arres82 ha scritto:
Un po' di considerazioni sparse.
1. Se all'UEFA non sapevano nulla, vuol dire che il calcio europeo è in mano a dei dilettanti.
2. Dal punto di vista romantico, sono e sarò sempre contrario a un campionato di elite, in cui si partecipa per diritto divino e non per meriti sportivi.
3. In questa faccenda, le considerazioni romantiche sono buone solo per i titoli dei giornali. Le decisioni sono prese esclusivamente per fare business, punto e basta. Anche del livello sportivo a chi fa la superlega non gliene frega niente.
3bis. Ah, il fatto che la FIFA e l'UEFA difendano la versione meritocratica del calcio, è soltanto per questione loro convenienza economica, non certo perché sono il bene contro il male rappresentato dalla SL.
4. La mossa ha sorpreso nelle modalità, ma non nella sostanza. E' assolutamente coerente con il pensiero di Agnelli dell'anno scorso sull'Atalanta, che non gli piaceva che giocasse la CL. E infatti in superlega ci va il Milan, che negli ultimi anni è stata una squadra di secondo livello nel campionato italiano.
5. La UEFA ha dalla sua la leva dei mondiali/europei. La Superlega ha dalla sua il fatto che si sono pigliati tutte le squadre con più tifosi.
6. Se si consumasse veramente la rottura in questo modo, ci perderebbe il mondo del calcio. Ai mondiali/europei non ci sarebbero i giocatori più forti, nei campionati nazionali non ci sarebbero le squadre più importanti, i giocatori più forti verrebbero esclusi dalle competizioni nazionali, e per le squadre della superlega mancherebbe il confronto con le altre squadre della nazione.
7. Ogni anno le squadre della superlega vincono mediamente 4 campionati, 4 coppe nazionali più varie supercoppe, CL, e altre amenità. Va bene i soldi, ma con la superlega il numero di trofei vinti si riduce sensibilmente... sarà accettabile?
8. Tutto lo decidono i consumatori, pardon, i tifosi. Se ci sarà la spaccatura, vincerà chi continuerà ad attrarre i soldi dei tifosi.
9. Secondo me alla fine i grandi club porteranno a casa una riforma sostanziale della CL, in cui ad alcune squadre sarà garantito l'accesso comunque (per diritto divino? per ranking pluriennale?), e le altre ci arriveranno per merito. Non nelle proporzioni 75% diritto divino 25% merito di questa SL, ma otterranno un paracadute per partecipare comunque alla torta della CL.
10. Questo può passare da un'ulteriore aumento dei partecipanti in CL, con l'aumento delle partite e la diminuzione delle squadre nei singoli campionati.
Bella disamina la tua. Diciamo che hai toccato un pò tutti i temi e punti chiave.
In ordine...
Stra d'accordo sul punto 2. Abbiamo (un pò tutti) iniziato a seguire il calcio per così com'è adesso e al netto di qualche cambiamento nel tempo mai era stato messo in discussione il discorso del merito sportivo. Ci hanno/avevano abituato così.
Magari per le generazioni future non sarà così. Tra 30 anni i nostri nipoti rideranno nel pensare ad un campionato con promozioni e retrocessioni. I tempi che cambiano, del resto.
D'accordo sul punto 3 e 3bis. Infatti SL e UEFA possono benissimo avviare un dialogo e mettersi d'accordo su come spartirsi la torta e su una formula che vada bene ad entrambe (punti 9 e 10). La spaccatura non è definitiva, anzi.
Sul punto 4 aggiungo. Infatti non conterà il merito sportivo ma "il bacino d'utenza". Per questo la Roma sono sicuro che la tireranno su.
Sul punto 7, come dicevo in uno dei tanti post di ieri, rischia di riscriversi la mappa del tifo. Però se fanno una SL stile NBA (anche come regole) potrebbe comunque venir fuori un ricambio di vincitrici abbastanza soddisfacente. Il problema, secondo me, è che lo sport americano non è paragonabile allo sport europeo. Siamo diversi proprio come mentalità. Ma per questo potrebbe benissimo accadere che i top club della SL perderanno tifosi e seguito in Europa e lo guadagneranno invece in USA, India, Cina, Arabia Saudita e via via. Anzi, la Juventus potrebbe anche andare a giocare fuori da Torino volendo.
Sul punto 8. Tutti parlano di "dalla parte dei tifosi". Anche Agnelli nel suo comunicato ha ribadito che se fa questa cosa è per il bene dei tifosi. Le grandi masse, volente o nolente, si adegueranno. Come sempre accade.