Polemica su cui non ho intenzione di perdere un minuto.
Su questo aspetto dell'affetto

ha scritto un articolo Tuttosport domenica sul giornale.
Ovvio che il primo post sarà di derisione per Tuttosport etc...
Ma va detto che poi Marotta domenica sera ha confermato in un certo senso questo articolo.
Questo articolo è uscito nel giornale di domenica, quindi prima della risposta di Marotta.
Calcio»Serie A»Juventus
domenica 26 ottobre 2014
Il petroliere riteneva uno sfottò la frase che ha fatto reagire ThohirTORINO - Era da quando aveva ceduto l'Inter a Erick Thohir (15 novembre di un anno fa) che Massimo Moratti non era più al centro del mondo nerazzurro come lo è in questi giorni. Ieri, seppur a scoppio ritardato, Thohir e Mazzarri ne hanno riconosciuto la grandezza (il petroliere è passato dall'essere causa dei dissesti finanziari del club nonché un disturbatore a cui non valeva nemmeno tempo rispondere a un santino da adorare), mentre sul web divampava la rivalità tra interisti e juventini. Alla dichiarazione di guerra di Agnelli è seguito il durissimo comunicato firmato Thohir, arrivato solo in tarda serata perché nella democrazia che regna oggi a Palazzo Saras, tutti i membri del "board" come ama definire i dirigenti l'uomo di Giacarta, devono dare l'assenso su qualsiasi posizione ufficiale presa dalla società. La chiamata alle armi di Thohir per difendere l'onore del club e di Moratti è giustificata e doverosa per tutelare la "base", ovvero quella parte di tifoseria a cui sale ancora il sangue agli occhi quando ripensa al periodo pre-Calciopoli. In più, così facendo, il neo presidente ha voluto dimostrare di essere ormai diventato un paladino dell'interismo nove mesi dopo aver sventato (su consiglio di Moratti) lo scambio Guarin-Vucinic.
Il fatto più singolare della vicenda è però un altro: Massimo Moratti non si è per niente offeso per quella battuta di Andrea Agnelli («A Moratti va riconosciuto un grandissimo amore per l'Inter e il grandissimo amore porta a fare follie come accettare uno scudetto che non ha vinto. Perdiamo un personaggio che ama il calcio e la sua squadra»), anzi l'ha catalogata come un affettuoso sfottò, simile a quelli che i due, tra l'altro, si sono scambiati via sms più di una volta anche negli ultimi mesi. Anche perché, guardando la frase di Agnelli senza avere gli occhi intossicati dal tifo, si evince proprio l'affetto di chi vuole celebrare un carissimo nemico.