noodles ha scritto:
wop82 ha scritto:
noodles ha scritto:
ti sei già espresso sul piano-Thohir?

Non mi sono espresso perchè l'Inter non è quotata in borsa, per cui non è obbligata per legge a rendere pubblici e facilmente accessibili a chiunque tutti i documenti societari inerenti a quel tipo di operazioni.
Se ci fai caso solo la Roma, la Juventus e la Lazio nei loro comunicati riportano esattamente le cifre di ogni acquisto e cessione, per tutti gli altri club non si sa mai con precisione quanti soldi siano stati spesi e incassati per ogni singola transazione.
In ogni caso il piano quinquennale dell'indonesiano difficilmente farà sognare i tifosi nerazzurri, visto che ci saranno centinaia di milioni di euro di debiti da rimborsare a svariate banche..
http://www.calcioefinanza.it/esclusivo- ... no-thohir/cosa ne pensi?
per quel pochissimo che ne capisco, Thohir ha chiesto alle banche di scommettere sul suo piano, mentre Moratti aveva sempre presentato il proprio patrimonio personale (immobiliare soprattutto) come garanzia per le aperture di credito. Non è una mossa rischiosa?
Sostanzialmente Thohir non fa nulla di diverso rispetto ad una società qualsiasi che opera in settori differenti rispetto a quello calcistico, chiedendo un finanziamento bancario in base al patrimonio netto societario e soprattutto alla capacità di rimborsarlo tramite la generazione di un certo cash flow.
Considerando come corretti i dati dell'articolo in questione, emergono chiaramente degli elementi di rischio, come l'assunzione che ogni anno l'Inter parteciperà almeno all'Europa League, fatto sportivamente probabile ma non così sicuro (vedi Milan e Lazio quest'anno) inoltre bisognerebbe capire se i vari ricavi commerciali e da sponsorizzazione si riferiscono a dei contratti già stipulati o in corso di negoziazione, specialmente nel caso della Pirelli che a quanto pare passerebbe dagli attuali 13,8 milioni a 20 milioni per non si sa quali ragioni, nonostante nel 2014/15 sia prevista una diminuzione dell'apporto di 0,6 milioni.
La situazione ereditata da Moratti non era certamente florida, quindi l'indonesiano, visto che non vuole rimetterci di tasca propria, è stato costretto a decidere se ridimensionare ulteriormente l'Inter in modo tale da riportare in equilibrio i conti e ridurre drasticamente l'indebitamento, oppure se prendere qualche rischio in più al fine di mantenere la squadra ad un certo livello di competitività.
A questo punto non resta che lasciare al campo e ai bilanci il verdetto sull'abilità, le competenze e la lungimiranza del management nerazzurro, e se proprio dovesse andar male il club finirà nelle mani di Unicredit che sicuramente cercherà una soluzione simile a quella della Roma.