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Parliamoci chiaro, la Roma non ha la potenza di fuoco del City o del Real, quindi l'approccio più appropriato (sia dal punto di vista gestionale sia da quello mirato ai risultati sportivi) è quello di puntare su profili molto promettenti ma non ancora esplosi definitivamente. Quello che potrebbe fare una provinciale ben organizzata con un sacco di osservatori e tutto, ma con significativamente più soldi (che possono fare la differenza). Da questo punto di vista, la scelta del *tipo* di DS è azzeccata (parlo di tipo, appunto, magari Ghisolfi in sé alla fine si rivelerà una sega): dovevi puntare su uno che conoscesse bene i campionati francesi, perché è soprattutto lì che una realtà come la Roma dovrebbe pescare. Questo non perché la Ligue 1 sia il campionato più bello ed eccelso al mondo (non lo è, ma non è nemmeno scarso come tanti superficialmente credono), bensì perché è lì che si trova abbondanza di profili sopra descritti, prendibili da una realtà come la nostra e con un rapporto qualità/prezzo ottimo. Basti pensare a quanta gente forte si è ritrovata la nazionale francese negli ultimi lustri (spesso si è detto che anche la loro "terza squadra" sulla carta ha più qualità della nostra).
Un aspetto è che se comperi uno che poi si rivela un bidone dai campionati francesi (escludendo ovviamente il discorso dei pessimi prestiti dal PSG) è probabile che il danno economico alla fine sia contenuto. Se prendi gli Abraham dalla Premier, dove i prezzi sono stragonfiati, e poi ti rimangono sul groppone, beh, poi son qazzi, come si sta appunto notando. Comprare in Premier è come fare shopping in via Condotti, in altri termini: dovremmo togliercelo dalla testa, non è qualcosa per noi.
Premesso che la Roma non si trova per sua natura nelle condizioni di evitare di scommettere in modo importante (perché anche Soulé ovviamente è una bella scommessa, e potrebbe tanto essere rivenduto a cento milioni quanto rivelarsi l'ennesimo Iturbe), nei lustri passati ha troppo spesso scommesso che gente dal passato illustre potesse tornare agli antichi splendori. Quasi sempre queste operazioni sono state dei sonori fallimenti, mentre molto meglio nel complesso è andata quando si è seguita la strada del progggetto di luigienrichiana memoria (come dico sempre, i flop nel calciomercato sono inevitabili, ma nel medio e lungo periodo sono stati ampiamente compensati dagli acquisti indovinati). Dybala non si può dire certo che sia stato un flop (quale Pastore, o Belotti, o Renato Sanches, o, per andare più indietro nel tempo, Adriano o Cole). È un fuoriclasse, e lo ha dimostrato anche qui. Purtroppo è anche, oggettivamente, fracico, quindi da un certo punto di vista è bene monetizzare finché si può. Chiaramente, se alla sua cessione non corrispondesse la contemporanea esplosione di un Soulé, per questo anno avresti probabilmente arrecato un danno tecnico forse decisivo (e restare fuori dalla Champions è un limite enorme, visti i soldi che girano). Pertanto a mio avviso andrebbe dato via soltanto se si prendesse un altro giocatore di una certa caratura (non dico di quel livello tecnico perché ce ne sono pochi, prendibili da noi, almeno, ma uno affidabile che non sia un ragazzino di belle speranze o l'ennesima gloria più o meno vecchia destinata a una stagione da passare in infermeria).
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