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 Oggetto del messaggio: Re: Livello dei mondiali
MessaggioInviato: lun 7 lug 2014, 15:25 
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Genna1908 ha scritto:
A livello emozionale non c'è paragone...Vince il Mondiale a mani basse, soprattutto per queste due ragioni!

Il mondiale si gioca ogni 4 anni.

Al mondiale partecipa la nazionale (per qualcuno ha ancora un determinato peso specifico questa parola)


Ed è un confronto fra scuole, la scuola italiana, quella brasiliana, quella tedesca, ecc. Il calcio di club, per quanto più competitivo, non ha nessun significato. Cosa mi rappresenta una squadra che ha un presidente arabo, un allenatore francese, il centravanti brasiliano, ma mezz'ala argentina, i terzini francesi? Non ha alcun senso. Chi vince? Vince una squadra araba? Francese? Brasiliana? Una volta, nella finale di Coppa Intercontinentale, il Milan aveva cinque italiani in campo, il Boca aveva sei giocatori con cognome italiano. Qual era la squadra italiana?


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 Oggetto del messaggio: Re: Livello dei mondiali
MessaggioInviato: lun 7 lug 2014, 15:31 
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Reg. il: ven 6 dic 2013,
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Quindi avere un cognome italiano significa essere rappresentanti della scuola italiana?


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 Oggetto del messaggio: Re: Livello dei mondiali
MessaggioInviato: lun 7 lug 2014, 15:39 
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Reg. il: mar 24 giu 2014
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Pascal ha scritto:
Quindi avere un cognome italiano significa essere rappresentanti della scuola italiana?


No, ma è un paradosso che una squadra italiana ha meno cognomi italiani in squadra che una straniera. Una squadra con un maggioranza di stranieri non la definisco più italiana. Perché è italiana? Perché ha la sede in Italia? La sede non determina le capacità dei giocatori e il loro modo di giocare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Livello dei mondiali
MessaggioInviato: lun 7 lug 2014, 16:28 
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Makanaky ha scritto:
Il fascino del mondiale è ampiamente superiore a tutto il resto. Anzi, personalmente è l'ultimo e superstite baluardo del calcio che mi faccia emozionare. L'ultimo.
Che non sia una competizione "perfetta" è fuor di dubbio. Le ragioni tecniche le avete già spiegate, ma sono ragioni che erano valide pure prima dell'era del calcio "televisivo".


secondo me, in epoca pre-televisiva, diciamo fino a Italia '90, le nazionali corrispondevano quasi perfettamente all'identità calcistica di quel paese. Filosoficamente parlando, la Germania Ovest campione del mondo a Roma non era diversa da quella che aveva trionfato a Berlino. Idem per il Brasile, per l'Argentina, per l'Italia.

questo fattore, unito al limite dei 2 o 3 stranieri per squadra, favoriva una forte caratterizzazione delle squadre nazionali. I calciatori italiani non dovevano cambiare modo di giocare quando andavano in nazionale, semplicemente perché in Italia si giocava all'incirca tutti alla stessa maniera, e quello che facevi nel club dovevi farlo in nazionale.

dagli anni Novanta in poi il calcio si è globalizzato e ora è difficile riconoscere un'impronta tradizionale così marcata.

non è un caso, secondo me, che la nazionale più dominante degli ultimi decenni, quella spagnola, giocasse un calcio molto "nazionalista" che i suoi calciatori conoscevano a memoria.


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 Oggetto del messaggio: Re: Livello dei mondiali
MessaggioInviato: lun 7 lug 2014, 16:32 
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noodles ha scritto:
Makanaky ha scritto:
Il fascino del mondiale è ampiamente superiore a tutto il resto. Anzi, personalmente è l'ultimo e superstite baluardo del calcio che mi faccia emozionare. L'ultimo.
Che non sia una competizione "perfetta" è fuor di dubbio. Le ragioni tecniche le avete già spiegate, ma sono ragioni che erano valide pure prima dell'era del calcio "televisivo".


secondo me, in epoca pre-televisiva, diciamo fino a Italia '90, le nazionali corrispondevano quasi perfettamente all'identità calcistica di quel paese. Filosoficamente parlando, la Germania Ovest campione del mondo a Roma non era diversa da quella che aveva trionfato a Berlino. Idem per il Brasile, per l'Argentina, per l'Italia.

questo fattore, unito al limite dei 2 o 3 stranieri per squadra, favoriva una forte caratterizzazione delle squadre nazionali. I calciatori italiani non dovevano cambiare modo di giocare quando andavano in nazionale, semplicemente perché in Italia si giocava all'incirca tutti alla stessa maniera, e quello che facevi nel club dovevi farlo in nazionale.

dagli anni Novanta in poi il calcio si è globalizzato e ora è difficile riconoscere un'impronta tradizionale così marcata.

non è un caso, secondo me, che la nazionale più dominante degli ultimi decenni, quella spagnola, giocasse un calcio molto "nazionalista" che i suoi calciatori conoscevano a memoria.


Sono d'accordo ma sposterei la data indietro di 8 anni, al 1982. Nell'86 c'era l'Argentina che giocava all'italiana, nel '90 addirittura il Brasile utilizzò il libero.


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 Oggetto del messaggio: Re: Livello dei mondiali
MessaggioInviato: lun 7 lug 2014, 16:50 
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sì certo, rivoluzioni del genere sono sempre graduali e non totalmente coerenti, non c'è mai un'ora X che fa da spartiacque ;)

ho indicato Italia '90 solo perché era il Mondiale più prossimo a eventi fondamentali come Maastricht (e la conseguente legge Bosman), la nascita della Champions League, l'avvento delle paytv, la nascita della Premier League, cioè la prima lega veramente globalizzata del mondo (anche e soprattutto dal punto di vista commerciale), etc etc


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 Oggetto del messaggio: Re: Livello dei mondiali
MessaggioInviato: lun 7 lug 2014, 17:00 
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Reg. il: mar 24 giu 2014
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noodles ha scritto:
sì certo, rivoluzioni del genere sono sempre graduali e non totalmente coerenti, non c'è mai un'ora X che fa da spartiacque ;)

ho indicato Italia '90 solo perché era il Mondiale più prossimo a eventi fondamentali come Maastricht (e la conseguente legge Bosman), la nascita della Champions League, l'avvento delle paytv, la nascita della Premier League, cioè la prima lega veramente globalizzata del mondo (anche e soprattutto dal punto di vista commerciale), etc etc


Sì, vero. Io ho messo il 1982 come data perché effettivamente nel Mondiale spagnolo tutte le grandi squadre giocavano ancora alla loro maniera, poi piano piano c'è stato l'appiattimento. In questo Mondiale possiamo vedere l'Olanda che gioca all'italiana, l'Italia che vuole fare una specie di gioco alla spagnola, il Brasile che pratica un non meglio precisato calcio europeo, la Germania che si vuole sudamericanizzare. Non si capisce più niente. Nel Mondiale è però almeno rimasto il fatto che le Nazionali hanno giocatori nati e cresciuti nei loro Paesi (anche se non tutte), valoriziamo questo visto che non si può più parlare di confronto fra scuole calcistiche.


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 Oggetto del messaggio: Re: Livello dei mondiali
MessaggioInviato: lun 7 lug 2014, 17:27 
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Reg. il: lun 18 mar 2013
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In merito alla perdita delle identità nazionali hanno giocato un ruolo evidentemente molto maggiore la legge Bosman o, in misura molto più generale, la "globalizzazione" piuttosto che l'invasione delle pay tv.

Poi che i soldi delle pay tv siano stati funzionali a promuovere maggiormente l'importanza e soprattutto gli interessi economici delle competizioni per club ai danni di quelle per nazionali è vero. Anche per questo le considero nefaste. Ma altro discorso è accettare questa realtà "passivamente" e dire "preferisco la Champions League ai mondiali". Mai e poi mai.
Condivido le considerazioni di Denilson sul discorso della totale perdita di identificazione nelle squadre di club.


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 Oggetto del messaggio: Re: Livello dei mondiali
MessaggioInviato: lun 7 lug 2014, 17:35 
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Reg. il: lun 20 feb 2012
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però non è che prima si giocasse davvero tutti allo stesso modo in italia , maggiore omogeneità certo , ma tra un liedohlm e un rocco c'era una bella differenza
cosi come una scuola calcistica può benissimo vivere un evoluzione , oggi la germania non gioca il calcio tedesco stereotipato ma gioca un calcio non meno condiviso dai club della bundesliga

riguardo ai club che c'erano più giocatori autoctoni è vero ed innegabile, del resto era un obbligo e questo sicuramente rendeva più identificabili le squadre di club
ma anche qui , all'interno del limite del restare nel campionato italiano ed essere italiani, i giocatori cambiavano squadra comunque spesso , cosi credo fosse anche all'estero


Ultima modifica di JC il lun 7 lug 2014, 17:38, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Livello dei mondiali
MessaggioInviato: lun 7 lug 2014, 17:37 
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Reg. il: mer 5 mag 2004,
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Makanaky ha scritto:
In merito alla perdita delle identità nazionali hanno giocato un ruolo evidentemente molto maggiore la legge Bosman o, in misura molto più generale, la "globalizzazione" piuttosto che l'invasione delle pay tv.

Poi che i soldi delle pay tv siano stati funzionali a promuovere maggiormente l'importanza e soprattutto gli interessi economici delle competizioni per club ai danni di quelle per nazionali è vero. Anche per questo le considero nefaste. Ma altro discorso è accettare questa realtà "passivamente" e dire "preferisco la Champions League ai mondiali". Mai e poi mai.
Condivido le considerazioni di Denilson sul discorso della totale perdita di identificazione nelle squadre di club.


be', le paytv sono state la mano armata della globalizzazione pallonara. Se in futuro, come sembra stia accadendo, gli Stati Uniti diventeranno una nazione anche calcistica, e se in seguito lo diventeranno anche India e Cina (con conseguente ribaltamento degli equilibri mondiali), ciò è dovuto in gran parte a Murdoch e ai suoi amici. Hai voglia a promuovere il calcio in un paese non calcistico se non gli fai vedere la Champions League o i campionati europei.


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