Cita:
1) Non parlavo del calciatore. Parlavo del Maldini-post calciatore che non mi sembra abbia ricevuto un trattamento consono ad un'icona del club. Per non parlare del giorno dell'addio al calcio e le presunte corresponsabilità di Galliani...
2) In qualsiasi club, tranne che al Milan, un allenatore si porta dietro il suo staff. Immagino che l'anomalia è nel club rossonero. Poi non mi sembra che Seedorf è venuto di sua spontanea volontà, lo hanno chiamato e gli hanno fatto pure un bel contratto...
3) Rivera, all'epoca dell'acquisto del Milan da parte di Berlusconi, era un dirigente (mi sembra vicepresidente) nonchè IL Milan per 25 anni, anche lui è stato mandato a casa senza complimenti e il suo posto è stato preso da Galliani perchè, a detta di Silvio, più competente ed esperto.
Quel che accadde nel giorno dell'addio di Maldini fu una vergogna, ma Galliani che c'entrava? Lui, che andava in giro con la scorta perché minacciato di morte dagli ultras, che li aizza contro Maldini? A che pro?

I problemi tra Maldini e la Curva erano storici, ben noti e riconosciuti da tutti. Al massimo, fu troppo morbida la reazione del club nei confronti della Curva, ma questo s'inquadra nel più ampio problema del "teniamoci buoni 'sti balordi" che adottano quasi tutte le società.
Su quello che è accaduto negli ultimi anni, le responsabilità sono più di Maldini che di altri. Paolino non voleva un semplice ruolo di rappresentanza, voleva avere il portafoglio. Una pretesa un po' presuntuosa, non è che si nasce direttori sportivi; e non una mossa furba, dal momento che era ovvio che Galliani (come qualunque altro dirigente) non si sarebbe mai portato in casa uno che non vedeva l'ora di prendere il suo posto

Su Seedorf, solito discorso: è probabile che Clarence abbia ricevuto, o creduto di ricevere, carta bianca e pieni poteri da parte di Sua Demenza, e ha agito di conseguenza. La colpa principale è ovviamente di chi ce l'ha messo (Silviuccio), lui però è stato ben poco prudente. Ripeto: riuscire in due mesi a mettersi contro l'intero staff, compreso un pezzo di pane come Tassotti, è impresa di rara complessità.
Su Rivera continuo a non capire cosa c'entri, si parlava di un'altra dirigenza, di un altro Milan, di un altro calcio.