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RABBIA SENSI CONTRO UNICREDIT

pubblicata giovedì 5 novembre 2009




La Gazzetta dello Sport – Italpetroli-UniCredit, è scontro aperto. Oppure la Sensi cerca l’accordo? Ieri l’Adn Kronos, citando «fonti vicine alla Italpetroli», ha annunciato delle prossime azioni della Sensi contro la «veemente campagna mediatica» e definito i pignoramenti dei due alberghi di famiglia «azione illegittima e abusiva», salvo augurarsi alla fine una «effettiva conciliazione del contenzioso». Non cambia la posizione di UniCredit però, che anzi già da un possibile incontro oggi si aspetta il mandato a vendere degli asset Italpetroli. Intanto, ieri titolo Roma a +16,78%.

LA ROMA VOLA IN BORSA, SI SCOMMETTE SUL BRACCIO DI FERRO TRA ITALPETROLI E UNICREDIT

pubblicata giovedì 5 novembre 2009




Corriere dello Sport – Il titolo della Roma in Borsa è stato sospeso ieri per eccesso di rialzo. È stato raggiunto un più sedici, con molte azioni passate di mano. Evidentemente gli investitori sembrano voler scommettere sul braccio di ferro attualmente in corso tra Italpetroli e Unicredit. L’accelerata deriva dal pignoramento di alcuni asset e soprattutto dall’uscita dal Cda di Italpetroli dell’avvocato Cappelli, in rappresentanza del gruppo bancario. Tale mossa può essere letta in due modi. Maggior mano libera per Unicredit oppure la scelta di passare a una politica meno aggressiva e accettare quindi l’arbitrato. Le parti in causa si sono affidate agli avvocati Gambino (Italpetroli) e Carbonetti (Unicredit) per trovare un accordo. I primi incontri avverranno la prossima settimana.
È un momento delicato per la famiglia Sensi, che ha annunciato attraverso un nota diffusa dalla Adn Kronos, l’agenzia di Pippo Marra, consigliere della Roma, la sua controffensiva. Secondo la nota, la controversia tra Unicredit e Italpetroli «sarà devoluta ad un collegio arbitrale, dove per Italpetroli è stato nominato quale arbitro il professor Romano Vaccarella». Sempre secondo le fonti vicine alla holding l’Adn Kronos apprende che «Italpetroli dimostrerà presto che i pignoramenti dei due alberghi sono frutto di un’azione tanto illegittima quanto abusiva». Si nota infine che «l’avvocato Cappelli aveva fatto pervenire le sue dimissioni dalla carica di consigliere di Italpetroli, permettendo così la riapertura di un proficuo tavolo di trattativa professionale, mirante al raggiungimento di una effettiva conciliazione del contenzioso».
La ripresa delle trattative ricomincia daccapo e nel contenzioso si riparte “vergini”. In questa fase entrambe le parti sono affidate a due grandi esperti di arbitrati. Anche gli arbitri che saranno nominati, come Vaccarella, sono professori universitari. In questa vicenda ognuno fa la sua parte,m come l’avvocato Elio Ludini, grande esperto di recupero crediti già ai tempi di Banca di Roma. L’azione di Unicredit, di richiedere i decreti ingiuntivi volti al pignoramento dei beni, serve a forzare la mano, non a risolvere il problema del rientro dei 400 milioni di cui Italpetroli è debitrice. In questo scenario la firma del contratto di Totti slitterà a metà mese e gli incontri per il nuovo stadio proseguono tra molti ostacoli, considerato che alla Camera la legge per gli stadi cambierà profondamente per evitare che gli impianti siano collegati a centinaia di migliaia di metri cubi di edilizia residenziale.


AVV. ROMANO VACCARELLA: LA SCHEDA

pubblicata giovedì 5 novembre 2009




LA SCHEDA DELL'AVVOCATO ROMANO VACCARELLA
Ecco chi è l'avvocato nominato arbitro da Italpetroli nel nel collegio arbitrale con Unicredit

Romano Vaccarella è nato a Roma il 2 agosto 1942.
È un noto giurista italiano. Il 24 aprile 2002 è stato eletto con 583 voti giudice della Corte Costituzionale dal Parlamento italiano in seduta comune. Da questa carica si è dimesso il 30 aprile 2007, per divergenze col secondo Governo Prodi sulla questione del referendum elettorale.

E' attualmente professore ordinario di diritto processuale civile presso l'Università La Sapienza di Roma. In precedenza ha insegnato anche in altre università italiane e romane, tra cui l'Università degli studi di Roma Tor Vergata, l'Università La Sapienza, e l'Università LUISS Guido Carli.

Da avvocato ha assistito il Premier Silvio Berlusconi in molti processi civili. In questo momento è il difensore di Fininvest nella questione con la Cir.

CARDIA (CONSOB) ´TEMPI NON LUNGHI´ PER ISTRUTTORIA SULLE OSCILLAZIONI DEL TITOLO ROMA IN BORSA

pubblicata giovedì 5 novembre 2009




Lamberto Cardia, presidente della Consob, al Quirinale per la consegna delle onoreficenze dei cavalieri del lavoro, ha fatto sapere che l'istruttoria riguardo le oscillazioni del titolo As Roma in Borsa dopo le voci estive sulla possibile scalata, sarà conclusa "in tempi non lunghi".


tuttoa da romanews

cardia ma quanto dura stà istruttoria? forse moro prima io? :asd

e da quello che ho messo in evidenza mi sembra chiaro chi sia il protettore de sta buffarola... :roll


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ITALPETROLI, UNICREDIT ´STUPITA´ DALL´ANNUNCIO DI UN ARBITRATO

ROMA – Italpetroli e UniCredit continuano a camminare su binari paralleli, senza nessuna possibilità di trovare un punto d’incontro. La holding di casa Sensi, ha fatto sapere tramite una nota pubblicata dall'agenzia Adn Kronos, come la questione tra le due parti sarà 'devoluta' da un collegio arbitrale. Ufficializzando, anche, il nome del proprio arbitro scelto: l’avvocato Romano Vaccarella. Dalle parti di Piazza Cordusio la notizia ha lasciato stupiti. Sembrando, per certi versi, più una reazione emotiva che non una ufficializzazione di quella che sarebbe, al momento, soltanto una delle possibili strade da percorrere. Da UniCredit la decisione di arrivare ad un arbitrato non sarebbe stata presa, nè tantomeno concordata con Italpetroli. L’obiettivo prioritario, come più volte ribadito, rimane il rientro del credito vantato nei confronti di Italpetroli (circa 400 milioni) nel minor tempo possibile, come dimostrerebbero le notizie riguardo i pignoramenti su alcuni beni immobili della famiglia. Inoltre, l’istituto sarebbe rimasto turbato dalle voci che vorrebbero ingerenze della banca riguardo ai rinnovi di contratto di alcuni giocatori. Un ritardo nella firma di alcuni prolungamenti di contratto, infatti, non potrebbe essere riconducibile alla banca, essendo la Roma un bene di proprietà della famiglia Sensi.

romanews

:rofl :rofl :rofl :rofl

rosella quante figure di #@*§ vuoi fare ancora? :asd


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la cosa bella è che vuole si rispetti il piano di rientro....però senza pagare le rate.... :rofl


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Speriamo che finisca la farsa dei Sensi da troppi anni indebitati fino al collo.
Se non sono in grado di mantenere in modo dignitoso l' ASR meglio che la cedano a qualche imprenditore, sono stati anche aiutati da Spalletti, che ha fatto la loro fortuna senza acquisti è andato avanti 2/3 stagioni inventandosi ogni anno una soluzione tecnico tattica nuova per far vincere i giallorossi.


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Il titolo è di Dagospia, che come amaramente sappiamo è sempre aggiornato sulle faccende della Roma
Speriamo bene [-o<


LA CADUTA DELL'IMPERO DEI SENSI - ORMAI UNICREDIT NON SENTE PIÙ NEMMENO LE PREGHIERE DI GERONZI E LETTA E MOLLA ROSELLA AL SUO DESTINO: “HANNO AVUTO UN TRATTAMENTO PIÙ CHE DI FAVORE A CUI HA CORRISPOSTO UNA STRATEGIA INCOMPRENSIBILE” – DALLA BOUTADE DELLO STADIO AGLI IMPROBABILI ACQUIRENTI PER LA ROMA, ORMAI IL DESTINO DELLA “MAGICA” PARE SEGNATO…
Michele Masneri per "Il Riformista"


rm07 sensina
Non arriverà in tempi brevi la fine del risiko sull'A.S. Roma. Ce lo dice una fonte vicina a Unicredit, che vanta un credito nei confronti della società romana ormai salito a 370 milioni di euro (100 milioni sono invece le sofferenze verso il Monte dei Paschi). Il verdetto non arriverà entro poche settimane perché, ci viene spiegato, la linea di Unicredit è quella di proseguire con la linea della fermezza legale nei confronti della Italpetroli Spa guidata da Rosella Sensi.


ALESSANDRO PROFUMO - copyright PizziCosì, è probabile che i pignoramenti sui beni immobiliari della famiglia proseguiranno - dopo gli hotel Subay Park di Civitavecchia e il Filippo II dell'Argentario - visto che sono stati depositati ben 13 richieste di decreti ingiuntivi. E la procedura andrà avanti nei prossimi mesi fino ad arrivare alla nomina di un custode giudiziario di tutti gli asset della holding dei Sensi, Italpetroli Spa, e a una perizia sul loro valore e infine a una messa all'incanto. L'arbitrato in corso tra i Sensi e le banche non dovrebbe portare a nulla di concreto.

Naturalmente quello che più interessa è il destino del gioiello di famiglia, l'As Roma. Per questa è esclusa una vendita all'asta. «Per due ragioni» ci viene spiegato. La prima è di ordine economico: perché la squadra non va per niente bene (non solo a livello sportivo, ma avendo chiuso l'ultimo bilancio del club in rosso di quasi 2 milioni di euro), e venderla adesso sarebbe un errore. Inoltre, arrivando a un'asta ci sarebbe un ulteriore deprezzamento. Ma soprattutto per «motivi di opportunità, di rispetto, per quello che la squadra rappresenta per la capitale e per il Lazio».


PIPPO MARRA CESARE GERONZI - copyright Pizzi
Il rispetto per l'istituzione-Roma del resto è una lente fondamentale per leggere le vicende che hanno portato all'escalation degli ultimi giorni. «I Sensi non sono imprenditori qualsiasi e non sono mai stati trattati come tali, anzi. Hanno avuto un trattamento più che di favore negli ultimi anni. E non solo nell'era Geronzi» ci viene rammentato. «Un trattamento di favore a cui ha corrisposto una strategia incomprensibile da parte della famiglia».

Da una parte, infatti, la ridda di voci incontrollate su presunti acquirenti della squadra (gli arabi, i russi, gli inglesi, Soros, gli svizzeri) che hanno movimentato spavaldamente il titolo in Borsa, con conseguenti occhi puntati da parte della Consob. Dall'altra, un sostanziale rifiuto di rientrare dal debito, se si pensa che dei 370 milioni dovuti a Unicredit, non è stata rispettata nemmeno la prima tranche da 130 milioni prevista da un accordo dell'anno scorso.


gianni letta
La soluzione, e all'As Roma lo sanno bene, non può essere oggi quella di cedere soltanto gli immobili: che, pur con una valutazione generosa non possono certo valere i 500 milioni da rifondere alle banche. Si deve passare necessariamente da un'alienazione della squadra da parte della famiglia. L'As Roma varrebbe oggi circa 250 milioni: e il tentativo di accrescere questa somma, attraverso il progetto «Stadio Franco Sensi», pare essere un altro tassello di quella «strategia disperata e incomprensibile» dei Sensi, come ce la descrive un osservatore molto vicino alla famiglia.

Come spiegare altrimenti la conferenza stampa trionfale dello scorso 29 settembre, in cui veniva esaltato il progetto di un nuovo stadio proprietario da 55mila posti in una zona sull'Aurelia, poi risultata sottoposta a vincoli paesaggistici, e «senza pensare che un'operazione come quella della costruzione di un nuovo stadio proprietario necessita di lunghi iter burocratici, di ingenti costi, e vanno messi in conto almeno 7-8 anni».


partita della roma
Ma la «strategia incomprensibile dei Sensi» ha origini più antiche. Il dissesto finanziario data infatti almeno dal 2004. Allora sono iniziate le dismissioni immobiliari: un prestigioso palazzo di via Abruzzi; il 49 per cento del Corriere Adriatico; aree edificabili nel comune di Fiumicino; l'hotel Cicerone. Nel 2005 è stata la volta de Le Torri di Parco dei Medici; il 16 per cento degli Aeroporti di Roma; il 10 per cento della Compagnia del Porto di Civitavecchia. Il 2004 è anche l'anno in cui Banca di Roma (oggi confluita in Unicredit) diventa proprietaria del 49% di Italpetroli.

Nel 2006 si è arrivati a un nuovo accordo con le banche. Il 18 luglio 2008 (circa un mese prima della morte di Franco Sensi) è stato sottoscritto un accordo tra Italpetroli e le banche che comprendeva una significativa riduzione (circa 130 milioni di euro) del livello di indebitamento da conseguire entro i successivi 5/6 mesi e la riorganizzazione societaria in tre subholding.

Nei mesi seguenti Italpetroli non ha dato segno di volere rispettare l'accordo (i 130 milioni non sono stati pagati e la divisione in tre subholding non è avvenuta). Quasi un anno dopo, il 5 giugno 2009 Unicredit avrebbe scritto una lettera a Italpetroli minacciando una messa in mora; lettera alla quale l'agguerrita Rosella Sensi rispose, pare, con un summit a Palazzo Chigi dal Sottosegretario Gianni Letta, il quale avrebbe usato tutta la sua influenza per «chiedere di avere pazienza con i Sensi».


stadio olimpico
E in effetti di pazienza ce n'è stata. Fino alle ultime mosse di Italpetroli dei giorni scorsi: un Cda convocato in fretta e furia solo per estromettere il rappresentante di Unicredit in seno alla società, Roberto Cappelli. Poi, la veloce marcia indietro. Tardiva, perché poi Cappelli si è dimesso comunque. Ma il risultato di queste ultime mosse da parte dei Sensi hanno portato alla decisione, ai piani alti di Piazza Cordusio, di mettere per una volta da parte il rispetto e la pazienza e di spianare la strada legale.


GEORGE SOROSCosì ora, a meno che non subentri qualche improbabile compratore per la "magica", il destino della società pare segnato. Anche perché, come ci dice un altro banchiere, «regalare 400 milioni ai Sensi pare un po' esagerato. Non tanto per l'1,1 milioni di euro auto-erogatisi da Rosella come indennità di amministratore delegato nel 2008. Ma piuttosto perché con la crisi che c'è, e con l'accusa che ci fanno di stringere i cordoni alle aziende, con la stessa cifra si potrebbero aiutare un centinaio di piccole e medie imprese a rischio chiusura».


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