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Balo & compagni: undici personaggi in cerca d'autore Tony Damascelli - Sab, 21/06/2014 - 08:39
Elsabetta, regina d'Inghilterra, l'ha scampata bella. Ha evitato, grazie a mister Bryan Ruiz, di essere baciata da tale Mario Balotelli. La regina è salva, l'Inghilterra no, eliminata, risbattuta sull'isola niente affatto del tesoro. Mario Balotelli è stato la comparsa di una compagnia teatrale senza attori, undici personaggi alla ricerca di un testo e di un autore. Traditi dall'orario, dal clima, dal corpo, dalla testa, dalla pochezza. Tutta colpa di Cristoforo Colombo che si prese la briga di scoprire, oltre all'America, anche Costa Rica, prima in classifica in Brasile ma anche nella graduatoria dei paesi più felici del mondo. Figuratevi dopo il risultato di ieri che si aggiunge alla vittoria ottenuta sugli uruguagi. Il fattore C non sempre significa fortuna. Significa Corea, del Nord, nel '66, del Sud nel 2002, e Costa Rica, ieri, oggi e domani. Contro gli azzurri si esaltano nani e ballerine. Adesso qualcuno si è messo a fare i conti, basta un punto contro l'Uruguay, tranquilli, ce la faremo. Riaffiora la mentalità bottegaia e mercantile dei nostri quartieri bassi, emerge la miseria tecnica, senza nobiltà, di certi sedicenti fenomeni, superata la dogana scopriamo di essere poveri e brutti, la vittoria sull'Inghilterra, piccola nazionale con piccolissimo allenatore, è stato il miraggio che ha portato alla montata lattea di alcuni azzurri. Mario Balotelli è il primo della lista, indisponente, svagato, pigro, prodotto di un sistema che crea fenomeni mediatici, televisivi, di immagine, forma senza sostanza vera. È il football di tweet e di selfie, là dove si appare prima di essere, il mondiale ha già tolto il burqa a molti campioni autentici, Cristiano Ronaldo innanzitutto, Rooney dopo, e adesso Balotelli che, rispetto ai due appena citati, non ha né fame, né classe. Nessuna sorpresa se anche gli azzurri, già segnalati in fondo al gruppo nei risultati con i loro club, ieri si siano squagliati dinanzi alla Costa Rica che conta un quindicesimo dei nostri abitanti. Il soprannome di Ruiz è "donnola" per il suo viso appuntito. Ci ricorderemo di lui come abbiamo fatto con l'odontotecnico Pak Do Ik o il "perugino" Ahn, l'album delle figuracce ha altri spazi liberi. Per fortuna non ci sono emeriti sconosciuti tra gli uruguagi di Tabarez, anzi è tutta gente buona e brava, illustre, sognare non costa nulla, illudersi, invece, porta a ritrovarsi con la faccia piena di panna. Se la Costa è Rica, l'Italia oggi è poverissima. Il futuro è di nuovo nei piedi di Balotelli, il fenomeno incompreso, il fuoriclasse che non è mai stato, il calciatore che non è e non sarà mai un leader. Ma questo passa il convento e con questi frati dobbiamo andare a messa. Amen. Martedì, nello stadio delle Dune, a Natal, dentro o fuori. Preferisco non pensarci.
Possibile che nessuno -dico NESSUNO- tra i politici che ci stangano ogni giorno con tasse e balzelli ammazzaeconomia si spenda per alzare il dito contro questa CASTA DI INTOCCABILI? possibile che non appaia l' evidenza di questa situazione di ingiustizia sociale, con un Prandelli che guadagna il doppio o il triplo del presidente della Repubblica, pur essendo il Calcio un affare pubblico come pochi altri, con interessi ed emolumenti pagati in gran parte da tutti noi? Ma nessuno si chiede come un Balotelli qualsiasi, ragazzone isterico e "selvaggio", possa guadagnare in una stagione di più del più pagato dei "ministeriali romani, contro cui oggi -giustamente - si solleva il populismo nostrano?
L'Italia si perde nella foresta e s'inventa una simil Corea Riccardo Signori - Sab, 21/06/2014 - 08:35
L'Italia è entrata nella foresta di Recife e non ne è uscita più. Difficile capire quanto il nostro calcio sia maestro, ma nel ripescare storia e tradizioni non ci batte nessuno. Continua la maledizione inaugurata nel 2000: non vinciamo più più la seconda partita. E quando c'è da battezzare una nuova Corea non ci tiriamo indietro: Costa Rica è una delle tante Coree, forse è una delle migliori Coree. Non a caso è la prima qualificata di questo girone delle tre sorelle campionesse. La Cenerentola se n'è bevuta due e adesso avanti con l'Inghilterra, peraltro già eliminata. Ma guardate il ranking e non penserete al Real Madrid. E l'Italia è tornata Italietta. Partita gestita male, al limite del tutti a casa. Ora servirà non perdere con l'Uruguay eppoi ringraziare la differenza reti per passare come secondi del girone. Ma non ci sarà da stupirsi per un eventuale tutti a casa che il successo con gli inglesi sembrava aver allontanato: ce ne sono i presupposti, se la squadra non ripescherà gioco e forze. La seconda partita dice quale faccia hai: bastava fotografare il viso deluso di Prandelli, in conferenza stampa, per vedere rughe e grinze, insoddisfazioni e frustrazioni. L'Italia di Balotelli si è sciolta quando SuperMario si è mangiato le occasioni servitegli da Pirlo con il suo inseparabile stile pedatorio: palla in verticale e quell'altro che tiracchia e tira, comunque spadella le conclusioni. Poi quel lungo attendere un risveglio azzurro e quel più lungo soffrire la prepotenza fisica di Costa Rica, l'imperversare sulle zone laterali di Ruiz e Bolanos, la velocità di Joel Campbell e la cronica tremarella della difesa. Chiellini ha combinato i soliti guai quando gioca al centro, troppo caotico, falloso, sempre sull'orlo dell'esserci o non esserci: gli è andata bene quando l'arbitro ha ignorato un'ancata su Campbell che valeva un rigore, è stato trapassato un minuto dopo dal guizzo di Ruiz. Fino a quel momento l'Italia almeno ci aveva provato, Buffon non era stato proprio rassicurante nelle uscite, Costa Rica aveva fatto intuire di avere una difesa pronta ad aprirsi quando Pirlo trovava lo spazio. Alla lunga il gioco melinato è stato subissato dall'aggressività di Costa Rica, il centrocampo non ha trovato la sostanza di Candreva e Marchisio, Thiago Motta si è fatto fantasma, Balotelli ha cominciato a prender fischi ma anche un fallo che valeva un rigore. Arbitro da cinque in pagella perché ha visto poco e male. E non raccontiamocela con il caldo che ti sfianca, anche Costa Rica ne avrà pur sofferto. E l'arbitro ha permesso una sorta di time out spontaneo lasciando qualche manciata di secondi ai giocatori per bere e riprendersi Prandelli cercava il gioco qualità, ma qui non si è visto il gioco. Prandelli ha provato cambi, ma ha dimostrato di aver sbagliato il giudizio: bastava chiedere a Seedorf per capire quanto valesse Abate. Bastava chiedere a Conte per sapere cosa combini Chiellini a centro area, bastava non lasciarsi illuminare gli occhi da Cerci (dimenticando Immobile) per capire che non ha la personalità. La rivoluzione di gioco e di formula della ripresa, Cassano e Insigne in campo, poi anche Cerci, e Balotelli disperso nella solitudine dell'attacco, hanno dimostrato che i traditori delle speranze del ct sono tanti, le sue illusioni altrettante. Nella ripresa l'Italia non ha praticamente mai tirato in porta ad eccezione di Darmian (Darmian, capito?). Ci ha provato Insigne con un tiro da luna park. Bolanos ha continuato a far impazzire la nostra difesa, il tifo dello stadio Pernambucano ha trovato nei costaricani i beniamini da sostenere e negli italiani una banda di svagatoni da far sorridere: si sono fatti pescare 12 volte in fuorigioco. Trovata geniale per annunciare un'Italia in fuorigioco, se testa e gambe non ritroveranno fluido e forza. Vediamola così: l'Italia è un fantastico portafortuna per Costa Rica. Solo nel mondiale '90 passarono agli ottavi, stavolta gli hanno dato una mano i nostri generosi ragazzi. Ma adesso chi darà una mano all'Italia? Suarez non si mangia le reti che Balotelli ieri non ha segnato. E se il nostro regalasse meno baci alla Regina inglese e qualche gol a Italia nostra? È l'unica strategia vincente.
Insigne è stato costretto dal CT ad un andirivieni di tamponamento e poi di attacco, Cerci intelligentemente se ne è fòttuto. Perché farsi il qulo ? Quando nel 50 perdemmo dalla Svezia ci comprammo l’intera squadra o quasi. Chi ti vuoi comprare oggi dal Costarica ? Nessuno direi. L’arbitro nel 2’ tempo ha tollerato il gioco intimidatorio dei costaricani mentre i ns non riuscivano nemmeno a picchiare. il ko con la Costa Rica è stato il punto più basso dell'era Prandelli, con un risultato che non lascia spazio a dubbi. «La sconfitta è meritata - ammette il nostro ct - loro sono stati più aggressivi. Ora dobbiamo giocarci la qualificazione con l'Uruguay, del resto sapevamo che era un girone difficile. Abbiamo dato il massimo, loro sono stati bravi a chiudere ogni passaggio. Le squadre americane hanno una reattività diversa rispetto alle europee e il Costa Rica è una squadra organizzata, con prestanza fisica e che ha capacità di attaccare gli spazi». Abbiamo dato il massimo un càzzo Loro sono stati bravi un càzzo E qualcuno mi spieghi come mai i 2 della scuderia Raiola, Abate e il nero con pochi neuroni hanno un posto fisso. Prandelli sta preparando con Raiola l’uscita dalla Nazionale ? E il figlio di Prandelli sistemato al Parma che ci azzecca con Cassano (ieri moribondo) e Paletta. Però è tutto normale. La nuova sposa di Prandelli continua a fare jogging alle 7.30 nella foresta soprastante e a sciacquarsi il xulo dopo nel mare cristallino. Il marito ? : ‘grazie di tutto e della bella vacanza ma che si fotta , è grande ormai...’ Cmq al di la’ delle cervellotiche scelte del pretino, soffriamo maledettamente le partite sopra-ritmo, corriamo poco e male, poca intensita’ e poco coraggio, pensiamo troppo alla tattica : una punta, due punte, quello largo e l’altro che s’accentra… Gigi Buffon, al rientro dopo lo stop con l'Inghilterra ‘..nella débâcle odierna è stato importante non subire il secondo gol, ora abbiamo a disposizione due risultati su tre. Siamo delusi, ma è un punteggio clamoroso solo per chi pensa che ci siano ancora delle cenerentole in competizioni come il mondiale». Buffon responsabile al 40% insieme a Chiellini (60 %) del goal preso. Buffon che ieri è uscito alla càzzo almeno 3 volte.
Dall’euforia all’agonia Roberto Beccantini 20 giugno 2014
Non fai in tempo a parlar bene della Nazionale che sei costretto a buttarla giù dalla torre. Costa Rica non ha vinto per caso. Ha vinto con pieno merito: fra parentesi, le manca pure un rigore (Chiellini su Campbell). Siamo italiani e, dunque, Prandelli non la passerà liscia. Ci stava il ritorno di Buffon, anche se sul cross, probabilmente, avrebbe potuto uscire prima, o meglio. Il popolo aveva invocato la testa di Paletta e l’ha avuta. Mi ha lasciato perplesso, viceversa, la staffetta fra Verratti e Thiago Motta. Sarei però disonesto se la usassi per spiegare «tutto» il disastro. Perché sì, è stato proprio un disastro. Siamo finiti undici volte in fuorigioco, abbiamo cominciato con una punta (Balotelli) per finire con quattro (Balotelli, Cassano, Insigne, Cerci). Brutti segni. Dal ct mi sarei atteso cambi meno emotivi. Pochi tiri e poche palle gol. Ne ho contate due, entrambe nel primo tempo, entrambe sui piedi di Balotelli. Mario è stato troppo solo e poi troppo accompagnato. Altro che differenza. Non ha pagato il rimescolo difensivo (Abate a destra, Darmian da destra a sinistra, Chiellini da sinistra al centro), anche se i rischi corsi sono stati relativi. La Nazionale ha prodotto un’idea di calcio così sbiadita e sbagliata che sarebbe delittuoso giustificare, esclusivamente, con il clima e con il dispendio di energie (scusate, ma i nostri avversari?). Le scommesse vinte contro gli inglesi – dalla spinta di Darmian ai blitz di Candreva e Marchisio – sono state perse contro i costaricensi. Pirlo non può fare sempre miracoli, con il suo righello. In regime di 4-2-4, si è smarrito persino De Rossi. Eppure, per qualificarci, basterà pareggiare con l’Uruguay, squadra specializzata nel contro-gioco. Noi magari siamo più creativi, ammesso che ci si rialzi da una batosta simile, ma loro hanno Suarez e Cavani. Due lame contro un mazzo di foderi.
Amen
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