Makanaky ha scritto:
Il fascino del mondiale è ampiamente superiore a tutto il resto. Anzi, personalmente è l'ultimo e superstite baluardo del calcio che mi faccia emozionare. L'ultimo.
Che non sia una competizione "perfetta" è fuor di dubbio. Le ragioni tecniche le avete già spiegate, ma sono ragioni che erano valide pure prima dell'era del calcio "televisivo".
secondo me, in epoca pre-televisiva, diciamo fino a Italia '90, le nazionali corrispondevano quasi perfettamente all'identità calcistica di quel paese. Filosoficamente parlando, la Germania Ovest campione del mondo a Roma non era diversa da quella che aveva trionfato a Berlino. Idem per il Brasile, per l'Argentina, per l'Italia.
questo fattore, unito al limite dei 2 o 3 stranieri per squadra, favoriva una forte caratterizzazione delle squadre nazionali. I calciatori italiani non dovevano cambiare modo di giocare quando andavano in nazionale, semplicemente perché in Italia si giocava all'incirca tutti alla stessa maniera, e quello che facevi nel club dovevi farlo in nazionale.
dagli anni Novanta in poi il calcio si è globalizzato e ora è difficile riconoscere un'impronta tradizionale così marcata.
non è un caso, secondo me, che la nazionale più dominante degli ultimi decenni, quella spagnola, giocasse un calcio molto "nazionalista" che i suoi calciatori conoscevano a memoria.