Basilio ha scritto:
Karagounis ha scritto:
Basilio ha scritto:
Karagounis ha scritto:
Catzate.
No storia.
La storia dice un'altra cosa.
Il revisionismo storico sull'unità d'Italia è una delle cose peggiori e più offensive di tutte le persone che nell'Italia ci hanno creduto e che si sono sacrificate per essa. E lo dico da meridionale.
La storia dei vincitori potrà pure dire che che Cavour, Vittorio Emanuele II e Garibaldi hanno agito seguendo i più nobili ideali mossi da un comune e commovente sentimento e che i popoli "liberati" con genuina spirito di popolo hanno consegnato la corona d'Italia ai Savoia, ma i fatti raccontano ben altra, poco edificante storia.
Preferisco di gran lunga il gesto di non chi si riconosce nella bandiera italica rispetto al generico sentimentalismo patriottico scaturito solo da una passiva e superficiale accettazione di tutti quei fasulli miti risorgimentali che vengono insegnati male a scuola.
C'è stato anche chi è morto per difendere il regno delle due Sicilie e era non meno italiano di quelli dalla camicia purpurea, c'è chi è stato sommariamente ucciso proprio dai liberatori (i tristi fatti di Bronte), per non parlare poi dello sterminio dei briganti.
Tutte le nazioni hanno avuto episodi poco edificanti durante la loro storia.
Trovo la narrazione del Risorgimento italiano insegnato a scuola già particolarmente critica rapportata a come vengono insegnate le cose negli altri Paesi (nel Regno Unito non studiano mica quello che facevano gli inglesi agli irlandesi ad esempio).
L'unità d'Italia è avvenuta in maniera particolare, più dall'alto che non dal basso, ma ciò non toglie che ci fossero moltissime persone che nell'ideale di un'Italia unita ci credevano veramente sia al nord che al sud (Garibaldi e Mazzini per citare due molto famosi). Giusto ricordare anche chi combatteva dall'altra parte, ma direi che dopo 150 anni anche il più acceso meridionalista dovrebbe smetterla col vittimismo anti-Savoia perché l'attuale situazione al Sud non è certo colpa loro né deriva da quello che successe dopo l'Unità.
E francamente, se è vero che i briganti furono trattati in maniera orrenda, non comprendo come si possono considerare positivamente dei gruppi di persone che dopo poco persero quasi completamente ogni velleità ideologica per essere semplicemente dei fuorilegge.
Poi tu puoi credere quello che vuoi, ma se sei così tanto col dente avvelenato con lo stato italiano, puoi sempre andare a vivere da un'altra parte, smettere di parlare italiano e rinunciare alla tua nazionalità. Altrimenti è troppo facile.