"Caos Parma, l'ultima farsa: i codici dei bonifici di Manenti non sono regolari
Riportiamo integralmente l'articolo della Gazzetta dello Sport di Andrea Schianchi che ricostruisce le ultime incredibili vicissitudini del Parma, sempre più vicino al fallimento dopo che nemmeno il neo-patron Manenti è riuscito a fornire garanzie a calciatori e dipendenti sul pagamento degli stipendi arretrati.
Sarà una scena surreale. Giampietro Manenti, questa mattina alle 11, entrerà nella sala delle riunioni del centro sportivo di Collecchio per presenziare al suo primo consiglio di amministrazione in qualità di socio di maggioranza e, guardandosi intorno, scoprirà di essere solo. Stando a quanto si è saputo, non parteciperà nessuno dei soci di minoranza e anche l’immobiliarista Maria Isabella Camporesi, socia al 50% della Mapi Group di Manenti, ha declinato l’invito per divergenza sulla gestione del club. Solo e senza soldi, questo il destino del nuovo padrone del Parma che ieri si è presentato a Collecchio per parlare con la squadra e con i dirigenti che stanno lavorando all’organizzazione della partita contro l’Udinese.
IL NODO STEWARD - A Roma, invece, il sindaco Federico Pizzarotti ha incontrato Tavecchio e Beretta. La Federcalcio ha ribadito "il sostegno delle istituzioni, nel rispetto del quadro normativo vigente e delle reciproche responsabilità, affinché si creino le condizioni economiche e ambientali che consentano il proseguimento dell’attività sportiva". Domani è il giorno-chiave per sapere se la gara di campionato verrà regolarmente disputata. Il Parma ha fatto presente alla Lega Calcio le pesanti difficoltà economiche: non ci sono abbastanza soldi in cassaforte per pagare gli steward, l’azienda che fornisce l’energia e il personale addetto al servizio sanitario. Una piccola scorta, comunque inferiore ai 40 mila euro, è stata salvata, ma probabilmente non è sufficiente. L’ipotesi più accreditata è che Parma-Udinese si giochi a porte chiuse. Domani il Gos, il Gruppo Operativo per la Sicurezza, si riunirà e prenderà una decisione sulla base anche delle risorse economiche garantite dalla società. Si tratta, in sostanza, di mettere insieme qualche migliaia di euro che, unite ai circa 40 mila già esistenti in cassaforte, servirebbero a pagare i rimborsi spese di chi lavorerà domenica allo stadio Tardini.
DOVE SONO I 30 MILIONI? - Escluso che Manenti apra il portafoglio, perlomeno fino a ieri non ha dato questa disponibilità. E il fatto è abbastanza curioso, perché stiamo parlando di un uomo che si è presentato come un facoltoso imprenditore in contatto con ricchi investitori stranieri. Finora non gli è riuscito di sbloccare i 30 milioni di euro promessi che dovrebbero essere utilizzati per saldare gli stipendi dei tesserati e dei dipendenti, ma per organizzare Parma-Udinese serve una cifra molto inferiore: possibile che un imprenditore, che dice di aver preparato un dettagliato piano industriale per il risanamento del Parma, non abbia nemmeno tre o quattromila euro per "aprire" il Tardini? O forse, come molti sospettano da tempo, Manenti non è un facoltoso imprenditore ma sta tentando di aprire la strada a qualcuno che si muove nell’ombra.
BONIFICI FANTASMA - A Collecchio anche ieri si è presentata la delegazione dell’Aic al completo: il presidente Tommasi, il vicepresidente Calcagno e il direttore generale Grazioli. "Siamo a giovedì e la situazione non è cambiata", il commento di Tommasi. I giocatori hanno incontrato Manenti dopo l’allenamento. Un confronto abbastanza lungo e movimentato al quale Daniele Galloppa ha preferito non partecipare (forse in segno di protesta). Manenti ha garantito che i soldi degli stipendi ci sono e arriveranno, ma i ragazzi di Donadoni hanno ribattuto che finora non hanno visto un euro e che il CRO bancario, il codice di undici cifre che dovrebbe fare riferimento alle operazioni, fornito dallo stesso Manenti ai giocatori non è regolare. È bastato che qualche giocatore entrasse nella filiale del Monte Paschi e chiedesse la verifica del codice per scoprire che quei numeri valevano, più o meno, quanto quelli del Lotto. Se non ci saranno improvvise (e al momento improbabili) svolte, lunedì partiranno le raccomandate dei tesserati che chiederanno la messa in mora del Parma Fc. La società avrà venti giorni di tempo per mettersi in regola e pagare gli stipendi. Nel frattempo procede l’inchiesta della Procura: il 19 marzo si discuterà l’istanza di fallimento.
LA FURIA DI LUCARELLI - Il capitano del Parma Alessandro Lucarelli è tornato a parlare del caos societario che continua a ritardare il pagamento degli stipendi arretrati: "Ieri abbiamo parlato con il Presidente, ci ha spiegato che il problema è fare arrivare i soldi. Ci ha detto che ci sono, ma ormai la pazienza la stiamo perdendo. E' arrivato il momento dei fatti anche perché abbiamo dato una scadenza precisa. Adesso dobbiamo muoverci da squadra. La presenza della FIGC? Mi viene da ridere, perché si è parlato di partita a rischio con l'Udinese e ora c'è da capire se tengono al Parma o solo alla regolarità del campionato. Ora ci parliamo, vediamo che dicono. Abbiamo superato il limite, sembra che qualcuno si sia svegliato però..."."
http://www.calciomercato.com/news/caos- ... n-s-866846classico pasticcio all'italiana, poi ci lamentiamo se all'estero ci perculizzano sempre...