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Tutte le scelte sono criticabili - ha spiegato Prandelli in un forum tenuto nella redazione della 'Gazzetta dello Sport' - Noi abbiamo convocato questi trenta dopo aver analizzato la stagione e letto i risultati dei test fisici. Ci sono stati giovani che si sono messi in mostra, la maggior parte dei Ct va in questa direzione e sarebbe stato sbagliato pensare di ringiovanire dopo il Mondiale. Saranno 40 giorni molto impegnativi, delicati a livello di recupero e prevenzione, in cui sarà necessario spendere delle energie"
Nonostante il nuovo grave infortunio al ginocchio, recuperato da poche settimane, anche Giuseppe Rossi è stato incluso fra i convocati... "L'ho convocato perché quattro mesi e mezzo fa, prima dell'infortunio, era capocannoniere della Serie A e lo è rimasto qualche settimana ancora dopo essersi fatto male, segno che stava compiendo qualcosa di straordinario - ha detto ancora Prandelli - La sua chiamata è un messaggio per tutti: se uno vuole una cosa e lotta e fa fatica per quella cosa, merita una chance. Un po' quello che fece Lippi con Totti nel 2006. Rossi è un campione anche di comportamento, il che non significa che sarà di sicuro fra i 23".
Non preso bene l'esclusione, invece, Criscito... "Questa è stata una scelta tecnica e con tutto il rispetto, non ho lasciato a casa Cabrini o Paolo Maldini - ha spiegato ancora il Ct azzurro - Noi seguiamo tutti i campionati, abbiamo 15 persone che vanno a osservare giocatori in giro per l'Italia e l'Europa e non mi sembra che lo Zenit in Europa abbia fatto chissà che cosa. Quelli del Psg ci sono... Premesso ciò, a sinistra abbiamo anche altre idee".
E riguardo il modulo di gioco della Nazionale ai Mondiali... "Un anno fa in Confederations abbiamo cambiato spesso il gioco e spiazzato un po' tutti - ha proseguito Prandelli - Poter cambiare diventa una risorsa, per questo lavoreremo su due-tre moduli: il 4-3-1-2, il 4-5-1 e il 3-5-2. Più difficile pensare al 4-3-3. Giocare con la difesa a tre non è una scelta retrograda, ma diventa troppo rinunciataria se la fai con tre centrali puri e terzini difensivi più che esterni. Ma se gli esterni di centrocampo sono offensivi e uno dei centrali è un difensore particolare perché sa giocare la palla, come faceva Scala al Parma, perché no? Poi se giochi contro una punta sola, la difesa a tre diventa per forza a quattro".
E l'attacco? Balotelli sarà l'attaccante su cui punta maggioremente Prandelli... "Se Balotelli è meglio da solo o con un compagno di reparto? Rispondo con i dati, di presenze e goal - ha detto il Ct - In campionato Mario ha segnato 14 goal, è stato praticamente sempre davanti e spesso da solo, anzi da solo ha giocato le sue migliori partite. Con la palla a noi deve stare là, in area, non deve venire incontro, e in questo ha ragione Berlusconi. Se a star là per 10 minuti si annoia, pazienza, ma deve restare concentrato sui movimenti giusti. A me non frega nulla che la punta venga fino a metà campo, e i miei centrocampisti non devono assecondare questo movimento, a costo di non dargli la palla".
Su Insigne e Immobile poi... "Insigne fino a un anno fa tutti pensavano che fosse una seconda punta da 10-12 goal - ha spiegato ancora Prandelli - Però quest'anno si è adattato a fare anche il centrocampista e di fatto è diventato un'alternativa a Candreva. Può darsi che scelga fra lui e Candreva. Immobile? Ha fatto tanti goal e queste sono le risposte giuste a quelli che dicevano: 'E' un ragazzo'. Fino a dieci mesi fa nessuno lo considerava, lui con caparbietà è diventato protagonista. Immobile o Destro? Potrebbero andare tutti e due".
Ma qual è l'obiettivo che Prandelli si prefigge ai Mondiali? Tanti dicono che l'Italia non supererà i quarti, sarebbe da ritenere un buon risultato? "Il tabellone non l'ho guardato - ha detto Prandelli - So che dobbiamo passare il primo turno e che ci dobbiamo organizzare per arrivare in finale. Io voglio arrivare in finale, poi vedremo cosa succederà".
goal.com
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