Parte la volata finale per lo stadio13/09/2016 alle 08:03.
IL TEMPO (F. MAGLIARO) - Il Rubicone è stato varcato: la Conferenza di Servizi decisoria che deve esaminare il progetto definitivo dello Stadio della Roma di Tor di Valle è stata finalmente convocata.
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Il Tempo aveva anticipato che era attesa la comunicazione formale della convocazione e ieri mattina la Regione ha messo il punto al balletto degli ultimi dieci giorni con il Campidoglio. I 180 giorni che la legge prevede come termine per ultimare i lavori sono partiti il 6 settembre, data di trasmissione dell'ultima documentazione dal Comune agli uffici regionali, e scadrebbero il 5 marzo. Che, però, cade di domenica e, quindi, il termine finale slitta a 24 ore dopo.
Entro il 6 marzo 2017, quindi, si conoscerà il destino del progetto di Pallotta e Parnasi per la nuova casa giallorossa. Da ieri sono scattati i 15 giorni che sono assegnati alle amministrazioni pubbliche per chiedere integrazioni documentali e chiarimenti.
Il 20 settembre, poi, i proponenti presenteranno ufficialmente il progetto a tutte le Amministrazioni coinvolte che avranno 45 giorni per studiare tutto il dossier in modo che, il 3 novembre, si apra la prima sessione vera e propria di lavoro. «In quella sede - recita la nota regionale - si dovrà verificare l'iter della variante urbanistica legata al progetto, che dovrà essere adottata dall'Assemblea capitolina».
In sostanza, dal 4 novembre Berdini dovrebbe essere in grado di portare in aula, per l'adozione senza emendamenti e discussioni, il testo della variante che, una volta recepito dal Consiglio comunale, sarà «pubblicato a fini urbanistici» per 30 giorni - termine entro cui potranno essere presentate da chi ne ha titolo osservazioni alla variante - per poi rientrare in Conferenza di Servizi per essere completato con le controdeduzioni alle osservazioni.
L'obiettivo è quello di concludere questa parte del lavoro prima del 5 febbraio, in modo tale da dedicare gli ultimi 30 giorni della Conferenza a perfezionare la chiusura del verbale. «Sempre nel termine dei 180 giorni - prosegue la nota della Regione - dovranno essere espletate anche le procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Al termine dei lavori, previsto per il 6 marzo 2017, si assumerà una determinazione motivata con una relativa delibera di Giunta regionale, che chiuderà l'intero procedimento».
Insomma, per James Pallotta, che oggi alle 12, accompagnato dal direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, vedrà, nella sede di via Cristoforo Colombo, il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, e l'assessore all'Urbanistica, Michele Civita, è un gran bel regalo di benvenuto. Domani alle 11, invece, sarà il turno della visita in Campidoglio dalla Raggi.
Pallotta convince Zingaretti. Sullo stadio serve l’ok della Raggi14/09/2016 alle 08:07.
IL TEMPO (F. M. MAGLIARO) Cita:
- La vera partita, James Pallotta, la giocherà oggi in Campidoglio dal trio Raggi-Frongia-Berdini, ma quella di ieri, in Regione da Zingaretti, è stata sicuramente una buona giornata per il patron giallorosso. L’iter di esame del progetto definitivo dello Stadio di Tor di Valle va avanti: Zingaretti, al termine dell’incontro negli uffici della Giunta regionale in via Colombo, durato tre quarti d’ora, ha ribadito le date salienti: 20 settembre presentazione del progetto, 3 novembre prima vera seduta della Conferenza di Servizi (fino a quel giorno ci sono tutti i lavori preparatori) e conclusione del tutto previsto per il 6 marzo 2017.
Tuttavia, il Presidente della Regione, dopo aver ricordato l’istituzione dell’apposito «ufficio di scopo» che sta lavorando all’esame del progetto e che sul sito della Regione verranno resi pubblici «tutti i documenti della Conferenza di Servizi», ha aggiunto: «La Regione farà di tutto affinché il progetto possa andare avanti, anche se è chiaro che ho comunicato che un passaggio fondamentale è l'approvazione da parte del Consiglio comunale della variante urbanistica».
Un tema, ha detto Zingaretti, «già affrontato nei colloqui fra Civita e Berdini». Un messaggio velato alla maggioranza 5Stelle che guida il Comune: la responsabilità sulla variante spetta a voi. «Abbiamo la speranza di aprire lo stadio della Roma nell'aprile del 2019», è il succo delle brevi dichiarazioni di Pallotta che portava una sciarpa con i colori giallorossi, il vecchio logo e la scritta «unico grande amore», regalo di una funzionaria dell’Urbanistica regionale.
Un auspicio ancora una volta davvero (troppo) ottimistico, che non tiene un conto esatto dell’iter e delle insidie che possono rallentarlo. «Con Nicola Zingaretti - ha aggiunto il presidente romanista - è stato un buon incontro. Sappiamo che a Roma e al Paese serve un nuovo stadio come questo. Un impianto che non ha mai avuto. Ci sarà un processo aperto, trasparente e sono al lavoro incredibili professionalità per rispettare una tabella di marcia molto precisa. Siamo molto, molto fiduciosi».
A margine, l’assessore all’Urbanistica della Regione, Michele Civita, spiega: «Era la prima volta che incontravamo il presidente della Roma, è chiaro che il passaggio di adozione della variante urbanistica da parte dell’Assemblea capitolina è un elemento delicato. Quell’espressione da parte dell’Aula sarà un passaggio frutto di tutto l’iter che è iniziato nel 2014 e che ha visto la sua formalizzazione nella delibera di pubblico interesse». Il sottinteso è chiaro: qualora in Campidoglio ci siano volontà contrarie alla realizzazione dell’impianto, non potrà essere quella la sede per esprimerle, a pena di esporre il Comune a una richiesta di risarcimento danni davvero monstre.
Stadio della Roma: Conferenza regionale dei servizi al via dal 3 novembre, ma serve la variante urbanistica del Campidoglio14/09/2016 alle 07:37.
ILSOLE24ORE.IT (M. BELLINAZZO) Cita:
- Apertura nel 2019. Il presidente della Roma, James Pallotta, al termine dell’incontro di ieri con il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, nella sede della Regione Lazio, ha indicato questa nuova scadenza per l’inaugurazione del nuovo stadio giallorosso. “E’ stato un buon incontro, noi sappiamo che a Roma e al Paese serve uno nuovo stadio come questo, un impianto che non ha mai avuto. Ci sarà un processo aperto e trasparente, sono al lavoro incredibili professionalità per rispettare una tabella di marcia molto precisa. Speriamo di aprirlo nel 2019″. Dal canto suo, Zingaretti, ha sottolineato come ci sia ancora un passaggio fondamentale da affrontare. ”Il Comune di Roma, non solo è informato, ma è anche d’accordo, che un passaggio fondamentale per lo stadio della Roma è da parte del Consiglio comunale, l’approvazione della variante urbanistica. Qualora si confermasse l’orientamento positivo sullo stadio della Roma, lo ripeto, tutto l’iter amministrativo sarà legato all’approvazione, da parte del Consiglio comunale della variante urbanistica. Approvazione da fare al più presto. Ne hanno già discusso gli assessori competenti, Civita e Berdini”. Zingaretti ha aggiunto che la Regione sarà garante “della correttezza, della trasparenza delle procedure. E’ quello che abbiamo promesso. Saremo tifosi nelle partite ma, lo ripeto, obiettivi nelle procedure”. Zingaretti ha riconosciuto come lo stadio della Roma sia “un grande progetto di sviluppo ed è giusto che meriti attenzione da parte delle istituzioni. Per me è stata la prima occasione d’incontro con Mr. Pallotta su questo grande tema dello stadio della Roma. Un’avventura iniziata molti mesi fa nei rapporti con il Comune di Roma. Noi, volutamente, in questi ultimi mesi siamo stati lontani dalle cronache e dalle polemiche giornalistiche, non per distrazione, ma per serietà. Abbiamo sempre ripetuto che avremmo fatto il nostro lavoro e il nostro dovere quando sarebbe arrivato il nostro turno. Ora il momento è arrivato”.
I lavori della Conferenza dei servizi regionale sullo stadio, che si apriranno il prossimo 3 novembre, dovrebbero produrre come atto conclusivo il “permesso a costruire”, ovvero il via libera ai cantieri entro marzo. I sei mesi decisivi per l’ok si contano infatti a partire dal 6 settembre, data cioè della trasmissione definitiva del progetto dal Campidoglio alla Regione Lazio. “Al termine dei lavori, previsto per il 6 marzo 2017 – ha spiegato l’assessore regionale al Territorio Michele Civita – si assumerà una determinazione motivata con una relativa delibera di Giunta regionale, che chiuderà l’intero procedimento. Nei prossimi 15 giorni le amministrazioni potranno chiedere integrazioni documentali e chiarimenti. Il prossimo 20 settembre avrà luogo la presentazione del progetto alla presenza di tutte le amministrazioni competenti”.
Il 3 novembre, in occasione della prima seduta della Conferenza, si dovrà “verificare l’iter della variante urbanistica legata al progetto (per questo motivo la Conferenza è di competenza regionale e non comunale) che dovrà essere adottata dall’Assemblea capitolina e approvata entro il termine dei 180 giorni. Sempre nel termine dei 180 giorni dovranno essere espletate anche le procedure di Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e di Valutazione di Impatto Ambientale (Via). Il Campidoglio aveva spedito alla Regione il progetto lo scorso 30 agosto, privo però del parere di conformità alla delibera dell’Assemblea capitolina sull’interesse pubblico. Il Comune di Roma in quell’occasione rimandò la discussione nel merito alla Conferenza dei servizi, e tra le due amministrazioni furono scintille a distanza. Per la Regione senza quell’atto non si poteva convocare la Conferenza dei servizi, mentre il Comune era di parere diverso. La Regione, allora (era il 2 settembre) invitò il Campidoglio a “esplicitare entro il 6 settembre una eventuale mancanza di interesse pubblico”, procedendo in caso contrario con una forma di silenzio-assenso. La sera del 6 settembre alla Regione sono arrivati invece “ulteriori contributi” sul progetto in esame. Da qui il differimento dei tempi di indizione della Conferenza dei servizi, fissata appunto in prima seduta per il 3 novembre.
come sempre le cose all'italiana
la variante é stata già approvata dalal giunta Marino. Senza questa variante già approvata la conferenza dei servizi non poteva partire.
Si chiede di riapprovare una cosa già approvata.
Siamo unici al mondo.