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MessaggioInviato: dom 2 set 2012, 9:42 
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Freccia d'argento
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Enri ha scritto:
Quando scrivi te è meglio far finta :asd Platini può far ben poco perchè se dicesse "non valgono le sponsorizzazioni dei proprietari" nessuno piglierebbe più squadre di calcio (fermo restando che bisognerebbe vedere se può farlo), proprio perchè le si acquista in virtù della visibilità. E anche lo facesse, basta che la società sia intestata a prestanome...
Ah quando scrivo io è meglio far finta? Ma tu non sei quello che in ogni topic mi quota e mi accusa di provocare qualcuno anche quando non sto facendo assolutamente niente? E questa non è una provocazione? Una volta girava il detto "Prima di guardare la pagliuzza negli occhi degli altri, guarda la trave che è nel tuo occhio", non so se è ancora in voga comunque val la pena citarlo per questo caso.. Come ti ha già fatto notare l'amico wop non serve proibire al proprietario di sponsorizzare le squadre (che poi quel che dici non è vero comunque, perchè raramente lo sponsor è anche il proprietario, Abramovich non è lo sponsor del celsi) basta che la Uefa scriva una regola che dice che oltre un tot di sponsorizzazione non viene conteggiato nel far play finanziario, cito wop (la uefa)"può decidere un rapporto tra valore della produzione e sponsorizzazioni oltre il quale non vengono conteggiati i ricavi in eccesso".. Le soluzioni sono semplici e sono molteplici, stai tranquillo che non sarà una bazzecola aggirare il far play finanzario perchè nessuno è così stupido da creare una serie di regolamenti per evitare le "sceiccate" ma allo stesso tempo fornire gli strumenti per eludere questo insieme di regole.. Va beh che l'Italia è il paese dell'elusione per eccellenza :asd , ma non tutto il Mondo è paese.


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MessaggioInviato: sab 6 lug 2013, 14:14 
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Inizia la giungla :asd

In queste ore tra Nyon, Monaco di Baviera, Manchester (sponda United), Madrid, Barcellona, Dortmund e le altre capitali del calcio europeo, le linee telefoniche sono intasate. Come vorrebbero fare tanti tifosi napoletani, i dirigenti dei club che più hanno puntato sul fair play finanziario, stanno chiedendo delucidazioni allo staff di Michel Platini sulle mosse del Paris Saint Germain. Se il principio-base del fair play finanziario è che ogni club può spendere solo quello che riesce a incassare, come è possibile che il club franco-qatariota dello sceicco Al Thani continui ad acquistare top player e a ricoprirli d’oro andando ben oltre le possibilità economiche “autonome” del club?

Michel Platini che ha investito una quota elevatissima della sua reputazione nel progetto del Ffp coinvolgendo l’Eca, l’associazione che raggruppa tutti le principali società del Vecchio Continente, e facendosene in molti casi da scudo, è in gravi difficoltà. Proprio dalla sua Francia, come ho raccontato in un post dello scorso 28 maggio, arrivano le maggiori minacce alla sua carriera politico-sportiva. Un fallimento del Ffp gli costerebbe la poltrona della Fifa. Epperò, Platini è molto legato al Psg. Laurent Blanc, nuovo allenatore del club, oltre che un suo amico ed ex compagno di squadra, può considerarsi un suo “uomo” e non sono state mai smentite le voci di un coinvolgimento del figlio di Platini nell’attività del Psg (in realtà, il figlio del presidente Uefa lavorerebbe in una società alla quale il Psg ha affidato in outsourcing l’attività di marketing).

Ma al di là della posizione personale, Platini dovrà garantire un’applicazione seria delle regole e dei paletti del Financial fair play: pena il crollo di tutta l’impalcatura del calcio europeo tirata su negli ultimi sei anni. Dal prossimo autunno, l’organo di controllo della Uefa sul fair play finanziario esaminerà i bilanci depositati dai clun iscritti alle competizioni continentali. I conti messi sotto osservazione saranno quelli delle stagioni 2012 e 2013 (quindi l’impatto dell’acquisto di Cavani e dei relativi oneri finanziari non sarà analizzato nel primo step di applicazione del Ffp essendo contabilizzato nei bilancio 2014).

Le regole del Fair play finanziario ci dicono, appunto, che nel biennio 2012-13 i club non potranno avere un rosso superiore a 45 milioni. Ci sono una serie di deroghe possibili, di costi ammessi (vivai e stadi) e di rettifiche contabili che è possibile far valere, ma il tetto di rosso che evita a un club di incappare nelle sanzioni è questo.

Ma come si presenta appunto il Psg all’appuntamento con i controlli? Il bilancio del 2013 (chiuso al 30 giugno) non è ancora noto. Quello del 2012 si è chiuso con una perdita di appena 5 milioni. Incredibile se si pensa agli investimenti effattuati dallo sceicco Al Thani per rendere immediatamente competitivo il club (250 milioni in due stagioni, ingaggi eslcusi). Incredibile anche se si considera che il fatturato (gli incassi) del Psg nel 2011, prima dell’era qatariota, era di appena 100 milioni. Nel 2012 i ricavi sono balzati a 225 milioni grazie alla ormai famigerata mega-sponsorizzazione (retroattiva) da oltre 125 milioni dell'Ente del turismo del Qatar (destinata a salire fino alla soglia di 200 milioni a stagione in futuro). Un accordo giustificato da Frédéric Thiriez, Presidente della Lega francese, come "un contratto per lo sfruttamento dell'immagine che ha lo scopo di garantire, attraverso il Psg, la diffusione del Qatar nel mondo". Thiriez ha anche messo in guardia l’Uefa dal bocciare questo accordo ("Non bisogna che il fair play finanziario sia sfruttato al fine di conservare le posizioni acquisite e prevenire l'emergere di un club come il Psg").

Ora è evidente che si tratta di una classica operazione con “parti correlate” (il Qatar da un lato paga e dall’altro riceve questi soldi attraverso le diverse società) sulle quali il mondo economico-sportivo finora ligio ai dettami del Ffp si attende che la Uefa intervenga. I principi del fair value impongono che si guardi alle sponsorizzazioni, come abbiamo spesso spiegato in questo blog, fatte sul mercato da altri club per stabilire se i soldi garantiti sono “congrui” o se rappresentano un aggiramento del divieto per le proprietà di finanziare il club oltre il limite dei 45 milioni. Il benchmark è rappresentato dai recenti contratti tra Emirates e Arsenal, Manchester United e General Motors e Barcellona e Qatar Airways. Il patto tra Emirates e Arsenal che include i naming rights dello stadio porterà nelle casse dell’Arsenal 37 milioni di euro all’anno. La sponsorizzazione delle maglie dei Red Devils (dalla stagione 2014/2015 al 2020/2021) ha un valore annuale di circa 60 milioni di euro all’anno. Mentre il Barcellona dalla prossima stagione riceverà dal nuovo sponsor ufficiale (guarda caso) Qatar Airways circa 35 milioni all’anno.

Il passaggio è cruciale anche perché il fatturato 2013 del Psg beneficerà certo degli introiti legati alla partecipazione in Champions (30 milioni) e a un incremento di incassi al botteghino, ma sul piano dei diritti tv nella stagione appena conclusa non si è andati oltre i 44 milioni. Tutto il business dei Parigini perciò si incentra sulle sponsorizzazioni. E se poco si può dire sull’accordo annunciato a metà maggio tra la società del presidente Al Khelaifi ed Emirates che verserà nelle casse del Psg nei prossimi 5 anni una cifra complessiva di oltre 100 milioni di euro (circa 20 milioni a stagione contro i 5 pagati finora), qualche pensiero in più lo destano le ricche sponsorizzazioni che il club parigino-qatariota starebbe per concludere, o avrebbe già concluso, con Qatar Telecom e Qatar National Bank.

Da un punto di vista strettamente guiridico/finanziario le mega sponsorizzazioni del Psg non dovrebbero passare indenni dal filtro di Nyon con la revisione dei bilanci 2012 e 2013 al ribasso e la concreta possibilità di vedere il club parigino prograssivamente sanzionato in vista della stagione europea che sta per iniziare e soprattutto (in caso di “recidiva”) di quella successiva (2014/15) .

Nel cielo del Ffp però incombono due minacce: quella giuridica rappresentata dal ricorso dell’avvocato Dupont alla Corte di Giustizia Ue che dovrà pronunciarsi sulla legittimità delle regole contabili Uefa; e quella economica (si dice che sia in forte ascesa nell’ambito della Uefa e non solo la corrente anti-Ffp, secondo la quale nella staganzione dell’economia europea non si può disincentivare gli investimenti multimilionari degli sceicchi e degli oligarchi russi).

http://marcobellinazzo.blog.ilsole24ore ... l-ffp.html

Esigo un commento da parte di Wop .


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MessaggioInviato: sab 6 lug 2013, 14:25 
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ci ho scritto un post un paio di giorni fa. Come mascherare il ripianamento del rosso di bilancio e vivere felici.


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MessaggioInviato: sab 6 lug 2013, 14:43 
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Cita:
Nel 2012 i ricavi sono balzati a 225 milioni grazie alla ormai famigerata mega-sponsorizzazione (retroattiva) da oltre 125 milioni dell'Ente del turismo del Qatar (destinata a salire fino alla soglia di 200 milioni a stagione in futuro)


Santiddio, Santa Maronna e tutti gli angeli in colonna!


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Credo che nessun organo giudiziario possa obbligare la UEFA a far partecipare questa o quella squadra ad una competizione sportiva. Ergo, nessuno può vietare gli sceicchi di sponsorizzare fino a 200 milioni l'anno una squadra (...), però la UEFA, come disse già Wop tempo fa, può mettere un paletto riguardante il rapporto sponsorizzazioni/resto del fatturato per accedere ai suoi tornei.
Ma dovrebbe volerlo, e dubito che Platini arresti il suo PSG.


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MessaggioInviato: sab 6 lug 2013, 15:51 
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Che buffonata, ragazzi :asd


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Il mio pensiero è il medesimo dello scorso settembre e di fatto coincide con quanto scrive Marco Bellinazzo, il quale porta come esempio un benchmark sulla base delle sponsorizzazioni degli altri club, io invece avevo proposto un rapporto con il fatturato, ma volendo ci sono tanti altri metodi per poter valutare cos'è congruo e cosa non lo è ed in maniera piuttosto semplice.

Si tratta solo di una questione discrezionale da parte dell'UEFA che ovviamente si trova un po' spiazzata, perchè il fair play finanziario era stato inizialmente concepito per evitare il fallimento dei club a causa di gestioni economicamente dissennate.

Nel caso del PSG e di altri club simili, in termini strettamente contabili è tutto regolare, poichè non si tratta di aumenti di capitale sociale a fronte di perdite d'esercizio già registrate, bensì di ricavi che consentono di chiudere il conto economico in linea con gli attuali vincoli imposti dall'UEFA.
In tal senso non mi meraviglierei se venissero considerate perfettamente lecite tali sponsorizzazioni.

Platini deve quindi decidere se far prevalere i principi contabili oppure quelli di carattere etico-sportivo-meritocratico.


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MessaggioInviato: sab 13 lug 2013, 16:51 
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Credo che a quei livelli li ci sarà sempre chi s'inventa lo strumento finanziario per eludere il tutto... Basta provare a leggere un derivato, viene la labirintite. Figurati se non arrivano ad artifizi simili...
E'un po'come la lotta al doping, dove i medici dopanti saranno sempre più avanti... Non credo sia una strada percorribile...


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wop82 ha scritto:
Platini deve quindi decidere se far prevalere i principi contabili oppure quelli di carattere etico-sportivo-meritocratico.


secondo te?


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secondo me la risposta è scontata , non voglio dire cosa sia più giusto ma se si vuole fare il ffp allora è ovvio che queste sponsorizzazioni non vanno concesse , altrimenti togliamolo da mezzo , perchè cosi non servirebbe a niente


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