista ben prima di Berlusconi», «Bisogna comunque riconoscere che è un grande presidente». Lui ribatte che l'amico è il simbolo dell'autolesionismo della sinistra. Poi se ne va fiero: dura è la vita da Cassandra.
«IL LIVORE NON VA IN VACANZA» — Trama: un tifoso interista metodico conserva i ritagli in cui i milanisti vip ironizzano sulla scarsa importanza del campionato (Abatantuono: «I titoli nazionali sono marginali, sono quasi campionati regionali»). Li tiene per l'anno prossimo, quando il Milan, senza penalizzazione, stravincerà lo scudetto. Juve permettendo, certo.
«IL LIVORE RITROVATO» — Trama: lo stesso tifoso conserva a parte il ritaglio con la battuta di Galliani: «Una passerella in bus per Milano? No. Noi vinciamo spesso, non ne abbiamo bisogno...». Poi ritaglia le foto del bus ieri in giro per Milano. Sperando, per il giorno in cui il Milan non sarà più berlusconiano, di ricordare i bei tempi.
«PANE, LIVORE E FANTASIA» — Trama: il medesimo tifoso riflette sulla dichiarazione del milanista Gianmarco Tognazzi: «Saluto tutti gli interisti che per l'ennesima volta si trovano dietro». In un flashback, si ricorda dei cori e del cartello esposto dai giocatori del Milan con il consiglio agli interisti di infilarsi lo scudetto in un certo posto. In un monologo, il protagonista ammette che gli interisti sono livorosi: poche vittorie, e sempre oscurate da quelle di cugini. Ma poi si chiede: perché i tifosi e i giocatori della squadra più vincente del mondo hanno sempre, come primo (e cattivo) pensiero i cugini sfigati? Il livore non è roba da sconfitti? Finale aperto, a scelta dello spettatore
Fonte: corriere.it
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