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The Dude
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rko90 ha scritto:
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Al max vi possono dare la Mitropa Cup


certo :sisi

più 7 Champions, 4 intercontinentali, 5 supercoppe europee, 2 coppe delle coppe, 17 scudetti, 5 supercoppe italiane e 5 coppe italia :asd :asd


Ray voleva dire che al massimo ci potremmo privare della Mitropa Cup :asd

d'altra parte, il resto dell'argenteria è ben al sicuro nel letto di Galliani :omg


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Primavera
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Pronti al Camaleonte Solido vs 2.0? :8)


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I segreti del preparatore Capanna
«Ci vuole fantasia. E' come l' America' s Cup: bisogna osservare il vento»
DAL NOSTRO INVIATO GIAMPIERO TIMOSSI VINOVO (TORINO)

La classe agraria va in paradiso. Perché marciando con la Juventus verso la Champions, devi far tappa in una scuola a picco sul mare, nel verde di Sant' Ilario, Levante genovese. «Per oltre trent' anni ho insegnato all' istituto professionale per l' Agricoltura, il Marsano. E ho imparato che, di solito, non esistono cattivi alunni, ma insegnanti che non sanno stimolare la loro attenzione. Lo stesso principio vale con i giocatori della Juventus, uomini e campioni straordinari».

Adesso Riccardo Capanna insegna con Claudio Ranieri, è il preparatore atletico della prima squadra. «Claudio mi chiamò l' 11 febbraio del 2007, allenavo i bambini della Nuova San Fruttuoso, a Genova. Faccio ancora fatica a crederci: prima a Parma, ora alla Juventus. Ho 62 anni, nessuno è più vecchio di me in serie A e serie B. Dico vecchio, perché non bisogna aver paura della parole».

Lui, al senso delle parole e al loro equilibrio, ha sempre fatto caso. Ha scritto 17 libri, da «Allenare oggi, le quattro regole d' oro» a «Teoria e metodologia della pallamano». I libri del prof stanno anche nello zaino di Giovanni Vaglini, il preparatore personale di Del Piero.

Il vento
La prima incursione nel mondo del calcio risale agli anni Novanta, allo Spezia. Lo invitò Claudio Onofri: «Mi colpì la sua capacità di abbinare tutte le esercitazioni fisiche all' aspetto pratico della gara». Ora, per raccontare come funziona il lavoro a Vinovo, Capanna spiega che la parola «metodo» non esiste, non con lui. Meglio tornare alla sua scuola sopra il mare: «Funziona come nell' America' s Cup, bisogna osservare i cambiamenti del vento e delle onde. E quando non c' è vento e non c' è mare bisogna cercare delle contromisure, con un po' di fantasia». I sempreverdi Poi usa un' altra immagine per dare un senso al complimento che da qualche tempo gli fanno in parecchi. Dicono: la cosa che colpisce subito nella Juve è la freschezza atletica dei suoi campioni. «Siamo abbronzati al punto giusto ». Prego? «E' un altro esempio. Che cosa dite a vostro figlio quando arriva il primo giorno in spiaggia? Fai attenzione, oggi resta al sole 10 minuti, così domani potrai starci un quarto d' ora e alla fine dell' estate giocherai in spiaggia tutto il giorno. In fondo funziona così: oggi possiamo stare al sole tutto il giorno». Abbronzatissimi come Nedved: «Vecchi? Ma non scherziamo, a 35 anni un uomo è nel pieno della vigoria fisica». Vogliamo parlare di Del Piero, anni 33? «Ale è uno di quegli uomini predisposti naturalmente per qualsiasi sport. Quelli che, quando sei a scuola, li tiri dentro per qualsiasi cosa. Basta vedere come gioca a pallacanestro. Un atleta che eccelle nel calcio». Uno che avrebbe 10 anche all' Agrario.


un mio amico juventino ieri mi ha chiamato e mi ha detto: "Spera solo che Ranieri non si porti appresso Capanna. In quel caso, ti sono vicino".
Lo scorso anno la Juve è stata bersagliata da infortuni muscolari più della Roma.

ho paura.



CON CAPANNA SI SUDA VOLENTIERI

“Il mio intendimento – spiega il Preparatore Atletico Riccardo Capanna – è quello di fare una tipologia di allenamento che venga accettata volentieri dai giocatori, che non si sentano obbligati a farlo. L’allenatore, stimandomi, non ha nulla da eccepire se anche propongo qualche esercizio con la palla, lo stesso i giocatori che potrebbero dirmi: Prof ci faccia correre, anziché farci giocare. Io cerco di fare delle proposte che sono pressoché sicuro che loro possano accettare volentieri, perché le sentono più vicine ai movimenti che fanno quando giocano. Ci sono attività che assomigliano di più al gioco del gioco, altre meno: io cerco di scegliere quelle che possono loro piacere di più, e che li coinvolgano emotivamente, anziché farli stancare e basta…”



Prof. Riccardo Capanna, come gestirete – a livello di preparazione atletica – queste due settimane che vi separano dalla partita con l’Inter?

“Seguiremo, in linea di massima, il nostro normale programma di lavoro, esattamente come se ci fosse la partita domenica. In più potremmo svolgere un allenamento simile a quello del martedì nella giornata di sabato, prima dei due giorni di riposo, proprio in funzione del fatto che rimarremo fermi due giorni. Poi riprenderemo martedì esattamente con la stessa tipologia di settimana. Causa condizioni meteo potrebbe esserci qualche problema nello svolgimento sul campo di alcuni esercizi, ma speriamo che il tempo si sistemi. Non faremo, come forse normalmente fanno altri, i richiami.”



Mister Ranieri aveva detto che avrebbe puntato molto sulla velocità…

“Dal punto di vista figurato, diciamo così, è giusto, perché il gioco del calcio è tenere quello che uno sa fare fino alla fine, e quindi faremo così. Il nostro è un problema soprattutto di resistenza alle azioni veloci, che sono anche la velocità. Per cui è giusto quello che vi ha detto il mister: cercheremo di arrivare in fondo con la velocità che si realizza all’inizio della partita. Il nostro scopo è quello di far sì che l’atleta possa fare quello che sa fare fino al 90’, che è un problema di resistenza, ovviamente.”



Nota dei progressi nella preparazione atletica della squadra?

“Ogni preparatore ha una sua filosofia che sviluppa secondo gli obiettivi, per cui non voglio assolutamente entrare nel merito del lavoro svolto dal collega che mi ha preceduto. Per quanto riguarda i nostri parametri posso dire che oggi entriamo nella sesta settimana di lavoro dal nostro arrivo: i ragazzi sono cambiati molto, come reazione all’attività che facciamo sul campo. Ora sono più pronti ad affrontare la seduta della giornata e più pronti il giorno dopo, in quanto sono riusciti, in qualche modo, a recuperare il lavoro precedente. Siamo avviati abbastanza bene, anche se l’allenamento si può sempre fare meglio, non ci si deve fermare mai. Io, poi, non sono mai contento e lavoro sempre in prospettiva futura…”



Chi vi segue ha l’impressione che i calciatori si preparino volentieri…

“Facciamo un esempio: per abbronzarsi uno può decidere di prendere quattro ore di sole il primo giorno, scottandosi e soffrendo, oppure esporsi gradatamente. Il mio intendimento è quello di fare una tipologia di allenamento che venga accettata volentieri dai giocatori, che non si sentano obbligati a farlo. L’allenatore, stimandomi, non ha nulla da eccepire se anche propongo qualche esercizio con la palla, lo stesso i giocatori che potrebbero dirmi: Prof ci faccia correre, anziché farci giocare. Io cerco di fare delle proposte che sono pressoché sicuro che loro possano accettare volentieri, perché le sentono più vicine ai movimenti che fanno quando giocano. Ci sono attività che assomigliano di più al gioco del gioco, altre meno: io cerco di scegliere quelle che possono loro piacere di più, e che li coinvolgano emotivamente, anziché farli stancare e basta…”



La mancanza dell’impegno agonistico influisce sul vostro lavoro?

“Se fossimo sicuri di vincere sarebbe meglio giocare e vincere: la partita è un bell’allenamento, non giocando si perde un bell’allenamento. In più conta molto l’aspetto psicologico: in questo momento credo che la pausa ci stia bene, perché ci consente di riprenderci un po’, possiamo fare un po’ i nostri conti, risistemare le settimane, dopo un periodo in cui abbiamo giocato anche a metà settimana. In pratica quando affronteremo l’Inter avremo fatto quattro settimane di lavoro normale, le due che sono passate e le due che ci separano da quella gara. Quindi abbiamo senza dubbio dei vantaggi…”


Come è nato il suo sodalizio con Ranieri?

“Con Ranieri ci conosciamo da quando lui aveva incontrato per la prima volta Roberto Sassi, che era stato il suo Preparatore Atletico prima di me. Io conosco Sassi dal 1980: siamo amici di famiglia, per cui, quando lui aveva iniziato a collaborare con Ranieri, io li ho sempre seguiti, andando a vedere, dovunque sono stati, anche all’estero. Claudio è una persona attenta, aperta, ascolta molto: sicuramente non è l’unico, ma lui ha proprio una forte propensione ad ascoltare.

Un po’ ci si conosceva, un po’ ci siamo parlati, un po’ io e Roberto Sassi ci siamo sempre confrontati: i lavori che io teorizzavo, Roberto li metteva in pratica e Claudio sapeva che erano fatti in equipe, probabilmente, così, si è rafforzata un po’ la stima e la conoscenza reciproca. Io, tra l’altro, scrivo e dopo 18 libri la gente un po’ mi conosce, ma la sua chiamata è stata una sorpresa, non le l’aspettavo: Claudio, ovviamente, avrebbe potuto scegliere chi voleva, ma io sono stato molto contento, anche perché in Serie A non avevo mai allenato, cosa, invece, che avevo fatto in Serie B, C, D e nelle giovanili. E’ un’esperienza più che positiva, anche perché giorno per giorno si impara sempre, e a me piace imparare. Anche dai giocatori…”

cds


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annamo bene... nn ero a conoscenza di questo signore, ma vedo che i tifosi juventini lo conoscono bene)...

e pensare che in tutta questa storia L'UNICA nota positiva che mi ero sforzato di trovare era che cambiando lo staff, forse i nostri problemi di inforuni si sarebbero risolti... dio ci odia.


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noodles ha scritto:
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:ahsisi

jana :commosso


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Capanna, da Scoglio a Ranieri 'Vi racconto i segreti della Juve'

Repubblica — 16 ottobre 2007

A febbraio dello scorso anno era al settore giovanile della Nuova San Fruttuoso, ora è alla Juventus stretto collaboratore di Claudio Ranieri. Quella di Riccardo Capanna sembra la storia di un film di Frank Capra, una sorta di sogno americano che si avvera. Dopo una gavetta che pareva interminabile, è finalmente arrivato, all' età di 61 anni, il giusto riconoscimento alle proprie qualità. La favola inizia lo scorso 12 febbraio con una telefonata di Ranieri: «Ho firmato per il Parma, vuoi venire a lavorare con me?». Il tempo di fare la valigia ed era già in macchina. Con Ranieri c' è una conoscenza che dura 15 anni attraverso Roberto Sassi, collega e amico di Capanna. Sassi era il preparatore atletico di fiducia di Ranieri, insieme avevano lavorato alla Fiorentina ma anche al Valencia e al Chelsea. Ma quando Ranieri era rimasto senza panchina, Sassi ha accettato la proposta della Sampdoria e lo scorso anno è entrato nello staff di Novellino (ora però con Mazzarri è stato "retrocesso" al settore giovanile). Capanna e Sassi sono due luminari per quanto riguarda la preparazione atletica. Diciotto le pubblicazioni di Capanna, quindici quelle di argomento esclusivamente calcistico. E alcuni titoli, come "Il computer in panchina" o "I muscoli al servizio di sua maestà il cervello", danno l' idea di una dedizione totale alla materia. Anche perché un preparatore atletico che non sia integralista e che non sia convinto al cento per cento delle sue teorie non può essere un buon preparatore. «E quante discussioni - racconta Capanna - con Sassi a tavola sino a tarda notte, molte delle quali proprio con Ranieri interessatissimo spettatore». Perché capitava che le rispettive posizioni, anche se molto simili, non sempre combaciassero. è capitato anche che, per divergenze di opinioni, il professor Capanna, con tutto il suo bagaglio di pubblicazioni, al Pio venisse solo utilizzato per sistemare i "cinesini" sul terreno di gioco. «è successo nel periodo di Scoglio che, si sa, voleva gestire tutto in prima persona, preparazione compreso. Prima, invece, con Onofri avevo più che carta bianca. E lo stesso succede ora alla Juventus con Ranieri. Accetta al cento per cento le mie metodologie di lavoro, mi sostiene: lavorare con lui è il massimo per chi fa il mio mestiere». Capanna spiega di aver da tempo eliminato dalla sua metodologia di lavoro la parte cosiddetta "a secco", vale a dire l' attività puramente atletica. «Ho i miei convincimenti e ci sono arrivato dopo anni di studi - confida - Cerco di proporre attività che permettano ai giocatori di fare quei movimenti che poi saranno chiamati ad effettuare durante la partita: finte, ripartenze, frenate, scatti e via discorrendo. E, attenzione, la palla è importante, però non è detto che debba essere sempre presente. In una partita un calciatore è a contatto con il pallone solo pochi minuti, tutto il resto sono movimenti senza palla ma comunque specifici di un giocatore di calcio e dunque la tecnica di allenamento deve adeguarsi». Assicura che Ranieri è proprio come appare a chi non lo conosce e lo vede imperturbabile in panchina. Una sorta di lord inglese che però è nato al Testaccio, uno dei quartieri più sanguigni di Roma, dove la mamma Renata aveva sino a pochi anni fa una rinomatissima macelleria. «Ranieri è così, non recita. E anche per questo lavorarci assieme è estremamente piacevole. Parlo per me, ma anche per i calciatori. è educato, rispettoso e sa anche essere psicologo. Conosce i giocatori e sa come prenderli. Tratta tutti con estrema correttezza e all' ambiente ha trasmesso un' allegria di fondo che permette di lavorare con serenità ma anche con estrema professionalità». Capanna rivela poi che nel gruppo di lavoro della Juventus c' è un altro personaggio di grande valore che agisce nell' ombra. «è Christian Damiano, il secondo di Ranieri. è francese, ha lavorato per anni con la federazione del suo paese, allevando campioni come Trezeguet ed Henry. Ha grande esperienza e la didattica applicata al calcio è il suo forte. Siamo uno staff molto affiatato, lo abbiamo dimostrato a Parma, quella salvezza è un piccolo miracolo. E non va dimenticato il preparatore dei portieri Giorgio Pelizzaro, ex numero della Sampdoria negli anni 70». Alla Juventus ha poi ritrovato Criscito che aveva già avuto nel settore giovanile del Genoa: «Mimmo è un fuoriclasse, dategli un po' di tempo ed esploderà, anche perché ha ancora margini altissimi di miglioramento». E quella carenza toracica che sembra un handicap per chi come lui gioca in difesa? Evidentemente certi miracolosi sviluppi muscolari di un passato bianconero nemmeno troppo remoto fortunatamente non avvengono più. «Per Criscito c' è un tabella speciale di rafforzamento con il lavoro in palestra come già faceva lo scorso anno nel Genoa. Un paio di chili li ha già messi su, ma ci vuole pazienza. E, poi, credete non sarà certo un problema di muscoli ad impedire ad un fuoriclasse come Mimmo di imporsi». Dopo 35 anni passati ad insegnare educazione fisica, il professor Capanna era andato in pensione lo scorso anno. Prima della telefonata di Ranieri, si godeva la sua casa di Sant' Ilario, per tenersi in forma correva tutte le mattine lungo l' Aurelia e teneva lezioni alla facoltà di Scienze Motorie ("grazie alla vicinanza con Torino ho potuto non interrompere il mio rapporto con l' università"). A Genova era arrivato nel 1971 da Ferrara, insieme alla moglie Egle, lei pure insegnante di Educazione Fisica. In gioventù aveva corso i 400 ad ostacoli. Poi si era dato alla pallamano, allenatore e preparatore atletico. Ma anche alla pallanuoto (il figlio Michele gioca in A2 nel Camogli). Le prime esperienze con il calcio risalgono al 1988: «Fu Talami a volermi come preparatore all' Entella». Poi l' incontro con Onofri e Gorin e gli anni allo Spezia, alla Massese e al Genoa. -
GESSI ADAMOLI

http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... greti.html


Cita:
LUGLIO/AGOSTO 2008

Trezeguet = trauma distorsivo al ginocchio destro
Chiellini = distorsione al ginocchio sinistro con stiramento del collaterale mediale
Marchionni = distrazione muscolare al terzo superiore della coscia destra
Zanetti = distrazione muscolare al terzo superiore della coscia destra
Zebina = tendinopatia

SETTEMBRE

Camoranesi = contusione con un minimo movimento distorsivo contro lo Zenit
Del Piero = leggero stress al legamento collaterale mediale del ginocchio destro
Trezeguet = tendinopatia al ginocchio destro
Buffon = elongazione muscolare a livello del lungo adduttore della coscia destra;
Legrottaglie = affaticamento muscolare (salta la sampdoria)
Legrottaglie = stiramento di primo grado al muscolo bicipite femorale della coscia destra subito contro il Bate
Iaquinta= elongazione al retto femorale della coscia sinistra subita con il Bate (salta il Palermo)

OTTOBRE
Buffon = lesione di primo/secondo grado all'adduttore destro
Camoranesi = lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia destra
Mellberg = infiammazione acuta all'adduttore lungo della coscia destra, senza lesioni muscolari
Tiago = elongazione al retto femorale sinistro.
Marchisio = una distorsione tra il primo ed il secondo grado alla caviglia sinistra
Poulsen = distrazione muscolare che interessa l'inserzione prossimale del retto della coscia
De Ceglie = distorsione alla caviglia sinistra,
Grygera = contrattura al flessore della coscia sinistra
Salihamidzic = peritendinite achillea sinistra acuta.
Del Piero = botta al gluteo rimediata contro il Real
Legrottaglie = affaticamento muscolare
Knezevic = grave distorsione del ginocchio sinistro

NOVEMBRE

Manninger = fastidio alla schiena (salta solo la gara con la nazionale)
Tiago = distorsione al ginocchio sinistro contro l'Inter
Iaquinta = dolore alla regione cervicale della colonna vertebrale (salta due gare)
Camoranesi= lussazione acromion claveare destra di primo grado,subita contro la Reggina

DICEMBRE

Del Piero = affaticamento muscolare alla coscia destra
Nedved = esce contro il Milan per il riacutizzarsi di un precedente fastidio muscolare: soffre di un'infiammazione all'inserzione del bicipite femorale sinistro
Iaquinta = affaticamento muscolare alla coscia destra (salta l'ultima gara dell'anno)

GENNAIO

Salihamidzic = dopo l’amichevole di Messina contro il Monaco ha accusato nuovamente fastidio al tendine d’Achille sinistra
Chiellini = affaticamento muscolare al flessore sinistro
Iaquinta = affaticamento muscolare (non ben specificato comunque)
Manninger = contusione al ginocchio sinistro nello scontro con Pandev nel finale di gara.
Del Piero = contusione al ginocchio destro
Zanetti = contusione alla caviglia destra
Giovinco = fuori una gara per un botta al polpaccio
Zanetti = distrazione di secondo grado del muscolo semimembranoso della coscia sinistra
Chiellini = edema infiammatorio alla regione inferiore del bicipite femorale sinistro

FEBBRAIO

De Ceglie = infrazione della quarta e della sesta costa destra e frattura completa della quinta costa dello stesso lato.Tale frattura ha determinato un modesto passaggio di aria nel cavo pleurico che prende il nome di pneumotorace traumatico
Marchisio = salta il Catania e la nazionale per affaticamento Muscolare
Sissoko = contusione/distorsione al piede
Trezeguet = salta la sampdoria per affaticamento muscolare
Camoranesi = frattura della nona costa sinistra

MARZO

Grygera = salta il derby per un pestone rimediato con la Lazio
Sissoko= frattura al quinto metatarso del piede sinistro
Amauri = lesione miotendinea prossimale del retto femorale della coscia destra
Manninger = distrazione muscolare di primo grado al gemello interno del polpaccio della gamba destra
Marchionni = affaticamento muscolare
Trezeguet = affaticamento muscolare alla coscia destra
Chiellini = frattura delle ossa proprie del naso
Legrottaglie = botta al ginocchio sinistro
Marchisio = dolore al ginocchio destro conseguente ad un trauma contusivo/distorsivo
durante la partita con il Napoli
Nedved = trauma al torace (chelsea)
Ekdal = infortunato (per cosa? ndr)

APRILE

Grygera = affaticamento al gemello mediale della gamba destra
Sali = distorsione al ginocchio destro con lesione del corno posteriore del menisco mediale
Zanetti = lieve dolore sciatico a sinistra (salta l'Inter)
Chiellini = distrazione muscolare
Knezevic = contusione alla caviglia
Marchisio = stiramento dell'otturatore interno,vicino al gluteo destro
Tiago = affaticamento muscolare

MAGGIO

Molinaro = ematoma nella regione perirenale sinistra in conseguenza di una malformazione vascolare congenita
Marchisio = affaticamento muscolare della coscia sinistra
Grygera = forte contusione al piede subita nella gara contro il Milan
Grygera = distrazione muscolare al bicipite femorale della coscia sinistra
De Ceglie = problemi alla caviglia


Immagine


http://www.vecchiasignora.com/index.php ... panna&st=0




Cita:
RICADUTE DOPO GLI ULTIMI KO SOTTO ACCUSA MEDICO E PREPARATORE

Juventus croce rossa Si deve capire perché

Zanetti fuori due mesi, timori-Chiellini


http://archiviostorico.corriere.it/2009 ... 2094.shtml


Tutto ciò nonostante AGRICOLA!!!!



HO PAURA


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Cita:
d'altra parte, il resto dell'argenteria è ben al sicuro nel letto di Galliani Uhm


notizia confermata da Ancelotti nel suo libro :asdrulez


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:asd :asd Jana se sta a cagà in mano


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Mercoledì 02 Settembre 2009 Chiudi
ROMA - Walter Mazzarri, allertato da Rosella Sensi per prendere il posto di Luciano Spalletti, è arrivato a Roma lunedì sera. Ha preso alloggio all’hotel H10 Roma di via Blaserna 101, si è chiuso in camera in attesa di un’ulteriore convocazione da Trigoria o Villa Pacelli e ha cominciato a fumare una sigaretta dietro l’altra. Intorno alle 21, ha chiamato un taxi per andare a cena in un locale del centro. Sceso nella hall dell’albergo, ha trovato ad attenderlo il taxi Como 8. Mi porti al ristorante Maccheroni, in piazza delle Coppelle, ha ordinato l’ex allenatore della Sampdoria. Pronti, via. Riconosciuto dal tassista, Mazzarri ha parlato un po’ della Roma, ha chiesto informazioni sulle case dell’Eur («Mi piacerebbe una con il cancelletto sul giardino. Sa, a Genova ne avevo una così...») poi, arrivato a destinazione, ha salutato, pagato il conto e stretto la mano al tassista, di purissima fede giallorossa. «Alla Roma ci penso io, tranquillo...».
Ieri sera, dopo il sì di Ranieri, Mazzarri ha mollato l’H10 e se ne è tornato a casa. Alla Roma ci penserà un’altra volta. Forse.
M.F.

il Messaggero

:rofl :rofl :rofl :rofl :rofl

pero porca #@*§, che smaltita!
Ma ve rendete conto del rischio?


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MessaggioInviato: gio 3 set 2009, 0:30 
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Un rischio ALTISSIMO... :asd :asd


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