chernosamba ha scritto:
però questa cosa vale per tutti in tutti gli ambienti.
cioè io odio la juve, ma non avrei pelo sullo stomaco a lavorarci ed ovviamente non potrei dire quello che penso (quantomeno a livello pubblico). anche perchè (secondo me) le attività della mia azienda non devono certo per forza sposarsi con i miei principi morali
se lavori per un'azienda anche a infimi livelli devi seguire alcune linee aziendali (come minimo almeno non insultarla o sbugiardarla pubblicamente).
e lo dico io che sono la persona meno aziendalista che ci sia, figurati cosa ti direbbe un aziendalista
Ma parlare di calcio con pretese di moralità non ha troppo senso. E l'odio è sempre sportivo e basta.
Quindi, parlando di cose serie, conosco chi ha riserve nel lavorare per aziende che costruiscono armi, chi no, però lì parliamo proprio d'altro, è un discorso lontano dai professionisti e i tifosi del calcio.
Conte è prima professionista e tifoso di se stesso, poi juventino. E lo disse anche quando allenava la Juventus che non era impossibile, un giorno, vederlo all'Inter.
Poi ci sono i professionisti di questo sport che però sono prima tifosi. Credo ce ne sono, tipo Totti che non sarebbe mai andato a Juve o Lazio. O Nedved e Marchisio per restare alla Juve, uno che preferì smettere anziché andare all'Inter, l'altro invece che volle solo andare all'estero.
Però, ecco, il valore di una squadra è praticamente solo sportivo e basta. Chi ci vuole vedere valori morali, cioè, è un po' fanatico