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wop82 ha scritto:
golovko ha scritto:
E sarebbe stato meglio se fosse stata una bufala. Questa roba è una vergogna totale.

Una società con più costi che ricavi è una società in difficoltà. Quindi cosa facciamo? Le facciamo pagare una multa plurimilionria! Logico, no?



Una società che ha più costi che ricavi significa che è gestita male a causa delle decisioni prese dal management e ciò va giustamente sanzionato, poiché sono stati deliberatamente ignorati i più basilari principi contabili e da cui potrebbero derivare conseguenze dannose per l'intero sistema calcio (vedi Parma e le altre decine di società fallite in Serie B e Lega Pro negli ultimi anni).
Tra l'altro il fair play finanziario ammette una certa tolleranza, 45 milioni di perdite in 3 anni, quindi se sfori tale soglia significa che sei menefreghista o totalmente incapace nel fare un budget previsionale, per di più in un contesto in cui i ricavi sono piuttosto prevedibili di anno in anno.
Se hai i conti in rosso e ad esempio compri Hernanes per 15 milioni, con un contratto da 2,8 netti all'anno, allora non ci sono proprio scusanti che tengano.
Inoltre la multa verrà scontata in parte dai premi UEFA (6 milioni) e la quota rimanente (14 milioni) è condizionata al conseguimento o meno di determinati obiettivi di bilancio nel prossimo futuro, quindi non è che sia proprio questo gran salasso.

Wop, sai meglio di me che un esercizio aziendale può chiudersi in perdita per il manifestarsi di costi straordinari o er una riduzione inattesa dei ricavi.
Questo a maggior ragione per una società calcistica, i cui risultati sportivi non dipendono esclusivamente dalla qualità di gestione dirigenziale. Un anno caratterizzato da decine di infortuni può costare l'accesso alla Champions League e quindi a una riduzione inattesa dei ricavi di almeno 20 milioni. E non sono gli amministratori delegati a cagionare infortuni.
E l'aleatorietà dei ricavi è anche in parte voluta dalla Uefa con l'esistenza dei preliminari di Champions: due partite in estate valgono 20 milioni di euro. Cioè più del 10% del fatturato di quasi tutte le squadre che li giocano.

15 milioni per Hernanes sono l'esempio perfetto: è l'investimento che ha fatto l'inter per raggiungere il terzo posto.
L'investimento si è rivelato sbagliato, quindi a logica dovrei pagare tale errore con una perdita di esercizio. E invece, oltre alla fisiologica perdita per l'errore di gestione, arriva anche una multa salatissima.
Cornuti e mazziati.


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Ma, soprattutto, ditemi voi a queste condizioni quale società con i conti fuori regola ha interesse a qualificarsi per l'Europa League. Io sono malpensante, ma le brutte figure fatte da Inter e Milan da quando si è resa manifesta l'impossibilità di raggiungere il terzo posto legittimano che si ipotizzi tale scenario: se già chiudo il bilancio con una perdita di diverse decine di milioni di euro, a che pro andare in europa league, se la qualificazione provoca un'ulteriore multa di 20 milioni? Meglio fare figuracce e non rischiare di raggiungere un sesto posto che pago diversi milioni. (Discorso diverso per la Champions, dove i ricavi possono essere maggiori della multa)


Implicitamente questo significa che il fair play finanziario funziona, poichè i comportamenti non virtuosi vengono sanzionati e questo deterrente impone ai club non regola di allinearsi agli altri, al fine di poter partecipare ad una competizione UEFA senza problemi di sorta.
A livello sportivo tu insinui che così facendo si falsa il campionato, però faccio notare che allo stesso tempo viene premiato il merito di chi riesce a qualificarsi ad una coppa europea seguendo le regole.
E' un compromesso discutibile, ma che trovo accettabile dato che nel medio-lungo termine sarà la normalità stare dentro i parametri imposti dall'UEFA.

Ne abbiamo già parlato tante volte nel corso degli ultimi anni, e probabilmente sai che per me il FPF finanziario è una porcheria a prescindere, perché i ricconi hanno il diritto di fare quello che vogliono con i propri soldi. E senza il riccone che finanzia di tasca sua, è impossibile competere nel lungo termine con quelle società che da 60 anni si sono garantite un potere economico ineguagliabile per le piccole realtà...Grazie ai soldi del governo spagnolo, della Fiat o di altri ricconi. Non certo per grazia ricevuta.

Tuttavia, in origine si diceva che la punizione per chi violava le regole era l'esclusione dalle coppe Europee. E sarebbe stata una punizione molto più congrua, più logica e meno penalizzante rispetto a una multa plurimilionaria, che peggiora la posizione di chi già non ha i conti in regola (e quindi, cosa fondamentale, se si esclude qualche sceicco, è in difficoltà economica) e che li incentiva a falsare la competizione sportiva nel proprio campionato.
Tu dimmi, secondo te, quale vantaggio avrebbe l'Inter (o anche il Milan) dalla qualificazione in Europa League, se questa porta in dote una multa di 20 milioni. Io preferirei stare a casa.

Ps: la tolleranza dei 45 milioni non è eterna. Dal 2018 cesserà di esistere anche questo "ammortizzatore".


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golovko ha scritto:
Wop, sai meglio di me che un esercizio aziendale può chiudersi in perdita per il manifestarsi di costi straordinari o er una riduzione inattesa dei ricavi.
Questo a maggior ragione per una società calcistica, i cui risultati sportivi non dipendono esclusivamente dalla qualità di gestione dirigenziale. Un anno caratterizzato da decine di infortuni può costare l'accesso alla Champions League e quindi a una riduzione inattesa dei ricavi di almeno 20 milioni. E non sono gli amministratori delegati a cagionare infortuni.
E l'aleatorietà dei ricavi è anche in parte voluta dalla Uefa con l'esistenza dei preliminari di Champions: due partite in estate valgono 20 milioni di euro. Cioè più del 10% del fatturato di quasi tutte le squadre che li giocano.

15 milioni per Hernanes sono l'esempio perfetto: è l'investimento che ha fatto l'inter per raggiungere il terzo posto.
L'investimento si è rivelato sbagliato, quindi a logica dovrei pagare tale errore con una perdita di esercizio. E invece, oltre alla fisiologica perdita per l'errore di gestione, arriva anche una multa salatissima.
Cornuti e mazziati.


E' vero che possono esserci delle variazioni nell'ammontare dei ricavi rispetto a quelli previsti, infatti l'Uefa ne tiene conto con la soglia dei 45 milioni di perdite in 3 anni, ma se tutto fosse davvero così imponderabile allora non si spiegherebbe come mai la maggior parte delle squadre partecipanti alle competizioni europee riesca a rispettare tranquillamente i parametri del fair play finanziario, indipendentemente dai preliminari e da altri fattori aleatori.
Gli altri sono tutti fenomeni e gli unici sfortunati, in questo caso, sono quelli dell'Inter?

Hernanes è l'esempio perfetto di un acquisto che non andava fatto, non perchè a posteriori si sia rivelato sportivamente inutile per raggiungere il terzo posto, ma perchè non vi erano i presupposti e le condizioni economiche già in partenza, e questo è un errore dirigenziale, senza considerare che un buon amministratore per ogni investimento dovrebbe anche valutare a priori cosa potrebbe accadere in caso di scenario negativo.
Tra l'altro l'Inter non ha sforato il tetto solo di una manciata di milioni, ma ha chiuso il bilancio 2013-2014 con 103 milioni di perdite e a cui vanno sommate quelle delle due annate precedenti (79 + 77 milioni).
Per cui già dal 2012 l'Inter avrebbe dovuto cambiare radicalmente politica gestionale, invece ha fatto l'esatto contrario e quindi non meritava di essere mazziata visto che le regole erano già note e chiare a tutti?


golovko ha scritto:
Ne abbiamo già parlato tante volte nel corso degli ultimi anni, e probabilmente sai che per me il FPF finanziario è una porcheria a prescindere, perché i ricconi hanno il diritto di fare quello che vogliono con i propri soldi. E senza il riccone che finanzia di tasca sua, è impossibile competere nel lungo termine con quelle società che da 60 anni si sono garantite un potere economico ineguagliabile per le piccole realtà...Grazie ai soldi del governo spagnolo, della Fiat o di altri ricconi. Non certo per grazia ricevuta.


In qualsiasi settore economico, compreso quindi il calcio, esistono dei leader del mercato, delle posizioni dominanti, i first mover, coloro che hanno beneficiato in passato di condizioni favorevoli irripetibili, ecc. e questo all'Uefa lo sanno benissimo, infatti sta cercando di creare un sistema che possa essere al tempo stesso competitivo ed autosostenibile indipendentemente da chi possa essere il proprietario o l'azionista di maggioranza di un club.
L'essere ricchi non significa non dover rispettare le regole del gioco, anche perchè nessuno è costretto a parteciparvi e tra l'altro l'assioma più spendi→più vinci non è una costante universale nel mondo del pallone.
In ogni caso chi ha intenzione di immettere dei soldi nel mondo del calcio può farlo tranquillamente costruendo lo stadio o nuove infrastrutture e investendo nel settore giovanile, dato che non vi sono restrizioni e sanzioni di alcun tipo in questi ambiti.
Le liste Uefa sono limitate ed impongono un certo numero di calciatori provenienti dalle proprie giovanili, e già questo in qualche modo evita una concentrazione eccessiva dei migliori giocatori in pochissimi club, infatti negli ultimi 20 anni la Champions League è stata vinta da 12 società differenti.
La riforma della Champions League e dell'Eurpoa Legue ha consentito e consentirà a molti club, anche di federazioni e nazioni minori, di poter beneficiare economicamente dei relativi premi, questo non colma certamente i divari esistenti, ma favorisce lo sviluppo generale a livello europeo del calcio sulla base di regole che possano essere rispettate da tutti.


golovko ha scritto:
Tuttavia, in origine si diceva che la punizione per chi violava le regole era l'esclusione dalle coppe Europee. E sarebbe stata una punizione molto più congrua, più logica e meno penalizzante rispetto a una multa plurimilionaria, che peggiora la posizione di chi già non ha i conti in regola (e quindi, cosa fondamentale, se si esclude qualche sceicco, è in difficoltà economica) e che li incentiva a falsare la competizione sportiva nel proprio campionato.
Tu dimmi, secondo te, quale vantaggio avrebbe l'Inter (o anche il Milan) dalla qualificazione in Europa League, se questa porta in dote una multa di 20 milioni. Io preferirei stare a casa.

Ps: la tolleranza dei 45 milioni non è eterna. Dal 2018 cesserà di esistere anche questo "ammortizzatore".



Nei casi più gravi è avvenuta direttamente l'esclusione dalle coppe europee, vedi il Parma lo scorso anno, ma anche Astra Giurgiu, Bursaspor, Cluj, Ekranas, ecc.
Le sanzioni sono comunque variabili e in parte commisurate alle capacità economiche dei singoli club, non è che appioppano 20 milioni a tutti indistintamente, infatti la Roma ne dovrà pagare solo 6 e poi a mio avviso sono più problematiche le altre imposizioni:

- Inter undertakes to reach full break-even compliance by monitoring period 2018/19;

- Inter agrees that for the financial year ending in 2016 and for the financial year ending in 2017 the employee benefit expenses to revenue ratio is restricted and that the amortisation and impairment of the costs of acquiring players’ registrations is limited;

- Inter agrees to report a maximum break-even deficit of €30m for the financial year ending in 2016 and no break-even deficit for the financial year ending in 2017.


Staremo a vedere come andrà a finire, ma per me questa è la strada giusta da perseguire.


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MessaggioInviato: dom 10 mag 2015, 11:57 
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wop82 ha scritto:
golovko ha scritto:
Wop, sai meglio di me che un esercizio aziendale può chiudersi in perdita per il manifestarsi di costi straordinari o er una riduzione inattesa dei ricavi.
Questo a maggior ragione per una società calcistica, i cui risultati sportivi non dipendono esclusivamente dalla qualità di gestione dirigenziale. Un anno caratterizzato da decine di infortuni può costare l'accesso alla Champions League e quindi a una riduzione inattesa dei ricavi di almeno 20 milioni. E non sono gli amministratori delegati a cagionare infortuni.
E l'aleatorietà dei ricavi è anche in parte voluta dalla Uefa con l'esistenza dei preliminari di Champions: due partite in estate valgono 20 milioni di euro. Cioè più del 10% del fatturato di quasi tutte le squadre che li giocano.

15 milioni per Hernanes sono l'esempio perfetto: è l'investimento che ha fatto l'inter per raggiungere il terzo posto.
L'investimento si è rivelato sbagliato, quindi a logica dovrei pagare tale errore con una perdita di esercizio. E invece, oltre alla fisiologica perdita per l'errore di gestione, arriva anche una multa salatissima.
Cornuti e mazziati.


E' vero che possono esserci delle variazioni nell'ammontare dei ricavi rispetto a quelli previsti, infatti l'Uefa ne tiene conto con la soglia dei 45 milioni di perdite in 3 anni, ma se tutto fosse davvero così imponderabile allora non si spiegherebbe come mai la maggior parte delle squadre partecipanti alle competizioni europee riesca a rispettare tranquillamente i parametri del fair play finanziario, indipendentemente dai preliminari e da altri fattori aleatori.
Gli altri sono tutti fenomeni e gli unici sfortunati, in questo caso, sono quelli dell'Inter?

Non è questione di fortuna e sfortuna, fenomeni o bravura. E' che una gestione deficitaria è già di base particolarmente costosa sul piano economico per gli azionisti: che bisogno c'è di aggravare la loro situazione?


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Hernanes è l'esempio perfetto di un acquisto che non andava fatto, non perchè a posteriori si sia rivelato sportivamente inutile per raggiungere il terzo posto, ma perchè non vi erano i presupposti e le condizioni economiche già in partenza, e questo è un errore dirigenziale, senza considerare che un buon amministratore per ogni investimento dovrebbe anche valutare a priori cosa potrebbe accadere in caso di scenario negativo.
Tra l'altro l'Inter non ha sforato il tetto solo di una manciata di milioni, ma ha chiuso il bilancio 2013-2014 con 103 milioni di perdite e a cui vanno sommate quelle delle due annate precedenti (79 + 77 milioni).
Per cui già dal 2012 l'Inter avrebbe dovuto cambiare radicalmente politica gestionale, invece ha fatto l'esatto contrario e quindi non meritava di essere mazziata visto che le regole erano già note e chiare a tutti?

E' la regola in sé che a mio parere è assurda. Il fatto che sia nota a tutti da anni non cambia l'entità dell'assurdo.

Wop82 ha scritto:
golovko ha scritto:
Ne abbiamo già parlato tante volte nel corso degli ultimi anni, e probabilmente sai che per me il FPF finanziario è una porcheria a prescindere, perché i ricconi hanno il diritto di fare quello che vogliono con i propri soldi. E senza il riccone che finanzia di tasca sua, è impossibile competere nel lungo termine con quelle società che da 60 anni si sono garantite un potere economico ineguagliabile per le piccole realtà...Grazie ai soldi del governo spagnolo, della Fiat o di altri ricconi. Non certo per grazia ricevuta.


In qualsiasi settore economico, compreso quindi il calcio, esistono dei leader del mercato, delle posizioni dominanti, i first mover, coloro che hanno beneficiato in passato di condizioni favorevoli irripetibili, ecc. e questo all'Uefa lo sanno benissimo, infatti sta cercando di creare un sistema che possa essere al tempo stesso competitivo ed autosostenibile indipendentemente da chi possa essere il proprietario o l'azionista di maggioranza di un club.
L'essere ricchi non significa non dover rispettare le regole del gioco, anche perchè nessuno è costretto a parteciparvi e tra l'altro l'assioma più spendi→più vinci non è una costante universale nel mondo del pallone.

Non è una costante priva di eccezioni, ma tendenzialmente aiuta.
L'Atletico e il Borussia possono essere competitivi con le superpotenze economiche, sì. Una tantum però. L'anno dopo escono ai quarti di Champions. Quello dopo ancora rischiano la retrocessione.
Le prime per fatturato invece sono sempre lì, ai vertici.

Ecco, una regola che poteva essere intelligente e equa secondo me era l'imposizione di un tetto massimo di costi sostenibili nel corso di un anno. Ma che sia un tetto uguale per tutti, e non funzione dei ricavi. Altrimenti diventa impossibile colmare il gap in modo continuativo. Ripeto: una società di seconda fascia che tira fuori un settore giovanile top mondo da cui riesce a tenere in prima squadra 5 o 6 giocatori per qualche anno può anche lottare per vincere con le superpotenze. Un anno, massimo due. A lungo termine resterà sempre una squadra di seconda fascia.


Cita:
Le liste Uefa sono limitate ed impongono un certo numero di calciatori provenienti dalle proprie giovanili, e già questo in qualche modo evita una concentrazione eccessiva dei migliori giocatori in pochissimi club, infatti negli ultimi 20 anni la Champions League è stata vinta da 12 società differenti.

Gli ultimi 20 anni non contano. Il FPF è diventato operativo la passata stagione se non erro. Fra 20 anni conteremo quante società diverse hanno vinto la Champions, o anche solo sono arrivate in finale.
Perché in quelle 12 sono comprese il Milan grazie ai soldi di Berlusconi, l'Inter grazie ai soldi di Moratti e il Chelsea grazie ai soldi di Abramovich. Exploit che con le nuove regole non saranno più ripetibili.

E che, per altro, secondo me rappresentano la base per il passaggio a una superlega europea in stile sport americani. Prima affossiamo definitivamente ogni sogno di gloria dei poveracci, poi ce li leviamo del tutto dalle palle.

Cita:
La riforma della Champions League e dell'Eurpoa Legue ha consentito e consentirà a molti club, anche di federazioni e nazioni minori, di poter beneficiare economicamente dei relativi premi, questo non colma certamente i divari esistenti, ma favorisce lo sviluppo generale a livello europeo del calcio sulla base di regole che possano essere rispettate da tutti.

Regole inique, come ripeto: il Real Madrid può spendere 500 milioni, il Siviglia meno di 100. Dov'è l'equità?

Wop82 ha scritto:
golovko ha scritto:
Tuttavia, in origine si diceva che la punizione per chi violava le regole era l'esclusione dalle coppe Europee. E sarebbe stata una punizione molto più congrua, più logica e meno penalizzante rispetto a una multa plurimilionaria, che peggiora la posizione di chi già non ha i conti in regola (e quindi, cosa fondamentale, se si esclude qualche sceicco, è in difficoltà economica) e che li incentiva a falsare la competizione sportiva nel proprio campionato.
Tu dimmi, secondo te, quale vantaggio avrebbe l'Inter (o anche il Milan) dalla qualificazione in Europa League, se questa porta in dote una multa di 20 milioni. Io preferirei stare a casa.

Ps: la tolleranza dei 45 milioni non è eterna. Dal 2018 cesserà di esistere anche questo "ammortizzatore".



Nei casi più gravi è avvenuta direttamente l'esclusione dalle coppe europee, vedi il Parma lo scorso anno, ma anche Astra Giurgiu, Bursaspor, Cluj, Ekranas, ecc.
Le sanzioni sono comunque variabili e in parte commisurate alle capacità economiche dei singoli club, non è che appioppano 20 milioni a tutti indistintamente, infatti la Roma ne dovrà pagare solo 6 e poi a mio avviso sono più problematiche le altre imposizioni:

- Inter undertakes to reach full break-even compliance by monitoring period 2018/19;

- Inter agrees that for the financial year ending in 2016 and for the financial year ending in 2017 the employee benefit expenses to revenue ratio is restricted and that the amortisation and impairment of the costs of acquiring players’ registrations is limited;

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Staremo a vedere come andrà a finire, ma per me questa è la strada giusta da perseguire.

Non metto in discussione che possano essere state comminate all'Inter sanzioni ancor più severe rispetto alla multa di 20 milioni.
Tuttavia se la strada giusta per evitare il proliferarsi di casi Parma consiste nel far pagare multe salate (i 6 milioni della Roma non sono mica pochi) a chi è già in difficoltà, mi sa che la vediamo in maniera un tantino differente.


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MessaggioInviato: mer 27 mag 2015, 14:35 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Ecco in anteprima le nuove maglie per la prossima stagione:

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Si è tornati alla normalità, finalmente...


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Reg. il: sab 18 ago 2007
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Che ne dite di questo?

http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/I ... 7970.shtml

Iniziano a fare terra bruciata attorno al "filippino"?


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Reg. il: sab 6 dic 2008,
Alle ore: 15:51
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Le maglie bellissime, duole dirlo. Ma è vero, sono proprio quelle dei primi anni Novanta.
D'altra parte dopo lo schifo di questa stagione la Nike doveva rimediare.


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MessaggioInviato: mer 27 mag 2015, 15:12 
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Reg. il: sab 18 ago 2007
Alle ore: 10:55
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Davvero vi piacciono?
A me non dispiace giusto la seconda
La prima non è che richieda chissà quale inventiva :asd
Mentre la terza mi ricorda quelle macchinine che quando le immergi cambiano colore :asd


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MessaggioInviato: mer 27 mag 2015, 15:32 
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Reg. il: ven 6 dic 2013,
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Infatti,la prima,scoccia dirlo,è molto bella.

Tremo per la nostra prima maglia con l'Adidas....non vorrei l'effetto Newcastle :mattoni


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Reg. il: lun 25 giu 2012
Alle ore: 10:33
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La prima è bella


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Reg. il: lun 5 giu 2006,
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Ohhhhhh torniamo a ragionare!!! La prima è bellissima


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