ciurlizza ha scritto:
Beh, chiaramente la Roma non è la Juve o il Real, ma non è nemmeno l'Udinese: davo per scontato che le scommesse straniere sono un qualcosa destinato ad affiancare le "certezze" (tra virgolette perché nello sport di certezze vere ce ne sono pochissime) che un club delle dimensioni di quello giallorosso ogni tanto può comunque permettersi. Sono stati presi negli anni anche profili come Dzeko, Kolarov, Nainggolan, El Shaarawy, ecc. Non proprio le operazioni-tipo dell'Udinese, diciamo.
Prendo atto della tua precisazione. Ma nel post originario (a cui, ovviamente, ho risposto) hai descritto esattamente il modello Udinese. "Realtà con mezzi limitati", "plusvalenze per ragioni di sopravvivenza" e quant'altro (che poi il concetto di mezzi limitati era appunto relativo è un altro paio di maniche).
Pardon ma sono uno che tende a non cogliere le cose "scontate", sempre meglio precisarle appunto.
ciurlizza ha scritto:
Chiaro che il tifoso vorrebbe tutti romani e romanisti da almeno sette generazioni, e che una squadra così avrebbe molta identità. Semplicemente, mi pare evidente che sia utopistico perché il Totti lo peschi una volta ogni cent'anni, il De Rossi una ogni venti o trenta e gli altri che sembrano tanto bravini nelle giovanili al 95% tra un po' saranno percettori del Reddito di cittadinanza, o diventeranno colonne del Carpi, o del Baracca Lugo. Come detto, di italiani bravi ce ne sono pochi, quindi in genere strapaghi giocatori normali se peschi tra loro (tipo classici elementi che sembrano chissà cosa in realtà come l'Atalanta, ma che inseriti in altri contesti finiscono per sfoggiare, appunto, tutta la loro raggiante normalità). Anch'io sono romanticamente affezionato al periodo in cui di stranieri ce n'erano uno, due o tre per squadra (vedi avatar), e spesso erano pure parecchio forti, pure quelli delle provinciali. Ma, piaccia o meno, di fatto siamo entrati nel calcio moderno, globalizzato, che per carità avrà i suoi difetti però in certi casi (ed è quello del mercato dei giocatori) offre anche tante opportunità: e semplicemente il mondo è enormemente più esteso dell'Italia e complessivamente molto più ricco di talenti.
Io parlavo di "calciatore italiano che resta più anni". Non ho parlato di romani o romanisti. Mi sa che hai un pò esacerbato il mio concetto
Di Totti ne nascerà uno ogni 100 anni, di De Rossi uno ogni 50. Ma non penso sia così impossibile far nascere un Lorenzo Pellegrini ogni 4 o 5 anni o un Florenzi ogni 5 o 6.
Il mio concetto di identità era riferito sia a come viene percepita una squadra dai tifosi ma anche come la squadra stessa si sviluppa nel tempo (leggasi, appunto, "spogliatoio" e "base identitaria"). Ma mea culpa perché non l'ho precisato adeguatamente.
In linea di massima non concordo sul fatto che di italiani bravi ce ne siano pochi. Lungi da me pensare che l'Italia calcistica attuale possa offrire agevolmente fenomeni e campioni o farmi portavoce del "i calciatori stranieri rubano il lavoro agli italiani" (questo lo dico e lo penso nel caso di Patric, semmai

). Ma proprio la Roma (ma anche il Milan) ha dimostrato che lavorando appena seriamente con il settore giovanile si possono comunque tirar fuori negli anni quei 3 o 4 elementi che assieme a qualche altro acquisto nel mercato italiano* vanno a costruire quella "spina dorsale" della squadra (volendo, magari, estendere la definizione di italiani non solo ai calciatori italiani di nascita ma anche a quelli considerabili tali "per formazione" o comunque avendo militato per tanti anni nel nostro campionato).
* Visto che parlavi di Cristante ne approfitto per aprire un altro tema. Se un giocatore come Cristante viene scartato dal Milan e praticamente regalato al Benfica e poi si mette in mostra all'Atalanta oltre alla bravura di Gasperini nel averci creduto probabilmente c'è anche qualcosa che non torna a livello di scouting di alcune big (o presunte tali). E' un tema magari da approfondire a parte.
ciurlizza ha scritto:
Mi pare chiaro che la Lazio abbia fatto molto bene con Tare (e quindi con le scelte da lui fatte, compresi tutti i serbi e i rom presi, gli inevitabili errori di mercato fatti, ecc.), per quanto i tifosi siano per loro natura generalmente scontenti, ottenendo risultati nel complesso evidentemente superiori a quella che dovrebbe essere la sua dimensione (coppe italia vinte, qualificazioni Champions ottenute o sfiorate, piazzandosi comunque in classifica spesso sopra Inter e Milan o più o meno lì).
Non voglio dilungarmi troppo sul tema Lazio perché siamo off topic, ma una precisazione è doverosa...
Purtroppo la controprova non la avremo mai. Anche perché penso sia un caso più unico che raro quello di un d.s. che resta per 10 anni nella stessa squadra. Tant'è che definire Tare semplicemente direttore sportivo sembra quasi riduttivo, ormai è il figlioccio di Lotito.
Ma con un direttore sportivo come Petrachi o dal simile profilo (cioè uno che sappia lavorare sia sul mercato italiano ma anche piazzare all'occorrenza qualche colpo al di fuori dei confini nazionali e qualche, più o meno riuscita, scommessa) non penso che la Lazio non avrebbe potuto ottenere grosso modo gli stessi risultati ottenuti con il metodo Tare.
Ps: le scelte di Acerbi e Lazzari (gli ultimi due italiani arrivati da noi) sono state influenzate pesantemente da Inzaghi, altrimenti al posto loro fosse stato per Tare avremmo avuto albanesi o serbi. Nulla contro gli stranieri eh. Ma il senso di avere una buona base di italiani lo specificavi bene anche tu nel post iniziale (conoscenza del campionato, maggior probabilità di affiatamento o di "fare spogliatoio", ecc...). E comunque siamo così sicuro che in Italia non esistano giocatori del livello di Patric, Durmisi, Marusic e compagnia cantante? Che senso ha andarseli a prendere all'estero questi qui?
ciurlizza ha scritto:
E no, non mi pare che esistano solo i giovani per i quali vengono sparate richieste da decine di milioni, come tu dici. E nel campionato brasiliano è stato pescato per esempio solo tre anni fa Alisson, attualmente il miglior portiere al mondo, pagato otto milioni nonostante fosse già titolare nella nazionale brasiliana, che è appunto una cifra semiridicola, ma toglierei pure il semi, in rapporto a quanto poi è stato venduto.
Ammetto senza problemi di non conoscere tantissimo né di seguire particolarmente il calcio sudamericano. Qui probabilmente sono io ad aver esacerbato i concetti.
Pensavo mentre scrivevo ad uno degli obiettivi seguiti dalla Lazio. Tal Adolfo Gaich. Attaccante del San Lorenzo classe 1999, che dopo la bellezza di 2 reti in 11 partite vale 10/15 milioni di euro. Mi chiedevo, ma in Italia sicuro che non ci siano giocatori dalle potenzialità grosso modo simili?
Però nel complesso volevo sottolineare come se qualche anno fa, restando all’Europa, andavi in Belgio a prendere un talentino a pochi spiccioli (per davvero) ora il Genk di turno (penso a Milinkovic, sempre) cerca di monetizzare. Per certi versi è l’altra faccia della medaglia della globalizzazione calcistica di cui parlavi tu.
Alisson è un caso abbastanza isolato, per come la vedo io. Sabatini ha lavorato bene da voi? Secondo me si. Personalmente lo stimo come d.s. e anche da noi ha fatto bene. Sabatini qualche "colpetto" italiano lo faceva anche, pur prediligendo altre scelte.
Poi ovvio che gli errori di mercato li fanno tutti, ci mancherebbe. Mica ho detto che un Tare deve azzeccare tutti i colpi eh.
Che poi, a conclusione del tutto. Io mica parlavo di costruire squadre composte esclusivamente da italiani (tant'è che la mia risposta era partita dalla tua "lamentala" su una Roma che dovrebbe avere un 35/40% di italiani in squadra). Esprimevo un concetto ben diverso (ma magari sono stato poco chiaro). Credo sia assolutamente deleterio puntare forsennatamente (come, appunto, fa la Lazio di Tare) sul talento "esotico" tralasciando completamente il mercato italiano (a partire dal settore giovanile ma anche scovando giocatori già formati prima che si mettano in mostra nell'Atalanta di turno). Anche perché se il livello degli stranieri è quello di alcuni giocatori sopracitati e simili non credo, ripeto, che non vi siano italiani di simile livello.
Tant'è che ho fatto anche un accenno (seppur rapido) alla primavera e al settore giovanile.
ps: Scusa la "farraginosità" della post ma pur andando di fretta ci tenevo a risponderti.
