ciccio graziani ha scritto:
Comunque a mio avviso Buffa potrebbe essere giudicato appieno solamente se si decidessi di raccontare da un punto di vista critico la storia del calcio, come hanno fatto ad esempio Brera o Ghirelli (o su un fronte extracalcistico Montanelli). Per narrare ci vuole bravura, però narri sempre fatti ed episodi sotto un'ottica acritica. E' facile raccontare l'aneddoto di Nasazzi che becca a cazzotti il muro o di Meazza che calcia il rigore con l'elastico rotto, decisamente più difficile spiegare ad esempio come Ramsey, partendo dal 4-2-4 brasiliano, sia arrivato al 4-4-2 inglese oppure spiegare come mai i tedeschi sono stati l'unica nazione ex sistemista ad adottare le marcature a uomo e il libero staccato in controtendenza con gli altri paesi nordici che invece abbracciarono la zona.
Sono d'accordo, ma al di là dell'evoluzione tattica, roba complessa, è anche interessante (dal mio punto di vista) cercare e ricostruire storie un po' "minori", oggi (forse lo dico perché è l'unica cosa che un minimo minimo riesco a fare ghghgh).
Cioè, sappiamo tutti che Maradona e Cruijff erano due fenomeni, e Buffa è stato bravissimo ad azzeccare per l'olandese un'immagine figurata che lo calza come un guanto, tanto di cappello. Però dal mio punto di vista può essere più interessante scoprire nomi e circostanze meno noti, in tal senso la ricostruzione può diventare a suo modo analisi: cioè tutti diamo per scontato che il Bayern anni '70 fosse uno squadrone epocale, ma scoprire ad esempio che Atletico Madrid o Leeds erano grandi squadre - nella stessa epoca - e con tanti nomi di vaglia, è una cosa già diversa. Poi ecco la storia dei mondiali del 1974 secondo me è fatta benissimo, ma cristazzo neanche una parola su Deyna, la Polonia etc.. in un'ora?
Tutti tendiamo a sminuire ciò che non conosciamo, e non serve arrivare alle complesse analisi di Ciccio per capirlo: basta parlare di qualche squadra e di qualche giocatore un po' meno noto, e magari collocarlo a fianco dei grandissimi riconosciuti.