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MessaggioInviato: gio 19 ott 2023, 9:53 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
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Cosa ne pensano gli interisti del forum di questa ipotesi di squadra B?

Io ancora non sono riuscito a farmi un'idea precisa sulla loro utilità o meno.


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MessaggioInviato: gio 19 ott 2023, 10:11 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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per me è utile perche permette a tutti quei ragazzotti della primavera nerazzurra di prospettiva di iniziare ad approcciarsi al calcio "vero" partendo da una categoria come la serie C che è molto piu allenante rispetto all'essere cataputati direttamente nella massima serie, magari pure in prestito in club di seconda fascia, ma nei quali non gli verrebbe dato lo spazio necessario per crescere e maturare perche non ci sarebbe interesse a valorizzarli.

invece lanciare immediatamente suddette giovani speranze da titolarissimi, anche se in terza serie, permette loro di giocare con continuita, di avere alle spalle comunque l'inter a gestirli ed a seguirli con attenzione per cui se tra loro dovessero venire fuori elementi di livello superiore la proprietà potrebbe o decidere di utilizzarli addirittura in prima squadra o, per male che vada, cederli ad altri club ma a prezzi ben piu alti di quelli ottenibili per un semplice elemento della primavera...

insomma sulla carta ci sono tanti tantissimi pro e poco o niente contro IMHO...


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MessaggioInviato: gio 19 ott 2023, 19:28 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Marotta: 'Rinnovo Lautaro, potete stare sereni. Inter ultima squadra della mia carriera, poi la politica'

Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, è stato ospite della presentazione di 'Odio il calcio', il nuovo libro di Fabrizio Biasin e ha rilasciato alcune dichiarazioni, parlando anche dell'ipotesi seconda squadra per i nerazzurri: "Le seconde squadre, come sapete la prima è stata la Juventus e poi è arrivata l'Atalanta, secondo me sono uno strumento indispensabile per la crescita dei giovani. Il passaggio da Primavera a prima squadra è molto difficile, manca quello strumento intermedio che gli possa consentire una crescita, che può essere l'Under 23. Però, e faccio mea culpa, è che mancano le strutture adeguate: dove la facciamo allenare?".

Piace il Viola Park? "Non l'ho visto, ma mi hanno detto che è una struttura unica in Europa. Tanto di cappello a Commisso, mi hanno parlato di una struttura italiana ma con mentalità americana".

Conte l'ha convinta a rifare Appiano Gentile? "Antonio è molto esigente, negli stimoli che dà. C'era da fare un restyling dalla Pinetina e l'abbiamo attutato, era un processo già attivo prima di lui ma lui è molto attento a tutto quello che riguarda una società di calcio".

Ci vuole tempo per la seconda squadra quindi? "Dobbiamo risolvere questo problema. Che riguarda l'Inter, ma anche tante altre società. Dico quello delle strutture in Italia".

Messi mai stato vicino all'Inter? "Ci mancherebbe altro. C'è stato un momento in cui... Ma prima che arrivassi io".

Chi è il suo Messi? "In questo momento Lautaro".

E' il giocatore più forte che ha avuto? "Non so, la categoria dei forti è difficile da circoscrivere. Lautaro è un giovane talento che è diventato campione, dopo domenica sta giocando e migliorando giornata dopo giornata. È un elemento di cui si parlerà".

Rinnovo Lautaro, si può stare sereni? "Sì, assolutamente sì. È evidente che non voglio dare notizie, già siamo in sovraesposizione mediatica".

I prossimi colpi dell'Inter? "La fantasia c'è sempre".
Cosa racconta ai parametri zero? "Beh, l'Inter ha tanta storia".

Dopo la Champions League vengono tutti più volentieri? "Questo è vero, nel senso che è stato un momento in cui l'Inter era un po' nel dimenticatoio da parte di tanti giocatori, ora è vero che c'è tanta attenzione nei confronti di questa società, oltre alla sua storia".

A gennaio quindi può arrivare qualcuno? "Non so, dipende da come andremo. Oggi è prematuro, certamente l'attività di monitoraggio va avanti, con Piero Ausilio, con lo scouting che facciamo. La lista c'è sempre".

Taremi interessa davvero? "Facciamo così: di mercato non parliamo".

La rosa costruita e affidata a Simone Inzaghi? "Fortunatamente rappresentiamo un brand forte, se non arriva Tizio arriva Caio. E siamo fiduciosi da questo punto di vista, la rosa è assolutamente competitiva".

L'Inter deve vincere lo scudetto o ci si prova? "Ci si prova. È una domanda che mi è già stata fatta, è chiaro che la seconda stella è qualcosa di importante: è qualcosa di storico, che ti rimane sulla maglia. Però ne abbiamo già parlato troppo. Un po' pressione e un po' ottimismo".

L'Inter ultima squadra della sua carriera? "Sì. Anzi, sicuramente".

Si vedrà Marotta in politica prima o poi? "Magari come tecnico, non con la tessera del partito. Nell'ambito dello sport".

https://www.calciomercato.com/news/inte ... uadr-71925


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MessaggioInviato: ven 20 ott 2023, 2:15 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
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esser ha scritto:
per me è utile perche permette a tutti quei ragazzotti della primavera nerazzurra di prospettiva di iniziare ad approcciarsi al calcio "vero" partendo da una categoria come la serie C che è molto piu allenante rispetto all'essere cataputati direttamente nella massima serie, magari pure in prestito in club di seconda fascia, ma nei quali non gli verrebbe dato lo spazio necessario per crescere e maturare perche non ci sarebbe interesse a valorizzarli.

invece lanciare immediatamente suddette giovani speranze da titolarissimi, anche se in terza serie, permette loro di giocare con continuita, di avere alle spalle comunque l'inter a gestirli ed a seguirli con attenzione per cui se tra loro dovessero venire fuori elementi di livello superiore la proprietà potrebbe o decidere di utilizzarli addirittura in prima squadra o, per male che vada, cederli ad altri club ma a prezzi ben piu alti di quelli ottenibili per un semplice elemento della primavera...

insomma sulla carta ci sono tanti tantissimi pro e poco o niente contro IMHO...


Si in effetti i pro sembrano essere molti e i contro pochi. Ovviamente dipende sempre da come la gestisci, ma di base hai solo da guadagnarci.
Poi chiaramente non tutte le società di A possono permetterselo perché la scelta ha anche dei costi oltre a richiedere delle strutture minime per poter mandare avanti il progetto.


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MessaggioInviato: gio 26 ott 2023, 18:12 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Inter, l'assemblea dei soci approva il bilancio 2023: rosso da 85 milioni, tutti i numeri

L'Assemblea degli Azionisti dell'Inter ha approvato il bilancio al 30 giugno 2023: perdite per 85 milioni di euro (in calo di 55 milioni) e ricavi totali in crescita, con il fatturato che si attesta a 425 milioni di euro. Rispettato il Settlement Agreement UEFA.

COMUNICATO - L’Assemblea degli Azionisti di F.C. Internazionale Milano S.p.A. ha approvato il bilancio per l’anno fiscale 2022/23 al termine dell’incontro che si è svolto oggi alla presenza del Presidente Steven Zhang, oggi al quinto anno dalla sua elezione, in collegamento da Nanchino, del CEO Corporate Alessandro Antonello e del CEO Sport Giuseppe Marotta.

Il bilancio chiuso al 30 giugno 2023 si caratterizza per una nuova e consistente riduzione delle perdite rispetto all’anno 2021/22, che passano da 140 a 85 milioni di euro, in calo di 55 milioni di euro. Il fatturato complessivo per la stagione si attesta a 425 milioni di euro, evidenziando un aumento di circa 60 milioni dei ricavi al netto del player trading.

Nella prima stagione disputata interamente a porte aperte dal 2020 e che ha visto la squadra progredire fino alla finale di UEFA Champions League si è raggiunto il record storico di incassi da match day, pari a 80 milioni di euro. Anche i proventi da diritti audiovisivi hanno registrato aumenti significativi, beneficiando dalle straordinarie prestazioni della squadra che hanno portato due nuovi trofei nel palmares nerazzurro, la 9° Coppa Italia e la 7° Supercoppa Italiana.
I costi di produzione passano da 528 a 465,5 milioni di euro. Le azioni intraprese in sede di calcio mercato nell’estate 2022 hanno permesso di ridurre il valore complessivo dei salari.

Nell’anno solare 2023, l’Azionista di Maggioranza ha immesso nuovi finanziamenti soci per 51 milioni di euro ed ha ripatrimonializzato la società per 86 milioni di euro. Gli investimenti hanno dato sostegno alle ambizioni in ambito sportivo e alla crescita a livello organizzativo e infrastrutturale per l’Inter.

Sulla base dei risultati contenuti nel bilancio approvato oggi dall’Assemblea, la Società ritiene di avere rispettato i parametri indicati nel Settlement Agreement UEFA, evitando così sanzioni in relazione alla passata stagione.

https://www.calciomercato.com/news/inte ... 5-mi-29947


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MessaggioInviato: ven 27 ott 2023, 12:28 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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MessaggioInviato: mer 1 nov 2023, 12:34 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Ausilio: "Così ho strappato Lautaro all'Atletico. Lukaku? Mancati educazione e rispetto"

Il ds dell'Inter a Radio TV Serie A: "L'acquisto più difficile è stato Pavard. Inzaghi? Geniale e... pigro, e mai vicino all'esonero. Il sogno è la seconda stella"

"Con Lukaku sono mancate educazione e rispetto. Lautaro? Era dell'Atletico al 99%, ma gliel'ho strappato. La trattativa più difficile? Quella per Pavard". Piero Ausilio, ospite su Radio TV Serie A con Rds, emittente ufficiale della Lega Serie A, ha parlato a ruota libera della sua esperienza nerazzurra. "I pensieri vanno a tante cose, dalla partita che è stata a quella che sarà. Viviamo a ritmi che non permettono di rilassarti, ma è bello pensare anche a qualcosa di leggero ogni tanto. Il percorso è lungo, di fatica, sacrifici e tante cose, come giusto che sia. Per arrivare al livello dell'Inter attuale si deve passare attraverso un percorso bello, con staff importanti, con una proprietà che ha dato tante motivazioni e ha raccolto un'eredità importante, riuscendo ad essere vincente in pochissimo tempo".

Che tipo di interista è?

"Cerco di vivere di presente, attraverso lavoro e sacrifici, pensando a come poter dare un contributo per questa società. Ho iniziato 25 anni fa il mio percorso, facendo step che mi hanno formato e reso più forte. Oggi mi sento, anche per l'età che ho, solido, forte e competente per poter dare un contributo per una società così forte".

E' nato interista?

"Sono nato per il piacere per il calcio. Ero malato di calcio. Sono nato e cresciuto alla Pro Sesto, ho iniziato la mia carriera da dirigente lì perché ho interrotto la mia carriera da calciatore presto".

Il primo pianto per l'Inter?

"Non ricordo un pianto particolare. In qualche finale persa non ho pianto, ma un po' di amarezza è rimasta. Ma già dal giorno dopo c'era voglia di ripartire. L'ultimo trattenuto a Istanbul? Direi di sì".

Nel 1998 il primo incontro con l'Inter.

"Me lo ricordo perfettamente. Ci fu una trattativa anche lì con il responsabile del settore giovanile di allora. Volevano iniziassi a tempo pieno, ma a me mancava un esame e riuscì a vincere la trattativa per un periodo part time di 6 mesi con 4 ore solo al pomeriggio, che poi si trasformavano sempre in 8-10. Ho passato tantissime serate a Interello con il custode che veniva a darmi un panino, ma non mi è mai pesato. Ricordo la prima partita vera vista allo stadio con lo stemma dell'Inter era la finale di Coppa Uefa al Parco dei Principi Inter-Lazio. L'esordio da direttore sportivo lo ricordo con piacere, fu anche quello fortunato. Moratti mi fece chiamare mentre ero in Brasile, mi disse che voleva seguissi la squadra a Kiev nel 2010: fu decisiva anche per il Triplete. Da lì ho iniziato a seguire la prima squadra".

Il momento in assoluto più bello?

"Tantissime cose mi legano al settore giovanile, facemmo cose pazzesche. Abbiamo vinto tanto, la soddisfazione che però ti dà il settore giovanile è veder crescere i ragazzi. Abbiamo vinto tanti scudetti in questi 25 anni, ho dato il mio contributo perché negli anni di Branca mi dava anche grande responsabilità. L'ultimo, quello di Conte, è quello che sento mio al 100%".

Acquisto di cui va più orgoglioso?

"Sono tanti, tutte storie belle e particolari. Rischierei di fare un torto a qualcuno, ma quella di Lautaro è una storia molto particolare perché di fatto era un giocatore dell'Atletico Madrid. Quando prendi un aereo e vai lì a tentare l'1% in una situazione compromessa al 99% rischi di fare brutta figura, ma furono 4 giorni pazzeschi. Mancava solo l'accordo con l'Atletico, c'era una clausola che per fortuna Lautaro non voleva esercitare e lì facemmo un grande lavoro di squadra. Mi aiutò Zanetti con il suo procuratore, Milito, con il loro durissimo presidente. Una volta chiuso tutto ci fu una partita disastrosa, perché lui fece 3 gol e si procurò un rigore quella sera. Ci sedemmo di nuovo al tavolo il giorno dopo e lo pagammo qualcosa in più, ma riuscimmo a portarlo a casa. Anche a Balotelli mi legano ricordi bellissimi, averlo messo nel calcio che conta: si è giocato la possibilità al 70%".

La trattativa più complicata?

"Ce ne sono tante. Non è stato facile ad esempio strappare Pavard al Bayern, perché non volevano privarsene. In quella che ti sembra più scontata succede qualcosa a un minuto dalla fine".

L'acquisto mancato?

"Ce ne sono, ma meglio non ricordarli. Voglio fare il nome di Pierluigi Casiraghi, mio secondo padre dal punto di vista sportivo e professionale: vedeva quelli forti prima degli altri. Vide Fabregas a 16 anni, facemmo di tutto per prenderlo ma non ci fu possibilità. Ce ne sono stati tanti altri di giocatori trattati e poi andati da altre parti".

Qual è stata la più grande delusione della carriera?

"Delusioni in tanti anni ne hai più di una. Con Lukaku è delusione per come è finita, ma ho rispetto nel cercare di non parlare di un giocatore di un'altra società. Mi piace parlare al presente e al futuro, lui è stato parte del passato dell'Inter. Mi viene da ricordare uno scudetto meraviglioso, una bellissima plusvalenza, vera, e due finali perse".

Cosa è successo con Lukaku? Ci racconta la verità?

"Preferisco non parlarne. Dico solo che ci deve essere in tutte le cose educazione e rispetto. A un certo punto, le cose stavano andando avanti, ma sono venute a mancare proprio educazione e rispetto. Se c'è voglia di dirsi le cose negli occhi non c'è mai problema. Quando non si risponde al telefono, ci si nega o si risponda tramite altre persone, allora è il momento di voltare pagina. Da quell'8 luglio è andata così. La telefonata in cui mi sono arrabbiato? Una leggenda. Ci fu questa chiamata dopo vari tentativi, ma è durata poco. Fu decisa, ferma, ma niente di particolare. Dissi ciò che pensavo in poco tempo".

Lukaku, Samardzic e Skriniar: che estate...

"Sono esperienze, dalle sconfitte sul campo a quelle di mercato. Si impara sempre qualcosa".

Quante volte è stato oggetto di trattativa?

"E' successo. Non ho mai avuto la voglia di andar via. Ci sono stati contatti, situazioni, ma mai una negoziazione o parlato di un progetto. Fondamentalmente non ho mai avuto il pensiero di lasciare un club così, è troppo difficile. Ti legano troppe cose, al di là del blasone: è la mia seconda famiglia. Per me è diverso dagli altri. Arriverà il momento in cui un presidente mi dirà che è giusto cambiare e potrò solo dire un enorme grazie".

Ausilio e Marotta?

"Una bella coppia, funziona perché c'è rispetto. Lui capisce di calcio, ha anni di esperienza, ma ha una grande qualità: delega e dà fiducia alle persone che ha. Io a mia volta trasmetto lo stesso alle persone che mi sono vicine. Penso che sia intervenuto per dire no su un calciatore un paio di volte in questi 5 anni, ma solo perché magari già conosceva il calciatore o aspetti caratteriali che io non conoscevo. Ti lascia lavorare, poi ci si confronta. Permette al direttore sportivo di concentrarsi proprio sul suo lavoro, perché io non ho tempo e voglia di concentrarmi sui rapporti, la comunicazione e altro. Mi concentro sull'allenatore, calciatori e incontri con gli agenti con un'attenzione al 100%, senza perdere concentrazione in cose che non sono mie".

Lautaro-Thuram?

"Bella coppia, ma mi piace parlare di quartetto. Loro stanno funzionando benissimo, ma abbiamo anche Sanchez e Arnautovic, che ci farà vedere cosa può dare".

La prima volta che ha notato Thuram?

"Dopo la cessione di Lukaku al Chelsea. Non sapeva neanche di essere una prima punta. Venne preso Dzeko a 0 dalla Roma, ma ci mancava il secondo attaccante per completare il reparto con Lautaro. Era il prescelto, ma si infortunò: avevo già parlato con lui e il papà, la negoziazione andava avanti spedita anche grazie a Mino Raiola, che approfitto per ricordare. Avevamo quasi definito tutto, ma la domenica precedente l'incontro definitivo si fece male al ginocchio e dovemmo cambiare obiettivo. Quegli incontri furono la base. Fui il primo a dire a Lilian che suo figlio poteva diventare attaccante centrale, me lo ha ricordato l'altro giorno. Il nostro progetto era finalizzato e mirato su di lui, il vantaggio ce lo siamo presi".

La sostituzione di Onana con Sommer?

"Portieri diversi, ma avevamo bisogno di certezze perchè avevamo perso anche Handanovic. Avevamo già deciso di cambiare dopo tanti anni, ma c'è un progetto su Samir e resterà a darci una mano nei prossimi due anni. Volevamo a quel punto qualcosa di certo e che fosse pronto da subito: si poteva puntare su portieri più giovani, ma Sommer era ciò di cui avevamo bisogno. Si era già preoccupato di imparare l'italiano durante la trattativa, è un professionista pazzesco".

Come è cambiato il mercato in questi anni?

"Tantissimo, come la posizione delle italiane rispetto alle altre. Le italiane possono fare investimenti, ma sempre con una certa attenzione e senza fare follie. In giro per il mondo ci sono club che hanno più risorse e questa differenza la senti, ma noi siamo bravi perché riusciamo sempre a trovare situazioni più economiche o ad anticipare il mercato, anche recuperando da club più forti giocatori che non si sono affermati al 100%, recuperandoli e portandoli a livelli consoni alle loro qualità. In Inghilterra si trovano situazioni interessanti".

Gli agenti stanno esagerando?

"Parlerei sempre a livello soggettivo, senza generalizzare. Ci sono agenti che sono anche di aiuto alle società e alcuni solo interessati al proprio portafoglio, perdendo di vista interessi un po' più completi. Lavoro con tanti, ne ho conosciuti tantissimi: alcuni li considero meno e tanti di più. Questo lo puoi fare con l'esperienza".

Sogna ancora?

"Sì, anche se non li ricordo tutti. Il prossimo? Una cosa non molto distante, ovviamente sportivo, ma chiede lavoro, forza e continuità. Mi piacerebbe arrivare alla seconda stella che è lì, lottano anche gli altri. Importante lottare fino alla fine, se qualcuno sarà più bravo gli stringeremo la mano".

A Istanbul non sembravate tanto lontani.

"Lo sembravamo più prima di giocarla. Durante la partita siamo sembrati molto forti e competitivi, ce la siamo giocata alla pari con la squadra più forte del mondo. Siamo ambiziosi, pur consapevoli che ci sono squadre più attrezzate di noi. Vogliamo vendere cara la pelle a tutti. So dove siamo partiti: all'inizio del percorso di Suning eravamo forse dietro al cinquantesimo posto nel ranking, ora siamo tra il settimo e l'ottavo. Forse questo ci darà possibilità di partecipare al Mondiale per club e manca poco, ora pensiamo a centrare la qualificazione agli ottavi".

Che persona è Inzaghi?

"Semplicità, umile, geniale e pigro. È uno dei più simpatici conosciuti nel mondo del calcio, ma ha una sua routine, esigenze che non sposti neanche con le cannonate. È geniale, ha talento ed è ancora giovane. Ha buon gusto per il calcio giocato di qualità e fa star bene tutti. Ha creato un bel gruppo e si vede, i risultati non sono solo frutto della prestazione, ma anche di star bene insieme e di voler condividere tempo e spazi".

Quanto è stato vicino l'esonero?

"Mai. Sono strasincero, non è nella cultura di Zhang e Marotta. Marotta credo non abbia mai esonerato un allenatore in 40 anni di calcio, men che meno io. Era un momento di difficoltà, ma sapevamo che serviva la forza dell'unità e anche che fossero spronati, pungolati, con la giusta attenzione alle cose che non andavano. Siamo stati tutti bravi a venirne fuori e a iniziare il cammino pazzesco degli ultimi due mesi che ci ha portato alla qualificazione in Champions, alla finale di Coppa Italia e a Istanbul. Esonero mai preso in considerazione, non è nella cultura dei dirigenti dell'Inter".

https://www.gazzetta.it/Calcio/Calciome ... hi-e.shtml


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Inter, UFFICIALE: lussazione della rotula per Pavard. Quanto starà fuori

L’Inter perde Benjamin Pavard per un paio di mesi, come conseguenza dell’infortunio al ginocchio sinistro subito sabato pomeriggio, in occasione della partita disputata sul campo dell’Atalanta. Questa la nota ufficiale diffusa dal club nerazzurro: “Benjamin Pavard si è sottoposto questa mattina a valutazione clinica ed esami strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano. Gli accertamenti hanno confermato i postumi della lussazione della rotula del ginocchio sinistro. Il difensore dovrà portare un tutore funzionale per 3-4 settimane, prima di cominciare il lavoro rieducativo”.

Il calciatore francese - che ha collezionato 10 presenze da inizio stagione - era stato costretto ad abbandonare il campo dopo 33 minuti a causa del violento scontro con l’atalantino Lookman per contendere un pallone in area di rigore. Un infortunio apparso da subito non di lieve entità e sul quale Simone Inzaghi aveva fornito un primo responso nel post-gara, dopo essersi confrontato con lo staff medico. Pavard è uscito dal terreno di gioco in barella, ma ha voluto seguire il resto della partita dalla panchina, partecipando pure ai festeggiamenti per la vittoria in occasione dei due gol di Calhanoglu e Lautaro e al fischio finale.

TORNA A GENNAIO? - Immaginando un periodo di stop non inferiore ai due mesi, l’ex giocatore del Bayern Monaco si appresta a marcare visita nelle partite di campionato contro Frosinone, Juventus, Napoli, Udinese, Lazio, Lecce e Genoa, oltre a quelle di Champions League contro Salisburgo, Real Sociedad e Benfica. L’Inter confida di riaverlo a disposizione con l’inizio dell’anno nuovo, quando ospiterà a San Siro l’Hellas Verona.

https://www.calciomercato.com/news/inte ... ara--43847

buon 2024 benjamin...


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lo scudo può perderlo solo la juve ed allegri


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MessaggioInviato: lun 6 nov 2023, 20:18 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
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esser ha scritto:
buon 2024 benjamin...


Brutta tegola (anche se, per come è strutturato il vostro organico, meglio un infortunio di un titolare in difesa che di un titolare in attacco).


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