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MessaggioInviato: gio 4 set 2025, 21:13 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
Alle ore: 15:19
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Io direi in primis i media che hanno riportato la notizia in maniera colpevolmente incompleta nella fretta di sparare il titolone in prima pagina, sia cartacea che video...

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"Dopo aver stretto la mano a un milanista corro a lavarmela. Dopo averla stretta ad uno juventino, mi conto le dita". Avv. Prisco


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MessaggioInviato: ven 5 set 2025, 11:15 
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Reg. il: mar 20 set 2016
Alle ore: 3:10
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Caso Collegno, la Figc ci ripensa: il portiere picchiato non andrà a Coverciano

https://www.gazzetta.it/Calcio/altri-ca ... iano.shtml

Eccallà. D'altronde non poteva (e non doveva) essere diversamente....


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MessaggioInviato: ven 5 set 2025, 11:53 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
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Dalle mie parti si dice "c'ha manghess pir' "(tradotto: ci mancherebbe pure).

A Coverciano semmai devono invitare l'altro ragazzino picchiato.

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Giorgio Chinaglia

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MessaggioInviato: ven 5 set 2025, 12:32 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
Alle ore: 15:19
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ma se invece a coverciano non invitassero proprio nessuno e si preoccupassero di cose piu importanti, tipo concentrarsi sulle qualificazioni ai prossimi mondiali?

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MessaggioInviato: ven 5 set 2025, 15:23 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
Alle ore: 9:23
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Ah beh fosse per me...

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MessaggioInviato: mer 10 set 2025, 13:14 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Morto Paul Baccaglini: la Iena ex presidente del Palermo si sarebbe suicidato in casa

Aveva 41 anni e nel 2017 trattò l'acquisto del club rosanero con Zamparini: la trattativa però era poi naufragata per "mancanza di coperture finanziarie"

Paul Baccaglini è morto. L'imprenditore italo-americano, ex inviato della trasmissione televisiva 'Le Iene' ed ex presidente del Palermo, è stato trovato senza vita dalla compagna nella sua abitazione di Segrate. Al vaglio degli inquirenti c'è l'ipotesi del suicidio, ma sarà l'autopsia delle prossime ore a chiarire ogni dubbio. Baccaglini aveva 41 anni ed era balzato agli onori delle cronache nel 2017, quando aveva iniziato una lunga - e controversa - trattativa per l'acquisto del Palermo.

Nato a Chicago, Baccaglini ha vissuto i suoi primi anni negli Stati Uniti prima di trasferirsi - ancora bambino - a Padova insieme alla madre, di cui portava il cognome. In Italia ha prima tentato la carriera da cestista, giocando come guardia e arrivando fino alla Serie B, per poi virare in maniera decisa verso il mondo dello spettacolo per quella che, a conti fatti, era la sua vera vocazione. Speaker radiofonico per Rtl 102.5, poi inviato di punta della trasmissione 'Le Iene', Baccaglini si era distinto per il suo stile incalzante nell'intervistare i politici, oltre che per i suoi innumerevoli tatuaggi. Conclusa l'esperienza televisiva, era entrato nel mondo della finanza: nel suo curriculum da trader la creazione di due fondi di investimento, che sarebbero dovuti diventare - nelle sue intenzioni - la chiave (e la garanzia) per la sua scalata al mondo del calcio.

la trattativa per il palermo— Nel marzo 2017 Maurizio Zamparini, all'epoca presidente del Palermo, lo aveva presentato alla stampa, tra lo stupore generale, come suo successore alla guida del club rosanero. Dopo le strette di mano e i sorrisi di rito, Zamparini aveva annunciato la firma di un precontratto per il passaggio di società, che si sarebbe poi formalizzato nei mesi successivi. Come atto di fiducia, Baccaglini - a cui i suoi ex colleghi delle Iene avevano tatuato l'aquila rosanero sul petto durante un blitz - era stato anche nominato presidente del club. Invece i mesi passavano e le firme non arrivavano mai. A luglio Zamparini respingeva ufficialmente l'offerta che avrebbe formalizzato il closing per "mancanza di sufficienti coperture finanziarie" e lo stesso Baccaglini dava le dimissioni da presidente del club, alimentando più di un dubbio sulle sue reali disponibilità finanziarie. Successivamente, Zamparini aveva spiegato che "Baccaglini voleva prendersi il Palermo con 20 milioni e a rate" e che "dietro di lui c'era il nulla". Una grande illusione per la gente di Palermo, a cui era già stato prospettato un futuro ricco di vittorie e soddisfazioni. E che lo aveva accolto con uno striscione a tutta curva: 'Benvenuto Paul, diamo luce ai nostri colori'.

https://www.gazzetta.it/calcio/squadre/ ... anni.shtml

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MessaggioInviato: dom 2 nov 2025, 17:39 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Allegri, Pasolini, la filosofia e lo champagne: addio a Galeone, maestro di calcio amato da tutti

Aveva 84 anni, vinto da una lunga malattia. Liedholm e Cruijff fonte di ispirazione, la sua filosofia di gioco croata per passione e olandese per vocazione all’attacco. A Pescara a fine allenamento pizzette e champagne. Scoprì il primo Gattuso. Anche Gasperini, Leo Junior e Sliskovic tra i suoi preferiti

“La morte non è niente, sono solamente passato dall’altra parte, è come se stessi nella stanza accanto”. Giovanni Galeone potrebbe aver sussurrato queste parole alla moglie gay, anticonvenzionale e ironica quanto lui, prima di chiudere la sua esperienza in questo mondo. Aveva 84 anni, tante storie da raccontare, molti amici, alcuni detrattori, ma erano di più gli amici sinceri e affezionati, e in fondo anche i detrattori gli volevano bene: per la sua coerenza, per i modi signorili che ne facevano un grillo parlante mai sgradevole. Il Gale se n’è andato a Udine, una delle città della sua vita, dopo una malattia che lo ha tormentato, ma che ha saputo domare a lungo.

un calcio diverso— Il suo è stato un calcio diverso, croato per passione e olandese per vocazione all’attacco. Era nato a Napoli da padre ingegnere: famiglia benestante, madre amante della letteratura. Al giovane Gale piacevano tanto Sartre e altri scrittori e filosofi, ma anche il pallone: cresciuto a Trieste nel quartiere di Servola, amava ricordare di quando si divertiva per strada, come si usava una volta. “Allora non giocavamo mai con quelli di città, eravamo troppo più forti. Poi sono arrivati i profughi che venivano dalle nostre parti e con il pallone facevano qualsiasi cosa. Giocavamo scalzi, come fra scugnizzi. Logicamente questo non si fa più, ma è stato allora che mi sono innamorato dei croati e del loro calcio fantasioso”. Ricordava il mondo del dopoguerra, il Gale, senza farsi mai prendere oltremisura dalla nostalgia. Era andato via da casa per amore del pallone quando era ancora adolescente, ma sapeva di aver potuto fare tante cose perché alle spalle aveva una famiglia che poteva appoggiarlo. Lo hanno considerato a lungo un intellettuale, meglio uno chansonnier del calcio, eppure non si è mai dato arie tipo “ora vi spiego le cose”. Ridacchiava di chi si aggroviglia con i numeri e i sistemi di gioco senza mai risultare supponente. Punzecchiava, certo, con arguzia. Guardava indietro, ma era un uomo moderno. Aveva il calcio nelle ossa, quello passato, presente e anche futuro. Aveva sempre da nominare qualche giocatore che neppure i giornalisti più informati sapevano bene chi fosse. Era un esteta con i piedi per terra.

champagne e almodovar— Dei suoi modelli come allenatore si sa: Liedholm, Cruijff. Si sa anche tutto della sua carriera brillante ma mai ai vertici assoluti: ha ottenuto quattro promozioni in Serie A in provincia fra Pescara, Udine e Perugia, è adorato a Udine dove ha lavorato e vissuto a più riprese, ma è ancora venerato a Pescara per i suoi successi degli anni Ottanta. I grandi del calcio, Berlusconi, Moratti, lo hanno corteggiato, “ma la telefonata giusta non è mai arrivata”. Era il bon vivant che a Pescara chiudeva gli allenamenti con lo champagne. “Ah, c’era sempre nel mio frigorifero. Lo portavano i ragazzi con le pizzette. Era un rito di fine giornata, nulla di invasivo. Non è che si ubriacassero. Poi ogni sabato, quando stappavo la bottiglia con i giornalisti dopo la conferenza stampa nel mio spogliatoio, miravo la foto di Casarin. Era un rito. Portava fortuna". Irriverente, forse in carriera ha raccolto meno di quanto avrebbe potuto, ma non si ha mai o quasi mai tutto dalla vita e nemmeno dal calcio. Citando Almodovar il Gale diceva: “Costa molto essere autentici, ma uno è autentico quanto più assomiglia al sogno o all’idea che aveva di se stesso. E quindi io mi sento abbastanza contento. Essere autentici ha un valore".

gasp, allegri e... Pasolini— Ricordava i giocatori più amati, Gasperini, Allegri, Leo Junior, Sliskovic, gli altri che aveva lanciato (ad esempio un Gattuso giovanissimo) e quelli (soprattutto slavi) che aveva visto il giorno prima in tv. Si inteneriva parlando di Gigi Riva che arrivava a Grado a fare le sabbiature con qualche maglietta, due paia di jeans e tante stecche di sigaretta in valigia, e al pensiero di aver chiacchierato di calcio con Capello, ma anche con Pasolini. Amava il mare, la barca a vela e quella moglie che per anni era stata dietro le quinte a sentire le tante storie che giravano sul Galeone Casanova. Adesso, oltre a quel calcio felice, si potrebbero ancora una volta ricordare i suoi pupilli, Allegri che lo considerava un padre calcistico, Gasperini, Giampaolo. Adesso però conta solo il Gale che non c’è più, o che meglio, è passato nella stanza accanto. Probabilmente la sta già arredando a modo suo.

https://www.gazzetta.it/Calcio/02-11-20 ... atto.shtml

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Brutta notizia. Purtroppo era malato da tempo. Rip.

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