golovko ha scritto:
Wop, sai meglio di me che un esercizio aziendale può chiudersi in perdita per il manifestarsi di costi straordinari o er una riduzione inattesa dei ricavi.
Questo a maggior ragione per una società calcistica, i cui risultati sportivi non dipendono esclusivamente dalla qualità di gestione dirigenziale. Un anno caratterizzato da decine di infortuni può costare l'accesso alla Champions League e quindi a una riduzione inattesa dei ricavi di almeno 20 milioni. E non sono gli amministratori delegati a cagionare infortuni.
E l'aleatorietà dei ricavi è anche in parte voluta dalla Uefa con l'esistenza dei preliminari di Champions: due partite in estate valgono 20 milioni di euro. Cioè più del 10% del fatturato di quasi tutte le squadre che li giocano.
15 milioni per Hernanes sono l'esempio perfetto: è l'investimento che ha fatto l'inter per raggiungere il terzo posto.
L'investimento si è rivelato sbagliato, quindi a logica dovrei pagare tale errore con una perdita di esercizio. E invece, oltre alla fisiologica perdita per l'errore di gestione, arriva anche una multa salatissima.
Cornuti e mazziati.
E' vero che possono esserci delle variazioni nell'ammontare dei ricavi rispetto a quelli previsti, infatti l'Uefa ne tiene conto con la soglia dei 45 milioni di perdite in 3 anni, ma se tutto fosse davvero così imponderabile allora non si spiegherebbe come mai la maggior parte delle squadre partecipanti alle competizioni europee riesca a rispettare tranquillamente i parametri del fair play finanziario, indipendentemente dai preliminari e da altri fattori aleatori.
Gli altri sono tutti fenomeni e gli unici sfortunati, in questo caso, sono quelli dell'Inter?
Hernanes è l'esempio perfetto di un acquisto che non andava fatto, non perchè a posteriori si sia rivelato sportivamente inutile per raggiungere il terzo posto, ma perchè non vi erano i presupposti e le condizioni economiche già in partenza, e questo è un errore dirigenziale, senza considerare che un buon amministratore per ogni investimento dovrebbe anche valutare a priori cosa potrebbe accadere in caso di scenario negativo.
Tra l'altro l'Inter non ha sforato il tetto solo di una manciata di milioni, ma ha chiuso il bilancio 2013-2014 con 103 milioni di perdite e a cui vanno sommate quelle delle due annate precedenti (79 + 77 milioni).
Per cui già dal 2012 l'Inter avrebbe dovuto cambiare radicalmente politica gestionale, invece ha fatto l'esatto contrario e quindi non meritava di essere mazziata visto che le regole erano già note e chiare a tutti?
golovko ha scritto:
Ne abbiamo già parlato tante volte nel corso degli ultimi anni, e probabilmente sai che per me il FPF finanziario è una porcheria a prescindere, perché i ricconi hanno il diritto di fare quello che vogliono con i propri soldi. E senza il riccone che finanzia di tasca sua, è impossibile competere nel lungo termine con quelle società che da 60 anni si sono garantite un potere economico ineguagliabile per le piccole realtà...Grazie ai soldi del governo spagnolo, della Fiat o di altri ricconi. Non certo per grazia ricevuta.
In qualsiasi settore economico, compreso quindi il calcio, esistono dei leader del mercato, delle posizioni dominanti, i first mover, coloro che hanno beneficiato in passato di condizioni favorevoli irripetibili, ecc. e questo all'Uefa lo sanno benissimo, infatti sta cercando di creare un sistema che possa essere al tempo stesso competitivo ed autosostenibile indipendentemente da chi possa essere il proprietario o l'azionista di maggioranza di un club.
L'essere ricchi non significa non dover rispettare le regole del gioco, anche perchè nessuno è costretto a parteciparvi e tra l'altro l'assioma più spendi→più vinci non è una costante universale nel mondo del pallone.
In ogni caso chi ha intenzione di immettere dei soldi nel mondo del calcio può farlo tranquillamente costruendo lo stadio o nuove infrastrutture e investendo nel settore giovanile, dato che non vi sono restrizioni e sanzioni di alcun tipo in questi ambiti.
Le liste Uefa sono limitate ed impongono un certo numero di calciatori provenienti dalle proprie giovanili, e già questo in qualche modo evita una concentrazione eccessiva dei migliori giocatori in pochissimi club, infatti negli ultimi 20 anni la Champions League è stata vinta da 12 società differenti.
La riforma della Champions League e dell'Eurpoa Legue ha consentito e consentirà a molti club, anche di federazioni e nazioni minori, di poter beneficiare economicamente dei relativi premi, questo non colma certamente i divari esistenti, ma favorisce lo sviluppo generale a livello europeo del calcio sulla base di regole che possano essere rispettate da tutti.
golovko ha scritto:
Tuttavia, in origine si diceva che la punizione per chi violava le regole era l'esclusione dalle coppe Europee. E sarebbe stata una punizione molto più congrua, più logica e meno penalizzante rispetto a una multa plurimilionaria, che peggiora la posizione di chi già non ha i conti in regola (e quindi, cosa fondamentale, se si esclude qualche sceicco, è in difficoltà economica) e che li incentiva a falsare la competizione sportiva nel proprio campionato.
Tu dimmi, secondo te, quale vantaggio avrebbe l'Inter (o anche il Milan) dalla qualificazione in Europa League, se questa porta in dote una multa di 20 milioni. Io preferirei stare a casa.
Ps: la tolleranza dei 45 milioni non è eterna. Dal 2018 cesserà di esistere anche questo "ammortizzatore".
Nei casi più gravi è avvenuta direttamente l'esclusione dalle coppe europee, vedi il Parma lo scorso anno, ma anche Astra Giurgiu, Bursaspor, Cluj, Ekranas, ecc.
Le sanzioni sono comunque variabili e in parte commisurate alle capacità economiche dei singoli club, non è che appioppano 20 milioni a tutti indistintamente, infatti la Roma ne dovrà pagare solo 6 e poi a mio avviso sono più problematiche le altre imposizioni:
- Inter undertakes to reach full break-even compliance by monitoring period 2018/19;
- Inter agrees that for the financial year ending in 2016 and for the financial year ending in 2017 the employee benefit expenses to revenue ratio is restricted and that the amortisation and impairment of the costs of acquiring players’ registrations is limited;
- Inter agrees to report a maximum break-even deficit of €30m for the financial year ending in 2016 and no break-even deficit for the financial year ending in 2017.
Staremo a vedere come andrà a finire, ma per me questa è la strada giusta da perseguire.