Supercì ha scritto:
diciamo che non fu l'unica variabile...
e non vado oltre.
No, ma vai oltre. Siamo curiosi di sapere quale fu l'altra variabile per cui il campionato lo vinse chi quegli anni faceva finali di CL un anno sì e uno (con l'anno no che usciva con il Bayern in modo artistico).
Curiosità che aumenta se consideriamo che nel 2018 la "squadra semplicemente più forte" di tutte non era quella che andò al Bernabeu contro il Real delle 3 Champions' di fila e rifilò 3 palloni pur priva del miglior giocatore della rosa

Per intenderci, nel 2017/18 il Napoli perse principalmente per sfiga, poteva sicuramente vincere con merito il campionato: in volata, come caschi, caschi bene.
Nel 2015/16, anche se meno della Juve, pure il Napoli in realtà rifondò, partì lento, rimase dietro a lungo a squadre come Roma, Inter e Fiorentina. Questo non scavò un margine sufficiente contro la Juve più forte negli 11 e nella rosa. Il campionato poi lo perse del tutto quando perse la testa della classifica nello scontro diretto di Torino sempre con una grande dose di sfiga.
Perdere ma restare capolista dopo quel match per me aumentava a dismisura le possibilità di vittoria degli azzurri, unitamente a rinforzi/mancanza di gente inutile tipo Valdifiori, De Guzman e David Lopez. Paradossalmente, col senno di poi, è un rimpianto più grande il 2016 rispetto al 2018, perché in volata si vince/perde per inezie, ma quando il tuo avversario parte ad handicap e poi vince significa che hai avuto problemi strutturali pure tu a cui c'era tempo per porre rimedio probabilmente anche se nella sua forma max, trovata tardissimo, il tuo rivale era un po' più forte.