Supercì ha scritto:
Noto spesso che chi, di Napoli, tifa altre squadre, abbia anche molti meno legami con la propria città. È un fatto che constato frequentemente. Droll non fa eccezione.
A lui ricordo che per una vita intera ci siamo sentiti dire di tutto. Per rimanere al fatto sportivo, ci danno dei colerosi, camorristi, monnezzari, imbroglioni. Nella migliore delle ipotesi ci liquidano come gente alla buona, ignorantelli e provincialotti che fanno simpatia. E non credo si faccia distinzione di tifo. Quello che allo stadio mi chiama terrone o coleroso, non lo circoscrive ad un fatto sportivo. Quindi, sarebbe ora che te ne rendessi conto caro droll, ci sei anche tu nel calderone... Mio caro concittadino sei coleroso nè più nè meno di me. Peró, te ne dó atto, perlomeno hai la soddisfazione della tua sontuosa bacheca.
Alla luce di questo, un paese intero che ti bistratta costantemente, non vedo perché dovrebbe scandalizzarsi per qualche fischio all'inno.
Diego, da non napoletano, lo aveva capito. Tu, evidentemente no.
mi aspettavo una risposta francamente migliore per togliermi il certificato di napoletanità (che poi, se sapessi quanto ho fatto per la nostra terra, ma vabbè, in un'altra sede lo racconterò. in ogni caso facendo un discorso di questo tipo che divento? un apolide? com'era?

)
però a me spiace solo una cosa, perché la scaltrezza del napoletano o del romano anche, uno di quei luoghi comuni che nelle discussione tra ragazzi rende orgogliosi della propria origine, per dire, cade senza possibilità di replica con l'ultimo rigo.
maradona disse quelle cose per suo unico vantaggio sportivo e personale. chiarissimo proprio

ma l'assurgere un motto detto da un giocatore con finalità sportive ma che veicola altri concetti.. a cosa? a slogan di una pseudo-rivoluzione sociale? bhe questo più di ogni altro mostra la matrice calcistica di questo "napoletanismo" nella gran parte dei casi: roba ca c vulessn e schiaffun overament. p fa fa a rivoluzion a nu popol s'adda partì ro pallon.
ma a sto punto preferisco serio angelo forgione, che per delirare in un certo modo non è mica partito da maradona e la juve che rubbba e che fa i cori beceri

Jeda ha scritto:
è tutto molto soggettivo: la storia della mia terra affonda radici antichissime nei greci, nei romani, negli arabi, nei normanni, negli spagnoli, nei francesi e da 150 anni a questa parte anche dal piemonte sabaudo

io l'italianità l'ho sempre sentita pochissima
sono napoletano, poi meridionale (figlio di terroni di altre parti del sud italia), poi mediterraneo, poi italiano
ma nessuno può giudicare il "sentire l'appartenenza di un altro"; se si fischia l'inno nazionale bisogna chiedersi perché quelle persone ce l'hanno con lo stato sovrano italiano, risalire alle origini, gridare sterilmente allo scandalo non porterà certo alla formazione di un omogeneo senso d'appartenenza
fine off topic scusate

non è molto soggettivo. lo è ma poco. da greci/romani si era già creato lo zoccolo di italianità. poi è chiaro che ci sono state molte mescolanze culturali e anche razziali. e questo caratterizza ciascuna città. tutti quelli con gli occhi azzurri hanno un unico antenato comune del centro-nord europa. siccome ci sono ovunque, significa che siamo parenti col mondo praticamente

ma negare che le "città" nella loro diversità siano legate da una certa base comune è negare l'evidenza. tutte le nazioni costituite in questo modo sono "una d'arme di lingua d'altare di memorie di sangue e di cor".
wonderwall ha scritto:
Se c'è un paese cmq in cui la nazionalità non è proprio omogenea quello è l'Italia

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ma proprio no
