termopiliano ha scritto:
Mica devo trovare giustificazioni, fa ridere che qualcun'altro si affanni a
disconoscerlo come tifoso 
Questa cosa qui mica l'ho mai capita. Non è che essere tifoso di una squadra è una categoria morale, o che se salta fuori che un imbecille/#@*§/delinquente tifa la tua stessa squadra allora devi disconoscerlo perché "i veri romanisti/atalantini/laziali/quellochevolete non fanno così".
Cioè, sei tifoso di una squadra se speri che quella squadra vinca, punto.
Non ci sono altre considerazioni.
Quello è stato un imbecille? Sì.
Ha qualcosa a che vedere con l'essere della Roma o della Lazio? No.
Se fosse della Roma, vorrebbe dire che nella tifoseria della Lazio non ci sono imbecilli? No.
Se fosse della Lazio, vorrebbe dire che nella tifoseria della Roma non ci sono imbecilli? No.
Boh, se non si cercasse di attribuire virtù al fatto di tifare o meno una certa squadra di calcio oppure un'altra il mondo sarebbe un posto migliore.
Eh lo so, hai ragione. In un mondo ideale dovrebbe essere così e il tuo ragionamento non fa una piega. Ma ad esempio nella mentalità degli ultras l'appartenenza ha un significato molto elevato e non si limita a sperare che la stessa squadra vinca o faccia bene.
Però ecco in generale c'è anche il discorso dello sfottò che ha il suo peso.
Ad esempio...