SimoSky ha scritto:
Janacek ha scritto:
SimoSky ha scritto:
Diciamo le cose come stanno: Florenzi è un mediocre.
Si pero é un grande.
E pareccchie squadre lo vorrebbero. Barca, Chelsea etc.
Mica gli espertoni come qui dentro

Oggi é terzino.
E sarà sempre più bravo.
Edit ho letto più volte che la roma é su Witsel. Il Witsel visto ieri per me più lontano sta da Roma meglio è.
Farebbe panchina fissa, giusto il posto di Vainqueur potrebbe prendere. E l'articolo de Ultimo Uomo mi conferma che é una mezza sega.
Se sabatini me lo porta a Roma lo mando a #@*§ tutti i giorni appena mi alzo fino a quando se ne andrà.
Bah...dubito che Barca o Chelsea lo vogliano.
Witsel nemmeno a me fa impazzire però eviterei di giudicare i calciatori dal rendimento in Nazionale.....perchè altrimenti Messi dovrebbe far panchina a Gervinho e a Dzeko.

Florenzi
---->
un uccellino basta informarsi. Ma se vuoi fare il personaggio...prego. Florenzi no né un mediocre e chi dice questo é un bimbo #@*§
Witsel
non é solo in nazionale che fa #@*§ t'invito a leggere qui
http://www.ultimouomo.com/prigioniero-witsel/Problemi di posizioneCita:
Per spiegare l’innalzamento del suo gioco, Witsel offre una chiave tattica: «Quando è arrivato, Villas-Boas mi ha dato molta fiducia: mi ha messo in una posizione più avanzata per essere più offensivo e il mio gioco è tornato». Riguardo al tecnico toscano invece ha dichiarato: «Spalletti è stato qui per molto tempo, ma con lui avevo un ruolo più difensivo. Mi piace essere più offensivo e muovermi avanti e questa è la differenza dal mio punto di vista».
Effettivamente la sua posizione in campo si è modificata dall’arrivo di Villas-Boas. Spalletti vedeva in Witsel un centrocampista difensivo moderno e lo aveva utilizzato di conseguenza (esattamente come Wilmots con la sua Nazionale al Mondiale 2014). Per il calcio voluto da Villas-Boas, invece, il regista deve essere più libero di muoversi in modo da raccordare i reparti: il suo Zenit gioca un calcio di possesso, con un’azione che parte dal basso attraverso una circolazione di palla lenta e paziente, in attesa di trovare il momento giusto per verticalizzare. L’accelerazione alla manovra la danno sopratutto gli esterni, che possono andare sul fondo oppure combinare con la punta ed entrare in area.
Per far circolare il pallone partendo dal basso in attesa di verticalizzare, Witsel condivide il centro del campo con il mediano posizionale Javi García, che si limita spesso a dare la palla al giocatore più vicino quando in possesso. Witsel si muove per ricevere e iniziare la distribuzione, scegliendo anche quando cambiare gioco con un lancio per il terzino sulla fascia opposta nel caso in cui l’azione abbia bisogno di guadagnare ampiezza.
Il tecnico portoghese non sovraccarica Witsel di particolari compiti senza palla, lasciandolo concentrare nella gestione del possesso, dove risulta fondamentale anche nell’assorbimento del pressing avversario grazie a una grande capacità di protezione del pallone, una delle sue migliori caratteristiche. Secondo lui la sua migliore. Witsel è in grado di controllare e proteggere la palla sia con la tecnica che utilizzando la sua notevole struttura fisica.
ancora
Non è un regista
Cita:
Il coinvolgimento costante in fase di creazione non fa che sottolineare dei difetti del gioco di Witsel che potevano essere “addomesticati”, ma che dopo questi anni in Russia sono ormai impossibili da ignorare.
Witsel si fida talmente del suo controllo da risultare quasi letargico quando in possesso del pallone e con spazio intorno a sé, cosa che rallenta ancora di più l’azione di quanto non faccia la sua abitudine a giocare sempre con minimo due tocchi. Il fatto che debba pensare prima di eseguire un passaggio complesso non aiuta il ritmo della squadra, già di per sé lento. Le squadre che praticano un calcio di possesso hanno sì bisogno di precisione nel gesto (e quella Witsel l’assicura sempre), ma anche di un giocatore in grado di mantenere il ritmo del possesso non fermando ogni volta il pallone prima di alzare la testa e decidere cosa farci. La sua gestione del pallone rallenta l’avanzare della manovra offensiva voluta da Villas-Boas, e i giocatori più offensivi finiscono per perdere dei tempi di gioco in attesa dell’innesco.
Per questo Witsel va considerato come una mezzala di possesso, forzato con il tempo a toccare troppi palloni e finito a giocare da regista, e tutto questo non ha aiutato il suo sviluppo come calciatore. Un esempio lampante di questo snaturamento sta nel modo in cui Witsel si fa attrarre dalla palla quando un suo compagno ne è in possesso, andando continuamente incontro al pallone anziché cercare di leggere lo spazio e posizionarsi dove converrebbe per sviluppare l’azione.
Forse si tratta di indicazioni di Villas-Boas, ma ogniqualvolta la palla è in possesso della sua squadra Witsel è nel raggio di venti di metri, dimenticando quanto gli sta intorno e guardando solo il pallone. Lo desidera al punto da venirselo a prendere camminando se è troppo vicino, avvicinandosi al portatore invece di distanziarsi e lasciare più opzioni di passaggio al compagno, o mantenendo la posizione se già libero. Arriva quasi a pestare i piedi dei compagni, con lo Zenit che si trova ad avere due giocatori sempre vicini al pallone e facilitando così il compito degli avversari in pressing.
Eppure, quando è in possesso del pallone, ha sviluppato un meccanismo di passaggio e corsa interessante per non dare punti di riferimento agli avversari: si sgancia con uno scatto non appena il pallone si avvia verso il compagno a cui intende passarla, appena lascia la palla, cioè, salta una linea avversaria in avanti.